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Gli ultimi incantesimi

Di

Editore: Salani

4.2
(298)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 770 | Formato: Altri

Isbn-10: 8884518172 | Isbn-13: 9788884518170 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
"Gli ultimi incantesimi" è una storia di Regine. Una storia di Guerriere. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un'altra, attraversa i secoli. Tra tutte le regine la più disperata è quella degli Orchi, disposta a sacrificare non solo la vita, ma l'eternità. La più sola è la Regina del Mondo degli Uomini. La più disarmata è la Regina del popolo deportato dei Nani, condannato a morire nelle miniere, la più improbabile è Masciak la Grassa, la figlia del boia. Signora degli Eserciti. Tutte dovranno imparare a combattere e a vincere, perché il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere battute, vendute, comprate, sfruttate, ripudiate, lapidate, bruciate. "Gli ultimi incantesimi" è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. È un coro di voci piccole. L'eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell'ombra sotto il suo letto"
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  • 4

    Ho sorriso, ho riso, ho soprattutto pianto in questo romanzo fantasy emozionante come pochi. Sono tornata con piacere nel Mondo degli Uomini minacciati dai regni Orchi, dove gli Elfi non esistono più ...continua

    Ho sorriso, ho riso, ho soprattutto pianto in questo romanzo fantasy emozionante come pochi. Sono tornata con piacere nel Mondo degli Uomini minacciati dai regni Orchi, dove gli Elfi non esistono più e i Nani rischiano di scomparire anch'essi. Le battaglie non sono solo quelle delle guerre, sono anche quelle che dilaniano gli animi delle persone, siano essi uomini, orchi o nani.
    Ancora una volta Silvana De Mari ha saputo creare una bellissima metafora del mondo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Terzo episodio della saga dell'Ultimo elfo. Il romanzo è palesemente diviso in due parti, la seconda parte rimane in sospeso rimandando all'episodio successivo.
    La prima parte affronta, principalmente ...continua

    Terzo episodio della saga dell'Ultimo elfo. Il romanzo è palesemente diviso in due parti, la seconda parte rimane in sospeso rimandando all'episodio successivo.
    La prima parte affronta, principalmente, la questione presente in tutte le culture in un modo o nell'altro: la sottomissione delle donne. Le donne-Orco vivono tutte come schiave e una maledizione lega il loro corpo solamente agli uomini scelti dalle famiglie, pena la morte, questo costituisce una catena di odio, soprusi e sottomissione che sembra non avere mai fine. Quando un figlio nasce dalla violenza e dalla crudeltà è destinato a comprendere solo violenza e crudeltà, una condanna storica all'infelicità che riguarda l'intero popolo Orco. Ma il rifiuto di perpetrare la crudeltà da parte di diversi personaggi porta alla distruzione del maleficio.
    Ancora il Bene vince contro il Male, che è grande, massiccio, sembra schiacciare tutto e tutti, ma poi dei piccoli e insospettabili eroi escono fuori dall'anonimato e riscrivono una nuova Storia.
    Anche qui i protagonisti non possono che conquistare il lettore, in più la distinzione tra i buoni e i cattivi diventa sempre più sfumata, rispetto ai romanzi precedenti.
    Veramente bello e consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    Basta. Non ne potevo più...
    Pesante e dispersivo.
    Ho amato L'ultimo elfo, ho apprezzato l'ultimo orco, ma questo NO!
    Silvana De Mari, mi incanta come scrive, le parole che usa, i personaggi che crea, ...continua

    Basta. Non ne potevo più...
    Pesante e dispersivo.
    Ho amato L'ultimo elfo, ho apprezzato l'ultimo orco, ma questo NO!
    Silvana De Mari, mi incanta come scrive, le parole che usa, i personaggi che crea, la sua ironia...
    Ma questo libro mi ha stroncato.
    Troooooooppo lungo. Poteva raccontare c'ho che ha scritto nella metà delle parole, e forse anche meno.
    Peccato.
    ...avevo già in serbo i libri successivi che non credo leggerò più...

    ha scritto il 

  • 5

    (...)
    Noi non siamo per forza quello che il destino o una qualche realtà esterna dicono che dobbiamo essere, siamo quello che scegliamo di essere, quello in cui crediamo e quello per cui lottiamo. È q ...continua

    (...)
    Noi non siamo per forza quello che il destino o una qualche realtà esterna dicono che dobbiamo essere, siamo quello che scegliamo di essere, quello in cui crediamo e quello per cui lottiamo. È questa la straordinaria forza che traspare in tutte le opere di Silvana De Mari: non arrendersi mai, non rinunciare mai, e lottare affinché tutti possano compiere le stesse scelte di Rankstrail, anche se sono difficili, o impopolari, o dolorose.

