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Going Solo

By Roald Dahl

(8)

| Paperback | 9780140325287

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Book Description

The second part of Roald Dahl's autobiography creates a world as bizarre and unnerving as any one will find in his fiction. An evocation of his wartime exploits, it tells of African safaris and deadly snakes; of fighter planes and air battles with th Continue

The second part of Roald Dahl's autobiography creates a world as bizarre and unnerving as any one will find in his fiction. An evocation of his wartime exploits, it tells of African safaris and deadly snakes; of fighter planes and air battles with the enemy during World War II. This is the sequel to "Boy".

22 Reviews

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    all'inizio ho fatto fatica a leggerlo ma poi è andato, se dovessi valutare i libri di Dahl che ho letto fin ora questo è quello che mi è piaciuto di meno.

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    Alessandra Zambon said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Seconda parte dell’autobiografia di Dahl. Si riprende dal momento in cui, uscito dal collegio, il giovane Roald comincia a lavorare per la compagnia Shell. Lavora per un breve periodo in Inghilterra, trasferendosi poi per alcuni anni in Africa Orient ...(continue)

    Seconda parte dell’autobiografia di Dahl. Si riprende dal momento in cui, uscito dal collegio, il giovane Roald comincia a lavorare per la compagnia Shell. Lavora per un breve periodo in Inghilterra, trasferendosi poi per alcuni anni in Africa Orientale. Lo scoppio della guerra e il suo senso patriottico gli imporranno di dare un aiuto al suo paese. E così entrerà a far parte della RAF e combatterà nei cieli dell’Africa e della Grecia.

    Se possibile, questo libro è ancora più bello di Boy. È un libro emozionante, coinvolgente, commovente, e rivela altri lati della personalità di Dahl: il lato avventuroso, quando vive in un posto tanto esotica quanto sperduto; il lato un po’ pazzo e irrazionale, quando, con il suo Hurricane scalcinato, sfida gli aerei tedeschi e la morte.
    Lo dice, allora non aveva avuto paura di morire. Era giovane, sprezzante del pericolo. Morire non era un progetto a breve termine. Non è morto per pura fortuna, lo afferma lui stesso. Col senno di poi arriva la consapevolezza di quanto fossero incoscienti le sue azioni, la tristezza per gli amici perduti e la convinzione che molte di quelle vite si sarebbero potute salvare.

    È strano se pensiamo che dovrebbe essere rivolto a un pubblico giovane, ma In solitario è un libro in cui la morte è padrona: prima della guerra nella forma di feroci e misteriosi animali africani, poi nella guerra stessa, più folle e crudele della natura proprio perché non ne è figlia.

    In solitario è meraviglioso, bellissimo, un capolavoro della letteratura, e non si può ridurlo a libro per l’infanzia solo perché è molto semplice nella scrittura. Dovrebbero leggerlo tutti nella propria vita, perché non credo ci saranno mai altri Roald Dahl nel mondo.

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    Lucy said on Sep 28, 2013 | Add your feedback

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    Portatemi l'ossido d'azoto!

    Allora... sei in sala operatoria.... dovresti già essere nel magico multiverso dell'incoscienza mentre i dottori si preparano ad operarti per darti sembianze perlomeno umane ma invece non solo il nuovissimo anestetico appena arrivato dall'Inghilterra ...(continue)

    Allora... sei in sala operatoria.... dovresti già essere nel magico multiverso dell'incoscienza mentre i dottori si preparano ad operarti per darti sembianze perlomeno umane ma invece non solo il nuovissimo anestetico appena arrivato dall'Inghilterra e mai usato prima dall'anestesista non funziona ma i dottori si stanno pure irritando. Va bene ciao è stato bello... magari torno un'altra volta così facciamo tutto con calma, ok? Ok....
    Vabbè Roald Dahl è Roald Dahl, anche quando c'è da raccontare una guerra.

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    _incubus said on Feb 11, 2013 | Add your feedback

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    "Come quick, bwana! A huge lion is eating the wife of the cook!" That sounds pretty funny when you put it on paper back here in England, but to us, standing on a veranda in the middle of East Africa, it was not funny at all.

    There were sixteen of us altogether learning to fly in this Initial Training School in Nairobi, and I liked every one of my companions. They were all young men like me who had come out from England to work for some large commercial concern, usually e ...(continue)

    There were sixteen of us altogether learning to fly in this Initial Training School in Nairobi, and I liked every one of my companions. They were all young men like me who had come out from England to work for some large commercial concern, usually either Barclays Bank or Imperial Tobacco, and who had now volunteered for flying duties. We were to spend the next six months training together in very close association, and then we would all be separated and posted off to various operational squadrons. It is a fact, and I verified it carefully later, that out of those sixteen, no fewer than thirteen were killed in the air within the next two years.
    In retrospect, one gasps at the waste of life.

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    Vanessaʚϊɞ said on Sep 9, 2012 | Add your feedback

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    Il libro narra della II Guerra Mondiale vissuta dallo scrittore prima come soldato e, successivamente, come aviatore della R.A.F. La sua avventura iniziò quando intraprese a volare con aerei da guerra, prima con il Gladiator e quando divenne più e ...(continue)


    Il libro narra della II Guerra Mondiale vissuta dallo scrittore prima come soldato e, successivamente, come aviatore della R.A.F. La sua avventura iniziò quando intraprese a volare con aerei da guerra, prima con il Gladiator e quando divenne più esperto con l'Hurricane Mark. Dapprima si esercitò con il Gladiator ad Haifa, Africa, e poi volò con l'Hurricane Mar in Grecia ad Eleusi ove incomincioò a duellare contro gli aerei Tedeschi. I combattimenti si susseguivano con alterne fortune, il suo Hurricane duellò con molti bombardieri e caccia: Ju 88, Stuka, Masserschmit
    100 e 101. La vita militare lo legò a molte amicizie che purtroppo in gran numero perse. Fu congedato per un trauma subito all'inizio della guerra, così poté ben presto riabbracciare la madre.
    Descrive due diverse situazioni di vita militare: la prima a Dar es Salam e la seconda ad Eleusi. In Africa a Dar es Salam viveva con una famiglia benestante, non aveva preoccupazioni, viveva una vita agiata ed aveva pure un domestico di nome Mdisho. Mentre il soggiorno al campo ad Eleusi era ben diverso: da soldato dormiva in tende umide e per terra, indossava sempre gli stessi abiti, si lavava con acqua piovana. Roald Dahl, come già in altri romanzi, descrive luoghi, situazioni e combattimenti in maniera semplice e comprensibile, inserisce nozioni interessanti inerenti gli aerei della II Guerra Mondiale, anche se in questo libro mi è piaciuto meno, fra tutti quelli che ho letto è quello che preferisco sicuramente di meno.

    "<<Quando si vive troppo a lungo in Africa si esce un po' di testa, glielo assicuro. È in Africa che va, non è vero?>>
    <<Sì dissi.
    <<Uscirà di testa anche lei, non c'è dubbio>> ribadì, <<come tutti>>."

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    Jack said on Jun 14, 2012 | Add your feedback

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