Gli indifferenti

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 19

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.8
(5355)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 287 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8481304832 | Isbn-13: 9788481304831 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Quando uscì, nel 1929, "Gli indifferenti" parve sancire senza mezzi termini la rinascita del romanzo realista in Italia. Straordinario esordio di uno scrittore fra i più prolifici del Novecento, il libro rivestiva in realtà un'importanza ben superiore rispetto a quella pur rilevante connessa col suo aver inaugurato e segnato una tendenza: la sua prosa si presentava infatti da subito come radicalmente estranea alla inveterata tradizione italiana della "bella pagina" e della "prosa d'arte", nonché profondamente insofferente a qualsiasi forma di effusione lirica o di compiacimento intimista. Circoscritta a quarantotto ore, articolata sui secchi snodi di un ritmo battente e di un serrato dialogo di chiara ascendenza drammaturgica, la vicenda sa rappresentare nei comportamenti di cinque personaggi, e nelle relazioni che tra loro si stabiliscono, i meccanismi di sopraffazione e di falsa coscienza da una parte, di abulia e di mortifera insoddisfazione dall'altra, che caratterizzavano i rituali sociali e la sostanza "antropologica" della media borghesia urbana durante il regime fascista: la classe cui Moravia apparteneva e che tuttavia riteneva del tutto incapace di "ispirare non dico ammirazione ma neppure la più lontana simpatia". Inabili alla tragedia per troppa superficialità, inetti e neghittosi, e terribilmente goffi ogni volta che tentano di agire, Michele e Carla, come Mariagrazia e Lisa, sono in definitiva misere foglie al vento in totale balia dell'"uomo forte", quel Leo Merumeci che è l'autentico eroe negativo del romanzo, e che però dei suoi tratti deteriori sa fare, unico fra tutti, una fonte pressoché inesauribile di vitalità e di energia. È la condanna senza appello di un intero mondo e di un'intera storia, un romanzo amarissimo e insieme salvifico, che dal fondo di una catastrofe incapace di esplodere sa recuperare il senso pieno di una sofferta e inscalfibile identità morale.
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  • 4

    L'indifferenza è costante, segue il tempo: è sempre di moda.

    A 91 anni di distanza dalla stesura di questo romanzo ci si può o sorprendere di quanto possa essere ancora attuale il racconto di un ceto sociale vacuo e la cui affermazione sembri passare dal connub ...continua

    A 91 anni di distanza dalla stesura di questo romanzo ci si può o sorprendere di quanto possa essere ancora attuale il racconto di un ceto sociale vacuo e la cui affermazione sembri passare dal connubio sesso – denaro, oppure amareggiati dall’evidenza de “le cose non cambiano mai”.
    Un tempo era la borghesia, oggi sono molte le classi (Esistono!, e la crisi ha fatto breccia, anzi ha dato luogo ad una voragine nell’affermazione della loro esistenza) della società che galleggiano sullo stesso umus: l’indifferenza. E anche oggi il duopolio sesso – denaro sembra essere la (falsa)via di fuga per l’affermazione egoistica.
    Siamo capaci di reagire all’ultimo momento, quando un colpo di reni della coscienza ci illumina e ci spinge fuori dallo schiavismo della cultura dell’apparire? Riusciremo a sopraffare l’egoismo in favore della solidarietà e del bene comune(familiare o di un’intera comunità)? Basterà la redenzione dell’ultimo istante? Non sempre, ma vale la pena farsi venire la voglia e scoprire come va a finire in questo affresco di inizio novecento.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro che senza essere cattivo non arriva ad essere buono

    Se in D'Annunzio c'è la ricerca spasmodica del piacere in tutte le sue forme, in Moravia c'è la descrizione dei pianeti inospitali che ruotano intorno al piacere e che talvolta ne rappresentano una fo ...continua

    Se in D'Annunzio c'è la ricerca spasmodica del piacere in tutte le sue forme, in Moravia c'è la descrizione dei pianeti inospitali che ruotano intorno al piacere e che talvolta ne rappresentano una forma distorta: la menzogna, l'avidità, la falsità, la spregevolezza. Se in D'Annunzio vi sono pagine di puro godimento dei sensi, in Moravia il fine estetico è completamente assente. Il libro è una rappresentazione teatrale condensata quasi interamente dentro le mura domestiche. L'esagerazione degli intrallazzi, degli equivoci mi ha stancato quasi subito, come le frasi che i personaggi vorrebbero pronunciare e che omettono in favore di verità di comodo, di falsità aggiustate per risultare socialmente accettabili.

