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Gli anni con Laura Díaz

Di

Editore: il Saggiatore (Scritture, 105)

3.9
(106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 509 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842808466 | Isbn-13: 9788842808466 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ilide Carmignani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nata nella regione di Veracruz da una famiglia di latifondisti, Laura Díaz conosce presto gli slanci e i contrasti della rivoluzione: è lottando per una società più giusta che il fratellastro Santiago trova la morte. Quella prima figura maschile l'accompagnerà negli anni e segnerà profondamente la sua esistenza. Il matrimonio con un leader sindacale porta Laura a Città del Messico, dove conosce, negli ambienti intellettuali, l'inquietudine, la sete d'esperienza e una forza interiore inesauribile. E' grazie a queste risorse che la protagonista continua il suo cammino, vivendo nuovi amori e nuove perdite: la passione per un ambasciatore spagnolo esiliato dal franchismo, la morte del figlio e del nipote, l'affetto di un americano.

Note generali.
Titolo originale: Los anos con Laura Díaz.

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  • 3

    Questo libro mi ha fatto proprio incazzare, ma devo spiegare perché. Contiene moltissime pagine belle. Sia quando parla della storia del Messico, sia quando la usa per scandire la storia del mondo, sia quando si lascia andare a digressioni psicologiche e a riflessioni in prima persona. Queste pag ...continua

    Questo libro mi ha fatto proprio incazzare, ma devo spiegare perché. Contiene moltissime pagine belle. Sia quando parla della storia del Messico, sia quando la usa per scandire la storia del mondo, sia quando si lascia andare a digressioni psicologiche e a riflessioni in prima persona. Queste pagine notevoli vengono però intervallate, a volte, da frasi da soap opera indegne dell'autore, che dà ampia prova di essere in grado di scrivere senza fare il piacione, se gli va. Inoltre in molti casi sembra che si adatti a scrivere di mestiere, imitando alla bell'e meglio lo stile dei sudamericani che vendono e lasciando trasparire una sostanziale mancanza di sincerità. A ciò si aggiunga un editing discutibile. A volte ci sono frasi e similitudini che si ripetono, sfuggite a un editore poco attento. Come se non bastasse le ultime 100 pagine vedono un calo netto della qualità e dell'ispirazione, con la parte sul maccartismo che a volte pare davvero interminabile. Insomma: dove il libro funziona sarebbe da 5 stelle, dove non funziona fa voglia di andare sotto casa dell'autore e insultarlo. Facciamo 3 stellette e non pensiamoci più, ma curandolo meglio poteva essere un gran bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Laura Dìaz, passa i primi anni della sua esistenza in un Messico rurale e rigoglioso, con la madre e le zie nella villa padronale dei nonni, un immigrato tedesco che ha voluto tagliare ogni ponte col passato e sua moglie il cui sguardo spesso rapito tradisce il ricordo di un ladro, non gentiluo ...continua

    "Laura Dìaz, passa i primi anni della sua esistenza in un Messico rurale e rigoglioso, con la madre e le zie nella villa padronale dei nonni, un immigrato tedesco che ha voluto tagliare ogni ponte col passato e sua moglie il cui sguardo spesso rapito tradisce il ricordo di un ladro, non gentiluomo ma bel guappo di sicuro, che, mozzandole quattro dita decenni prima, le rubò gli anelli di famiglia e forse il cuore. Laura Dìaz, il cui primo amore, quello platonico dei dodici anni, si consuma sui pontili di Veracruz, teatro di un'adolescenza felice, bruscamente interrotta da una fugace intrusione della violenza portata dalla Rivoluzione (una delle tante che si susseguono nel Messico di questi anni). Laura Dìaz, che sposa un attivista politico perché vede in lui una personalità carismatica e magnetica, per poi scoprire di essersi innamorata di un'idea di persona e di un'idea fatta a persona.

    Laura Dìaz puttana, come la etichetta tacitamente il secondogenito, perché è pronta ad abbandonare il nido famigliare per gettarsi senza compromessi nei suoi amori, siano essi per un dandy che la introduce nella scena bohèmien di Città del Messico o per un hidalgo, con un passato di lotte ed una vocazione autodistruttiva da eroe romantico triste. Laura Dìaz, che per oltre sessant'anni vive in un Messico splendido e spietato, che conferma la sua naturale vocazione al meticciato attirando i profughi delle battaglie che si combattono altrove (la guerra civile spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, il maccartismo) in un fecondo melting pot di ideologie e tragedie personali che si trovano a confronto. Carlos Fuentes ha scritto un romanzo magnifico, in lui si fondono il gusto per la saga generazionale dei sudamericani ed il lucido cinismo che permette uno spaccato rappresentativo della realtà degli statunitensi, lirismo e realismo viaggiano di pari passo, le storie (della gente) e la Storia (del Messico) si fanno presenza quasi palpabile. Il risultato è un romanzo che è anche una dichiarazione d'amore per un Paese, fatta tramite un personaggio femminile vivido e memorabile."

