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Gli ultimi giorni di Pompeo

Fino all'estremo

Di

Editore: Editori del Grifo

4.6
(769)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877730161 | Isbn-13: 9788877730169 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Vincenzo Mollica

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Demonio! Cenerentola tiene sempre gli occhi bassi, bassissimi, e veste di nero, questa vedopattola. E' dolce come un mango, pulita, tenebrosa, mai sfigosa, che grinta in quelle frasi mozze, che passione sonnolenta!

    ha scritto il 

  • 4

    Un fumetto che aiuta ovviamente ad approfondire l'Andrea Pazienza fumettista, ma in più porta a conoscere l'Andrea Pazienza uomo, con tutti i suoi problemi e le sue turbe.
    Ovviamente i disegni sono qualcosa di sublime.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli ultimi giorni di un Antieroe

    Uno degli ultimi lavori di Andrea Pazienza e più di tutti gli altri biografico, legato a doppio filo con le tristi vicissitudini dei suoi ultimi giorni.
    Viscerale, disincantato, torbido, sofferto, si tratta di una confessione e di un congedo.
    Il tratto si fa più frettoloso per lasciar ...continua

    Uno degli ultimi lavori di Andrea Pazienza e più di tutti gli altri biografico, legato a doppio filo con le tristi vicissitudini dei suoi ultimi giorni.
    Viscerale, disincantato, torbido, sofferto, si tratta di una confessione e di un congedo.
    Il tratto si fa più frettoloso per lasciare spazio all'impellente desiderio di descrivere, con pochi filtri, le vicende iperreali di un antieroe, suo alter-ego.

    "Sono le ore una, e tre quarti.
    La città si arrotola nel freddo.
    La nebbia è tutta nelle case."

    ha scritto il 

  • 5

    Sicuramente il capolavoro/confessione di Pazienza e una delle vette di quanto mai prodotto in Italia come fumetto e sulla dipendenza da eroina.
    Decisamente Pazienza ci è stato tolto troppo presto!

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ultimi giorni di Pompeo (1987)

    Dove io non ricevo alcun resto
    in vita spicciola dall’esistenza,
    ma segno solo ciò che spendo
    e spendo, tutto quello che conosco.

    Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni
    p.125

    ha scritto il 

  • 3

    L'eroina che ti salva dalla vita

    Nel leggere queste pagine, quasi un testamento per immagini, troviamo l'animo di un uomo che non esiste più se non in funzione della droga. Droga che lo accompagna fuori e dentro nella tavola e che emerge da ogni parola e da ogni tratto, come una grande e geniale sinfonia allucinata e allucinante ...continua

    Nel leggere queste pagine, quasi un testamento per immagini, troviamo l'animo di un uomo che non esiste più se non in funzione della droga. Droga che lo accompagna fuori e dentro nella tavola e che emerge da ogni parola e da ogni tratto, come una grande e geniale sinfonia allucinata e allucinante.
    Le tavole si susseguono ed esplodono nella loro lucidità quotidiana e nella loro visionarietà disperata. Eppure non c'è pena in tutto questo: solo la consapevolezza di quello che si vuole fare di sé e del proprio corpo (o è solo una povera giustificazione da tossicodipendente? Non lo sapremo mai).
    Il fastidio malsano che accompagna la lettura è schiantato da un unico grande dubbio: se il talento incredibile di segni e parole che emerge da questo lavoro sia il solito "trip da strafatto" al quale la letteratura ci ha abituato fin troppo bene (e che a un certo punto lascia il tempo che trova) o se invece Paz avrebbe avuto anche molto più genio da vendere, ma che la droga l'abbia incanalato in una direzione ben precisa.
    Un'anima a nudo senza compromessi: necessario e affascinante nei testi e nelle parole ma, ripeto, malsano.
    Difficile da digerire, tra rabbia e stupore.

    ha scritto il 

  • 0

    Gli ultimi giorni di Pompeo è il libro della maturità artistica di Andrea Pazienza e, per una singolare e crudele coincidenza tra vita e opera d’arte, il suo testamento letterario.
    È il racconto, che Pazienza stesso ha definito “visceri sul tavolo”, attraverso l’alter ego Pompeo, del rappor ...continua

    Gli ultimi giorni di Pompeo è il libro della maturità artistica di Andrea Pazienza e, per una singolare e crudele coincidenza tra vita e opera d’arte, il suo testamento letterario.
    È il racconto, che Pazienza stesso ha definito “visceri sul tavolo”, attraverso l’alter ego Pompeo, del rapporto con l’eroina, oscuro demone interiore dell’autore e di un’intera generazione.
    Ma la grandezza di questa opera non è solo nella sfrontatezza con cui testimonia in presa diretta, con un andamento diaristico, la discesa agli inferi dell’autore, quanto nella struggente dolcezza con cui ci fa partecipi della sua fragilità, nel suo saper tornare indietro da quell’inferno con qualcosa di prezioso, per raccontarci i segreti più reconditi dell’animo umano.
    In queste pagine, disegnate su fogli sparsi e quaderni a quadretti, il tratto si fa essenziale, scarno, il segno compatto e unitario. La capacità artistica di Pazienza, la sua straordinaria mano che gli permetteva di disegnare qualsiasi cosa con una velocità sorprendente, viene messa al servizio di una narrazione rigorosa. Di una storia coinvolgente come poche altre, raccontata con una lingua lirica, infarcita di simbolismi, da poema moderno. Tutti elementi che fanno di Pompeo un’opera senza tempo.
    “Cari Voi che mi avete seguito sin qui.
    Così finisce l’ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. Questi s'era aperto “fumettisticamente” nel settantasette con Pentothal (del quale Pompeo è, forse, l’alter ego invecchiato), e, tra alti e bassi chiude adesso, nove anni dopo.
    Anni che, come si dice, sono “volati”.
    ...Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano “vecchio paz” e, faccio per dire, ho ventinove anni.” Andrea Pazienza

    Struggente, straziante, sconclusionato, angosciante : non viene nascosto niente, la vita che si trascina scandita da una "pera" e l'altra, l'angoscia, la cruda drammaticità della tossicodipendenza.
    Non si possono dare stelline alla disperazione su carta.

    ha scritto il