    “Fingere” egli pensò richiudendo con precauzione la porta; “è giusto fingere“; tornò alla parete e riprese a contemplare l’acquerello che raffigurava una casa colonica e dei pagliai; un leggero, fastidioso disgusto lo opprimeva; come quando si sente ingrossare il vomito e si vorrebbe trattenerlo; ma questo pensiero: “in fin dei conti, ella è come me“, servì a piegarlo alfine a un po’ di compassione per quella figura mentitrice senza bisogno. “Siamo tutti uguali“ pensò: ”fra le mille maniere di fare un’azione, scegliamo sempre istintivamente la peggiore“

    Tutti i personaggi indifferenti di questa vicenda sono ciò che non dicono e ciò che fanno di nascosto. Il più indifferente di tutti è Michele, figlio di Maria Grazia, fratello di Carla, oppositore di Leo, buona parte della storia poggia sulla sua inanità.

    Le fantasticherie di Michele, si alternano a quelle della sorella, una lentezza da Roncobilaccio-Barberino in presenza di un incidente. Roba da essere in auto con la radio guasta e il passeggero a fianco che ne fa le veci... ecco, questa lettura è come viaggiare con qualcuno che ti racconta tutta una serie di cose a cui non sei interessato e alle quali non puoi sottrarti in quanto chiuso nell'abitacolo. Mi verrebbero in mente quattro soluzioni A) Tentare di farlo ruzzolare fuori. B) Fermarsi in un autogrill, seminarlo e poi ripartire senza che lui se ne accorga. C) Cedergli le chiavi del veicolo e scegliere di rimanere in autogrill. D) Abbandonare il libro.

    Il libro l'ho terminato e ora sto valutando se aggiungere una stella a Giordano Tedoldi per quella notazione
    Quello che ero riuscito a fare era iscrivermi al corso di scrittura creativa per non cadere in una noia da romanzo di Moravia.
    E se anche Tedoldi si fosse riferito ai personaggi di Moravia, io voglio mettere sull'avviso i potenziali lettori.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro bello, ma non perfetto. Moravia, che aveva ricordiamolo solo 25 anni quando lo ha scritto, risulta ogni tanto irritante per il suo reiterare alcuni termini (come indifferente, noia, fingere). Ci ...continua

    Libro bello, ma non perfetto. Moravia, che aveva ricordiamolo solo 25 anni quando lo ha scritto, risulta ogni tanto irritante per il suo reiterare alcuni termini (come indifferente, noia, fingere). Ci sono alcune ripetizioni davvero non necessarie, tipiche dell'autore che non ha fiducia nel suo lettore e ha paura di non essere stato abbastanza chiaro.
    Ciò detto, un libro avantissimo nei tempi e senza speranza. Una cappa di ipocrisia, perbenismo, inettitudine avvolge tutti i personaggi, che riescono però ad essere al tempo stesso tutti diversi tra loro e sfaccettati.

    ha scritto il 

  • 5

    se tutti capissero il vero significato di questo libro

    e quanto sia anni luce avanti al tempo in cui è stato scritto

    e forse anche rispetto al nostro

    saremmo finalmente liberi dalla schiavitù della mo ...continua

    se tutti capissero il vero significato di questo libro

    e quanto sia anni luce avanti al tempo in cui è stato scritto

    e forse anche rispetto al nostro

    saremmo finalmente liberi dalla schiavitù della morale

    e dall'essere dei cani con la museruola invece che uomini europei moderni

    ha scritto il 

  • 4

    "invece egli non era così: schermo bianco e piatto, sulla sua indifferenza, i dolori e le gioie passavano come ombre senza lasciare traccia, e di riflesso, come se questa sua inconsistenza si comuncia ...continua

