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Gli interessi in comune

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807017628 | Isbn-13: 9788807017629 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Jacopo, il Nella, il Paride, il Sandrone, Mimmo, il Malpa. Sono amici. Hanno vent'anni. Passano il tempo a sperimentare nuove droghe. Oppio, coca, anfetamina, mescalina, plegine, ecstasy, marijuana,tabacco, perfino noce moscata. Provano di tutto pur di riempire il vuoto che sentono dentro. La scuola che non va, le ragazze che "non ci stanno", i genitori assenti o troppo presenti, una città - Firenze - che non li accoglie e li spinge in periferia fanno da sfondo alle avventure dei sei amici. Ogni capitolo porta il nome della droga che viene assunta per la prima volta. Tra rave party, spacciatori, viaggi ad Amsterdam, ricerche di nuovi "mondi" e puntuali descrizioni della fauna che popola il sottobosco giovanile, Vanni Santoni descrive una realtà nichilista e amara, e un'amicizia vera, profonda, pura.
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  • 4

    A tratti due stelle, a tratti cinque. Media tre e mezzo..
    Notevole come sappia accompagnare tra i meandri sensoriali e mentali di certe sostanze, primi fra tutti acidi, funghi e ketamina. Carenti ecstasy ed eroina, forse meno amati-navigati dallo scrittore.
    Alcuni passaggi sul/con l'L ...continua

    A tratti due stelle, a tratti cinque. Media tre e mezzo..
    Notevole come sappia accompagnare tra i meandri sensoriali e mentali di certe sostanze, primi fra tutti acidi, funghi e ketamina. Carenti ecstasy ed eroina, forse meno amati-navigati dallo scrittore.
    Alcuni passaggi sul/con l'LSD magistrali. Catturata, avvinta e pure morta dal ridere.
    Peccato l'aderenza al pov parecchio arbitraria, il narratore saltella dall'uno all'altro come gli torna meglio (per dire o non dover dire). E poi un tantino superficiale, non si capisce davvero cosa provino, che abbiano in mente i personaggi. Se non un piattume che forse però in effetti è voluto.
    Ma comunque non è credibile, a mio avviso tutti crediamo e pensiamo, siamo palpitanti o sconvolti, a prescindere dall'avere un solo interesse o più.

    ha scritto il 

  • 3

    ho lavorato in un Sert e so di che si parla...
    all'inizio il libro diverte anche (un po' meno se pensi che questi personaggi sono realistici nella loro lesionistica megalomania) ma alla lunga diventa ripetitivo e si dilunga inutilmente senza aggiungere nuovi elementi utili.

    ha scritto il 

  • 5

    L'iniziazione permanente

    http://www.yattaran.com/recensioni/liniziazione-permanente: [...] Alla fine è la vita a raggiungere i protagonisti: se sia passata o no per i sentieri sui quali loro la avevano inseguita, è considerazione lasciata al lettore. Ciò che pare probabile è che da quei tentativi di afferrarla, che forse ...continua

    http://www.yattaran.com/recensioni/liniziazione-permanente: [...] Alla fine è la vita a raggiungere i protagonisti: se sia passata o no per i sentieri sui quali loro la avevano inseguita, è considerazione lasciata al lettore. Ciò che pare probabile è che da quei tentativi di afferrarla, che forse per un po’ l’hanno addirittura allontanata, essa trarrà i costumi di una nuova umanità. [...]

    ha scritto il 

  • 5

    UN LIBRO SU CUI PROPRIO NON POSSO TIRARE UNA RIGA SOPRA

    Questo libro è una droga, un autentico sballo, un piacere intenso e inaspettato: le pagine scorrono fin troppo in fretta, è impossibile rallentare, fermarsi, prendere fiato. Non leggo un romanzo italiano che parla davvero dell'Italia, che sa raccontarla a fondo, così crudele e affascinante, e cos ...continua

    Questo libro è una droga, un autentico sballo, un piacere intenso e inaspettato: le pagine scorrono fin troppo in fretta, è impossibile rallentare, fermarsi, prendere fiato. Non leggo un romanzo italiano che parla davvero dell'Italia, che sa raccontarla a fondo, così crudele e affascinante, e così straziante e struggente, distaccato e disincantato, brillante e divertente, dai tempi di Arbasino e poi di Tondelli.

