Gli eredi

Di

Editore: Corbaccio (Top Thriller)

2.9
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8867001590 | Isbn-13: 9788867001590 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Petrelli

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Descrizione del libro
Un romanzo forte come un pugno allo stomaco, con un ritmo serratissimo. Un altro Incubo, radicale, definitivo, ma anche provocatorio, che ci costringe a riflettere da un altro punto di vista sulle nostre responsabilità verso il mondo dopo di noi.«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuto dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell’auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l’uomo che l’ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni sua aspettativa. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.
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  • 4

    non il solito thriller di Dorn, ma l'anima psicologica non manca mai nei suoi libri. Un romanzo tetro, cupo, che continua a sviare soprattutto nel finale a sorpresa. Non mancano assassini, personaggi ...continua

    non il solito thriller di Dorn, ma l'anima psicologica non manca mai nei suoi libri. Un romanzo tetro, cupo, che continua a sviare soprattutto nel finale a sorpresa. Non mancano assassini, personaggi con problemi, chi vuole capirci qualcosa, ma non è un thriller. C'è qualcosa da risolvere, ma sembra vi sia del sovrannaturale. E non è detto che alla fine si risolva... da leggere, è una lettura appassionante, più del recente di Dorn sicuramente.

    ha scritto il 

  • 2

    Molto sottotono rispetto ai suoi altri romanzi, Dorn questa volta mi ha un po' delusa. All'inizio devo dire che sembrava accattivante, poi sì perde un po', l'idea non sembrava male, solo non mi sono p ...continua

    Molto sottotono rispetto ai suoi altri romanzi, Dorn questa volta mi ha un po' delusa. All'inizio devo dire che sembrava accattivante, poi sì perde un po', l'idea non sembrava male, solo non mi sono piaciuti gli sviluppi. Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    devo dire che rispetto agli altri libri di Wulf Dorn mi ha lasciato perplessa.. sinceramente ho preferito gli altri libri, e in un certo senso l'idea, anche se in modo differente, mi ricorda molto qu ...continua

    devo dire che rispetto agli altri libri di Wulf Dorn mi ha lasciato perplessa.. sinceramente ho preferito gli altri libri, e in un certo senso l'idea, anche se in modo differente, mi ricorda molto quella di Anna di Ammaniti

    ha scritto il 

  • 5

    [BLOG] Il Bianco e il Nero. Emozioni di una Musa

    Robert, in un giorno di ferie, viene chiamato per un'indagine particolarmente delicata ed urgente. Deve ascoltare il racconto di una donna, pare unica sopravvissuta, che però ha tutto tranne che della ...continua

    Robert, in un giorno di ferie, viene chiamato per un'indagine particolarmente delicata ed urgente. Deve ascoltare il racconto di una donna, pare unica sopravvissuta, che però ha tutto tranne che della vittima.
    I fatti vengono esposti con estrema cura ed ordine cronologico ma se da un lato questo fa capire che non soffre di schizofrenia, dall'altro gli elementi non sembrano giocare a suo favore.
    Dove sono finiti tutti gli abitanti?
    Dove sono finiti tutti i bambini?
    Da dove arrivano le voci?
    Tante domande e nessuna risposta logica. Il compito di Robert non è assolutamente facile ma lui è deciso ad arrivare fino alla fine.
    Intrigante ed intenso, una favola nera un pò estremizzata che ci fa riflettere una volta arrivati alla fine.

