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Gli otto peccati capitali della nostra civiltà

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 14)

4.0
(274)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 145 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8845901688 | Isbn-13: 9788845901683 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lore Fazio Lindner , Lucia Biocca Marghieri

Genere: Philosophy , Science & Nature , Social Science

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Descrizione del libro
"In questo limpido libretto del 1973, che ha già avuto un successo strepitoso in Germania e lo sta avendo ora in tutto il mondo, Konrad Lorenz, premio Nobel per la medicina, affronta, nella prospettiva della biologia e dell'etologia, alcuni problemi capitali che si pongono al mondo di oggi. Tali problemi, secondo Lorenz, corrispondono ad altrettanti ""peccati capitali"", che la civiltà occidentale ha accumulato nella sua evoluzione e che minacciano oggi di ucciderla. La sovrappopolazione, la devastazione della terra, l'indottrinamento coatto, le armi nucleari, l'ostilità e l'indifferenza che si annidano nel corpo della società sono tutti anelli di una stessa catena fatale, prodotta da un atteggiamento incurante e rapace verso la vita. Distesamente e acutamente, con l'occhio lucido dello scienziato e insieme con appassionata partecipazione, Lorenz analizza le cause e i meccanismi di questi e altri peccati, la cui gravità è spesso tanto maggiore in quanto non vengono riconosciuti come tali - e le sue pagine daranno una prova convincente di quale aiuto prezioso possano offrire antiche e nuove scienze, come la biologia e l'etologia, nel tentativo di comprendere processi che coinvolgono oggi la vita di tutti."
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  • 1

    Il meglio è alle spalle, ai miei tempi si che, ecc ecc . . . amarcord

    Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema ...continua

    Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema sintesi finale di tutto quanto scritto: leggetele ed avrete assunto la vostra dose quotidiana di cazzate.
    Tra gli “importanti” temi trattati (mancano sciocchezze come globalizzazione ed economia) 6pag sono dedicate alla sovrappopolazione, 16pag all’estinguersi dei sentimenti [eh?], 20pag per la tradizione demolita [mmhhh], 2pag per le armi nucleari e ben 21 per il deterioramento del patrimonio genetico [AAHHRRGGHH!].
    Il Cap1 (Caratteristiche strutturali e disfunzioni dei sistemi viventi) l’ho letto due volte e non solo non ho capito cosa c’entra con la nostra civiltà, ma non ho nemmeno capito cosa voleva trasmettermi e su quale tema. Nel Cap3 (devastazione dello spazio vitale) mette l’estetica edilizia in rapporto con la morale sociale ed in due pagine passa dai danni all’ambiente ai danni dell’anima, all’allevamento delle galline in batteria per finire alle periferie urbane paragonate a tumori. I contadini sanno cose che l’umanità civilizzata ha dimenticato. Nel Cap4 cfr l’evoluzione uomo-fagiano e nel Cap6 uomo-taccola (ho dovuto cercare su google com’è fatta). Apoteosi il Cap7 sulla tradizione: quella religiosa ed il sapere irrazionale [?!] devono tornare ad avere prevalenza sull’apprendimento del nuovo e sulla scienza [??!!]; accomuna le rivolte giovanili con il nazionalismo; imperativo conservare lo status quo; la svalutazione degli anziani come forma di razzismo; perdere la cultura dei genitori sarebbe come tornare al Cro-Magnon.
    Per fare lo sboròne usa con scioltezza e senza spiegazioni parole come filogenesi, pavloviano, nocicettivo, ontogenesi: in fondo chi di noi non le usa normalmente a tavola conversando tra uno gnocco fritto ed uno struffolo?
    Ma ci faccia il piacere (cit. Totò).

    ha scritto il 

  • 0

    Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, di Konrad Lorenz

    http://www.booksblog.it/post/15853/gli-otto-peccati-capitali-della-nostra-civilta-di-konrad-lorenz


    Tutti i vantaggi che l’uomo ha ricavato da una conoscenza sempre più approfondita della natura che lo circonda, i progressi della tecnologia, delle scienze chimiche e mediche, tutto ciò ch ...continua

    http://www.booksblog.it/post/15853/gli-otto-peccati-capitali-della-nostra-civilta-di-konrad-lorenz