    C’è molta sofferenza in queste opere ma c’è anche, sempre, la speranza del riscatto. Nessuno è un nano se non accetta di esserlo, e nessuno è un orco se non lo vuole, sempre che gli si dia la possibilità di compiere una scelta. Per Parsala tutte le scelte sono dolorose, come lo sono per sua madre, ma se le loro scelte possono diminuire il dolore degli altri forse la loro sofferenza non è stata inutile. Perché Gli ultimi incantesimi è una storia di donne, di scelte difficili e coraggiose, di libertà negate e cercate con accanimento, di conquiste spesso dolorose, compresa quella dell’identità personale e del diritto di scegliere un cammino la cui fine inevitabile è la morte, ma che vale comunque la pena percorrere. Per chi percorrerà quello stesso viaggio in futuro ma anche per coloro che compiono il cammino nel momento in cui lo stanno compiendo.
    (...)
    Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2012/07/26/silvana-de-mari-gli-ultimi-incantesimi/

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia splendida, in cui innocenza e morte si incontrano, in cui il coraggio di di scegliere vince l'oscurità; l'anelito alla libertà è il motore che sostiene ogni vivente

    ha scritto il 

  • 5

    premetto che non avevo mai letto fantasy prima di questa saga, nemmeno Il Signore degli Anelli, ma devo ammettere che la storia dell'ultimo elfo, della sua regina-strega e del capitano mi ha affascina ...continua

    premetto che non avevo mai letto fantasy prima di questa saga, nemmeno Il Signore degli Anelli, ma devo ammettere che la storia dell'ultimo elfo, della sua regina-strega e del capitano mi ha affascinata, conquistata e commossa; scritto in modo splendido e scorrevole, adesso che li ho letto tutti sarà dura trovare altri libri così...coinvolgenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo terzo libro della quadrilogia della De Mari è stato un lungo, bellissimo viaggio in un mondo di personaggi mei banali e di eventi che continuamente ribaltano la realtà, mostrando il suo c ...continua

    Anche questo terzo libro della quadrilogia della De Mari è stato un lungo, bellissimo viaggio in un mondo di personaggi mei banali e di eventi che continuamente ribaltano la realtà, mostrando il suo contrario, offrendole un grande spessore e approfondendo le dinamiche dell'animo umano. Il bello è finire un libro avendo già sul comodino la continuazione! L'unica cosa che non mi è piaciuta (anche se è una banalità) è la copertina: se nel primo c'era l'elfo e nel secondo l'orco, in questo avrei voluto vedere la regina strega. Peccato!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bello, anche se non ai livelli dell'Ultimo Orco.
    Tra le "note stonate" segnalo: decisamente TROPPI innamoramenti al primo sguardo che culminano in frettolosi matrimoni... cioe' dai, in un giorno tutti ...continua

