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Gli dèi dei Germani

Saggio sulla formazione della religione scandinava

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 19)

3.9
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845901734 | Isbn-13: 9788845901737 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Bianca Candian

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: History , Da consultazione , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Questo libro non ci offre soltanto un prezioso quadro di una delle mitologie più affascinanti e relativamente meno conosciute, pur essendo a noi vicina: la mitologia nordica. In esso il grande studioso francese ha dato una delle più convincenti applicazioni della sua famosa teoria della tripartizione funzionale, teoria che ha avuto un ruolo radicalmente innovatore nello studio delle antiche religioni indoeuropee, paragonabile a quello delle Strutture elementari della parentela di Lévi-Strauss in rapporto agli studi sulla parentela. Gli intricati conflitti fra gli Asi e i Vani, le due grandi famiglie divine che abitano il pantheon nordico, vengono così ricondotti a una necessità strutturale e l'ambiguo significato di molte divinità viene illuminato dal confronto con le divinità funzionalmente corrispondenti in altre religioni indoeuropee. Attraverso l'analisi delle varie forme di sovranità, quali si manifestano nelle figure divine, vediamo così delinearsi il profilo di una civiltà intera, e possiamo osservare da vicino l'origine e il fondamento di certe costanti - dal senso della fatalità a quello della fedeltà tribale, all'onore guerresco, alla magia nefasta -, che continueranno poi a riverberare nel corso di tutta la storia germanica.
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  • 3

    Mitologia Germanica e mitologia indiana

    Mi aspettavo qualcosa di diverso: una narrazione un po' più organica delle leggende legate agli dei del Nord Europa (Odino, Thor, ecc.) con un commento; invece in questo libro si trovano lunghe digressioni/confronti tra la mitologia germanica e le altre mitologie (soprattutto quella indiana).
    ...continua

    Mi aspettavo qualcosa di diverso: una narrazione un po' più organica delle leggende legate agli dei del Nord Europa (Odino, Thor, ecc.) con un commento; invece in questo libro si trovano lunghe digressioni/confronti tra la mitologia germanica e le altre mitologie (soprattutto quella indiana).
    Interessante, ma a volte un po' dispersivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un sorprendente libretto che coinvolge in un'avventura da archeologo delle religioni e fa scoprire collegamenti insospettati tra divinità di mondi lontanissimi nello spazio e nel tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Saggio sulla formazione della religione scandinava. Dall'indice: Dèi Asi e dèi Vani; La magia, la guerra e il diritto (Odhinn, Tyr); Il dramma del mondo (Baldr, Hödhr, Loki); Dalla tempesta al piacere (Thorr, Njördhr, Freyr, Freyja).
    Interessante, ma troppo concentrato sulla derivazione ind ...continua

    Saggio sulla formazione della religione scandinava. Dall'indice: Dèi Asi e dèi Vani; La magia, la guerra e il diritto (Odhinn, Tyr); Il dramma del mondo (Baldr, Hödhr, Loki); Dalla tempesta al piacere (Thorr, Njördhr, Freyr, Freyja).
    Interessante, ma troppo concentrato sulla derivazione indoeuropea, rispetto a quello che cercavo io. Cmq ottimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Saggio breve essenziale che va letto per quello che è: un saggio funzionalista.
    Quest'approccio ha i suoi limiti e prenderlo per oro colato (mi riferisco alla recensione precedente alla mia) è quanto di più sbagliato si possa fare, anche se sicuramente è una lettura fondamentale per affront ...continua

    Saggio breve essenziale che va letto per quello che è: un saggio funzionalista.
    Quest'approccio ha i suoi limiti e prenderlo per oro colato (mi riferisco alla recensione precedente alla mia) è quanto di più sbagliato si possa fare, anche se sicuramente è una lettura fondamentale per affrontare la mitologia norrena.

    ha scritto il 

  • 2

    Si sa che non sono un aficionado delle traduzioni fatte da persone che non hanno un minimo di infarinatura sull'argomento che stanno per trattare, ma che si limitano ad una traduzione "word by word". Purtroppo questo è il caso della presente opera, passi che l'accento acuto dei nomi norreni sia s ...continua