    Ancora non so se questo romanzo mi sia veramente piaciuto. lo trovo troppo ricco di particolari, di storia, di eventi che a seguirli tutti si fa fatica. La descrizione psicologica di questa donna poi, non mi convince. Un uomo non riuscirà mai ad entrare nel cuore e nel cervello di una donna. Questo personaggio sembra attraversare la vita in modo leggero, senza che dolori delusioni, tradimenti la scalfiscano veramente. Forse mi aspettavo qualcosa di diverso. Tuttavia per chi ama gli affreschi storici è un bel libro. Questa donna poi non si fa mai vincere dalla vita, segue sempre e comunque i suoi desideri e se stessa. Tuttavia mette tristezza il fatto che sopravvive alle persone a lei più care realizzando comunque un destino di solitudine, anche se serenamente accettata.

    ha scritto il 

  • 4

    un affresco del messico nel xx sec. un romanzo di ampio respiro storico-politico-sociale-ideologico vissuto attraverso gli occhi di una donna carismatica, ineusaribile e controcorrente. a tratti appesantito da digressioni psicologiche

    ha scritto il 

  • 3

    La protagonista non è Laura Diaz, protagonisti sono gli anni, tanti anni, quasi tutto il Novecento con la sua storia e i suoi intellettuali, osservati dall’epicentro di un Messico a inizio secolo meta di immigrati dall’Europa, poi base di partenza per chi va a cercar fortuna negli Stati Uniti. Da ...continua

    La protagonista non è Laura Diaz, protagonisti sono gli anni, tanti anni, quasi tutto il Novecento con la sua storia e i suoi intellettuali, osservati dall’epicentro di un Messico a inizio secolo meta di immigrati dall’Europa, poi base di partenza per chi va a cercar fortuna negli Stati Uniti. Dalla Rivoluzione alla sua involuzione istituzionale, fino al Massacro di Tlatelolco e oltre, passando per la Guerra civile spagnola le persecuzioni antisemite nel Vecchio Continente e il maccartismo, la carne al fuoco è troppa, anche per un romanzo fluviale e ambiziosissimo come questo. Ne fanno le spese alcuni passaggi sbrigativi, come l’incontro tra Laura e sua nuora. Resta però l’esperienza di una grandiosa epopea vissuta attraverso la sua eroina, che non a caso sopravvive a quasi tutti gli altri personaggi. Dapprima attraverso i suoi occhi, incapaci di comprendere i misteri della Storia e dell'animo umano, in seguito attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, con cui finalmente decide di immortalare gli eventi, catturandoli per capirli e custodirli, e scoprendosi artista a cinquant’anni, grazie anche e soprattutto alle esperienze maturate. Esperienze ispirate a vicende realmente accadute alla famiglia Fuentes.

    ha scritto il 

  • 4

    "e si chiedeva...

    ... "c'è qualcosa d'altro? è tutto qui?"
    chi ti ha detto che c'era qualcos'altro, chi ti ha detto che c'era qualcosa di diverso dopo il matrimonio e i figli?
    Qualcuno ti ha promesso qualcos'altro?"


    E Laura questo qualcos'altro lo cerca, romanzo di amore e politica...


    Bello. Bello. ...continua

    ... "c'è qualcosa d'altro? è tutto qui?" chi ti ha detto che c'era qualcos'altro, chi ti ha detto che c'era qualcosa di diverso dopo il matrimonio e i figli? Qualcuno ti ha promesso qualcos'altro?"

    E Laura questo qualcos'altro lo cerca, romanzo di amore e politica...

    Bello. Bello.

    Indimenticabile il fratellastro Santiago.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia è molto bella... se l'avesse scritto Garcia Marquez sarebbe stato un capolavoro, mentre Fuentes non riesce proprio a convincermi... le prime 400 pagine sono un polpettone, nelle ultime 100 diventa godibile.

    ha scritto il 

  • 5

    le parole di fuentes sono calde e dense come il sangue, che sboccia dai corpi, che macchia indelebile il ricordo.
    e la vita si rivela infine un accogliente abbraccio dalle mille lame, un'interminabile catarsi genealogica in cui i sogni e le azioni di ognuno si confondono e complementano quelle al ...continua

    le parole di fuentes sono calde e dense come il sangue, che sboccia dai corpi, che macchia indelebile il ricordo. e la vita si rivela infine un accogliente abbraccio dalle mille lame, un'interminabile catarsi genealogica in cui i sogni e le azioni di ognuno si confondono e complementano quelle altrui. il messico si rifrange nei volti che animano le vicende, ritratto e riassunto in un'immobilità murale dalla quale trasuda il racconto di un paese incarnato nella memoria e nel coraggio di una donna.

    ha scritto il 

  • 4

    NUVOLE E MESSICO

    Ricordo John Reed quando parlava della sua esperienza messicana affermare che i suoi interlocutori si stupivano che negli Stati Uniti potesse avere amici che militavano in opposti schieramenti senza avere rancori insanabili. Ecco questo ribollire messicano, queste ansie, il Partito Rivoluzionario ...continua

    Ricordo John Reed quando parlava della sua esperienza messicana affermare che i suoi interlocutori si stupivano che negli Stati Uniti potesse avere amici che militavano in opposti schieramenti senza avere rancori insanabili. Ecco questo ribollire messicano, queste ansie, il Partito Rivoluzionario Istituzionale. Quante speranze, quanta gente fucilata...è terribile, ma ha prodotto magnifici fiori. Anche questa storia, forse letterariamente non sempre coesa, è una mareggiata e da quella spuma sono nati sogni e meraviglie.

    ha scritto il 

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