    La storia parte in modo agghiacciante e perfetto ma è solo un piccolo assaggio di ciò che accadrà in futuro. La parte, quella vera, arriva subito dopo ed inizia in modo tranquillo ma già curioso.
    Robert deve e vuole capire cosa sta succedendo ma per farlo, deve partire dall'inizio, prima del ritrovamento della donna semi cosciente dentro alla macchina. Deve ascoltare il racconto a tratti molto lucido ma con qualche accenno di follia. Dove finisce la normalità ed inizia la malattia? La donna è veramente matta oppure i fatti sono veri?
    Un passo per volta ci addentriamo nel mistero, mettendo tutti i tasselli al proprio posto anche se un senso non lo vediamo. Dobbiamo affidarci all'istinto, anche quando crediamo che i bambini siano solo delle vittime indifese.
    Quello che ho apprezzato maggiormente, sono i dettagli che non vengono lasciati al caso. Anomalie messe qua e là per contaminare la realtà di una vita comune, comportamenti bizzarri che non si possono spiegare fino in fondo ma anche ricerche vere, di una follia sfortunatamente fin troppo reale. Insomma, un bel mix che ci porta sempre a chiederci cosa sia vero e cosa no.

    Mi sono pappata trecento pagine nel giro di pochi giorni e anzi, una volta iniziato a leggere, smettere era veramente difficile!
    Mi è piaciuta moltissimo una scena iniziale alla pompa di benzina (che mi sono immaginata e chi mi ha fatto rizzale i peli sulle braccia) ma anche la scena di Mia allo zoo, quando entra nella stanza con le mille farfalle. Come appunto dicevo, piccoli dettagli per un grande risultato.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo thriller ti trasmette un'angoscia che dura fino alla fine ed in certi passaggi ho avuto la pelle d'oca... ciò che succede è veramente inquietante... senti la tensione che aumenta e non riesci a ...continua

    Questo thriller ti trasmette un'angoscia che dura fino alla fine ed in certi passaggi ho avuto la pelle d'oca... ciò che succede è veramente inquietante... senti la tensione che aumenta e non riesci a staccarti dalle pagine... una lettura molto intensa... ve lo consiglio...

    ha scritto il 

  • 2

    Se fosse stato un romanzo normale sarebbe stato sufficiente, essendo un thriller l'ho trovato estremamente deludente e, per un autore del calibro di Dorn, quasi indecente...
    Continuo a non capire come ...continua

    Se fosse stato un romanzo normale sarebbe stato sufficiente, essendo un thriller l'ho trovato estremamente deludente e, per un autore del calibro di Dorn, quasi indecente...
    Continuo a non capire come lo stesso scrittore possa alternare libri veramente belli a libri mediocri...

    ha scritto il 

  • 4

    Originale e mai noioso

    Saro' pure prevenuto visto che Dorn è uno dei miei scrittori preferiti, ma non mi ha deluso neppure stavolta. Un romanzo originale e diverso dai soliti. Se fosse stato un po' piu' lungo e argomentato ...continua

    Saro' pure prevenuto visto che Dorn è uno dei miei scrittori preferiti, ma non mi ha deluso neppure stavolta. Un romanzo originale e diverso dai soliti. Se fosse stato un po' piu' lungo e argomentato avrei dato cinque stelle, ma la lettura e' stata molto piacevole

    ha scritto il 

  • 3

    Un inizio con una delle più classiche ambientazioni horror: notte, una strada buia, tortuosa, il buio squarciato da tuoni e lampi e intorno solo campi deserti e case abbandonate.
    Una corsa folle e dis ...continua

