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Gli ultimi sette giorni di Peter Crumb

Di

Editore: Newton & Compton

3.2
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885410888X | Isbn-13: 9788854108882 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Peter Crumb è un uomo timido, insicuro, la cui storia è segnata da un unico e devastante episodio di violenza che ha sconvolto per sempre la sua vita e la sua mente. Fra una settimana Peter si ucciderà, ed è con questa consapevolezza che si appresta a liberare, finalmente, la sua metà oscura: in questi sette giorni Crumb è deciso a lasciare il proprio marchio sul genere umano, un marchio di sangue, di dolore e di morte, senza criterio, senza giustizia... Come un novello Dottor Jekyll, nei suoi ultimi giorni di vita Peter Crumb è destinato a dibattersi tra le anime opposte che abitano in lui: da un lato l'essere mite, pavido e riflessivo, dall'altra il diabolico e sanguinario vendicatore che sembra prendere il sopravvento in una lenta e terribile discesa all'inferno, al termine della quale Crumb sarà finalmente solo e pronto a scomparire per sempre dalla faccia della terra.
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  • 2

    Mah...L'idea non è male, leggendolo però è una storia che non emoziona e non coinvolge nessuno. Peter Crumb è un povero pazzo demente che uccide solo perchè in quel momento gli gira così. Ho letto libri in cui il protagonista nella sua follia era un genio, questo invece è soltanto scurrile e triv ...continua

    Mah...L'idea non è male, leggendolo però è una storia che non emoziona e non coinvolge nessuno. Peter Crumb è un povero pazzo demente che uccide solo perchè in quel momento gli gira così. Ho letto libri in cui il protagonista nella sua follia era un genio, questo invece è soltanto scurrile e triviale e spesso anche in modo del tutto gratuito.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo inteso e crudo racconto è il frutto della mente di un attore...e si vede! Infatti il continuo dialogo tra il protagonista e l'altra parte di sé si presenta e si presterebbe benissimo per un monologo teatrale. E forse è proprio questo il punto di forza di un'opera che altrimenti sarebbe l'e ...continua

    Questo inteso e crudo racconto è il frutto della mente di un attore...e si vede! Infatti il continuo dialogo tra il protagonista e l'altra parte di sé si presenta e si presterebbe benissimo per un monologo teatrale. E forse è proprio questo il punto di forza di un'opera che altrimenti sarebbe l'ennesimo epigono di Ellis: la capacità di narrare l'esperienza non "come se" si fosse il protagonista, bensì vivendola "in qualità" di protagonista e quindi permettendo di inoltrarsi nell'abisso della mente folle, ma anche estremamente ironica di Peter Crumb.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Anti-americana e pre-estiva - 29 giugno 08

    Direi che fondamentalmente non mi è piaciuto. Non che non abbia qualche spunto. La crisi di un uomo presunto normale che di fronte ad un dolore reagisce con la depressione più nera, precipitando in abissi di droga, alcool, sesso ed altro. Peter Crumb è, infatti, un uomo timido, insicuro, la cui s ...continua

    Direi che fondamentalmente non mi è piaciuto. Non che non abbia qualche spunto. La crisi di un uomo presunto normale che di fronte ad un dolore reagisce con la depressione più nera, precipitando in abissi di droga, alcool, sesso ed altro. Peter Crumb è, infatti, un uomo timido, insicuro, la cui storia è segnata da un unico e devastante episodio di violenza che ha sconvolto per sempre la sua vita e la sua mente. Fra una settimana Peter si ucciderà, ed è con questa consapevolezza che si appresta a liberare, finalmente, la sua metà oscura: in questi sette giorni Crumb è deciso a lasciare il proprio marchio sul genere umano, un marchio di sangue, di dolore e di morte, senza criterio, senza giustizia... Ma tutto è narrato sul filo del “guarda come sono bravo a raccontare”. Ma cosa racconti? Senza sugo, senza mordente, con dei paragoni da quarta di copertina (un Dostoevskij in minore?) da far rabbrividire. Ritengo che molto sia dovuto alla spinta che qualcuno vuole dare alla Newton Compton. Che non lo merita. Ricordiamo tutti le cattive traduzioni, gli smozzicati presi qua e la tra i fuori copyright. E via narrando. Spiace per il Glynn che forse sarà anche un bravo attore. Ma lasci scrivere a qualcun altro

    ha scritto il 

  • 3

    de gustibus

    dopo nemmeno 30 pagine l'ignaro (o comunque un po' troppo ingenuo) lettore si becca un attacco di diarrea.
    c'è a chi piace.

