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God als misvatting

By Richard Dawkins

(1)

| Paperback | 9789046801475

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Book Description

Pleidooi voor een atheïstische cq humanistische levensbeschouwing.

217 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Religione-Dawkins 0-8

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo.
    Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:

    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins né lo leggerò. Quanto alle questioni sull'esiste ...(continue)

    Sono abbastanza pigro e questo libro non avevo intenzione di commentarlo.
    Poi, in calce ad una recensione qui su aNobii, ho letto per caso questo commento:

    "Mio giovane vicino, non ho letto Mr Dawkins né lo leggerò. Quanto alle questioni sull'esistenza di Dio e simili sono d'accordo con il grande Galileo: che la scienza si occupi "di come va il cielo" e che la fede continui a occuparsi "di come si va in Cielo"....(bisognerebbe ricordarglielo a Odifreddi e a tutti gli scienziati che fanno dell'ateismo una professione di fede e una missione!) Buone letture e complimenti per l'impegno" Firmato: Gabril

    E un po' mi ha dato fastidio e ho deciso di scrivere due righe su questo commento e sul libro.

    Sul commento

    Perché mi ha infastidito il commento?
    Perché il signor Gabril ammette candidamente di non aver letto il libro di Dawkins e di non avere alcuna intenzione di leggerlo, in quanto lui, meno giovane del suo vicino, ha ormai raggiunto una conclusione ferma sul giusto rapporto tra scienza e religione: la posizione del "grande Galilei", il quale scriveva, richiamandosi a "persona ecclesiastica costituita in eminentissimo grado" (probabilmente il cardinale Baronio stando alle ricostruzioni), che "l'intenzione dello Spirito Santo essere d'insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo".

    Peccato per il signor Gabril che:
    a) se si degnasse di leggere il libro, scoprirebbe che Dawkins discute in modo abbastanza approfondito questa posizione, che designa con l'acronimo NOMA (Non-Overlapping Magisteria). E alcune delle critiche potrebbe magari trovarle interessanti.
    b) il grande Galilei scrive quelle parole nella Lettera a Cristina di Lorena. La separazione degli ambiti in quella lettera, come in molte occasioni in Galileo, è sostenuta con fini strumentali: il suo unico obiettivo è quello di mantenere spazi di libertà per le sue teorie senza finire arrostito. Il vero pensiero di Galileo su questi temi è difficilmente ricostruibile date le pressioni fisiche e psicologiche cui era continuamente sottoposto, e non certo per il travalicamento della "scienza" nell'ambito della "religione"...

    Sul libro

    Dawkins passa in rassegna e discute criticamente gli argomenti a favore dell'esistenza di Dio e più in generale della fede -- da quelli classici (le cinque vie di Tommaso d'Aquino, l'argomento ontologico di Sant'Anselmo d'Aosta) a quelli meno classici, che lui stesso si premura di definire e classificare (l'argomento della bellezza, l'argomento della esperienza personale, l'argomento delle Sacre Scritture, l'argomento dei grandi scienziati credenti, la scommessa di Pascal, l'argomento bayesiano) -- nonché le argomentazioni contro l'esistenza di Dio, e conclude per l'"estrema improbabilità di Dio" (sicuramente del Dio "teistico", che crea, sorveglia e influenza costantemente il creato, ma anche di quello "deistico", la cui azione è limitata all'atto della creazione).

    Questo è solo il punto di partenza del libro, che continua con una critica ragionata dell'agnosticismo (importante in tal senso il ricorso all'argomento della teiera celeste di Russell) e della teoria dei magisteri non sovrapposti (quella "sostenuta" da Galilei).

    Vi è poi un'analisi in ottica darwiniana della nascita e dello sviluppo delle religioni: la predisposizione psicologica alla religione come sottoprodotto inefficiente di tendenze indotte dalla selezione naturale perché utili in altri contesti. L'esempio della falena è abbastanza calzante.

    Viene poi analizzato il rapporto tra etica e religione: può esistere una morale senza religione? qual è il rapporto tra morale religiosa e Sacre Scritture?
    Qui vengono anche discusse le teorie sull'origine darwiniana del senso morale, che ho trovato abbastanza interessanti.

    In molte parti del libro, quelle in particolare in cui discute i danni prodotti dalle religioni, Dawkins è volutamente provocatorio e urticante, e non risparmia gli attacchi.
    A tre quarti di libro sembra di assistere al secondo tempo della semifinale Brasile-Germania: sullo 0-7 Dawkins cerca di portare a casa lo 0-8 contro la religione come se fosse questione di vita o di morte.
    A te lettore viene da prenderlo in disparte per tranquillizzarlo:
    "Richard, caro, hai vinto, basta, io capisco che è da quando hai pubblicato Il gene egoista che ti rompono le scatole, ma datti una calmata e fai segnare sto gol della bandiera alla religione, che sennò questi ti aspettano fuori per prenderti a randellate... E se fossi antipatico come Odifreddi quasi quasi..."