    Non si tratta di un romanzo generazionale, non racconta il decennio 1995-2005, non è confinato in Valdarno, non è sulla droga, anche se di droga indubbiamente si parla: va oltre, ben oltre – le generazioni precedenti e seguenti, i decenni venuti prima e dopo, le province e le esperienze, sono tutti contenuti in questo grande libro.
    E’ un romanzo di formazione – è un racconto sul passaggio d’età: che in questo caso diventa un passaggio d’età diluito nel tempo, procrastinando, evitando il salto (Vivendo in un presente che si ripete sempre, hanno una certa difficoltà ad accettare lo scorrere del tempo, o cambiamenti nei rapporti tra le persone.).
    Vanni Santoni non ha cercato di fare sociologia: il suo racconto arriva da lontano, è un topos letterario, ha qualcosa di epico: fosse pure solo l’epica della provincia o della giovinezza.

    Basterebbe prendere il manifesto di Iacopo, fare qualche piccolo aggiustamento, e andrebbe bene per chi è venuto prima e per chi verrà dopo. (Tra l’altro, il ‘tormentone’ manifesto è geniale: lo progettano per dieci anni, ne parlano spesso, rimandano, scherzano, poi Iacopo lo mette insieme, ne stampa mille copie in formato A4, parte in bici per tappezzare la città, ma dopo averne incollati dieci decide che va bene così, gli altri 990 se li terrà in una scatola per ricordo).

    Un libro struggente, malinconico, anche devastante, con dialoghi così calibrati che si vorrebbe proporre a Santoni di scriverli anche per un film o due.

    Ammiro la perizia con la quale Santoni entra nel mondo delle droghe: dettagliato, informato, accurato, ma mai giudice, non accusa e non partecipa. La giusta distanza, anche in questo caso, è la chiave.

    Questo gruppo di ragazzi dai soprannomi buffi sembra una pattuglia di marines impegnati a oltrepassare le linee nemiche (la linea di confine dell’adolescenza, e poi della giovinezza, la linea fra una stagione e l’altra della vita): partono tutti insieme, parlano, soprattutto di questioni pratiche, confidenze al minimo – poi le cose e gli ostacoli man mano riducono il gruppo all’osso – qualcuno riappare nel finale, ma sarà diverso da come è partito, naturalmente – qualcuno invece non ce la fa, muore, si perde, si danna (La vita è sopravvalutata).

    Un libro che procura un sorriso che scioglierebbe l’Himalaya, ma anche un magone che l'annegherebbe.

    Di poesia ora ce n’è anche di più, se hai ancora gli occhi per vederla. Ce n’è tanta, in questa fettina temporanea di caos: solo che noi non la sappiamo più trovare.

    ha scritto il 

  • 0

    Reati in comune

    Ce l'hanno avuto tutti, un amico psichedelico che citava Castaneda, Leary, Hoffman, insistendo molto sull'allargamento della coscienza, ma in definitiva finendo a farsi di qualunque droga in circolazione, per motivi puramente ricreativi. Assolutamente realistico, ben scritto, con una scelta dell' ...continua

    Ce l'hanno avuto tutti, un amico psichedelico che citava Castaneda, Leary, Hoffman, insistendo molto sull'allargamento della coscienza, ma in definitiva finendo a farsi di qualunque droga in circolazione, per motivi puramente ricreativi. Assolutamente realistico, ben scritto, con una scelta dell'intreccio accattivante, giovanile ma con più droghe che in "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" e meno musica, e quasi altrettanto amaro. Gli interessi in comune è la storia di un gruppo, variabile, di ragazzi, alle prese con canne, coca, paranoie, la grande E, rave, amsterdam, ragli di ketama, sessualità, crescita, belladonna, ricoveri ospedalieri, rimpianti e (forse) lutto.
    Vanni Santoni ha anche dato il via ad interessanti sperimentazioni di letteratura collabolarativa che forse potrebbero destare la vostra curiosità.
    Se invece volete approndire la tematica principale del libro, diciamo così, da un punto di vista letterario, consigliamo il forum italiano di psiconautica e i racconti autentici di esperienze lisergiche; vi farà capire che nel frattempo l'approccio alla fazenda è diventato serio e scientifico.

    ha scritto il 

  • 3

    Titoli possibili per il mio commento:

    Apologia dello sballo
    Fuori tempo massimo
    Come un pesce fuor d'acqua

    Protagonisti:
    (quelli con l'articolo)
    il Mella
    il Paride
    il Dimpe
    il Malpa
    ...continua

    Titoli possibili per il mio commento:

    Apologia dello sballo
    Fuori tempo massimo
    Come un pesce fuor d'acqua

    Protagonisti:
    (quelli con l'articolo)
    il Mella
    il Paride
    il Dimpe
    il Malpa
    il Sasso
    il Pelle

    (e quelli senza articolo)
    Iacopo
    Mimmo
    Sandrone
    Loriano

    Donne:
    poche e ininfluenti.
    (la Serena, la Eleonora, la Silene, etc.)

