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Gli ultimi fuochi dell'impero romano

Di

3.7
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 528 | Formato: Altri

Isbn-10: 8854129550 | Isbn-13: 9788854129559 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Bello

    Sicuramente si sente lo stile documentarista quasi al limite del saggio di questo romanzo, ma il tutto viene attenuato dal personaggio del protagonista e dalla sua crescita interiore, dalle sue passioni e dalle due sofferenze cosi le vicende storiche restano un contorno in una bella storia...migl ...continua

    Sicuramente si sente lo stile documentarista quasi al limite del saggio di questo romanzo, ma il tutto viene attenuato dal personaggio del protagonista e dalla sua crescita interiore, dalle sue passioni e dalle due sofferenze cosi le vicende storiche restano un contorno in una bella storia...migliore di imperator

    ha scritto il 

  • 0

    Anno Domini 458, Albenga, Liguria. Ascanio,lascia la famiglia per seguire lo zio Flavio Pietro, attuale primo ministro dell’Augusto Maggioriano, ed intraprendere la carriera militare col sogno di diventare un grande condottiero. Ascanio viene affidato alle sapienti mani di Eriberto, che lo inizia ...continua

    Anno Domini 458, Albenga, Liguria. Ascanio,lascia la famiglia per seguire lo zio Flavio Pietro, attuale primo ministro dell’Augusto Maggioriano, ed intraprendere la carriera militare col sogno di diventare un grande condottiero. Ascanio viene affidato alle sapienti mani di Eriberto, che lo inizia alle pratiche marziali, mentre nel frattempo si compiono i passi per la riconquista delle province della Gallia, della Hispania e dell’Africa. L’imperatore Maggioriano infatti sta conducendo una vasta spedizione punitiva con lo scopo di vendicare il sacco di Roma ad opera di Genserico, re dei Vandali, e liberare l’Augusta Eudoxia catturata proprio durante l’attacco.

    ha scritto il 

  • 0

    Il romanzo narra le vicende di un giovane patrizio romano nato e cresciuto nel piu' potente e vasto impero dell' epoca.
    Con atteggiamento sprezzante tratta tutti coloro non ritiene suoi pari, pretendendo da loro la più remissiva ubbidienza.
    Egli sente come nobile, nelle sue mani, la p ...continua

    Il romanzo narra le vicende di un giovane patrizio romano nato e cresciuto nel piu' potente e vasto impero dell' epoca.
    Con atteggiamento sprezzante tratta tutti coloro non ritiene suoi pari, pretendendo da loro la più remissiva ubbidienza.
    Egli sente come nobile, nelle sue mani, la possibilita'e la responsabilità di difendere l' impero dai barbari
    scoprendo a malincuore, e malgrado i suoi sforzi, che il suo amato mondo sta affrontando quelle prove decisive che lo vedranno perdente e lo avvieranno al proprio declino .
    Eventi che gli insegneranno una maggiore profondità di giudizio sulle cose ed il reale valore delle persone.
    Un libro che tratteggia con accuratezza storica l'affresco di un epoca poco conosciuta.

    ha scritto il 

  • 2

    Bel saggio sugli ultimi anni dell'impero romano d'occidente.
    Peccato sia un romanzo che risulta noioso e poco attrattivo, per essere una descrizione di quel convulso periodo storico l'azione è ridotta al minimo e l'interesse per la trama sotto il limite di guardia.

    ha scritto il 

  • 4

    Anno Domini 458, Albenga, Liguria. Ascanio - appena sedicenne - lascia la famiglia per seguire lo zio Flavio Pietro, attuale primo ministro dell'Augusto Maggioriano, ed intraprendere la carriera militare col sogno di diventare un grande condottiero. Ascanio viene affidato alle sapienti mani di Er ...continua

    Anno Domini 458, Albenga, Liguria. Ascanio - appena sedicenne - lascia la famiglia per seguire lo zio Flavio Pietro, attuale primo ministro dell'Augusto Maggioriano, ed intraprendere la carriera militare col sogno di diventare un grande condottiero. Ascanio viene affidato alle sapienti mani di Eriberto, che lo inizia alle pratiche marziali, mentre nel frattempo si compiono i passi per la riconquista delle province della Gallia, della Hispania e dell'Africa. L'imperatore Maggioriano infatti sta conducendo una vasta spedizione punitiva con lo scopo di vendicare il sacco di Roma ad opera di Genserico, re dei Vandali, e liberare l'Augusta Eudoxia catturata proprio durante l'attacco. Ascanio imparerà l'arte della guerra ma non solo, anche arti più sottili quali l'intrigo e il tradimento. La vita del giovane si trasforma così da quella di un semplice ragazzino a quella di un vero e proprio avventuriero che grazie alle sue doti di fedeltà, fierezza e capacità di comando riesce sempre a catalizzare su se stesso, nel bene e nel male, le attenzioni dei potenti. Attraverso l'Europa e il Mediterraneo, fino alla capitale dell'Impero d'Oriente, Ascanio sarà testimone di eventi che cambieranno per sempre la storia. Una storia che ormai vede Roma ed il suo Impero sull'orlo dell'abisso...
    Questo romanzo storico di Giulio Castelli racchiude in sé tutto quello che un appassionato di questo genere cerca: una storia avvincente, tanti tantissimi dettagli, un insieme incredibile di intrighi e tradimenti, guerre e amori. Insomma una grande opera che ci riporta ai terribili anni che segnarono la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, uno sfacelo che Castelli racconta con dovizia di particolari e con descrizioni sempre azzeccate tanto da renderlo così reale che pare di poterlo toccare con le mani. Tra i tanti spunti che questo romanzo fornisce al lettore, uno su tutti appare estremamante attuale ai giorni nostri. Si tratta della gestione della "cosa pubblica", soffocata ormai da una burocrazia dilagante e da una corruzione al limite dell'indecenza. Maggioriano nella sua grande sapienza aveva intuito che la salvezza dell'Impero poteva venire solo da una restaurazione profonda del concetto di res publica non più al servizio della sola classe senatoriale, ma, come era stato nei tempi eroici di Roma, al servizio dei cittadini. Sentite questo passaggio del romanzo: "La burocrazia aveva ormai caratteri persecutori. Non era più una macchina al servizio dell’Impero ma un diabolico ingranaggio creatore di intralci. Invece di colpire chi si rendeva responsabile di qualche irregolarità, colpiva a caso. Il cittadino vittima di un errore, per qualche regolamento arcaico o per la distrazione di uno scrivano, non riusciva più a districarsene. Aveva la stessa possibilità di sfuggire alle pergamene di quella che si offriva al trasgressore delle leggi: corrompere un funzionario": non sembra di essere nel 458 d.C. ma nel 2009 d.C., vero?

