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Gli ultimi giorni di Stefan Zweig

Di

Editore: Gremese

3.9
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8884407079 | Isbn-13: 9788884407078 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Micol Bertolazzi

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il 22 febbraio 1942, il grande scrittore austriaco Stefan Zweig mette fine ai propri giorni insieme alla moglie Lotte. Il suo gesto estremo, compiuto durante l’esilio a Petrópolis, in Brasile, ha continuato da allora a commuovere e affascinare. Mescolando realtà e finzione, questo romanzo racconta gli ultimi sei mesi della sua vita straordinaria, dai fasti di Vienna fino al compiersi di un tragico destino. Dopo la fuga dall’Austria e l’esilio in Inghilterra e negli Stati Uniti, Stefan e Lotte credono di trovare in Brasile una terra con un futuro. Ma l’orrore della guerra trascinerà i due amanti nella disperazione e, soprattutto, nell’impossibilità di assistere come testimoni lontani e impotenti al crollo del loro mondo.

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  • 4

    Le drame d'une vie brisée

    Le roman autobiographique de Stefan Zweig, écrivain autrichien, porte le titre très évocateur : Le monde d'autant.
    Ce petit livre nous fait vivre les derniers mois de ce grand écrivain qui n'arrive pas à accepter que tout ce qu'il connaissait s'est écroulé à cause de la folie du nazisme jus ...continua

    Le roman autobiographique de Stefan Zweig, écrivain autrichien, porte le titre très évocateur : Le monde d'autant.
    Ce petit livre nous fait vivre les derniers mois de ce grand écrivain qui n'arrive pas à accepter que tout ce qu'il connaissait s'est écroulé à cause de la folie du nazisme jusqu'à la dernière décision définitive.

    ha scritto il 

  • 0

    Stefan Zweig fu un famoso scrittore viennese vissuto tra il 1881 ed il 1942. Negli anni Venti e Trenta la sua fama arrivò al culmine per poi eclissarsi lentamente. Eppure Zweig fu uomo d’ingegno: non scrisse solo romanzi, ma anche biografie e drammi. Dedicò tutta la vita alla conciliazione tra i ...continua

    Stefan Zweig fu un famoso scrittore viennese vissuto tra il 1881 ed il 1942. Negli anni Venti e Trenta la sua fama arrivò al culmine per poi eclissarsi lentamente. Eppure Zweig fu uomo d’ingegno: non scrisse solo romanzi, ma anche biografie e drammi. Dedicò tutta la vita alla conciliazione tra i popoli ma, quando la furia nazista travolse lui, i suoi familiari e i suoi amici più cari, si trovò impotente di fronte ad un muro invalicabile, costretto a scappare pur di salvarsi la vita. D’un tratto la fama non contò più e nemmeno essere un artista. Per i nuovi padroni della Germania, Stefan Zweig era solo un ebreo, uno scrittore degenerato di cui bisognava cancellare la memoria epurandone i libri.

    Fu cosi che, nel 1933, i suoi libri vennero bruciati dai nazisti, insieme a quelli di Freud, Einstein, Thomas e Heinrich Mann e tanti altri. Quale modo migliore di uccidere uno spirito letterario, di strappargli l’immortalità conquistata attraverso le storie narrate, se non quello di bruciare gli involucri di carta che contenevano queste opere?

    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/04/recensione-gli-ultimi-giorni-di-stefan.html

    ha scritto il 

  • 3

    Stefan Zweig fu uno scrittore, drammaturgo e saggista – soprattutto biografo – austriaco, attivo principalmente tra gli anni Venti e Trenta del secolo ventesimo. Nato e cresciuto a Vienna, Zweig fu un grande viaggiatore, pienamente inserito nel mondo intellettuale del primo dopoguerra tanto da di ...continua

    Stefan Zweig fu uno scrittore, drammaturgo e saggista – soprattutto biografo – austriaco, attivo principalmente tra gli anni Venti e Trenta del secolo ventesimo. Nato e cresciuto a Vienna, Zweig fu un grande viaggiatore, pienamente inserito nel mondo intellettuale del primo dopoguerra tanto da divenire l’autore più tradotto del suo tempo.
    Nel 1933 le opere di Zweig, da sempre promotore della non violenza, furono bruciate dai nazisti, così come quelle degli amici e modelli Thomas Mann, Sigmund Freud e Albert Einstein. Abbandonata l’Austria, si trasferì senza la sua famiglia a Londra, chiedendo la cittadinanza inglese in seguito all’Anschluss. Ivi conobbe la giovanissima Lotte, che sposò dopo aver divorziato dalla moglie Friderike (sposata nel ’20), e con cui si trasferì a New York e successivamente a Petrópolis, sua ultima residenza. E’ dall’arrivo della coppia nella cittadina brasiliana che prende avvio Gli ultimi giorni di Stefan Zweig, biografia romanzata che accompagna l’intellettuale austriaco negli ultimi mesi di vita, fino al tragico doppio suicidio avvenuto il 23 febbraio 1942.

