God als misvatting

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Uitgever: Nieuw Amsterdam

4.3
(1485)

Language: Nederlands | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , Japanese , Italian , Portuguese , Swedish , French , Greek , Polish

Isbn-10: 9046801470 | Isbn-13: 9789046801475 | Publish date: 

Also available as: Others , eBook

Category: Philosophy , Religion & Spirituality , Science & Nature

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Book Description
Pleidooi voor een atheïstische cq humanistische levensbeschouwing.
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  • 4

    Una spietata demolizione razionale delle credenze religiose

    Quando un uomo con la Bibbia incontra un uomo con il libro di Dawkins, la fede di quello con la Bibbia è spacciata, se ha un briciolo di onestà intellettuale. Perché questo è “L’illusione di Dio”: una ...doorgaan

    Quando un uomo con la Bibbia incontra un uomo con il libro di Dawkins, la fede di quello con la Bibbia è spacciata, se ha un briciolo di onestà intellettuale. Perché questo è “L’illusione di Dio”: una spietata demolizione razionale delle credenze religiose, scritta con uno stile molto leggero e godibile. Dawkins non si limita a prendere per il culo le religioni e i bigotti, ma sa essere autoironico, mescolando filosofia, scienza, aneddoti e autobiografia. Accusato di essere irrispettoso, di fatto Dawkins lo è. A ragione. E spiega anche in modo convincente perché le religioni non devono godere di alcun rispetto pregiudiziale.

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  • 3

    La delusione di Dio

    Richard Dawkins è un biologo, autore dell’importante libro “Il gene egoista” e il primo enunciatore del concetto di meme. In questo libro affronta l’argomento dell’esistenza-non esistenza di Dio.

    Pers ...doorgaan

    Richard Dawkins è un biologo, autore dell’importante libro “Il gene egoista” e il primo enunciatore del concetto di meme. In questo libro affronta l’argomento dell’esistenza-non esistenza di Dio.

    Personalmente, devo dire che esso mi ha un po’ deluso. Mi immaginavo un trattato filosofico, che affrontasse tutta una serie di questioni metafisiche che uno scienziato di punta dovrebbe padroneggiare meglio di chiunque altro; invece esso è sostanzialmente un’invettiva, spesso anche con toni piuttosto irritanti, nei confronti delle credenze religiose, nella fattispecie quelle del Dio personale delle religioni occidentali, il Dio della Bibbia e del Corano, per intenderci. In effetti, già nel primo capitolo Dawkins distingue tra teismo (credenza in un’intelligenza soprannaturale che ha creato il mondo e che interviene nella vita e nel destino degli uomini), deismo (intelligenza soprannaturale, che però ha solo definito le leggi fondamentali dell’universo) e panteismo (Dio Coincide con il creato, l’universo stesso è Dio). Pare evidente che sono gli ultimi due casi quelli che permetterebbero gli approfondimenti più stimolanti, ma al contrario Dawkins se la prende programmaticamente solo con il concetto di Dio personale, che è sostanzialmente quello dei credenti più fondamentalisti e talebani, come, soprattutto negli Stati Uniti, ce ne sono moltissimi anche nell’ambito cristiano e che, com’è noto, interferiscono pesantemente nella vita civile.

    Gli argomenti che Dawkins porta nella sua disamina, per dimostrare la non-esistenza di Dio (di quel Dio) sono razionali e probanti. Il fatto è che qualsiasi persona dotata di un minimo di intelligenza, compresi molti cristiani o religiosi, sa benissimo che la Bibbia è un libro storico-mitologico che è stato scritto da uomini e non da una rivelazione, che i Vangeli sono la messa su carta di memorie orali, peraltro imprecise e contraddittorie, riguardanti la vita di un certo nazareno idealista, e che è perfettamente inutile cercare di adattare la realtà scientifica al contenuto di questi libri come fanno i creazionisti. Insomma, da un punto di vista intellettuale mi pare che tutto questo sia sparare su un nemico che razionalmente è stato già atterrato e sconfitto (è ovvio che questo è il mio punto di vista, considerato che, invece, l’interferenza della religione nella vita pubblica, nella legge, nella mente e nelle coscienze delle persone è tutt’altro che stata resa inoffensiva; ma secondo me lì il problema non è credere o non credere in Dio, è quello che gli uomini fanno dire a Dio).

    Dawkins si pone, ovviamente, le domande del caso sul perché la religione esista. Tuttavia ho l’impressione che, nonostante citi autori come Frazer, la dimensione antropologica del credere gli sfugga; per lui credere in Dio è una sorta di infantilismo dell’umanità che la chiara luce della scienza dovrebbe essere in grado di dissolvere. Personalmente sono d’accordo che la religione oggi non sia più necessaria a fornire motivazioni esistenziali e un senso all’umanità, che anche il suo ruolo normativo, con la legge e il contratto sociale, sono venuti meno, ma i meccanismi di base dell’essere uomini sono sempre gli stessi, e tra questi ci sono alcune domande alle quali resta comunque difficilissimo rispondere e rispondersi, e in merito alle quali, forse le risposte dei “panteisti” a cui Dawkins iscrive anche molti fisici e scienziati, con un certo dispiacere (Dio è l’universo) o quelle dei mistici orientali (la divinità si trova nel profonde dell’uomo) avrebbero permesso una più profonda analisi e speculazione, se Dawkins avesse voluto affrontarle. Mi è spiaciuto, poi, il fatto che della preghiera colga soltanto l’aspetto più pratico ed esteriore (prego per ottenere qualcosa, per un successo, una guarigione ecc.) e non quello più profondo e mistico, che coincide con la meditazione e ha provati effetti, se non sulla realtà oggettiva, sullo stato psicofisico della persona che prega (vedasi il catalogo della mostra “Pregare, un’esperienza umana” che avevo recensito tempo fa). In sostanza, ho trovato che Dawkins nel suo (sacrosanto, ci mancherebbe) attacco alle religioni rimanga abbastanza alla superficie e all’apparenza delle cose, allo stadio della “narrazione” senza fare un minimo di sforzo per andare un po’ più in profondità.

