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Gli anni Zero

Atlante di un decennio condensato

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.3
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876381589 | Isbn-13: 9788876381584 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Carlo Antonelli

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Descrizione del libro
È stato un decennio breve e folgorante – gli Anni Zero sono cominciati l’11 settembre del 2001 e finiti il 4 novembre 2008 con l’elezione di Obama (o forse con la morte di Michael Jackson, il 25 giugno 2009) – otto anni scarsi iniziati con il più micidiale punto e a capo che si sia mai visto sul periodo precedente, quella fase brevissima e dai caratteri unici che va dalla morte di Carlo Giuliani il 20 luglio 2001 alla sinfonia mortale di New York, per dirla con Stockhausen. I traumi, le emergenze, le epidemie, la nuova geopolitica mondiale, le redivive guerre di religione, i centri di detenzione temporanea e di tortura permanente, la diffusione delle tecnologie mobili e delle piattaforme dei social network, lo strapotere dei consumatori gay e di quelli appartenenti alla nuova Terza età, tutto concorre a fare di questi Anni Zero un decennio condensato, folgorante, qui ri-visto e ri-pensato attraverso una raccolta di luminosi saggi firmati da: Simon Reynolds, Judith Butler, Naomi Klein, Simon Kuper, Susan Faludi, Slavoj Žižek, e molti altri. E due interviste: una a Barack Obama, prima della sua vittoria del 2008, e l’altra a Zinedine Zidane, dopo la micidiale testata a Marco Materazzi.
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  • 4

    l'almanacco smart degli anni Zero.

    Un saggio smart sugli anni Zero: convenzionalmente segnato dal G8 di Genova fino alla morte di Michael Jackson, ma non si tratta di un saggio sulle solite ‘cose di cronaca’ e alla fine non sono nemmeno nomi noti come Slavoj Zizek, Naomi Klein e Enrico Ghezzi a segnare gli articoli – saggi che più ...continua

    Un saggio smart sugli anni Zero: convenzionalmente segnato dal G8 di Genova fino alla morte di Michael Jackson, ma non si tratta di un saggio sulle solite ‘cose di cronaca’ e alla fine non sono nemmeno nomi noti come Slavoj Zizek, Naomi Klein e Enrico Ghezzi a segnare gli articoli – saggi che più fanno breccia nel lettore. E’ una letteratura scientifica e diffusa, una saggistica non accademica ma colta: ottimi, in modo particolare l’analisi filosofica (arendtiana – foucoltiana) dei Centri di Permanenza temporanea di Federico Rahola, l’antropologia calcistica globalizzata di Simon Kuper e Stefan Szymansky, la rivoluzione (più tecnologica che fattuale) della musica al tempo dell’ipod e dei social network di Simon Reynolds, fino alla disamina sulla vita e la morte di D. Foster Wallace. Saggi di costume e società interpretati in una codificazione mirabile né accademica né da tabloid, non ho amato i saggi politici troppo all’americana tratti per lo più dal New Yorker a proposito della Guerra in Iraq con il suo corollario di strategia preventiva e indagini economiche varie, quello che si annida nella prima parte del libro.

    Sicuramente diverso dal solito resoconto piagnone e all'italiana da resoconto. E' una spirale saggistica tutta particolare, sconfinante, tutto tranne che un tradizionale almanacco giornalistico del decennio. Smart. Un cassetto post moderno e liquido, multilaterale, pieno di nicchie interessanti. Smart, smart,smart!

    ha scritto il 

  • 0

    Per chi volesse risparmiare e avere un'anteprima di ciò che troverà nel libro: nel numero in edicola del magazine Rolling Stones sono contenuti più di qualche articolo che trovate raccolti nel volume... son dueeuroenovanta...

    ha scritto il