    Bello, anche se non ai livelli dell'Ultimo Orco.
    Tra le "note stonate" segnalo: decisamente TROPPI innamoramenti al primo sguardo che culminano in frettolosi matrimoni... cioe' dai, in un giorno tutti i luogotenenti di Rankstrail hanno un colpo di fulmine e il giorno successivo si sposano in massa con persone che neanche hanno avuto il tempo di conoscere! Trakrail che dopo mezzo sguardo alla principessa Orca Corhia gia' pensa che non potrebbe immaginare la sua vita senza di lei... vabbe'...
    Tra l'altro scusate, le tre povere principesse degli Orchi fuggono propro per avere il diritto di scegliere da se' il proprio uomo e per non sottostare alle decisioni del padre (e su questo tema, giustissimo per carita', l'autrice insiste moltissimo, lo ribadisce a ogni pagina), ma il loro matrimonio affrettato sembra dettato (almeno dal loro punto di vista) piu' dall'esigenza di cancellare il disonore e di avere protezione che da una vera e libera scelta. I tre uomini incontrati per caso le hanno toccate e viste in faccia (e quindi disonorate, secondo la concezione degli Orchi), e per tranquillizzare la loro paura propongono loro di sposarle. Dopo un po' di dubbi, e dato che la cavalleria del padre infuriato sta venendo proprio in quella direzione, le tre ragazze accettano: "Ci sposano. Anche le altre due. Se le portiamo via di qui prima che arrivino quelli, ci sposano" ... a me non sembra tanto una libera scelta... dopo tutto questo insistere su "ogni donna ha diritto di scegliere da se' il padre dei propri figli" direi che si poteva trovare una soluzione migliore... va bene che ci dicono che Corhia prova desiderio nei confronti di Trakrail, ma da "oh che figo quello, me lo farei" a "vorrei mettere su famiglia con lui" ci passa un abisso...
    Altra cosa che mi e' dispiaciuta e' la morte di Aurora. Non perche' sia morta, ma perche' muore senza neanche avere il tempo di comparire, di dire mezza frase, di entrare in scena. Neanche la vediamo morire, la scena ci viene solo raccontata! Era un personaggio importante nei libri precedenti, penso meritasse di piu', soprattutto considerando che in questo libro il punto di vsta viene dato anche a personaggi che nella trama hanno un impatto davvero minimo.
    Altra nota stonata, si parla un po' troppo di divinita', destino e aldila'. Sinceramente ho letto l'Ultimo Orco anni fa e non ricordo bene se anche li' questo elemento religioso fosse cosi' presente, ma qui l'ho trovato un po' eccessivo. Soprattutto quando Erbrow dice che le profezie sono una consolazione per gli uomini perche' significano che il destino e' gia' stabilito e c'e' un dio che ci ama e pensa a noi... da quando in qua un destino gia' scritto sarebbe una consolazione?! Vuol dire che non abbiamo la liberta' di provocare cambiamenti nella nostra vita e nella storia! Penso che l'autrice non volesse intendere esattamente questo, anche perche' ribadisce continuamente la necessita' di combattere per cio' che e' giusto etc etc, pero' come altro interpretare una frase come questa?
    Ultima nota stonata: i tre ragazzini figli di Rosalba... ok, qui e' un problema mio e non della De Mari, ma non ho mai sopportato, soprattutto nei fantasy, i ragazzini di 9 o 10 anni dotati di diecimila poteri, che sanno tutto e parlano come grandi saggi... sono cosi' terribilmente irreali e immedesimarsi in loro e', almeno per me che a 9 anni giocavo modestamente con le bambole come tutti, veramente arduo.

    Dopo le note stonate pero' ci sono anche molti punti positivi :)
    Lo stile e' bello, vivace, originale, anche divertente; la trama e' bella e ben costruita (anche se forse la seconda parte e' un tantino affrettata), alcuni episodi sono veramente commoventi (uno su tutti il capitolo su Darya, la regina degli Orchi del Nordovest, e il suo incontro con lo Sfregiato); mi e' piaciuta molto l'alternanza di punti vista tra i tantissimi personaggi, ciascuno dei quali riesce ad avere il suo spazio, la sua storia e il suo momento di gloria (tranne la povera Aurora). Bello anche il discorso del Siniscalco sui mediocri e il confronto tra Rankstrail e il Giudice Amministratore.
    I personaggi migliori restano senza dubbio Rosalba e Rankstrail, tragici, fragili ma forti, incredibilmente umani. Rankstrail l'ho apprezzato tantissimo, l'eroe stanco, che per anni si e' fatto carico della difesa del Mondo degli Uomini e non riesce ad avere la pace e la tranquillita' che desidera, e che in questo libro diventa anche l'eroe solo, il "re dei giorni uguali": perde la sposa amata, i suoi compagni d'arme e suo fratello si sposano e vanno a vivere lontano, solo lui rimane li' a farsi carico di tutto, e riesce sempre a rialzarsi, anche dopo aver perso la voglia di vivere, dopo essere stato sul fondo dell'abisso; anche da prigioniero degli Orchi sara' lui ad avvisare il Mondo degli Uomini del pericolo. Sono veramente curiosa di scprire cosa gli succedera' nel prossimo libro, che da cio' che ho capito dovrebbe essere l'ultimo della serie.

    ha scritto il 

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