    Si sa che non sono un aficionado delle traduzioni fatte da persone che non hanno un minimo di infarinatura sull'argomento che stanno per trattare, ma che si limitano ad una traduzione "word by word". Purtroppo questo è il caso della presente opera, passi che l'accento acuto dei nomi norreni sia sostituito dall'accento circonflesso francese, o che nella prefazione si dica a pag. 13 che la "j" scandinava si legga come la "y" francese (ma quando mai! direbbe uno delle mie parti), ma quando ho visto tradurre il femminile di Asi con Asine (!!!) corredato anche da un bel [sic], ho capito che mi trovavo davanti a qualcosa di diverso. Qua e là si riscontrano altri errori di traduzione, ma in generale spesso la traduzione è poco scorrevole e macchinosa (non basta tradurre nella lingua d'arrivo, ma saper tradurre adattando sintassi e prosodia).
    Passando brevemente al contenuto del saggio, questo si divide in 4 capitoli. Il primo affronta l'annosa questione dell'origine delle due stirpi divine Asi e Vani, alla tesi storicista che vede quest'ultimi come divinità indigine poi soppiantate da una nuova casta guerriera giunta in Scandinavia che ha poi imposto il proprio pantheon, Dumezil propone la sua tesi strutturalista, con ampi rimandi alla religione Indoiranica, in cui spiega che questa dualità era già presente nel sistema religioso di quel popolo che successivamente ha occupato la penisola Scandinava. Il secondo capitolo parla del dualismo tra Odino e Tyr, e dei molti misteri che avvolgono quest'ultimo, Odino ha sostituito Tyr sotto influsso continentale? Quale cambiamento ha portato Tyr, che ha nel suo nome le tracce del *deiwo- indeuropeo passato in tutti i nomi delle principali divinità europee da Juppiter a Zeus ecc, ad essere sostituito nel pantheon nordico da Odino? La spiegazione di Dumezil è molto semplice, in comparazione con le fonti indeuropee, è possibile ammettere le due divinità su uno stesso piano ma con compiti diversi, Odino sinonimo di furor quindi guerra, ebbrezza, poesia, Tyr reggente della giustizia. Il terzo capitolo spiega alla luce della mitologia Indoiranica e Zoroastriana il mito di Baldr come scevro da contaminazioni Cristiane o dei culti di fertilità ma come invece un mito già presente nella mitologia indeuropea. Ultimo capitolo illustra brevemente le figure di Njordhr, Freyr e Freyja.

    ha scritto il 

  • 0

    Dumézil, Georges, Gli dèi dei Germani, Milano, Adelphi, 2002.

    Presentazione di Antonino Frenda
    in Ctonia -5, Luglio 2009.
    <a href="http://www.ctonia.com/madre.htm" target="_blank">www.ctonia.com</a>

    Gli dèi dei Germani ricopre senza dubbio un’importanza di primo piano nella sterminata opera dumézilliana e negli studi storico-r ...continua

    Presentazione di Antonino Frenda
    in Ctonia -5, Luglio 2009.
    <a href="http://www.ctonia.com/madre.htm" target="_blank">www.ctonia.com</a>

    Gli dèi dei Germani ricopre senza dubbio un’importanza di primo piano nella sterminata opera dumézilliana e negli studi storico-religiosi novecenteschi. Il libro, preparato nell’autunno del 1938, «dopo tre lustri di pesanti incertezze», fu pubblicato l’anno dopo e salutato da Raffaele Pettazzoni come l’inizio della «nuova mitologia comparata». In realtà, la documentazione sulla mitologia germanica era orami “matura”, grazie al contributo di grandi storici delle religioni germanico-scandinave come Jan de Vries e Otto Höfler, tanto che il lavoro di Dumézil finì con l’opporsi fermamente alle tradizioni filologiche e storicizzanti di fine Ottocento, inaugurando la nota struttura delle tre funzioni (sovranità, forza, fecondità) che avrebbe innervato l’ideologia dei popoli indoeuropei. La nuova metodologia viene così espressamente delineata dallo stesso Dumézil: «davanti a un teologema o a un mito degli Scandinavi, è dunque legittimo, anzi metodologicamente necessario, prima di negare ad esso significato e antichità, considerare che le religioni dei popoli parlanti lingue indoeuropee, gli Indiani, gli Italici, i Celti non presentino una credenza o un significato omologhi».

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    [indice per cognome degli autori]

    ha scritto il