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Gli strumenti del comunicare

Di

Editore: Il Saggiatore

4.1
(325)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842801526 | Isbn-13: 9788842801528 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Capriolo

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Science & Nature , Social Science

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Descrizione del libro
"Il mezzo è il messaggio". Intorno a questa proposizione apparentemente ermetica ruota gran parte della riflessione teorica sui mass media. Gli strumentitecnici non sono mai stati neutrali. Dalla loro natura dipendono forme dellaassociazione e dell'azione umane. La velocità mescola le culture della preistoria con i sedimenti delle civiltà industriali e trasforma il mondo in unvillaggio globale. Ma la società contemporanea sembra tuttora colta disorpresa.
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  • 4

    Il medium è il messaggio e il messaggino

    cinquantanni fa McLuhan scriveva: "...il nostro sistema nervoso centrale viene tecnologicamente esteso fino a coinvolgerci in tutta l'umanità e ad incorporare tutta l'umanità in noi, siamo necessariam ...continua

    cinquantanni fa McLuhan scriveva: "...il nostro sistema nervoso centrale viene tecnologicamente esteso fino a coinvolgerci in tutta l'umanità e ad incorporare tutta l'umanità in noi, siamo necessariamente implicati in profondità nelle conseguenze di ogni nostra azione. Non è praticamente più possibile mantenere l'atteggiamento tipicamente estraneo e superiore che aveva finito con il caratterizzare l'uomo occidentale di media cultura".
    Poi ci si chiede perché MML veniva chiamato già negli anni '70 il "guru dell'informazione": aveva previsto tutto, persino l'effetto di internet o dei social media!
    Ho però l'impressione che ciò che McLuhan giudicava positivamente, cioè il fatto di essere coinvolti in un sentire comune con tutta l'umanità, si stia trasformando (o si sia già trasformato) in qualcosa di negativo.
    Grazie al bombardamento mediatico di informazione su guerre, drammi, disgrazie, disastri, omicidi, alla volgarizzazione di emozioni e sentimenti, al sensazionalismo giornalistico, i media non sono più in grado di colpire in profondità la nostra sensibilità, anestetizzata dall'eccesso di esposizione. Si è giunti ad un cinismo dell'immagine mai prima d'ora sperimentato. La realtà mediatica, quella filtrata dai mezzi di comunicazione, fornisce è vero un coscienza collettiva (magari anche parecchio manipolata dal giornalismo embedded), ma ad un livello che raramente si discosta dalla superficialità e temporaneità emotiva. L'orizzononte del ricordo si va sempre più abbreviando e con lui anche le motivazioni ideali dell'indignazione etica e morale, della reattività emozionale ad avvenimenti proposti in sequenza sugli schermi, su internet, sui giornali. Anche la morte perde, sui media e quindi anche nella nostra realtà immateriale, per colpa dell'iterazione e della ripetizione dell'atto, quel potere e quell'energia evocativa che ha accompagnato lo sviluppo della cività occidentale. θάνατος riesce ancora a colpire solo quando va a colpire la sensibilità delle zone più antiche del cervello, quella che genera terrore e ribrezzo insieme a curiosa attrazione e morbosità. Ci fa effetto il singolo prigioniero decapitato o arso vivo dall'Isis, ma non facciamo un plissè per i milioni di morti senza volto e nome della guerra del Rwanda (solo per fare un esempio).
    In questo senso i media negli anni (spesso per ragioni commerciali) hannno portato avanti, secondo me, un'opera di esplorazione accurata dei confini e delle proporzioni delle angosce e sensibilità umane. I relè che ancora riescono a scattare agli stimoli esterni sono quelli legati alle sedimentazioni emotive più radicate e antiche e per questo meno razionali e controllabili.
    Le convenzioni sociali, l'etica, la morale, la lingua, la capacità di indignazione sono stati invece i primi a cedere al bombardamento ristrutturante e massificante dei media.