    Un’ultima osservazione riguarda l’attitudine a spiegare tutto con le leggi evolutive, e a fare di Darwin una specie di feticcio, che ultimamente ho l’impressione che vada abbastanza per la maggiore non solo in biologia, ma anche in psicologia, sociologia ecc. Dawkins, qui, lo fa in un capitolo - peraltro alquanto interessante - in cui cerca di spiegare il concetto di Dio come un prodotto dell’evoluzione e della selezione naturale. E’ un approccio alla realtà, e mi guardo bene dal definirlo sterile o inutile, anzi. Ma mi pare tanto che la tentazione sia quella di far diventare l’evoluzione quello che per i marxisti è la dialettica tra struttura e sovrastruttura, o per i freudiani la pulsione sessuale; in sostanza, un comodo grimaldello con cui spiegare tutto e il contrario di tutto. Dovrebbe essere ovvio che forse la realtà è un po’ più complessa, e che richiede risposte un po’ più complesse.

    Al netto di alcune prese di posizione alquanto discutibili - tipo, ad esempio, che gli abusi sessuali perpetrati dal clero sui minorenni sono molto meno gravi, e molto più facilmente superabili, degli abusi sui cervelli di questi; ci può stare, ma non deve diventare un buon motivo per non perseguirli - e di un tono polemico che spesso fa impallidire quello di Odifreddi, questo è in ogni caso un libro molto interessante, pieno di informazioni e di documentazione; in particolar modo l’ultimo capitolo, in cui la realtà oggettiva si dissolve e si sfilaccia in quell’incredibile enigma che è la meccanica quantistica e che dà l’idea di quanto sia limitata la percezione umana del reale, è molto bello.

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  • 3

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    Ben scritto, e molto interessante. Semplicemente demolisce razionalmente l'esistenza di Dio...ma tocca anche tematiche filosofiche e scientifiche in grado di arricchire e appassionare.
    Forse un po' tr ...doorgaan

    Ben scritto, e molto interessante. Semplicemente demolisce razionalmente l'esistenza di Dio...ma tocca anche tematiche filosofiche e scientifiche in grado di arricchire e appassionare.
    Forse un po' troppo lungo e prolisso, a volte leggermente ripetitivo e disorganizzato nei temi

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  • 5

    Per chi ha fede, leggere questo libro, ammetto, dev'essere un pugno nello stomaco.
    Tocca tutti i punti più importanti per spiegare il perché dio non esiste e perché l'uomo tenda ad averne bisogno.
    E ...doorgaan

    Per chi ha fede, leggere questo libro, ammetto, dev'essere un pugno nello stomaco.
    Tocca tutti i punti più importanti per spiegare il perché dio non esiste e perché l'uomo tenda ad averne bisogno.
    Elenca le prove a favore e quelle contro, traccia le origini delle religioni e spiega perché l'etica umana non ha bisogno di leggi religiose.
    Un testo fondamentale per chi ha intuito qualcosa...

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  • 5

    Scrolliamoci di dosso questo burka smisurato!

    Vorrei tanto che esistesse in Italia un divulgatore con le capacità e l'intelligenza di Dawkins. Mi piacerebbe anche che esistessero dei luoghi e degli spazi per una sana discussione, soprattutto nei ...doorgaan

    Vorrei tanto che esistesse in Italia un divulgatore con le capacità e l'intelligenza di Dawkins. Mi piacerebbe anche che esistessero dei luoghi e degli spazi per una sana discussione, soprattutto nei media (da noi esiste solo l'indottrinamento a senso unico: l'angelus del papa la domenica mattina, tv2000, padrepio ecc).
    Consiglio a tutti di leggere questo libro e, per chi non lo conoscesse, cominciare a masticare un po' di inglese e guardare su YouTube i dibattiti di Mr. Dawkins...

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  • 4

    Non c'è dubbio che questo libro affini le capacità di spiegare perché dio non esiste e non è mai esistito. Utile perché le argomentazioni dell'autore sono molto perspicaci e permettono a chi legge di ...doorgaan

    Non c'è dubbio che questo libro affini le capacità di spiegare perché dio non esiste e non è mai esistito. Utile perché le argomentazioni dell'autore sono molto perspicaci e permettono a chi legge di seguire passo passo le teorie di Dawkins.

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  • 5

    approfondendo la teoria dell'evoluzione, grazie all'amico Richard Dawkins, scopro che il vero motore della vita non è la specie ma il singolo gene. Una specie può sopravvivere solo perché è la più ada ...doorgaan

    approfondendo la teoria dell'evoluzione, grazie all'amico Richard Dawkins, scopro che il vero motore della vita non è la specie ma il singolo gene. Una specie può sopravvivere solo perché è la più adatta ad ospitare un certo codice genetico, anche quello di un parassita......quindi ho finalmente trovato il tanto agognato "senso della vita", il "perché esistiamo"......siamo i migliori a veicolare il virus del raffreddore ottobre-novembrino

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  • 5

    Voglio essere questa atea felice, equilibrata, morale e intellettualmente appagata.

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/08/richard-dawkins-lillusione-di-dio.html

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