    L'autore francese Laurent Seksik ricostruisce la riservatissima personalità di Zweig, già incline al pessimismo prima dell'avvento nazista e talmente profetico da abbandonare l'Austria prima di cadere preda delle persecuzioni antisemitiche.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2012/04/gli-ultimi-giorni-di-stefan-zweig.html

    ha scritto il 

  • 3

    Stefan Zweig fu uno scrittore, drammaturgo e saggista – soprattutto biografo – austriaco, attivo principalmente tra gli anni Venti e Trenta del secolo ventesimo. Nato e cresciuto a Vienna, Zweig fu un grande viaggiatore, pienamente inserito nel mondo intellettuale del primo dopoguerra tanto da di ...continua

    Stefan Zweig fu uno scrittore, drammaturgo e saggista – soprattutto biografo – austriaco, attivo principalmente tra gli anni Venti e Trenta del secolo ventesimo. Nato e cresciuto a Vienna, Zweig fu un grande viaggiatore, pienamente inserito nel mondo intellettuale del primo dopoguerra tanto da divenire l’autore più tradotto del suo tempo.
    Nel 1933 le opere di Zweig, da sempre promotore della non violenza, furono bruciate dai nazisti, così come quelle degli amici e modelli Thomas Mann, Sigmund Freud e Albert Einstein. Abbandonata l’Austria, si trasferì senza la sua famiglia a Londra, chiedendo la cittadinanza inglese in seguito all’Anschluss. Ivi conobbe la giovanissima Lotte, che sposò dopo aver divorziato dalla moglie Friderike (sposata nel ’20), e con cui si trasferì a New York e successivamente a Petrópolis, sua ultima residenza. E’ dall’arrivo della coppia nella cittadina brasiliana che prende avvio Gli ultimi giorni di Stefan Zweig, biografia romanzata che accompagna l’intellettuale austriaco negli ultimi mesi di vita, fino al tragico doppio suicidio avvenuto il 23 febbraio 1942.

    L'autore francese Laurent Seksik ricostruisce la riservatissima personalità di Zweig, già incline al pessimismo prima dell'avvento nazista e talmente profetico da abbandonare l'Austria prima di cadere preda delle persecuzioni antisemitiche. Il ritratto che ne emerge è quello di un anziano intellettuale disilluso che sperimenta il declino delle forze e soprattutto dell'inclinazione leteraria, sradicato dal paese natale – che d’altronde ha smesso di esistere per come lo ha sempre conosciuto -, dal mondo intellettuale e dagli affetti. Lo Zweig di Seksik non è un mostro sacro della letteratura europea della prima metà del Novecento, ma un uomo come tanti, oppresso dalle miserie della vita, per nulla orgoglioso del proprio lavoro, e che tenta invano di ritrovare una ragione d'esistere. Tuttavia appare una figura evanescente, e la ragione della sua scelta estrema è più narrata che mostrata: di semita, in Zweig, di fatto c'è ben poco, e semmai la sua depressione, perfettamente riflessa dalle pagine del romanzo, è originata non dalla tragedia pubblica del suo popolo ma dal suo fallimento privato come intellettuale.
    Maggiormente vivida, piuttosto, è la figura di Lotte, ispezionata grazie al frequente cambio del punto di vista, e che riflette una giovane donna piegata da una malattia del corpo e trascinata verso la malattia della mente dall'amore troppo intenso verso un marito anziano e afflitto, che per di più le proietta davanti fin troppo frequentemente la figura dell'ex moglie.
    Gli altri personaggi, reali o fittizi, agenti o evocati, sono pure comparse.
    L'impeccabile accuratezza stilistica di Seksik, va detto, riscatta una narrazione spesso piatta che non consente un vero e proprio coinvolgimento del lettore. Il romanzo rimane una lettura scorrevole che se non altro possiede il merito di interessare alla personalità del grande autore austriaco e di invogliare alla lettura delle sue opere.

    ha scritto il 

  • 4

    RECENSIONE PUBBLICATA ANCHE SUL BLOG "DUSTY PAGES IN WONDERLAND"