    Sesso:
    vedi sopra.

    Location:
    Figline
    Firenze
    Ambra
    il Valdarno tutto: boschi e colline inclusi.

    e poi loro, le vere protagoniste:
    Lsd
    Nitrito d'ammile
    Fendimetrazina
    Eroina
    Cannabis
    Noce Moscata
    Ecstasy, alcol
    Tabacco
    Diazepam
    Anfetamina
    Feniciclidina
    Ketamina
    Mescalina
    Amanita Muscaria, DMT
    Hashish
    Psilocibina
    Cocaina, oppio, dolore
    Atropina, morfina
    MDMA
    Salvia divinorum
    Caffè.

    Ho fatto un sogno (o era un trip?), quasi un incubo, ma non me lo ricordo più.

    Rendo merito alla capacità di Vanni Santoni di saper scrivere e di saper 'inventare' personaggi, cosa che aveva ampiamente dimostrato con 'Personaggi Precari', una carrellata di cento personaggi in cerca di copione.
    Ma: 268 pagine insieme a questo gruppo di sballati che tra i sedici e i venticinque anni hanno il solo obiettivo di 'farsi' di qualsiasi cosa gli capiti a portata di naso (o di bocca), proprio non mi ha coinvolta.
    Come scrivevo ad un amico aNobiiano, credo che almeno una di queste tre condizioni debba essere soddisfatta per poter apprezzare questo libro: aver avuto sedici/diciassette anni a metà degli anni Novanta, essere nato e vissuto in quei posti, aver avuto esperienze simili a quelle dei protagonisti.
    Io no, nessuna delle tre.

    ha scritto il 

  • 4

    manifesti manifesti

    L'ho spolverato. Questa è la verità. Ma se il manifesto manifesto della non mia generazione -io mi affacciavo alla vita quando il libro si conclude- vuole essere manifesto manifesto della generazione di vanni santoni non lo sarà per una scrittura che non s'era mai vista. Non so. Ad ogni modo un b ...continua

    L'ho spolverato. Questa è la verità. Ma se il manifesto manifesto della non mia generazione -io mi affacciavo alla vita quando il libro si conclude- vuole essere manifesto manifesto della generazione di vanni santoni non lo sarà per una scrittura che non s'era mai vista. Non so. Ad ogni modo un bel libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire?
    Lui ha talento e tanto, si sente e si legge, l'argomento di cui tratta avra' annoiato quelli che non si interessano al mondo delle droghe che non si sono mai interessati, i benpensanti i moralisti e i paurosi.
    Al di la' di questo, e' una storia nostra, delle nostre provinci ...continua

    Che dire?
    Lui ha talento e tanto, si sente e si legge, l'argomento di cui tratta avra' annoiato quelli che non si interessano al mondo delle droghe che non si sono mai interessati, i benpensanti i moralisti e i paurosi.
    Al di la' di questo, e' una storia nostra, delle nostre provincie che lo vogliate o no, perche' cosi' stanno le cose, magari non siete voi ma sono i vostri amici i vostri conoscenti o i vostri figli, si proprio loro. Comunque e' una storia sincera e le parole usate sono vere, sanno di vita di morte di dolore di contraddizione di noia del vivere quotidiano, del tirare avanti di apatia e di come si evolvono le persone. E i personaggi non sono scontati, sono tratteggiati con minuzia, come del resto lui sa fare sempre cosi' bene in tutti i suoi libri, non sono tirati via, tutti hanno una loro importanza un loro ruolo, perche' non esiste un protagonista-eroe esistiamo noi con le influenze degli altri di tutti gli altri anche dei personaggi piu' sfigati piu' ai margini. Ce ne fossero di piu'di scrittori come lui, nel panorama italiano lui non e' piu' solo una promessa, lui e' uno scrittore in piena regola e andra' avanti. La classica frase "sentirete ancora parlare di lui" ci sta tutta.

    ha scritto il