    "invece egli non era così: schermo bianco e piatto, sulla sua indifferenza, i dolori e le gioie passavano come ombre senza lasciare traccia, e di riflesso, come se questa sua inconsistenza si comunciasse anche al suo mondo esterno, tutto intorno a lui era senza peso, senza valore, effimero come un gioco di ombre e di luci. "

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    https://gaialodovica.wordpress.com/2016/01/27/gli-indifferenti-di-alberto-moravia-receslawa-per-il-reading-challenge-2016-e-con-la-ciliegina-della-recensione-facciale/

    ha scritto il 

  • 0

    E’ che tutti condividevano i propri buoni propositi per il 2016 ed io non ne avevo alcuno.
    Sulla mia persona? No importante.
    Sulla mia famiglia? C’è dietro tanto ‘lavoro’.
    Sui miei pensieri? Da anni c ...continua

    E’ che tutti condividevano i propri buoni propositi per il 2016 ed io non ne avevo alcuno.
    Sulla mia persona? No importante.
    Sulla mia famiglia? C’è dietro tanto ‘lavoro’.
    Sui miei pensieri? Da anni conosco e so come sono.
    Sulla mia visione del mondo? Ma se tutti siamo in balìa del ‘qui e ora’.
    Sulla pace nel mondo?! Ecco, sì…naaaa, inflazionata ‘sta roba.
    Sulle mie letture, ecco sì!
    Le mie letture sono assolutamente mie, decise da me sempre e sempre e solo dipendenti dal mio tempo.
    Pfiuiiii: trovato dunque il buon proposito del 2016: leggere tutto Moravia, come da Wiki.
    Ed ecco il primo, sempre come da Wiki, anno 1929.
    Mi stupisco oggi come il caro Moravia, compagno della mia infanzia, in 5 personaggi e pochissimi giorni narrativi abbia la spudorata capacità, per me ora e per l’epoca allora, di delineare benissimo caratteri, ambienti, luoghi, sentimenti,movimenti e piazzare una bomba che non deflagrerà nel romanzo stesso, ma dopo, nella società attorno forse e comunque nella vita di alcuni, di questo sono certa.
    Carla, Leo, Mariagrazia, Michele e Lisa compendieranno e disegneranno tutta una gamma di ‘esseri’ e di ‘essere’.
    La ‘finta ingenua’, l’approfittatore, la vecchia babbiona, il vero indifferente Michele che vive e progetta tutto nella sua mente e in questa mente ha vissuto tutto, e Lisa comparsa ‘utile’ ma non indispensabile, la ‘cara amica’ che ancora adesso si ritrova in molti ambienti.
    E’ il trionfo dell’indifferenza, sì. Non so dire se connaturato all’ambiente, all’educazione, all’epoca o ai caratteri che queste cose producono. Ripeto, alla fine avrete la sensazione di una bomba che scoppierà, sapete anche dove e come, e ciò vi sembrerà assolutamente naturale che accada.
    Peccato, comunque, non saper caricare una pistola….

    ha scritto il 

  • 4

    Questa finta moralità, questo perbenismo borghese e fasullo impresso su tutto il libro dà un profondo senso di amarezza al lettore che non riesce a scrollarsi via nell'approssimarsi delle vicende. Cos ...continua

    Questa finta moralità, questo perbenismo borghese e fasullo impresso su tutto il libro dà un profondo senso di amarezza al lettore che non riesce a scrollarsi via nell'approssimarsi delle vicende. Così triste la mancanza di emozioni e sentimenti che rende dolorosa l'indifferenza in sè e non lascia vie di scampo ad un libro pesante da mandare giù.

    ha scritto il 

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