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Gli spiriti non dimenticano

Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux

Di

Editore: A. Mondadori ( Oscar storia 160 )

4.4
(537)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 396 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804458240 | Isbn-13: 9788804458241 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Nel ricostruire la vita del capo Cavallo PAzzo, il figlio del tuono e della grandine, che nel 1876 sconfisse il 7° Cavalleggeri di Custer a Little Bighorn, Vittorio Zucconi ha scoperto molto più di un messia guerriero con una penna di falco rosso tra i capelli: ha incontrato la vita quotidiana, le donne, i bambini, gli amori, i riti e la disperazione di quello che fu un magnifico popolo di liberi cacciatori, i Lakota Sioux delle Grandi Praterie americane, distrutti dall'invasione dei bianchi. Ne è uscito Gli spiriti non dimenticano, un racconto struggente e meraviglioso, che nessun "viso pallido" potrà leggere senza un brivido di tenerezza e di vergogna. E senza cadera alla fine, come l'autore stesso, sotto l'incantesimo di Cavallo Pazzo, lasciandosi trasportare in un'avventura di straordinaria, emozionante intensità.
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  • 5

    Crazy Horse ?

    Gli eroi, gli indelebili, raramente hanno storie felici da tramandare.
    Come può uno scoglio arginare il mare ? Cantava Battisti...la risposta del nostro eroe sarebbe...'non può, ma non per questo deve smettere di provarci !'.Un libro/romanzo/documentario che rende onore a Cavallo Pazzo uomo ...continua

    Gli eroi, gli indelebili, raramente hanno storie felici da tramandare.
    Come può uno scoglio arginare il mare ? Cantava Battisti...la risposta del nostro eroe sarebbe...'non può, ma non per questo deve smettere di provarci !'.Un libro/romanzo/documentario che rende onore a Cavallo Pazzo uomo vero e grande guerriero. Da leggere per imparare, per non dimenticare. Bello !

    ha scritto il 

  • 5

    Gli spiriti non dimenticano, gli uomini non cambiano

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.


    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto con prosa coinvolgente. Zucconi è riuscito in questo intento, complice l'introduzione con ...continua

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.

    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto con prosa coinvolgente. Zucconi è riuscito in questo intento, complice l'introduzione con il rito sciamanico (“Io non Enëa, io non Paulo sono”?) che mi pare abbia la funzione di avvalorare in un certo senso anche le parti romanzate (ma le definirei 'interpretate').

    Doloroso, toccante. Sono felice di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 4

    UNICO NEO

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo divertente; anzi pensandosi su, alla seduta spiritica non ce lo vedo proprio, troppo pragmatic ...continua

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo divertente; anzi pensandosi su, alla seduta spiritica non ce lo vedo proprio, troppo pragmatico. Su una cosa però ha ragione da vendere, sia Dio che le vecchie donne e i loro dolori sono uguali a tutte le latitudini, esattamente come gli “orapronobis”.
    A questo proposito, leggendo mi sono chiesta perché l’uomo europeo tutte le volte che incontra altre civiltà, si ritiene superiore ad esse solo perché costruisce le proprie dimore e i propri templi in pietra e non in pelle, frasche, ghiaccio? Può derivare dall’Impero Romano che copriva tutto il mondo conosciuto? E se l’Impero Romano avesse incontrato quello Cinese, radicalmente diverso per cultura, lingua e religione, il rapporto dell’uomo europeo con le altre civiltà sarebbe stato diverso?
    Finalmente dal I° capitolo incontro lo Zucconi che conosco: il cronista attento e preciso. Scrittura fluida e piacevole.
    Da qui in poi la Storia di Cavallo Pazzo e della conquista del West mi portano nel loro mondo, e per tutto il tempo che ho impiegato a finire il libro, sono stata nelle praterie a soffrire e gioire con i Pellerossa. In tutta la narrazione Zucconi dimostra di essere un grande professionista della parola, sembra di leggere le prime pagine dei giornali dell’epoca. Meriterebbe quindi 5*
    Tutto meraviglioso e interessantissimo dunque ma… c’è un MA. Chissà perché l’autore ha scritto le ultime frasei del cap. XV, rovinano tutto e sono inutili, stupidine e decisamente fuori luogo.
    "... Un forte vento si alzò improvviso sul piazzale, raccontò il dottore, caddero gocce di pioggia e un tuono possente scosse il cielo. gli indiani annuirono con l'aria di chi sa. Il tuono era venuto a riprendersi suo figlio.
    Molti Sioux giurano che quando Tashunka Uitko morì avesse 33 anni, ma non si può sapere. ..."
    Vi ricorda qualcosa? A me si, e mi da molto fastidio. Come si dice? Scherza coi fanti e lascia stare i santi.....
    Non sono una fondamentalista ne una bigotta, ma solo una Cristiana che si è sentita infastidita; tante attenzioni verso i Musulmani che mettono le bombe, e di noi Cristiani pacifici non importa nulla a nessuno.
    Un neo che disturba e rovina la perfezione storico-narrativa, si poteva evitare. 4* :-(