    @blog: http://www.lapupachasonno.com/2008/10/22/letteratura-di-un-certo-livello/

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ho letto la trama devo dire che la prima cosa che ho pensato è stata "devo leggerlo". Tal pensiero è stato buon profeta.
    Dopo le prime 25-30 onestamente stavo quasi per chiuderlo per non riaprirlo... mi son detto " O mio Dio siamo davanti ad un clone di Irvine Welsh"... il modo di scr ...continua

    Quando ho letto la trama devo dire che la prima cosa che ho pensato è stata "devo leggerlo". Tal pensiero è stato buon profeta.
    Dopo le prime 25-30 onestamente stavo quasi per chiuderlo per non riaprirlo... mi son detto " O mio Dio siamo davanti ad un clone di Irvine Welsh"... il modo di scrivere sembrava quello, ma è stata solo un'impressione iniziale...
    Gli ultimi sette giorni di Peter Crumb è un libro tormentato e crudele.
    Peter Crumb, pur tra mutilazioni ed episodi al limite della necrofilia, ha un'intelligenza, un sarcasmo ed un fascino che conquistano chi lo legge...
    Ho apprezzato molto la "sconclusionatezza intelligente" di Crumb, il modo in cui viene descritta da Glynn è veramente ottimo... il modo di scrivere in prima persona i pensieri di una mente così malata riesce quasi a far comprendere chi lo legge cosa può passare per la testa di certe persone...
    Sicuramente è un libro non adatto a chi ha lo stomaco debole e a cui lo sconsiglio vivamente... per gli altri i dettagli macabri di Glynn meritano di essere letti... Ha un modo di scrivere energico e pieno di brio e secondo me, se non si perde per strada fossilizzandosi, sarà uno scrittore di cui sentiremo parlare ancora...

    Voto: 7,5/10

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Se c’è un’espressione (non la chiamo necesseriamente arte) che adoro, che ritengo liberatoria, catartica nel senso piu’ profondo (ed anche piu’ putrido) del termine è la pornografia.


    Ecco, questo romanzo è pornografia allo stato puro e non lo scrivo con tono dispregiativo, anzi.


    E’ ...continua

    Se c’è un’espressione (non la chiamo necesseriamente arte) che adoro, che ritengo liberatoria, catartica nel senso piu’ profondo (ed anche piu’ putrido) del termine è la pornografia.

    Ecco, questo romanzo è pornografia allo stato puro e non lo scrivo con tono dispregiativo, anzi.

    E’ proprio la sua natura pornografica a redimerlo dalle pluriferenzialità che lo affliggono (in superficie per lo meno), insieme ad uno stile che ruba/si ispira a Irvine Welsh, lo stream of consciousness di Joyce (o di un qualsiasi drogato sotto mescalina) e ad “American Psycho” di Easton Ellis.

    Glynn, al suo romanzo d’esordio, sceneggiatore ed attore della Royal Shakespeare Company, traspone una storia dal sapore dei sobborghi americani in un contesto inglese.

    E a leggere gli ultimi romanzi di Ballard e McEwan la fotografia che si crea nella nostra testa della terra della Regina è davvero stridente rispetto all’immaginario comune, e molto piu’ vicino ad un ibrido fra “Trainspotting” ed uno spot pubblicitario di cattivo gusto.

    Anti-eroe, “l’uomo colpevole dimenticato da Dio“, è Peter Crumb.

    Bello e decaduto, reso folle da un evento così doloroso che tenta di rimuovere, per poi doverlo riaffrontare di continuo, mentalmente scisso, Crumb colloquia, discute e litiga con la sua ombra junghiana.

    Quanto piu’ lui è depresso, laido, in preda a tendenze autodistruttive, quanto piu’ la sua ombra di memoria stevensoniana (dove la pozione schizogenica è qui una miscela di nicotina, thc, ketamina e perdite devastanti) è aggressiva, seducente, senza scrupoli e rappresenterà la sua valvola di sfogo: il suo doppio gli forniroà il coraggio e l’assenza di sensi di colpa necessari per liberarsi della sua rabbia, della sua delusione per una vita che è fallita totalmente.

    E quando la rabbia fa esplodere un uomo, i suoi pezzi volano in tutte le direzioni.
    Continua qui: http://lennynero.wordpress.com/2008/02/12/gli-ultimi-sette-giorni-di-peter-crumb-di-j-glynn/

    ha scritto il 

  • 4

    Lungo e delirante monologo di un uomo sull'orlo del suicidio, che vive i suoi ultimi sette giorni in balia di incontrollabili pulsioni, di dolorosi e frammentari ricordi e di un doppelganger pazzo furioso.
    Il finale è leggermente tirato via, vagamente oscuro, un po' deludente insomma; ...continua

    Lungo e delirante monologo di un uomo sull'orlo del suicidio, che vive i suoi ultimi sette giorni in balia di incontrollabili pulsioni, di dolorosi e frammentari ricordi e di un doppelganger pazzo furioso.
    Il finale è leggermente tirato via, vagamente oscuro, un po' deludente insomma; ma la Scala Bristol della Cacca è una trovata spassosa, e non è l'unica.
    Per stomaci forti e amanti di un sarcasmo nemmeno troppo velato.

    ha scritto il