    Tutti i vantaggi che l’uomo ha ricavato da una conoscenza sempre più approfondita della natura che lo circonda, i progressi della tecnologia, delle scienze chimiche e mediche, tutto ciò che sembrerebbe destinato a lenire le sofferenze umane, tende invece, per un terribile paradosso, a favorire la rovina dell’umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ovest, assassino suicida dei punti cardinali

    Da leggere e criticare nelle scuole, testo diretto, saggio stimolante ed allarmante sui mali che il mondo affligono. L'occidente si scava la fossa eliminando la riflessione, gli spazi vitali, i contatti umani, i sentimenti e le tradizioni. Lorenz crede in quello che scrive e accompagna i lettori ...continua

    Da leggere e criticare nelle scuole, testo diretto, saggio stimolante ed allarmante sui mali che il mondo affligono. L'occidente si scava la fossa eliminando la riflessione, gli spazi vitali, i contatti umani, i sentimenti e le tradizioni. Lorenz crede in quello che scrive e accompagna i lettori gridando di dolore. Non tutto risulta condivisibile, soprattutto le ragioni biologiche e genetiche del declino umano, eppure le critiche mosse al rammollimento, alla pseudo democrazia, all'infantilismo degli odierni sapiens sapiens sono idee da abbracciare, diffondere, condividere.
    In un modo di saggistica perfetta la letteratura sarebbe superflua, e viceversa: ma la perfezione, per fortuna, non esiste.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente attuale. Oserei dire profetico, anche se conoscendo bene lo straordinario operato di Lorenz, posso dire che le riflessioni fatte in questo piccolo grande libro, non sono frutto di profezie ma di uno studio accurato del comportamento anime ed umano.
    Dovrebbero farlo studiare ne ...continua

    Assolutamente attuale. Oserei dire profetico, anche se conoscendo bene lo straordinario operato di Lorenz, posso dire che le riflessioni fatte in questo piccolo grande libro, non sono frutto di profezie ma di uno studio accurato del comportamento anime ed umano.
    Dovrebbero farlo studiare nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 4

    ho ricevuto questo libro in regalo. lo so perché c'è una dedica. dice: per il 9° peccato capitale della società (14/4/1978). sono sempre stata un tipo popolare, fin da giovane.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, ovvero "Riconoscendo un Maestro"

    Che dire? Non si contano le edizioni di questo libretto (più di 27 solo in italiano) e le recensioni registrate ovunque.
    Bé, proprio per questo merita fermarsi ancora una volta su quello che, forse, 'solo' un libretto di riflessioni voluto diffuso "non solo nella cerchia di intellettuali au ...continua

    Che dire? Non si contano le edizioni di questo libretto (più di 27 solo in italiano) e le recensioni registrate ovunque.
    Bé, proprio per questo merita fermarsi ancora una volta su quello che, forse, 'solo' un libretto di riflessioni voluto diffuso "non solo nella cerchia di intellettuali austriaci e tedeschi del tempo, ma anche tra la gente comune"( Wikipedia - http://tinyurl.com/6ywdr4p ), bé, non è.
    "Furono questi ultimi [intelletuali], infatti, a incoraggiare Lorenz a pubblicare il testo delle confereze dopo averli ascoltati alla radio, come egli stesso scrive nelle note introduttive dell'opera: «La mia predica, che è stata diffusa per radio ha avuto un'eco che mi ha sorpreso. Mi sono giunte innumerevoli lettere di gente che volevano il testo stampato, e infine i miei migliori amici mi hanno chiesto categoricamente di rendere accessibile lo scritto a un pubblico vasto.»" (ibidem).
    Merita fermarsi per il ruolo che l'intellettuale e, più specificamente, lo scienziato e l'etologo, dimostra di possedere nei lontani anni '70 del secolo scorso.
    Dove l'impegno di tanti, ma qui parliamo di Lorentz, è verso "quel pubblico vasto" sempre più escluso dalla conoscenza sotto il gioco oppressivo dell'indottrinamento dominante, tanto a sinistra quanto a destra. Non a caso, nel testo di Lorentz, un capitolo, e piuttosto consistente, vede, nell'Indottrinamento, un peccato capitale della società propria dell'Homo Sapiens.
    Se vogliamo riassumere i peccati capitali su cui l'etologo de 'L'uomo incontrò il cane" o "L'anello di re Salomone", ci fa riflettere, bé, eccoli qui elencati:
    -La sovrappopolazione della Terra
    -La devastazione dell'habitat umano
    -L'accelerazione di tutte le dinamiche sociali a causa della competizione fra uomini
    -Il bisogno di soddisfazione immediata di tutte le esigenze, primarie o secondarie che siano
    -Il deterioramento genetico causato dalla scomparsa della selezione naturale
    -La graduale scomparsa di antiche tradizioni culturali
    -L'indottrinamento favorito dal perfezionamento dei mezzi di comunicazione
    -La corsa agli armamenti nucleari

