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God Bless You, Mr. Rosewater

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Publisher: Delacorte Press

4.1
(425)

Language:English | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish , Polish , French

Isbn-10: 0385283350 | Isbn-13: 9780385283359 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
God Bless You, Mr. Rosewater is a comic masterpice.  Eliot Rosewater, drunk, volunteer fireman, and president of the fabulously rich Rosewater foundation, is about to attempt a noble experiment with human nature... with a little help from writer Kilgore Trout.  The result is Vonnegut's funniest satire, an etched-in-acid portrayal of the greed, hypocrisy, and follies of the flesh we are all heir to.
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  • 4

    Finora è, tra tutti i (pochi) libri letti di Vonnegut, quello che ho apprezzato di più. La tematica è interessante e tanto più quando, riflettendoci un po' su, mi rendo conto che non ho mai letto un l ...continue

    Finora è, tra tutti i (pochi) libri letti di Vonnegut, quello che ho apprezzato di più. La tematica è interessante e tanto più quando, riflettendoci un po' su, mi rendo conto che non ho mai letto un libro in cui la ricchezza e le disuguaglianze sociali della società moderna siano tema così dichiaratamente pervasivo di un romanzo, nonostante la loro onnipresenza nella vita di tutti i giorni (così onnipresenti che ormai non ci si fa più caso...). In questo caso penso che il particolare stile di Vonnegut, che mi ha sempre dato una forte impressione di surrealismo mai particolarmente apprezzata, sia stato di grande aiuto nel trattare una tematica tale senza sfociare troppo smaccatamente nel moralismo. Difetti? La trama, che sembra arrangiata al momento per dare uno scheletro di fondo che legasse le singole scene della storia (ognuna una piccola perla di narrativa se presa in sé e per sé), e, di conseguenza, il finale che ti lascia un po' con la sensazione del "tutto qui?" in bocca.
    In conclusione, è un libro che ho letto con piacere e con un sorriso d'amara ironia sulle labbra per tutto il tempo, ma quando l'ho chiuso era forte l'impressione che mancasse qualcosa.
    Voto: 8

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  • 3

    forse non il migliore tra i libri di Vonnegut, visto che non presenta nessuna spettacolare idea fantastica di base. ricorrono alcuni dei soliti personaggi, tra i quali eliot rosewater, kilgore trout, ...continue

    forse non il migliore tra i libri di Vonnegut, visto che non presenta nessuna spettacolare idea fantastica di base. ricorrono alcuni dei soliti personaggi, tra i quali eliot rosewater, kilgore trout, e gli alieni di tralfamadore. è soprattutto un trattato sulla sanità mentale e cosa la definisce, e sul valore della ricchezza e dell'amore per il prossimo.

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  • 4

    Il protagonista è Eliot, l’ultimo rampollo di una famiglia che ormai da tempo vive solo di rendita. Hanno smesso di far soldi. A tutto pensa una Fondazione ed uno stuolo di avvocati.

    E lui che fa?

    Rit ...continue

    Il protagonista è Eliot, l’ultimo rampollo di una famiglia che ormai da tempo vive solo di rendita. Hanno smesso di far soldi. A tutto pensa una Fondazione ed uno stuolo di avvocati.

    E lui che fa?

    Ritorna nella città da dove sono partite le fortune dei Rosewater, ormai disastrata, vive accampato in un appartamento qualsiasi, vestito in modo qualsiasi e si dedica agli ultimi.
    Non distribuisce ricchezze, ma li aiuta a vivere. Il denaro per la morfina di un malato terminale, la cura per i foruncoli di un ragazzino, l’affitto di una casuccia, parole gentili per la donna sola, vecchia, mai stata piacente. Chiunque telefoni al suo numero riceve una cosa che non ha prezzo: considerazione.

    Potrebbe sembrare la storia di un San Francesco, se non fosse che l’autore è Vonnegut. Un po’ di anarchia, di ironia e di pungenti osservazioni sulla cultura dei nostri (?) tempi.

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  • 5

    DIO LA BENEDICA MR. ROSEWATER

    Eliot Rosewater, ultimo erede di una ricca famiglia americana, è un alcolista con qualche rotella fuori posto in seguito a traumi di guerra, ma soprattutto è un filantropo per vocazione. Come non prov ...continue

    Eliot Rosewater, ultimo erede di una ricca famiglia americana, è un alcolista con qualche rotella fuori posto in seguito a traumi di guerra, ma soprattutto è un filantropo per vocazione. Come non provare immediata simpatia per questa creatura semplice ed ingenua che affronta con la sua spicciola filosofia i macroscopici problemi di un capitalismo disumanizzante? Come non ammirarlo per la sua coerenza che non sarà minata neppure dal rischio di essere dichiarato insano di mente, o dallo sconfinato amore per la dolce Sylvia. Una scrittura, quella di Vonnegut , che scorre semplice ed accattivante, che commuove e diverte, arricchita da dialoghi memorabili e da qualche gioiello, distribuito sapientemente qua e là, tipo il monologo di Eliot sugli scrittori di fantascienza. “Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l'Inferno. “

