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Gli anni del riso e del sale

Di

Editore: Newton & Compton

3.4
(20)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 524 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854107565 | Isbn-13: 9788854107564 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Corda , F. Toticchi

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La Morte Nera, la terribile epidemia di peste, si abbattè sull'Europa nelquattordicesimo secolo con conseguenze devastanti: circa un terzo dellapopolazione del Vecchio continente fu annientata. Ma cosa sarebbe accaduto sela pestilenza avesse ucciso il 99 per cento della popolazione? Come sarebbecambiato il mondo?
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  • 4

    Da:


    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Maggio2007.html


    Puo' essere considerato un romanzo di storia alternativa, perche' parte da un fatto che avviene in un modo un po' diverso da quello che conosciamo noi e da li' cerca di trarne le conseguenze piu' o men ...continua

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Maggio2007.html

    Puo' essere considerato un romanzo di storia alternativa, perche' parte da un fatto che avviene in un modo un po' diverso da quello che conosciamo noi e da li' cerca di trarne le conseguenze piu' o meno logiche, ma in realta' non lo e' veramente, perche' lo sviluppo della storia non e' analizzato in modo continuo, ma solo attraverso visioni parziali e personali dei vari personaggi che si susseguono nei lunghi secoli che il racconto copre.
    Potrebbe sembrare un romanzo sulle religioni, in quanto una gran parte di esso e' proprio dedicato all'analisi delle conseguenze reali dei precetti delle varie religioni, esclusa per ovvie ragioni quella cristiana, e delle loro differenze e similitudini, effetto e insieme causa dei diversi stili e filosofie di vita delle varie popolazioni della Terra, ma non e' veramente nemmeno questo, perche' non e' la religione l'interesse principale.
    Sicuramente l'aspetto filosofico e' particolarmente curato, con analisi anche originali sul significato della vita umana, sul valore dei principi morali e la loro estrinsecazione materiale, ma non e' un romanzo filosofico, perche', pur seguito con attenzione, questo aspetto non e' analizzato sistematicamente, ma salta da punto di vista a punto di vista opposto, senza una idea unificante, se non quella della reincarnazione delle anime, che e' in effetti l'elemento che connette gli uni agli altri tutti i capitoli dell'intera vicenda.
    Potrebbe anche sembrare un romanzo scientifico, in cui si analizza come la cultura dell'osservazione sperimentale, dell'analisi della realta' come propedeutica alla formulazione di modelli o teorie possa svilupparsi, in mancanza della rivoluzione del pensiero occidentale, da culture sostanzialmente fondamentaliste. Ma non e' nemmeno questo, perche' se anche lo sviluppo scientifico e' illustrato con qualche dettaglio, le vere motivazioni del suo nascere non sono analizzate con chiarezza.
    In realta' e' un insieme di tutte queste cose, di questi motivi, per cui, quasi inevitabilmente, pecca di omissioni ed ingenuita' in ognuno di questi aspetti. Ma e' un racconto corale, una speculazione sulla natura umana, in cui la reincarnazione delle anime, il ritrovarsi secolo dopo secolo delle stesse nature in persone diverse, e' solo un espediente narrativo per dare una continuita' ad un racconto che, spandendosi su un periodo temporale cosi' ampio, non potrebbe che essere frammentario.
    Sono tantissimi gli spunti di riflessione che questo romanzo riesce a creare, e credo che siano totalmente diversi da persona a persona, in base alla sensibilita' individuale.
    C'e' ovviamente un elemento identificabile come tesi centrale di questa opera, ed e' la speranza di una maggiore uguaglianza tra tutti gli esseri umani, tra i sessi e tra le etnie, una tolleranza reciproca della propria individualita', delle proprie abitudini e, sopratutto, della propria filosofia di vita. E' qualcosa che e' nello stesso tempo inferiore all'idea di una societa' socialista, perche' manca della sua analisi economica, e ne e' anche superiore, perche' ne trova le ragioni piu' profonde nella necessita' emotiva dell'umanita' tutta.
    Avevo gia' parlato di questo scrittore, presentando uno dei suoi primi romanzi di fantascienza, Icehenge, e avevo anche fatto notare la sua notevole capacita' descrittiva, molto evidente nonostante i romanzi che lo hanno reso famoso non sono mai stati pubblicati in modo completo in Italia.
    Questo romanzo sembra discostarsi totalmente dalle sue opere precedenti, perche' dalla descrizione di sviluppi spaziali, nel senso che e' lo spazio occupato dall'umanita' il problema analizzato prima, si passa ad un'analisi storica, di sviluppo possibile, e nello stesso tempo necessario.
    In realta' mi sembra di osservare una unita' di pensiero che attraversa tutte le opere di Robinson, ed e' il ruolo della memoria, che e' per lui l'elemento identificante dell'identita' umana. Sia essa la memoria temporalmnte limitata, nonostante la rigenerazione fisica, di Icehenge, che quella che unisce una umanita' alla conquista di un pianeta nuovo ed ostile come Marte, o i frammenti sconclusionati, incoerenti, che uniscono le vite delle successive reincarnazioni, e l'ansia di ricordare le vite precedenti, gli sforzi fatti per ottenere un minimo risultato e riuscire a conservarlo che e' un elemento non minore di questo ultimo romanzo.
    Una sola osservazione sulla qualita' editoriale. Il volume contiene un notevole numero di refusi tipografici, del tipo non rilevabile da un correttore lessicale automatico ma che non potrebbero sfuggire ad un occhio umano, che evidentemente e' un lusso che non ci si puo' piu' permettere.....