    ha scritto il 

  • 4

    Seguito inaspettato

    In origine Castelli aveva concepito il romanzo biografico "Imperator" come opera a sé stante, tanto che gli ultimi eventi del regno di Maggioriano - quelli non coperti dalla narrazione - venivano sintetizzati nell'epilogo. "Gli ultimi fuochi dell'Impero romano" è al contempo un seguito ideale e u ...continua

    In origine Castelli aveva concepito il romanzo biografico "Imperator" come opera a sé stante, tanto che gli ultimi eventi del regno di Maggioriano - quelli non coperti dalla narrazione - venivano sintetizzati nell'epilogo. "Gli ultimi fuochi dell'Impero romano" è al contempo un seguito ideale e una variazione di rotta rispetto al libro precedente ; il testimone di narratore passa da Maggioriano ad Ascanio, nipote del consigliere imperiale Pietro, che rievoca la propria vicenda asserragliato in un eremo in Cornovaglia. L'azione copre così l'arco che va dalla spedizione di Maggioriano contro i Vandali sino alla caduta e alla morte dell'imperatore d'Occidente Antemio per mano del generale barbaro Ricimero, lo stesso che a suo tempo detronizzò e fece assassinare anche Maggioriano. E' un quadro decisamente ancor più cupo rispetto a quello del romanzo precedente, che Castelli narra con la solita dovizia rivolta agli aspetti più svariati del declino del mondo classico (politico, militare, economico, sociale, culturale, letterario) e riconfermando quindi quello che è al contempo un suo pregio o difetto, a seconda dei punti di vista : l'invenzione narrativa appare infatti spesso sacrificata alle esigenze dell'illustrazione del quadro storico.
    Bisogna però riconoscere che "Gli ultimi fuochi dell'impero romano" appare più dinamico di "Imperator" sul piano narrativo : viene dato più spazio all'aspetto picaresco, ai colpi di scena e alle situazioni rocambolesche. I personaggi sono ben delineati e soprattutto mai anacronistici, sempre in armonia con la mentalità a loro coeva.
    Di certo, pur nella sua puntigliosità, il romanzo non rischia mai di essere didascalico : le digressioni sono opportunamente inserite e la viva partecipazione del protagonista per quanto riguarda le tematiche affrontate le rendono una costruzione ben amalgamata con l'impianto narrativo.

    ha scritto il 

  • 3

    Peggio del primo. Un protagonista che non è mai simpatico e con atteggiamento a volte indisponente per la sua ignavia. Per il resto però rimane un romanzo ben scritto e davvero ottimamente ambientato.
    Meritano una menzione le frequenti allusioni a situazioni, vizi, considerazioni che paiono ...continua

    Peggio del primo. Un protagonista che non è mai simpatico e con atteggiamento a volte indisponente per la sua ignavia. Per il resto però rimane un romanzo ben scritto e davvero ottimamente ambientato.
    Meritano una menzione le frequenti allusioni a situazioni, vizi, considerazioni che paiono davvero attuali in maniera fin inquietante.

    ha scritto il 

  • 0

    A mio parere, il libro di Castelli è un po' discontinuo nel ritmo narrativo, particolarmente nella parte iniziale.
    Per il resto, lo sforzo documentario si percepisce e probabilmente riesce a dare un'immagine verosimile degli ultimi decenni dell'impero di Roma.
    Ad ogni modo, consideran ...continua

    A mio parere, il libro di Castelli è un po' discontinuo nel ritmo narrativo, particolarmente nella parte iniziale.
    Per il resto, lo sforzo documentario si percepisce e probabilmente riesce a dare un'immagine verosimile degli ultimi decenni dell'impero di Roma.
    Ad ogni modo, considerando la descrizione delle sconfitte militari ed il generale clima di decadenza, non si può dire che la lettura sollevi troppo lo spirito dei lettori romanofili.

    ha scritto il