    Un inizio con una delle più classiche ambientazioni horror: notte, una strada buia, tortuosa, il buio squarciato da tuoni e lampi e intorno solo campi deserti e case abbandonate.
    Una corsa folle e disperata verso qualcosa di ignoto e di pericoloso.
    Torna Wulf Dorn e non ha paura di cambiare e stupire con una storia completamente diversa dalle precedenti.
    Quello che viene definito “ il re dello psychothriller” ci regala un storia che ha una visione ancora più ampia: dai libri psicologici incentrati sul “singolo”, seppur con problematiche comuni come per esempio la morte e l’abbandono di “ Incubo”, con “Gli eredi” passa a un tema di respiro globale. Una favola nera, nerissima, sporca di sangue e orrore. E’ una specie di favola di Hänsel e Gretel vista da un punto di vista diverso.
    E come ogni favola che si rispetti nasconde una morale,che si può tradurre in: consapevolezza , responsabilità e rispetto.
    Il punto di partenza è una legge tanto vera quanto sottovalutata: tutto quello che facciamo provoca una reazione, con conseguenze spesso inimmaginabili.
    Dorn invece una conseguenza se la immagina eccome e costruisce una storia nella quale, dietro il classico vestito da thriller con brividi, colpi di scena e twist inaspettati, spuntano considerazioni psicologiche ,etiche e ecologiche. Un libro ricco di metafore, di spunti di riflessione e di suggestioni.
    Un romanzo dove è chiaro come a volte il progresso possa portare al regresso, perché la paura sveglia l’istinto, la parte animale di ognuno di noi, quella portata alla sopravvivenza, a ogni costo.
    Il pericolo porta allo scoperto la nostra coscienza primitiva, non filtrata da regole e da buonsenso, non “educata”. E le conseguenze possono essere tragiche…
    E questo è il messaggio portato dal libro, l’insegnamento nascosto tra le righe: attenti alle conseguenze! Il mondo attuale deve pensare seriamente al futuro, all’ eredità che verrà lasciata ai nostri figli e nipoti.
    La noncuranza e il rimandare sono sinonimi di colpevolezza. . Sempre.
    Il Carpe diem è simpatico e piacevole ma non sempre è la soluzione migliore in una prospettiva che guarda al futuro, agli Eredi.
    La struttura adottata da Dorn è quella del racconto nel racconto, i fatti salienti vengono riferiti in un interrogatorio dall’unica testimone dei fatti.
    Questa è una parte che sarebbe stato facile scegliere di raccontare con una prima persona, una soggettiva dell’orrore, che però avrebbe implicato un prendere posizione da parte dell’autore, che invece rimane con noi, con i lettori, narratore e allo stesso tempo spettatore.Non si eleva e non si sottrae, conscio di essere parte della storia narrata e del messaggio contenuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Con una trama cupa e inquietante, che esplora i più oscuri anfratti della psiche umana, Dorn costruisce il suo edificio narrativo. La tensione, subito palpabile, accoglie il lettore e lo fa prigionier ...continua

    Con una trama cupa e inquietante, che esplora i più oscuri anfratti della psiche umana, Dorn costruisce il suo edificio narrativo. La tensione, subito palpabile, accoglie il lettore e lo fa prigioniero lasciandolo con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. [...]

    La storia si mostra subito intrigante e agghiacciante. I personaggi creano immediatamente un flusso di empatia con il lettore. Io mi sono ritrovata nella camera della clinica, con Laura e lo psicologo, avendo la netta percezione che qualcosa di terribile stesse per accadere. Non potevo sapere “cosa” ma la paura si è insinuata nella mia mente crescendo con il progredire della storia. Adoro queste sensazioni che riescono a trasmettermi vive emozioni.

    Dorn, con penna affilata,seziona la psiche umana che ha in sé il seme di tutte le nostre paure. I demoni dell’uomo diventano protagonisti e seminano morte.

    Un intero villaggio disabitato, tutti i suoi abitanti svaniti nel nulla. Uccisioni, adulti terrorizzati e bambini dagli occhi di ghiaccio. Questi elementi, nel loro complesso, formano la punta visibile di un iceberg narrativo che affonda il suo corpo in un profondo mare di sfruttamenti ed errori.

    “Gli eredi” è un romanzo di contrasti e inquietudini, è un confronto tra generazioni, tra l’avidità della società e il difficile rapporto tra l’uomo e il pianeta Terra. La tensione anima l’intero romanzo. Il pericolo, camaleontica presenza, tesse il filo d’Arianna del racconto con frammenti riferiti a vicende appena trascorse. Come spesso avviene, nei romanzi di Dorn, paure, ossessioni, sogni fatti a occhi aperti, si mescolano non solo con il buio del senso di irrealtà ma anche con la luce della vita.

    Mini Intervista + Recensione completa sul blog Penna D’oro http://pennadoro.blogspot.it/2017/04/gli-eredi-wulf-dorn.html

    ha scritto il