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Globalization

By Zygmunt Bauman

(3)

| Hardcover | 9780231114288

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Book Description

The word "globalization" is used to convey the hope and determination of order-making on a worldwide scale. It is trumpeted as providing more mobility -of people, capital, and information -and as being equally beneficial for everyone. With recent tec Continue

The word "globalization" is used to convey the hope and determination of order-making on a worldwide scale. It is trumpeted as providing more mobility -of people, capital, and information -and as being equally beneficial for everyone. With recent technological developments -most notably the Internet -globalization seems to be the fate of the world. But no one seems to be in control. As noted sociologist Zygmunt Bauman shows in this detailed history of globalization, while human affairs now take place on a global scale, we are not able to direct events; we can only watch as boundaries, institutions, and loyalties shift in rapid and unpredictable ways. Who benefits from the new globalization? Are people in need assisted more quickly and efficiently? Or are the poor worse off than ever before? Will a globalized economy shift jobs away from traditional areas, destroying time-honored national industries? Who will enjoy access to jobs in the new hierarchy of mobility? From the way the global economy creates a class of absentee landlords to current prison designs for the criminalized underclass, Bauman dissects globalization in all its manifestations: its effects on the economy, politics, social structures, and even our perceptions of time and space. In a chilling analysis, Bauman argues that globalization divides as much as it unites, creating an ever-widening gulf between the haves and the have-nots. Rather than the hybrid culture we had hoped for, globalization is creating a more homogenous world. Drawing on the works of philosophers, social historians, architects, and theoreticians such as Michel Foucault, Claude Lévi-Strauss, Alfred J. Dunlap, and Le Corbusier, presents a historical overview of the methods employed to create and define human spaces and institutions, from rural villages to sprawling urban centers. Bauman shows how the advent of the computer translates into the decline of truly public space. And he explores the dimensions of a world in which -through new technologies -time is accelerated and space is compressed, revealing how we have arrived at our current state of global thinking. Bauman´s incisive methods of inquiry make an excellent antidote to the exuberance expressed by those who stand to benefit from the new pace and mobility of the modern life.

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Altro che Bilderberg, la realtà è anche peggio....

    solito ottimo lavoro di Bauman, che unisce la solidità del ragionamento alla capacità di vedere oltre i concetti dati per scontati, ma che scontati non sono: la compressione di tempo e spazio rende le persone più diverse, piuttosto che uguali (perchè ...(continue)

    solito ottimo lavoro di Bauman, che unisce la solidità del ragionamento alla capacità di vedere oltre i concetti dati per scontati, ma che scontati non sono: la compressione di tempo e spazio rende le persone più diverse, piuttosto che uguali (perchè c'è chi il movimento se lo può permettere e chi invece non può muoversi); il concetto di modernità come Panopticon, tanto caro ai vari complottisti, che cozza contro la realtà dove non c'è una regia, ma solo una forza indeterminata, ingovernabile e autopropulsiva, cioè la marea immensa degli affari mondiali. Questi "mercati", astratto concetto senza volto, non sono guidati da nessuno, non c'è nessuna cupola tipo Bilderberg, nessun super-miliardario che decide i destini dei paese - semplicemente il principio del profitto è come l'onda di una piena di acqua, trova in modo naturale le strade che danno la migliore rendita senza nessun pensiero organizzativo a monte... e forse questo è anche peggio dell'idea di un controllo planetario....

    Leggetelo se volete avere qualche idea originale e concreta di cosa significhi questo termine così spesso usato a sproposito....

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    Habemus_Apicellam said on Dec 1, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Buone idee ma ben confuse. E' questa l'impressione che ho avuto leggendo il libro.

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    Peregol said on Sep 30, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E' vero, sul web si è proprio sbagliato, ma ci sono molti altri spunti di riflessione, in questo libro. Si può anche vedere, a distanza di quindici anni, se quello che è successo sia poi così lontano da quello che Bauman descriveva nel 97 circa. Il c ...(continue)

    E' vero, sul web si è proprio sbagliato, ma ci sono molti altri spunti di riflessione, in questo libro. Si può anche vedere, a distanza di quindici anni, se quello che è successo sia poi così lontano da quello che Bauman descriveva nel 97 circa. Il controllo, la sicurezza, la gestione piramidale del potere, la fine degli stati sovrani, la flessibilità del lavoro (ma l'avrà letto, Ichino, sto libro?)...

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    elena said on Mar 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come sempre, almeno per me, Bauman riesce a dare impulsi formidabili al pensiero, e la sua lettura del fenomeno della globalizzazione è convincente e stimolante. Riportare l'intero l'assetto attuale della società alla dimensione di una profonda trasf ...(continue)

    Come sempre, almeno per me, Bauman riesce a dare impulsi formidabili al pensiero, e la sua lettura del fenomeno della globalizzazione è convincente e stimolante. Riportare l'intero l'assetto attuale della società alla dimensione di una profonda trasformazione del nostro modo di vivere il tempo e lo spazio, ecco la prospettiva filosofica sull'esistenza, ecco come la filosofia può aprire scenari d'interpretazione originali e coinvolgenti senza bisogno dei soliti psicologismi o dei luoghi comuni di certa politica.

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    Stefano Zampieri said on Jun 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    l'autore non ha nessuna idea dell'argomento che tratta, segno che non basta aver letto molti libri per possedere una posizione intelligente su un argomento; tanto meno quando questo è vincolato ai legami tra gli internets, il panopticon e la degenera ...(continue)

    l'autore non ha nessuna idea dell'argomento che tratta, segno che non basta aver letto molti libri per possedere una posizione intelligente su un argomento; tanto meno quando questo è vincolato ai legami tra gli internets, il panopticon e la degenerazione globale/locale. tra l'altro, citare Paul Virilio e Michel Foucault senz'aver capito una parola dei loro lavori mette grande tristezza.

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    William Di Pasquale said on Oct 20, 2011 | 3 feedbacks

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