Gli anni

Di

Editore: L'Orma (Kreuzville Aleph 7)

3.9
(381)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: Paperback

Isbn-10: 889803816X | Isbn-13: 9788898038169 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lorenzo Flabbi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? È questo il nodo affrontato da Gli anni, romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la magistrale fusione della voce individuale con il coro della Storia. Annie Ernaux convoca la Liberazione, l’Algeria, la maternità, de Gaulle, il ’68, l’emancipazione femminile, Mitterrand; e ancora l’avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l’avvento di internet, l’undici settembre, la riscoperta del desiderio. Scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa «autobiografia impersonale» immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un’inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di «salvare» la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.
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  • 4

    Si è detto molto di questo libro e della Ernaux, pareri contrastanti, ma senza dubbio non è passato inosservato ai lettori. Ho letto che Gli anni sono un ampliamento e approfondimento de Il posto, e a ...continua

    Si è detto molto di questo libro e della Ernaux, pareri contrastanti, ma senza dubbio non è passato inosservato ai lettori. Ho letto che Gli anni sono un ampliamento e approfondimento de Il posto, e avendoli letti entrambi penso che Il posto è sensibilmente migliore perchè più intimo e personale.
    Gli anni abbraccia un intero vissuto personale che si intreccia alla Storia e se le vicende personali non intaccano il corso degli eventi storici è vero il contrario, gli eventi storici cambiano il corso delle nostre storie personali.
    La Ernaux ha una forte capacità evocativa, in alcuni passaggi mi sono rivista, non solo per vicinanza di età ma anche per sentimenti e suggestioni, persino nell'osservare le foto di me stessa e famiglia, e nei pranzi domenicali, e nei discorsi (la guerra, la fame, la ricostruzione).
    Lo stile è particolare, lei non usa mai la prima persona singolare, per cui i suoi ricordi sono i nostri ricordi anche se le epoche fossero diverse, ma ognuno di noi si ritrova ad essere prima figlio, poi genitore e poi adulto, e vedere cambiare gli atteggiamenti verso le persone che prima ci hanno accudito e che poi noi accudiamo. Un viaggio emozionante attraverso la storia e i costumi recenti.

    ha scritto il 

  • 3

    i ricordi di una vita attraverso la storia del 900. la storia è interessante e il tono è molto evocativo. rimane però un senso di sospensione e di distacco dal lettore, ma anche apparentemente dai tem ...continua

    i ricordi di una vita attraverso la storia del 900. la storia è interessante e il tono è molto evocativo. rimane però un senso di sospensione e di distacco dal lettore, ma anche apparentemente dai temi trattati (nonostante il tono autobiografico) che rende il tono freddo e non emoziona.

    ha scritto il 

  • 5

    Ernaux con i ricordi di una vita fa vivere il susseguirsi della storia dal punto di vista della quotidianita'. Mettendo a confronto la storia del '900 e quella del nuovo millennio, noto che la prima e ...continua

    Ernaux con i ricordi di una vita fa vivere il susseguirsi della storia dal punto di vista della quotidianita'. Mettendo a confronto la storia del '900 e quella del nuovo millennio, noto che la prima e' fatta e vissuta da persone, mentre la seconda dal susseguirsi di fatti, anche se di gravi conseguenze, risultano caduchi.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa è un'autobiografia scritta però con uno stile sorprendente ed una capacità evocativa fuori dal comune. Annie Ernaux è nata nel 1940 in Francia, pensava a questo libro da lungo tempo, rallentata ...continua

    Questa è un'autobiografia scritta però con uno stile sorprendente ed una capacità evocativa fuori dal comune. Annie Ernaux è nata nel 1940 in Francia, pensava a questo libro da lungo tempo, rallentata nella sua scrittura dagli impegni e dall'esigenza di non usare la prima persona singolare perché, come lei stessa dichiara, non desidera dare una spiegazione di sé ma rendere il fluire ininterrotto dei minuti, delle ore, dei giorni che compongono la vita di ognuno. Ci riesce alternando la prima personale plurale e la terza persona singolare e tracciando così una tessitura di memorie, sensazioni, ricordi che potrebbero appartenere a chiunque (noi) ma che sono solo suoi (lei). Più che un'autobiografia o una cronaca, quella di Ernaux è una rievocazione di sé e del mondo intorno a sé e un rintracciare le proprie tracce nel flusso della storia grande e piccola.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro da centellinare

    "Gli anni" di Annie Ernaux non è un libro che si divora tutto d'un fiato, ma è un libro unico, raro, prezioso, un'operazione da un lato geniale e cerebrale, ma insieme una lettura piacevole e importan ...continua

    "Gli anni" di Annie Ernaux non è un libro che si divora tutto d'un fiato, ma è un libro unico, raro, prezioso, un'operazione da un lato geniale e cerebrale, ma insieme una lettura piacevole e importante.

    La Ernaux compie un'operazione credo inedita nel tentativo di "restituire la dimensione vissuta della storia" e nella fattispecie della storia che ha vissuto lei. Il libro si presenta come un singolare miscuglio di autobiografia, ma raccontata in terza persona, come se si trattasse della biografia di qualcun altro, e storia, raccontata alla prima persona plurale e all'imperfetto.