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  • 4

    Nella quinta decade del 750079 dopo Achimbal III, la vita sul pianeta Trafalgan procedeva placidamente, almeno in apparenza. Da tempo i lanci intergalattici di disoccupati non si erano più resi necess ...continue

    Nella quinta decade del 750079 dopo Achimbal III, la vita sul pianeta Trafalgan procedeva placidamente, almeno in apparenza. Da tempo i lanci intergalattici di disoccupati non si erano più resi necessari e Rè Pernigotti I aveva inasprito le pene contro l'egoismo. I trafalghiani davano e ricevevano febbrilmente in un clima che si sarebbe potuto definire isterico se ogni forma di infelicità non fosse stata bandita da ormai sei cicli eliniani. Ovviamente anche Rè Pernigotti sembrava molto felice ma in petto portava un cruccio; suo figlio Eliot sosteneva ormai apertamente che la generosità forzata è immorale. Il giovane ribelle, che il padre aveva sottratto all'evaporazione facendolo rinchiudere in manicomio, aveva già trovato dodici seguaci tra i suoi compagni di prigionia. Di fatto Pernigotti I si trovava davanti a un grave dilemma: doveva sacrificare suo figlio o assistere impotente alla distruzione di un utopia. E la morte di Eliot sarebbe bastata a fermare l'epidemia?

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  • 5

    "lascio a voi questo compito, amici e compagni, ... ;pensate ai modi idioti in cui il denaro passa oggi di mano in mano, e poi pensate a modi migliori"
    PAG 24
    "Era una parola che andava benissimo...fi ...continue

    "lascio a voi questo compito, amici e compagni, ... ;pensate ai modi idioti in cui il denaro passa oggi di mano in mano, e poi pensate a modi migliori"
    PAG 24
    "Era una parola che andava benissimo...fino a quando se n'è impadronito Eliot. Ormai è rovinata, per me. Eliot ha fatto della parola amore quello che i russi hanno fatto alla parola democrazia. Se Eliot vuole amre tutti, qualunque cosa siano, qualunque cosa facciano,allora quelli di noi che amano specifeche persone per specifiche ragioni farebbero meglio a trovarsi una nuova parola....Alzò lo sguardo a un quadro a olio della sua povera moglie; < per esempio...io amavo lei più dello spazzino, il che mi rende colpevole del più innominabile dei delitti moderni: la DISCRIMINAZIONE>
    PAG67

    " Sei mai stato comunista?
    <Oh, io ho quelli che un mucchio di gente chiamerebbe probabilmente pensieri comunisti,> disse Eliot con naturalezza < ma per l'amor del cielo, papà, nessuno può lavorare con i poveri senza inciampare di tanto in tanto in Karl Marx; o senza mai inciampare nella Bibbia, se è per questo. mi sembra terribile il modo in cui la gente, in questo paese, rifiuta di spartirsi equamente le ricchezze. Io trovo che è un governo senza cuore quello che permette ad un bebè di nascere essendo già il padrone di una grossa fetta del paese, come sono nato io, e di lasciare che un altro bebè venga al mondo nudo e crudo. Il meno che un governo potrebbe fare, secondo me, è dividere equamente le ricchezze tra i bebè. La vita è già abbastanza dura senza che la gente, per i soldi, debba farci anche una malattia. Ce ne saranno in abbondanza per tutti,in questo paese, se faremo meglio le parti>"
    PAG91

    "Si è trattato, molto probabilmente, dell'esperimento sociale più importante del nostro tempo, perchè riguardava, su scala assai ridotta, un problema i cui orrori nauseanti saranno infine universalizzati dal perfezionamento delle macchine. Questo problema è: come amare la gente che non serve anulla?
    < col tempo, quasi tuuti gli uomini e le donne diventeranno inutili come produttori di merci, generi alimentari, servizi e altre macchine, come fonti di idee pratiche nei campi dell'economia, della tecnica e forse anche della medicina. Così...se non riusciamo a trovare delle ragioni e dei metodi umani in quanto esseri umani, tanto varrebbe, com'è stato suggerito così spesso,cancellarli dalla faccia della terra"
    PAG 191

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  • 4

    molti tacciano questo testo di poco spessore nei confronti dei suoi classici ma l'ho trovato divertente, interessante e denso di spunti nei suoi continui rimandi e riferimenti (a Trout su tutti), fors ...continue

    molti tacciano questo testo di poco spessore nei confronti dei suoi classici ma l'ho trovato divertente, interessante e denso di spunti nei suoi continui rimandi e riferimenti (a Trout su tutti), forse anche a causa di un'involontariamente eccessiva empatia verso Eliot, il protagonista oltremodo altruista del libro.

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