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    Ignatius Reilly said on Aug 4, 2014 | 6 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal compromesso, dall'ambiguità. Non è facile rinunciare a ...(continue)

    E' un libro che ti apre gli occhi, un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto coloro che credono di credere. Un libro che spero aiuterà molta gente ad uscire dall'ipocrisia religiosa, dal compromesso, dall'ambiguità. Non è facile rinunciare a ciò che ha modellato per anni la tua esistenza. Questo libro ti aiuta a farlo.

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    Gioagn said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pane al pane e vino al vino...

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza.
    Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzialmente una cosa...per dirla alla Fantozzi...la rel ...(continue)

    L'aspetto più apprezzabile del libro di Dawkins è la franchezza.
    Pur con un linguaggio rispettoso e soprattutto con un'analisi supportata da fatti e rigidi ragionamenti logici, riesce a dire sostanzialmente una cosa...per dirla alla Fantozzi...la religione è una cagata pazzesca!
    Il libro di Dawkins potrà anche non piacere ma almeno l'autore si mette in gioco, pone il dubbio come suo paladino e "relativizza" anche la scienza spiegando che quello che abbiamo scoperto con la ragione e l'intelletto non sarà vero per sempre ma fino alla prossima scoperta. E considerando che la religione, tutte le religioni, procedono per dogmi, superstizioni, testimonianze fallaci e "fede", fa capire come lo scontro, almeno sul campo dell'onestà intellettuale, sia impari.
    Atei di tutto il mondo unitevi, si vive bene e anche meglio senza la religione che non sia quella intesa da Spinoza o Einstein.

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    Speedyalex said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una critica radicale alle religioni alla luce soprattutto del neo integralismo cristiano americano (basti pensare che dal testo della canzone Imagine di John Lennon si arriva a togliere la frase “not religion too” o addirittura a sostituirla con “one ...(continue)

    Una critica radicale alle religioni alla luce soprattutto del neo integralismo cristiano americano (basti pensare che dal testo della canzone Imagine di John Lennon si arriva a togliere la frase “not religion too” o addirittura a sostituirla con “one religion”), al cui confronto l’Italia, nonostante l’egemonia vaticana, sembra un’oasi di laicità. Una visione scientifica e laica della vita, un inno alla ricerca e alla visione critica del mondo. Sarà un caso che tra i vincitori dei premi Nobel per materie scientifiche e letterarie si osserva un maggiore grado di irreligiosità? Ma anche nella popolazione generale, emerge una correlazione negativa tra religiosità e livello di istruzione. Più di tutti mi ha colpito questo passaggio: “Con o senza religione, ci sarebbero i buoni che farebbero del bene e i cattivi che farebbero del male: ma perché i buoni facciano del male occorre la religione”.

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    Livorno58 said on May 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'essere e considerarsi atei non è condizione necessaria e indispensabile per leggere e apprezzare questo libro

    Circa un anno fa in Italia ha destato grande scalpore uno scambio epistolare tra Eugenio Scalfari e il papa sulla posizione degli atei nei confronti del Cattolicesimo. Le affermazioni e le posizioni di Scalfari erano pessime, per nulla quelle di un a ...(continue)

    Circa un anno fa in Italia ha destato grande scalpore uno scambio epistolare tra Eugenio Scalfari e il papa sulla posizione degli atei nei confronti del Cattolicesimo. Le affermazioni e le posizioni di Scalfari erano pessime, per nulla quelle di un ateo ma bensì quelle di chi ha dubbi su ciò in cui crede o crede di credere e poneva domande che un ateo vero non si pone. Forse Scalfari farebbe bene a leggersi questo testo e soprattutto a imparare finalmente a scrivere e pensare (nello specifico pensare da ateo se veramente si ritiene tale)!
    Venendo più direttamente a questo testo: lungo ma interessante e piacevole da leggere. Dovrebbe essere letto e meditato sia da chi si ritiene ateo che dagli agnostici che dai credenti, indipendentemente dalla loro fede (i monoteisti cristiani, ebrei e musulmani nello specifico).
    A differenza di quel che molti credenti possano pensare, e a differenza di come solitamente si pongono questi nei confronti di chi non la pensa come loro, qui non ci sono prese di posizioni "per principio" ma affermazioni meditate e basate su fatti ed esperienze dirette, pronte sempre a essere smentite qualora venisse effettivamente dimostrata la loro fallacia, così come un vero e valido metodo scientifico vuole e come ogni vero scienziato (compresi gli umanisti che pensando di dare maggiore dignità alle loro teorie hanno inventato una balla inconsistente delle "scienze umane") dovrebbe fare se fosse onesto con se stesso, con la comunità scientifica e con la società umana tutta.

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    MaxManga said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Probably the best book ever

    Whay a book can do is make the life of the reader better. This book does exactly that, in maybe the most important knowledge field of all.

    Many interesting concetps, lots of useful information, no wasted words and no ambiguities. This is a must-read ...(continue)

    Whay a book can do is make the life of the reader better. This book does exactly that, in maybe the most important knowledge field of all.

    Many interesting concetps, lots of useful information, no wasted words and no ambiguities. This is a must-read.

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    Nicola Busanello said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

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