    Stefan Zweig, nato nel 1881 e morto nel 1942, nella sua epoca è stato uno degli autori più famosi e tradotti nel mondo, con amici celebri come Herman Hesse o Sigmund Freud. Le sue opere sperimentano diversi generi na ...continua

    RECENSIONE PUBBLICATA ANCHE SUL BLOG "DUSTY PAGES IN WONDERLAND"

    Stefan Zweig, nato nel 1881 e morto nel 1942, nella sua epoca è stato uno degli autori più famosi e tradotti nel mondo, con amici celebri come Herman Hesse o Sigmund Freud. Le sue opere sperimentano diversi generi narrativi, dai romanzi (tutti caratterizzati da protagonisti sull'orlo della follia e la fine infelice) alle numerose biografie, in cui nonostante tutto emergono sempre elementi della personalità del biografo.
    Tale gloria è stata bruscamente interrotta nel 1933 quando i suoi volumi sono stati bruciati per ordine del regime nazista. Pur essendo fiero di condividere lo stesso destino di altri grandi della letteratura, nel 1934 fuggì dall'Austria senza la sua famiglia; nel 1939 divorziò dalla prima moglie Friederike, a favore l'anno successivo della giovane Lotte Altmann. Con quest'ultima, dopo un breve soggiorno in America, si trasferì in Brasile, dove i due si suicidarono agli inizi del 1942.
    Proprio su quest'ultimo periodo della sua vita si sofferma il pluripremiato scrittore Laurent Seksik, con il romanzo “Gli ultimi giorni di Stefan Zweig”.

    Settembre 1941: Stefan Zweig e la sua seconda moglie Lotte, dopo una fuga di anni dall'Austria nazista, approdano a Petropolis, in Brasile. I due sperano di trovare una seconda casa nel paese e di passare i loro giorni sereni, lui finendo le opere lasciate in sospeso, lei coltivando la loro unione e cercando di superare la gelosia per la prima moglie dello scrittore, Friederike.
    Nel corso dei sei mesi successivi, però, la speranza si tramuta lentamente in disperazione: la nostalgia della patria è tanta, la sorte degli amici rimasti in Europa è sconosciuta od infausta, e tutte le notizie danno Hitler come vincitore indiscusso della guerra.
    Ventidue febbraio 1942: Stefan e Lotte Zweig vengono trovati morti nella loro casa, suicidi.

    “Gli ultimi giorni di Stefan Zweig” appartiene al genere delle biografie romanzate, ma l'impegno di documentazione di Laurent Seksik è evidente, tant'è che in appendice viene elencata una bibliografia selettiva.
    L'autore si dimostra efficiente nel prendere soltanto i punti di forza dei generi d'appartenenza: ne risulta quindi un romanzo dotato dell'esaustività della biografia e della fluidità di un'opera narrativa. Molti fatti citati hanno un effettivo riscontro storico, soprattutto quelli che riguardano la produzione letteraria di Zweig, ma non mancano scene chiaramente inventate. Il confine tra realtà e fantasia, comunque, non è così netto. Il romanzo è quindi molto scorrevole da leggere, anche se in alcuni frangenti un editing più incisivo non sarebbe guastato.
    Abbiamo, in sostanza, un libro adatto sia a chi già conosce Zweig sia a chi vorrebbe saperne di più, come la sottoscritta. Senza dubbio per quest'ultima categoria è un ottimo punto di partenza.

    Da un punto di vista narrativo, poi, Seksik ha colto una storia senza dubbio interessante, che si apre su parecchi temi. Il più notevole è il dolore dell'esiliato che rimane in bilico tra la patria d'adozione e quella originaria, e perciò non riesce a sentirsi a casa in nessun posto; il non sapere come stiano gli amici; perdere i beni più preziosi – Stefan è amareggiato nel sapere che la sua collezione di scritti autografi sarà sicuramente nelle mani di qualche gerarca. La conseguenza principale è la depressione, trattata con esaustività: soprattutto nel descrivere il repentino passaggio tra momenti di felicità e disperazione.
    Un altro tema dominante è la gelosia di Lotte nei confronti di Friederike, la prima moglie dello scrittore, che sente ancora più acceso il confronto perché l'altra non è presente fisicamente. Gioca un ruolo minore nell'economia del romanzo perché appartiene alla parte più romanzata, ma è comunque presente e, soprattutto, ben reso.

