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Gli uccelli

Di

Editore: Sellerio

3.9
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838913609 | Isbn-13: 9788838913600 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Marina Vaggi ; Illustrazione di copertina: Aristide Maillol

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
« Dal Ministero degli Interni, ore undici. Da tutto il paese giungono continue notizie sull'enorme quantità di uccelli che si affollano sulle città, sui villaggi e sulle zone più lontane, provocando intasamenti e danni e in certi casi attaccando le persone. Si pensa che il flusso d'aria proveniente dall'Artide, che al momento investe le isole britanniche, spinga gli uccelli ad emigrare verso sud in immensi stormi e che la fame li porti ad attaccare gli esseri umani. Si raccomanda alle famiglie di chiudere finestre, porte e camini e di prendere le necessarie precauzioni per garantire la sicurezza dei bambini ». Nel film di Alfred Hitchcock "Gli uccelli" - tratto dal racconto di Daphne du Maurier che dà il titolo a questo volume - è stata letta la negazione dell'armonia « in cui l'apparenza sembra unificarsi con quella che noi riteniamo essere l'essenza », che viene meno allorché uomo e animali cessano di stare ciascuno al proprio posto: « entra in crisi il nostro sistema valutativo » scrive il critico hitchcockiano Fabio Carlini « perché gli uccelli, improvvisamente, hanno mutato l'ordine dei ruoli ». Analogamente, nell'altro racconto della du Maurier che qui presentiamo, "Le lenti azzurre", gli animali prendono il posto degli uomini svelandone l'autentico volto, in seguito ad un intervento di chirurgia oculare che consente di « vedere amici e parenti come realmente sono ».

Le opere di Daphne du Maurier (1907-1989), quasi tutte di grande successo, hanno ispirato film come "La taverna della Giamaica", "Rebecca, la prima moglie", "Gli uccelli" (tutti di Alfred Hitchcock), "Mia cugina Rachele" e "A Venezia, un dicembre rosso shocking" ...

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  • 4

    Un racconto molto bello di Daphne Du Maurier, molto cupo e intenso, un gotico moderno, ricco di simboli come gli uccelli che richiamano in pieno ai rumorosi aerei di guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    Angoscia allo stato puro...

    Per chi conosce la trasposizione cinematografica fatta da Hitchcock, è facile immaginare quanto possa essere angosciante l'atmosfera di questo romanzo: degli uccelli che improvvisamente, senza un moti ...continua

    Per chi conosce la trasposizione cinematografica fatta da Hitchcock, è facile immaginare quanto possa essere angosciante l'atmosfera di questo romanzo: degli uccelli che improvvisamente, senza un motivo apparente, iniziano ad aggredire le persone... Però il libro si discosta un po' dal film, specie nel finale, che qui appare ancora più cupo e senza speranze per gli uomini ormai barricati nelle loro abitazioni, senza via d'uscita... Brrrrr

    ha scritto il 

  • 5

    Meglio il film o il racconto?

    Ray Bradbury, creatore di Montag (e non solo) il più celebre pompiere della letteratura e sceneggiatore del maestoso Moby Dick di John Huston (e non solo), fu chiamato da zio Hitch per la sceneggiatur ...continua

    Ray Bradbury, creatore di Montag (e non solo) il più celebre pompiere della letteratura e sceneggiatore del maestoso Moby Dick di John Huston (e non solo), fu chiamato da zio Hitch per la sceneggiatura dell'omonimo film. Il disaccordo che ne seguì fra mostrare o meno gli attacchi degli uccelli fu la causa dell'allontanamento di Bradbury e il suo più grande cruccio (non lavorò mai più con Hitchcock). Il film capolavoro è quello che tutti noi conosciamo. Il racconto della Du Maurier non solo regge bene il confronto con la pellicola ma addirittura per certi aspetti la sopravanza (più angoscia metafisica, sberleffo della sbruffoneria cialtronesca, maggior senso di isolamento condizionato, ardua sopravvivenza). Alla fine de "gli uccelli" la scrittrice, piegata alle regole grammaticali, mette il punto finale per chiudere il racconto. Zio Hitch, che forse per una volta sentiva il peso del confronto con la parola scritta, sceglie magistralmente di non mettere la parola "the end" al termine del film. In questo è stato superiore.

    ha scritto il 

  • 5

    {Le Lenti Azzurre & Gli Uccelli}

    Due racconti splendidi - il senso di inquietudine trasmesso dalle circostanze (irrazionali e inspiegabili) affrontate dai protagonisti, è espresso davvero magistralmente dalla du Maurier.

    ha scritto il 

  • 5

    Un sovvertimento, una reazione della natura...uomini e animali che cambiano il posto loro assegnato.
    Geniale la trovata nel racconto Le lenti azzurre: gli animali prendono il posto degli uomini ed a se ...continua

    Un sovvertimento, una reazione della natura...uomini e animali che cambiano il posto loro assegnato.
    Geniale la trovata nel racconto Le lenti azzurre: gli animali prendono il posto degli uomini ed a seguito di un intervento chirurgico vengono visti come realmente sono.
    L'autrice è, per me, una delle più grandi in assoluto.

    ha scritto il 

  • 4

    Daphne du Maurier, straordinaria scrittrice. In questo agile libro la Sellerio propone due racconti tra i più importanti dell’autrice: Le lenti azzurre (1959) e Gli uccelli (1952). Il primo è una stor ...continua

    Daphne du Maurier, straordinaria scrittrice. In questo agile libro la Sellerio propone due racconti tra i più importanti dell’autrice: Le lenti azzurre (1959) e Gli uccelli (1952). Il primo è una storia surreale ambientata tutta in una stanza d’ospedale, emozionante e di sublime scrittura, anche se un po’ prevedibile nel finale; potrebbe aver contribuito all’ispirazione di Pullman per i suoi "daimon". Il secondo è il celebre racconto dal quale Hitchcock ha ricavato nel 1963 il suo capolavoro: apocalittico… Voto 3,5

    ha scritto il 

  • 3

    Sotto questo titolo, oltre al racconto omonimo, è raccolto anche "Le lenti azzurre" e procbabilmente non a caso. In entrambi i racconti sono gli animali a farla da padroni, nel primo, sovvertendo l'or ...continua

    Sotto questo titolo, oltre al racconto omonimo, è raccolto anche "Le lenti azzurre" e procbabilmente non a caso. In entrambi i racconti sono gli animali a farla da padroni, nel primo, sovvertendo l'ordine naturale delle cose, nel secondo sovvertendo l'ordine mentale di una giovane donna che, grazie all'operazione subita, vede parenti e amici come realmente sono. Altri due piccoli gioielli della tensione.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ispiratrice degli "Uccelli" di Hitchcock

    Non è solo colei che col suo racconto ha fornito il canovaccio del film celeberimmo.

    C'è un racconto, "Le lenti azzurre", che è meraviglioso e potrebbe diventare un ottimo soggetto cinematografico, in ...continua

    Non è solo colei che col suo racconto ha fornito il canovaccio del film celeberimmo.

    C'è un racconto, "Le lenti azzurre", che è meraviglioso e potrebbe diventare un ottimo soggetto cinematografico, in epoca di effetti speciali strabilianti.

    Immaginate che per un qualche sortilegio, in seguito a un intervento chirurgico agli occhi, poteste vedere chi veramente avete davanti, sotto forma animale: chi vedreste?

    (E voi, chi sareste?)

    ha scritto il