    Un capitolo per ognuno, ed uno introduttivo per capire il mondo della biologia e della etologia, essenziali ad evitare le derive behavioriste e comportamentiste tanto in voga all'epoca in cui il testo fu dato alle stampe.
    Se questo è il contenuto dell'opera, la sua sostanza è nella chiarezza del discorso,
    nella formidabile selezione di esempi e nella trasparenza della voce dell'autore, uomo e poi scienziato, che nulla lascia all'impreciso o al tecnicistico, ma tutto al desiderio umano, sentito come dovere, come passione, di tracciare i sentieri rischiosi che l'Uomo ha preso, allontanandosi dalla speciazione in nome delle pseudo-speciazioni culturali e globali in cui si sta da anni trascinando.
    Diciamolo subito. Konrad Lorentz non è ottimista. Nemmeno quando, per l'ultima ri-edizione in vita, premette un capitolo sull'ottimismo, quasi a celare una visione troppo passionale, troppo intrisa di senso dell'umano limite, dei fatti che andrà a narrare. Non è ottimista ma, e qui sta la sua grandezza, NON è tragico, non lascia spazio alla connnotazione dei fatti, che comporterebbe una debolezza di senso nell'argomentazione: scrive con tranquillità, senza astio, senza odio per gli sbagli. Perché, più volte lo ripete, sono umani. L'essere umano è pur sempre parte di una ecologia di cui non può disfarsi. Disfarsi di questa prospettiva sull'umano sarebbe la vera sconfitta. Parla come... bé, come Primo Levi, in tono pacato, nitido, tagliente, ma privo di rabbia. Perché la rabbia è umana ma, nel discorso, può essere espunta, al fine della comprensione, atto di includere nel proprio mondo soggettivo tutto il mondo eco-labile in cui si è gettati, in cui si vive, sin dalla nascita.
    Bellissimo dunque, per quanto sconvolgente, il modo in cui l'Autore (merita la 'A' maiuscola) ci parla della pseudo-speciazione. O il modo in cui inquadra quello che i più intendono, senza com-prenderlo, prenderlo in sé, il gap generazionale: dove l'odio si può innestare, perché l'Uomo è anche capace, nel bene e soprattutto nel male, di vedere le altre generazioni come tribù, come barbari, come non-uomini. Con tutto quanto questo comporta.
    Ecco, dal libretto io ho tratto l'insegnamento che l'uomo è complesso, che non si può inquadrare facilmente in teorie oppositive od opposte, che le categorie di bene e di male valgono più per le dittature dell'uomo che per gli uomini in carne ed ossa.
    Tante altre riflessioni suscita Konrad Lorentz. Proprio lui che ritiene che la riflessione, il rallentamento su ciò che si conosce e si vive, è un modo di vivere meglio. Con lui e con quanto ha scritto si può riflettere. Ecco perché, per me, è un gran Maestro di vita.

    ha scritto il 

  • 4

    illuminante!

    Piccolo saggio datato di Lorenz. Nonostante ciò, ancora attualissimo e di facile lettura.
    Konrad Lorenz aveva capito tempo addietro ciò che, ancora oggi, la maggioranza ignora.

    ha scritto il