    se volete vedere il guru live arrivate alla fine di questo delizioso spezzone
    http://youtu.be/VvObzCj_SQI

    ha scritto il 

  • 3

    Chiari e scuri

    Un libro a tratti illuminante (!) a tratti noioso. McLuhan sa il fatto suo ma non tutto quel che disse si è poi avverato. Un libro con approccio materiale si trasforma nei fatti in una spiegazione fil ...continua

    Un libro a tratti illuminante (!) a tratti noioso. McLuhan sa il fatto suo ma non tutto quel che disse si è poi avverato. Un libro con approccio materiale si trasforma nei fatti in una spiegazione filosofica degli aspetti materiali dei media. Perché tutto è medium e il messaggio è implicito nello strumento che si ha a disposizione. Ma credo che vada aggiornata questa teoria che ha una buona base, viste le intuizioni sui media elettrici, in cui siamo affogati nel III millennio.

    ha scritto il 

  • 3

    Il medium è il messaggio, non c'è che dire. Oltre a questo assioma, da imparare a memoria per ogni comunicatore che si rispetti, in questo saggio vi sono numerosi altri concetti preziosi da tenere a m ...continua

    Il medium è il messaggio, non c'è che dire. Oltre a questo assioma, da imparare a memoria per ogni comunicatore che si rispetti, in questo saggio vi sono numerosi altri concetti preziosi da tenere a mente. Ma, nonostante sia un testo sacro, in qualche passaggio mostra tutti i suoi 46 anni circa; inoltre è irrimediabilmente americano, e si sa che i media più dirompenti (come la tv) sono tarati sullo stile di vita dell'americano medio. Detto questo, rimane comunque un caposaldo per capire i media.

    ha scritto il 

  • 3

    Pro: si parla di modernità (è incredibile come, pur scritto negli anni 60, questo libro sia attuale).
    Contro: è dannatamente dispersivo e a volte non ci si capisce un acca. Ma non perché ci son scritt ...continua

    Pro: si parla di modernità (è incredibile come, pur scritto negli anni 60, questo libro sia attuale).
    Contro: è dannatamente dispersivo e a volte non ci si capisce un acca. Ma non perché ci son scritte cose incomprensibili, è solo che si salta di palo in frasca e uno resta disorientato.

    ha scritto il 

  • 0

    - Beh, è buffo, perché io, guarda caso, McLuhan ce l'ho qui sotto mano. Quindi... ecco... scusa sai... Voglio dire, d'accordo. Vieni un po' qua... Un momento.
    Glielo dica Lei.
    - Ho sentito quello che ...continua

    - Beh, è buffo, perché io, guarda caso, McLuhan ce l'ho qui sotto mano. Quindi... ecco... scusa sai... Voglio dire, d'accordo. Vieni un po' qua... Un momento.
    Glielo dica Lei.
    - Ho sentito quello che diceva innanzi. Lei non conosce affatto la mia opera. Secondo lei, la mia fallacia è per intero errata. Come lei sia riuscito ad ottenere una cattedra, è stupefacente.
    - Ragazzi, se solo fosse così, la vita!

    belle le sceneggiature editate. e se solo fosse vero, Alvy Singer!

    ha scritto il 

  • 4

    Il tempo passa ma lui no

    McLuhan è uno di quegli autori che non passano. Nonostante il tempo segni più spesso le ricerche sulla comunicazione, egli conserva sempre la freschezza della sua intuizione, capace di generare ragion ...continua

    McLuhan è uno di quegli autori che non passano. Nonostante il tempo segni più spesso le ricerche sulla comunicazione, egli conserva sempre la freschezza della sua intuizione, capace di generare ragionamenti e commenti. Non è solo, ma fa parte di una categoria sempre più rara.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui c'è l' abc di Mcluhan: medium caldi e freddi, il medium è il messaggio, la riflessione sull'era gutemberg eccetera. E anche la tesi più inquietante, cioè che il medium modifica il comportamento, n ...continua

    Qui c'è l' abc di Mcluhan: medium caldi e freddi, il medium è il messaggio, la riflessione sull'era gutemberg eccetera. E anche la tesi più inquietante, cioè che il medium modifica il comportamento, non solo la natura e il contenuto del messaggio.

    ha scritto il