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Giornalistico, ma ben scritto e accattivante racconta con una punta di meló la vita di Cavallo Pazzo, il capo indiano che sconfisse Custer a Little Big Horn. Buon punto di partenza per chi sia interessato alla storia dello sterminio dei nativi americani e della distruzione del loro territorio. ...continua

    Giornalistico, ma ben scritto e accattivante racconta con una punta di meló la vita di Cavallo Pazzo, il capo indiano che sconfisse Custer a Little Big Horn. Buon punto di partenza per chi sia interessato alla storia dello sterminio dei nativi americani e della distruzione del loro territorio.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli spiriti non dimenticano

    La storia di Cavallo Pazzo (Tashunka Uitko) splendido condottiero Sioux;
    amava la sua terra e la sua gente e con intelligenza e umiltà, riuscirà a sconfiggere il 7° Cavalleggeri di Custer nella battaglia di Little Bighorn. Ma è anche la storia del suo popolo, una storia fatta di dignità, am ...continua

    La storia di Cavallo Pazzo (Tashunka Uitko) splendido condottiero Sioux;
    amava la sua terra e la sua gente e con intelligenza e umiltà, riuscirà a sconfiggere il 7° Cavalleggeri di Custer nella battaglia di Little Bighorn. Ma è anche la storia del suo popolo, una storia fatta di dignità, amore, passioni, tradizioni e "magia" fino all'invasione dell'uomo bianco....
    Leggere questo libro per me è stata un'esperienza straordinaria, pagine emozionanti, intense, evocative, sino alla commozione finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Commovente sì, sorprendente no. L'evidenza che i 'bianchi' hanno il genocidio nel sangue non può stupire. Come non si può ignorare che pure gli Indiani si massacravano e si tradivano fra di loro. Come i 'neri', i 'gialli' e, chi più chi meno, tutti noi sapiens-sapiens, fin dalla nostra comparsa ( ...continua

    Commovente sì, sorprendente no. L'evidenza che i 'bianchi' hanno il genocidio nel sangue non può stupire. Come non si può ignorare che pure gli Indiani si massacravano e si tradivano fra di loro. Come i 'neri', i 'gialli' e, chi più chi meno, tutti noi sapiens-sapiens, fin dalla nostra comparsa (vedi Wiki alla voce 'genocidio'). Si ha un bel dire che ogni volta deve essere l'ultima, ma la storia continua con i massacri. Bando alle ipocrisie, siamo fatti così: natural born killers. Ci si può indignare, ma non si può nemmeno negare la natura umana. La si può comprendere, condannare e sperare nella sua reversibilità. Mi scuso per la digressione, ma finito il libro questi sono stati i pensieri. La forma, lo stile e l'impostazione che Zucconi ha dato non mi ha entusiasmato, troppo girnalistica per i miei gusti. Pensavo meglio, ma è comunque una lettura interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Hoka Hey! È un buon giorno per morire!