    Dal punto di vista dell'introspezione psicologica Laurent Seksik dimostra molta cura. Stefan e Lotte non sono trattati come dei distanti personaggi storici ma come i protagonisti di un romanzo vero e proprio.
    E' resa con efficienza il dolore dello scrittore austriaco, il cercare invano una ragione per vivere e non abbandonarsi alla disperazione, ma anche quanto per lui sia difficile andare avanti quando sa che in Europa i suoi amici stanno soffrendo, e che se Hitler vince la guerra neanche la bella Petropolis sarà al sicuro.
    Probabilmente, però, chi beneficia di più di questo trattamento è Lotte, i cui sentimenti sono analizzati con molta lucidità. Il sapere che non sarà mai l'amore della vita di Stefan – non ha nemmeno spazio nei suoi libri - ma allo stesso tempo la voglia di non arrendersi. Il suo desiderio di comportarsi come la giovane che è, di comprare un vestito, andare a ballare, ecc.: insomma, vivere una vita normale.
    Tuttavia, anche alcuni personaggi secondari presentano un'ottima introspezione psicologica, soprattutto le comparse. Ad esempio, una fan di Zweig che non solo non ha del tutto chiaro il vero significato dei suoi libri, ma vorrebbe anche che lui l'aiutasse con il romanzo che ha scritto. Oppure l'incontro con un tassista che nonostante dica di essere aperto e tollerante ha delle tendenze antisemitiche. Un'altra ragione in più per cui questo romanzo non è soltanto una biografia.

    Lo stile di Seksik è piuttosto maturo. In bilico tra il piglio del biografo e quello del narratore, secondo la necessità è in grado di usare entrambi con la stessa efficienza. Notevole la capacità di capire quali sono i punti che meritano più enfasi e sfruttarli, riuscendo quindi a descrivere sia gli avvenimenti drammatici sia quelli più leggeri con il massimo risultato. L'unico difetto è che a volte sembra che anche lui se ne accorga ed esageri nei virtuosismi, ad esempio in alcuni dialoghi un po' troppo lunghi. Rimangono comunque dei pregi non così comuni nell'affrontare una materia così delicata.

    Qualcuno potrebbe stupirsi della scelta di dedicare un libro ad uno scrittore ormai dimenticato, per di più soffermandosi solo sui suoi ultimi giorni. Tuttavia questa decisione ha decisamente ripagato, perché ci troviamo fra le mani un romanzo impegnato, con una vicenda che ha diversi chiavi di lettura e da cui, soprattutto, traspare un profondo rispetto per suoi protagonisti.

    ha scritto il 

  • 3

    Francamente speravo in qualcosa di più efficace. Il tema è affascinante, il suicidio dei coniugi Zweig in esilio volontario in Brasile per sfuggire alle barbarie naziste, un suicidio che però non sembra trovare nè irrinunciabili ragionii civili (lo scrittore sembra più legato all'Austria felix de ...continua

    Francamente speravo in qualcosa di più efficace. Il tema è affascinante, il suicidio dei coniugi Zweig in esilio volontario in Brasile per sfuggire alle barbarie naziste, un suicidio che però non sembra trovare nè irrinunciabili ragionii civili (lo scrittore sembra più legato all'Austria felix del secolo prima che al popolo ebraico in dissoluzione) né motivazioni sentimentali, nè in definitiva giustificazioni poetico-letterarie. Manca o non si avverte un reale spessore. Anche lo stile spesso ridondante e zuccheroso dell'autore si sposa con l'evanescenza dei protagonisti. Non memorabile, anche se comunque leggibile.

    ha scritto il 

  • 4

    biografia romanzata degli ultimi mesi di vita di Stefan Zweig e sua moglie Lotte. La scelta di raccontare gli ultimi mesi da parte dell'autore quasi fosse stato un testimone, uno dei personaggi, mi sembra in linea con le biografie scritte da Zweig stesso.
    Inutile dire che, al di là della co ...continua

    biografia romanzata degli ultimi mesi di vita di Stefan Zweig e sua moglie Lotte. La scelta di raccontare gli ultimi mesi da parte dell'autore quasi fosse stato un testimone, uno dei personaggi, mi sembra in linea con le biografie scritte da Zweig stesso.
    Inutile dire che, al di là della condivisione o meno del gesto, ciò che ha portato a questo e ad altri suicidi simili non può che destare il più profondo disgusto.
    Il racconto di Seksik ci conduce al cuore della sofferenza nata nell'animo di un grande scrittore, nato austriaco prima ancora che ebreo, che si è trovato a dover difendere e a dover soffrire per una fede che non aveva scelto.

    ha scritto il