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Gli spiriti non dimenticano

Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux

By Vittorio Zucconi

(19)

| Hardcover

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Book Description

93 Reviews

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    Gli spiriti non dimenticano, gli uomini non cambiano

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.

    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto con prosa coinvolgente. Zucconi è riuscito in qu ...(continue)

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.

    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto con prosa coinvolgente. Zucconi è riuscito in questo intento, complice l'introduzione con il rito sciamanico (“Io non Enëa, io non Paulo sono”?) che mi pare abbia la funzione di avvalorare in un certo senso anche le parti romanzate (ma le definirei 'interpretate').

    Doloroso, toccante. Sono felice di averlo letto.

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    Amalia La Strega said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    UNICO NEO

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo divertente; anzi pensandosi su, alla seduta spiritic ...(continue)

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo divertente; anzi pensandosi su, alla seduta spiritica non ce lo vedo proprio, troppo pragmatico. Su una cosa però ha ragione da vendere, sia Dio che le vecchie donne e i loro dolori sono uguali a tutte le latitudini, esattamente come gli “orapronobis”.
    A questo proposito, leggendo mi sono chiesta perché l’uomo europeo tutte le volte che incontra altre civiltà, si ritiene superiore ad esse solo perché costruisce le proprie dimore e i propri templi in pietra e non in pelle, frasche, ghiaccio? Può derivare dall’Impero Romano che copriva tutto il mondo conosciuto? E se l’Impero Romano avesse incontrato quello Cinese, radicalmente diverso per cultura, lingua e religione, il rapporto dell’uomo europeo con le altre civiltà sarebbe stato diverso?
    Finalmente dal I° capitolo incontro lo Zucconi che conosco: il cronista attento e preciso. Scrittura fluida e piacevole.
    Da qui in poi la Storia di Cavallo Pazzo e della conquista del West mi portano nel loro mondo, e per tutto il tempo che ho impiegato a finire il libro, sono stata nelle praterie a soffrire e gioire con i Pellerossa. In tutta la narrazione Zucconi dimostra di essere un grande professionista della parola, sembra di leggere le prime pagine dei giornali dell’epoca. Meriterebbe quindi 5*
    Tutto meraviglioso e interessantissimo dunque ma… c’è un MA. Chissà perché l’autore ha scritto le ultime frasei del cap. XV, rovinano tutto e sono inutili, stupidine e decisamente fuori luogo.
    "... Un forte vento si alzò improvviso sul piazzale, raccontò il dottore, caddero gocce di pioggia e un tuono possente scosse il cielo. gli indiani annuirono con l'aria di chi sa. Il tuono era venuto a riprendersi suo figlio.
    Molti Sioux giurano che quando Tashunka Uitko morì avesse 33 anni, ma non si può sapere. ..."
    Vi ricorda qualcosa? A me si, e mi da molto fastidio. Come si dice? Scherza coi fanti e lascia stare i santi.....
    Non sono una fondamentalista ne una bigotta, ma solo una Cristiana che si è sentita infastidita; tante attenzioni verso i Musulmani che mettono le bombe, e di noi Cristiani pacifici non importa nulla a nessuno.
    Un neo che disturba e rovina la perfezione storico-narrativa, si poteva evitare. 4* :-(

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    Penelope48 said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante

    Giornalistico, ma ben scritto e accattivante racconta con una punta di meló la vita di Cavallo Pazzo, il capo indiano che sconfisse Custer a Little Big Horn. Buon punto di partenza per chi sia interessato alla storia dello sterminio dei nativi ameri ...(continue)

    Giornalistico, ma ben scritto e accattivante racconta con una punta di meló la vita di Cavallo Pazzo, il capo indiano che sconfisse Custer a Little Big Horn. Buon punto di partenza per chi sia interessato alla storia dello sterminio dei nativi americani e della distruzione del loro territorio.

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    mafalda0250 said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gli spiriti non dimenticano

    La storia di Cavallo Pazzo (Tashunka Uitko) splendido condottiero Sioux;
    amava la sua terra e la sua gente e con intelligenza e umiltà, riuscirà a sconfiggere il 7° Cavalleggeri di Custer nella battaglia di Little Bighorn. Ma è anche la storia del s ...(continue)

    La storia di Cavallo Pazzo (Tashunka Uitko) splendido condottiero Sioux;
    amava la sua terra e la sua gente e con intelligenza e umiltà, riuscirà a sconfiggere il 7° Cavalleggeri di Custer nella battaglia di Little Bighorn. Ma è anche la storia del suo popolo, una storia fatta di dignità, amore, passioni, tradizioni e "magia" fino all'invasione dell'uomo bianco....
    Leggere questo libro per me è stata un'esperienza straordinaria, pagine emozionanti, intense, evocative, sino alla commozione finale.

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    Nico78 said on Feb 27, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Commovente sì, sorprendente no. L'evidenza che i 'bianchi' hanno il genocidio nel sangue non può stupire. Come non si può ignorare che pure gli Indiani si massacravano e si tradivano fra di loro. Come i 'neri', i 'gialli' e, chi più chi meno, tutti n ...(continue)

    Commovente sì, sorprendente no. L'evidenza che i 'bianchi' hanno il genocidio nel sangue non può stupire. Come non si può ignorare che pure gli Indiani si massacravano e si tradivano fra di loro. Come i 'neri', i 'gialli' e, chi più chi meno, tutti noi sapiens-sapiens, fin dalla nostra comparsa (vedi Wiki alla voce 'genocidio'). Si ha un bel dire che ogni volta deve essere l'ultima, ma la storia continua con i massacri. Bando alle ipocrisie, siamo fatti così: natural born killers. Ci si può indignare, ma non si può nemmeno negare la natura umana. La si può comprendere, condannare e sperare nella sua reversibilità. Mi scuso per la digressione, ma finito il libro questi sono stati i pensieri. La forma, lo stile e l'impostazione che Zucconi ha dato non mi ha entusiasmato, troppo girnalistica per i miei gusti. Pensavo meglio, ma è comunque una lettura interessante.

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    AdrianaT. said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Hoka Hey! È un buon giorno per morire!

    Lettura piacevole e storia interessante. Un punto di vista diverso, ottimamente documentato, sulla storia degli Indiani d'America ed in particolare della figura di Cavallo Pazzo. Diverso perché, senza conoscere la storia, l'unica alternativa che abbi ...(continue)

    Lettura piacevole e storia interessante. Un punto di vista diverso, ottimamente documentato, sulla storia degli Indiani d'America ed in particolare della figura di Cavallo Pazzo. Diverso perché, senza conoscere la storia, l'unica alternativa che abbiamo è quella di conoscere attraverso i film. Figura quasi mitologica, a cui pagina dopo pagina ci si affeziona, sullo sfondo della vita delle tribù indiane, perfettamente a contatto con la natura e "padrone" di uno spazio di terra che piano piano perderanno per sempre. E fino alla fine aveva ragione lui: Hoka Hey! È un buon giorno per morire!

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    Saltatempo said on Sep 15, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (19)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Hardcover 381 Pages
  • Publisher: Club degli Editori
  • Publish date: 1996-01-01
  • Also available as: Paperback , Others
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