    Gli elementi biografici e quelli storici (ma si tratta di storia in varie sue accezioni, da quella "ufficiale", della politica e delle guerre, alla storia sociale, dei costumi) sono punteggiati da descrizioni di fotografie dell'autrice, a partire da quella che la vede neonata, seduta su un cuscino al centro di un tavolo intarsiato, fino a un'immagine in cui è anziana e seduta in poltrona e tiene una bambina sulle ginocchia, evidentemente la nipote. Queste immagini fanno da "fermi-immagine della memoria e allo stesso tempo resoconti dell'evoluzione della sua esistenza".

    Nata all'inizio degli anni Quaranta, l'autrice rende così lo spirito, il sentire del tempo della guerra e soprattutto del dopoguerra, le speranze dell'età del boom, le rivolte del Sessantotto, vissute quando già era troppo tardi per parteciparvi da studentessa, l'atmosfera di libertà degli anni Settanta, gli anni di Mitterand alla presidenza e della caduta della cortina di ferro e del muro di Berlino, ... fino all'accelerazione tecnologica iniziata negli anni Novanta, vissuti in parte con spaesamento.

    Lascia trapelare le ambizioni di una giovane donna ("si è nutrita di esistenzialismo, di surrealismo, ha letto Dostoevskij, Kafka, tutto Flaubert, si è appassionata alle novità letterarie ... gli studi le paiono lo strumento di lotta privilegiato contro quell'impantanarsi femminile che le suscita pietà, quella tentazione di perdersi in un uomo che ha già conosciuto ... Nessuna voglia di sposarsi o di avere dei figli, la maternità le pare incompatibile con la vita dello spirito"), che finisce per ricadere negli stereotipi di vita che ha aborrito, con un matrimonio e due figli che fanno di lei una delle tante madri del ceto medio.

    E infarcisce il tutto di piccoli dettagli di costume e accenni di fatti di cronaca che purtroppo, essendo riferiti alla società francese, non possono essere colti appieno dal lettore italiano. In questo senso verrebbe spesso voglia di capire che effetto farebbe un'operazione simile applicata alla realtà italiana.

    Restano comunque, soprattutto nell'ultima parte, che ci è più vicina temporalmente ed è meno concentrata sugli avvenimenti francesi, spunti interessantissimi sia a livello di storia sociale che a livello di storia personale di una donna.

    ha scritto il 

  • 3

    So di essere un po' stretta di voti, soprattutto con questo libro che indubbiamente è scritto molto bene. Il problema con questo tipo di scrittura "a pezzi" è che la storia perde quella fluidità che d ...continua

    So di essere un po' stretta di voti, soprattutto con questo libro che indubbiamente è scritto molto bene. Il problema con questo tipo di scrittura "a pezzi" è che la storia perde quella fluidità che dovrebbe avere. Sono tutti bozzetti di una biografia piacevole che però raramente vengono approfonditi lasciandomi quel non so che di incompiuto. Peccato, perchè ripeto la ernaux scrive molto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gran bel libro di storia

    La Ernaux potrebbe essere mia nonna, ma leggendola ho capito che non poteva mai esserlo perché è una donna giovane, non è mai invecchiata durante gli anni, ha solo attraversato il tempo, diverse epoch ...continua

    La Ernaux potrebbe essere mia nonna, ma leggendola ho capito che non poteva mai esserlo perché è una donna giovane, non è mai invecchiata durante gli anni, ha solo attraversato il tempo, diverse epoche, diverse situazioni, una vita piena e forse nemmeno con tanti rimpianti. Anche se quasi tutti i fatti raccontati sono avvenuti in Francia, non puoi non sentire la vicinanza, i racconti dei nostri nonni sono quelli, la storia dell'Europa è quella lì, il dopoguerra è stato per tutti quella miseria di cui parla la Ernaux. E poi i fatti internazionali, quante volte con gli amici ci siamo chiesti cosa stavamo facendo durante l'11 settembre?

    ha scritto il 

  • 2

    Libro interessante che ripercorre la storia del dopoguerra e i cambiamenti della società, dei consumi, delle abitudini delle famiglie Il tutto scandito dalla descrizione di fotografie della protagonis ...continua

    Libro interessante che ripercorre la storia del dopoguerra e i cambiamenti della società, dei consumi, delle abitudini delle famiglie Il tutto scandito dalla descrizione di fotografie della protagonista. Libro forse più adatto a un francese, che si può ritrovare meglio in tante citazioni e descrizioni.. Diciamo che sono arrivato alla fine per miracolo..

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro storico autobiografico che dice del tempo e della storia che ci attraversa e che attraversiamo mentre viviamo . Mai banale, diritto e preciso sulla essenza di quello che vuole dire ... ...continua

    Un libro storico autobiografico che dice del tempo e della storia che ci attraversa e che attraversiamo mentre viviamo . Mai banale, diritto e preciso sulla essenza di quello che vuole dire ...mi ha sorpreso e l ho divorato

    ha scritto il 

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