    ha scritto il 

  • 2

    non capisco che senso abbia ideare una storia ucronica così potenzialmente bella, e dstruggerla infarcendo un romanzo ad episodi pervaso di mistica, ma che stringi stringi, non ha nulla delle caratteristiche del genere (modi di vita, evoluzione delle civiltà, influenze, sviluppo). qui ci troviamo ...continua

    non capisco che senso abbia ideare una storia ucronica così potenzialmente bella, e dstruggerla infarcendo un romanzo ad episodi pervaso di mistica, ma che stringi stringi, non ha nulla delle caratteristiche del genere (modi di vita, evoluzione delle civiltà, influenze, sviluppo). qui ci troviamo davanti alla storia del singolo che abita questo mondo appestato, ma il fatto che lo sia è puro pretesto per la narrazione d'avventura. ma potevi fare una raccolta di racconti no? invece di sprecarmi l'idea di un mondo dove la peste abbia decimato tutta la società occidentale, che ti venga un colpo!

    ha scritto il 

  • 0

    Gli anni del riso e del sale

    Ambiziosissima opera di storia alternativa (o ucronia)che racconta una diversa storia del mondo, dal Trecento ad oggi, al seguito di una Morte Nera che cancella dalla faccia del pianeta la civiltà occidentale. La rivoluzione industriale nasce in India, l'Islam non ha più rivali ma ad un certo pun ...continua

    Ambiziosissima opera di storia alternativa (o ucronia)che racconta una diversa storia del mondo, dal Trecento ad oggi, al seguito di una Morte Nera che cancella dalla faccia del pianeta la civiltà occidentale. La rivoluzione industriale nasce in India, l'Islam non ha più rivali ma ad un certo punto deve riformare sè stesso, la Cina è un'indiscussa potenza di primo piano, etc. Curiosa l'idea di cambiare protagonisti ad ogni secolo... personaggi che in realtà non sono altro che reincarnazioni di un ristretto gruppo di individui i cui destini sono intrecciati tra loro attraverso lo scorrere del tempo... destinati sempre ad incontrarsi durante "gli anni del riso e del sale"; cioè il periodo in cui vivono, soffrono, amano e lavorano come esseri umani.

    ha scritto il 

  • 5

    Si parlava molto di questo libro all'epoca della sua uscita negli Stati Uniti, ma non si capiva perchè nessuno in Italia lo volesse pubblicare; ora è chiaro: non è fantascienza né fantasy, non almeno nel senso tradizionale dato ai termini, è abbastanza lungo e gode di una narrazione lenta e fluvi ...continua

    Si parlava molto di questo libro all'epoca della sua uscita negli Stati Uniti, ma non si capiva perchè nessuno in Italia lo volesse pubblicare; ora è chiaro: non è fantascienza né fantasy, non almeno nel senso tradizionale dato ai termini, è abbastanza lungo e gode di una narrazione lenta e fluviale che potrebbe scoraggiare molti lettori. Ha un che di favolistico, un po' le Mille e una notte, un po' il Milione e un po' i Viaggi di Ibn Battuta e una volta iniziata la lettura è difficile interrompere. Cosa sarebbe successo se la peste avesse sancito il declino del mondo occidentale "as we know it"? Tante storie collegate tra loro da un comune destino che commuovono, sorprendono, fanno pensare. Nonostante qualche refuso un encomio alla Newton & Compton per aver preposto anche in Italia un romanzo di cui si sentiva la mancanza (senza che lo sapessimo!?).

    ha scritto il 

  • 4

    L'idea del libro nasce dal seguente presupposto ucronico: la peste del XIV secolo decimò il 99% della popolazione europea.
    Ora, la quasi totalità della popolazione europea del XIV secolo era di religione cattolica e, soprattutto, la quasi totalità dei cattolici viveva in Europa.
    Di co ...continua

    L'idea del libro nasce dal seguente presupposto ucronico: la peste del XIV secolo decimò il 99% della popolazione europea.
    Ora, la quasi totalità della popolazione europea del XIV secolo era di religione cattolica e, soprattutto, la quasi totalità dei cattolici viveva in Europa.
    Di conseguenza la peste ha ammazzato quasi tutti i cattolici e l’umanità sopravvissuta è in gran parte arabo-islamica o cino-buddhista (senza dimenticare le popolazioni precolombiane di Nord, Centro e Sud America).
    Da queste premesse Robinson sviluppa un romanzo complesso, affascinante, mai banale, seguendo il suo percorso narrativo (e filosofico) sino in fondo, senza mai cedere a facili semplificazioni.
    Di questi tempi, mi sembra che il romanzo possa offrire ampi spunti di dibattito.

    ha scritto il