    Lettura piacevole e storia interessante. Un punto di vista diverso, ottimamente documentato, sulla storia degli Indiani d'America ed in particolare della figura di Cavallo Pazzo. Diverso perché, senza conoscere la storia, l'unica alternativa che abbiamo è quella di conoscere attraverso i film. Fi ...continua

    Lettura piacevole e storia interessante. Un punto di vista diverso, ottimamente documentato, sulla storia degli Indiani d'America ed in particolare della figura di Cavallo Pazzo. Diverso perché, senza conoscere la storia, l'unica alternativa che abbiamo è quella di conoscere attraverso i film. Figura quasi mitologica, a cui pagina dopo pagina ci si affeziona, sullo sfondo della vita delle tribù indiane, perfettamente a contatto con la natura e "padrone" di uno spazio di terra che piano piano perderanno per sempre. E fino alla fine aveva ragione lui: Hoka Hey! È un buon giorno per morire!

    ha scritto il 

  • 5

    anni fa sullo sterminio degli Indiani d'America avevo letto Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, sicuramente più didascalico per la conoscenza di quell'efferato crimine che fu lo sterminio di questo popolo
    il libro di Zucconi è meno documentato ma arriva dritto al cuore prima che alla me ...continua

    anni fa sullo sterminio degli Indiani d'America avevo letto Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, sicuramente più didascalico per la conoscenza di quell'efferato crimine che fu lo sterminio di questo popolo
    il libro di Zucconi è meno documentato ma arriva dritto al cuore prima che alla mente
    narrando di Cavallo Pazzo o meglio Tashunka Uitko il suo nome lakota, narra della storia di un popolo, dei suoi usi e costumi, delle sue credenze religiose, della sua spiritualità così naturale e in simbiosi con la terra e l'ambiente, di cosa abbiamo perso perpretrando quell'orrendo massacro con la pretesa di civilizzare
    per me è stata una bellissima lettura, mi ha commosso, fatto arrabbiare, immalinconire, insomma tutte le sensazioni che provo quando sento il libro mio e chiudendo l'ultima pagina ho avuto l'impressione di aver perso un amico.

    Lo sollevarono fra i rami di un grande gelso morto, un albero spoglio che aveva preso la forma di una mano con le dita aperte e rivolte verso l'alto e deposero il cadavere nel palmo dell'albero rivolto verso il cielo e coperto da un sudario di pelle di bisonte dipinta di rosso. lo lasciarono lassù per quattro notti vegliandolo. Ogni notte, disse Penna rossa, il cognato, un'aquila venne a passeggiare sul suo corpo. L'aquila non fece nulla; si limitò a camminare sulla coperta che proteggeva Tashunka e poi volare via.

    mi piace pensare che Tashunka corra ancora, libero, lassù nei verdi pascoli del cielo

    ha scritto il 

  • 5

    Gli spiriti non dimenticano e non dovremmo farlo nemmeno noi.

    Quella degli "Indiani d'America" è stato proprio un genocidio. Non c'è altro nome, anche se la storia la scrivono i vincitori e questi vincitori sono ancora oggi potenti. Cavallo Pazzo ha combattuto perché la sua gente non morisse uccisa da quella massa di stranieri provenienti da Est. Avrebbero ...continua

    Quella degli "Indiani d'America" è stato proprio un genocidio. Non c'è altro nome, anche se la storia la scrivono i vincitori e questi vincitori sono ancora oggi potenti. Cavallo Pazzo ha combattuto perché la sua gente non morisse uccisa da quella massa di stranieri provenienti da Est. Avrebbero potuto insegnarci molto, se solo li avessero ascoltati. Non so com'è catalogato questo libro, se saggio o romanzo, so però che leggerlo è stata un'avventura ed è scritto così bene da rendere partecipe il lettore. 5 stelle.

    ha scritto il 

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