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Gomorra

Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra

By Roberto Saviano

(11691)

| Paperback | No ISBN

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Critics

  • Gomorra

    Gomorra, riportiamo una breve presentazione del saggio. Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che s ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

34 Reviews

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  • 7 people find this helpful

    Il film

    A mio parere, il maggior merito del libro di Saviano sta nelle scelte che ha praticato nella trasposizione cinematografica. Nel film, insomma.

    Perchè finalmente, un autore ha deciso di descrivere i camorristi(i mafiosi, la criminalità organizzata, etc) con delle facce pessime.
    Gli attori sono tutti ... (continue)

    A mio parere, il maggior merito del libro di Saviano sta nelle scelte che ha praticato nella trasposizione cinematografica. Nel film, insomma.

    Perchè finalmente, un autore ha deciso di descrivere i camorristi(i mafiosi, la criminalità organizzata, etc) con delle facce pessime.
    Gli attori sono tutti brutti, grassi o mingherlini, storpiati, con la pancia flaccida, con la macchinetta in gola per parlare, ignoranti, bruti, cafoni, con la canottiera biancagiallognola e le bretelle allentate. Vivono in mezzo al degrado, alla sporcizia, nascosti come ratti oppure ostentando beni che non apprezzano e non riconoscono.

    Finalmente non ho visto un film dove il criminale non è bello, non è affascinante, non è circondato da fighe e non si gode la vita assaporandola come cristo comanda.

    Mi vengono in mente tutti quei bei filmoni come Il padrino o Quei bravi ragazzi, dove alla fine, si empatizza con il Male, con il Cattivo. Così come nei romanzi di Ellroy - American Tabloid e il resto della sua trilogia.. (come cazzo si fa a non amare personaggi come Kemper Boyd e Pete Bounderant?)
    Per non parlare del Potere del cane di Winslow, che pur essendo un gran bel romanzo, leggendolo, quasi quasi ho desiderato una vita come quella dei fratelli Barrera.

    E in Italia abbiamo avuto il Romanzo Criminale di De Cataldo.
    Dove c'era il dandy, il Libanese, l'altro che non mi viene in mente il nome, ma che sembrava quasi un povero diavolo capitato nella banda per caso..
    Sono straconvinto che la microcriminalità che si è sviluppata a Roma negli ultimi anni sia il frutto anche di quelle distorte trasposizioni (la fiction di Sky su Romanzo Criminale poi, è praticamente un elogio alla vita da delinquente)

    Saviano invece ha avuto il coraggio di mostrarci solamente la merda e lo squallore di queste persone. Dei camorristi veri, quelli che poi lo avete visto, hanno le facce di Riina, Brusca, Santocazzo, o di uno qualunque dei casalesi o di altre famiglie che non sto nemmeno a citare.
    Sicuramente ha descritto molto meglio lui, Saviano, come sono realmente, chi sono e come vivono questi uomini. Allontanandosi dai luoghi comuni e dalle ruffianerie scritte e dirette in passato da altri autori o registi, anche celebri. Che hanno puntato facile, sul fascino.

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    Daniele (Ero il più stucchevole assaggiatore di libri) said on Jan 11, 2012 | 6 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Un libro intenso ed agghiacciante. Gomorra fa infuriare.
    Non lo si può leggere senza sentire il sangue ribollire nelle vene. Com'è possibile questo degrado? Perché nessuno fa qualcosa? E perché i tg si occupano del sedere della Belen o delle dichiarazioni inutili di Gasparri, quando succede QUESTO n ... (continue)

    Un libro intenso ed agghiacciante. Gomorra fa infuriare.
    Non lo si può leggere senza sentire il sangue ribollire nelle vene. Com'è possibile questo degrado? Perché nessuno fa qualcosa? E perché i tg si occupano del sedere della Belen o delle dichiarazioni inutili di Gasparri, quando succede QUESTO nel nostro paese?
    Saviano, conquistando un vasto pubblico con quest'opera, è riuscito a riportare i riflettori sul tema e a ricordarci quanto sia importante sconfiggere Mafia, Camorra e 'Nrangheta.
    Da leggere senz'altro.

    Tuttavia, ci sono almeno due cose che non mi convincono in questo libro.
    A più riprese, Saviano sembra dirci che la Camorra non è altro che un prodotto dell'economia di mercato lasciata senza freni. Non condivido questa idea. Credo piuttosto che la Camorra sia l'espressione peggiore dell'avidità umana. Ma l'economia di mercato non esiste senza un insieme definito di regole e senza un chiaro monopolio della forza. In un'economia liberale, la comunità sfrutta l'avidità dei singoli quel tanto che basta per ottenere il maggior benessere collettivo. Per le strade di Scampia, invece, non ci sono regole e lo stato è assente. Ciò permette alla bramosia dei singoli di agire completamente incontrollata e di consumare la comunità stessa come un cancro.

    Infine, non mi è piaciuta molto la parte su munnezza ed ecomafie. Credo che i due temi non siano identici e che Saviano li abbia confusi erroneamente.
    La crisi dei rifiuti urbani per le strade di Napoli è solo o soprattutto colpa della politica. Dal 1994 al 2009 la Campania si è trovata in stato di emergenza per i rifiuti, con l'alternarsi di commissari straordinari, nominati dal governo centrale, che non facevano nulla o lo facevano male. Dal '96 al 2004, i commissari sono stati i governatori di regione; dal 2004 al 2009 sono stati scelti prefetti o il capo della protezione civile Bertolaso (ottobre 2006-luglio2007 e maggio 2008-dicembre 2009). Sia governo locale che governo centrale sono colpevoli di non aver messo su uno sputo di ciclo dei rifiuti decente durante tutto questo tempo. Non si differenzia nulla, non si ricicla e si manda tutto in discarica, così che quando queste diventano ricolme, i rifiuti rimangono per strada.
    Alcuni responsabili di questo scempio sono stati chiamati a risponderne in sede giudiziaria: Bassolino e la ditta che gestiva il tutto -Fibe/Impregilo- sono sotto processo per truffa. Altri, possono essere sanzionati dagli elettori, tenendo bene a mente che quando Berlusconi spara di aver risolto l'emergenza, dice balle.
    Ma cosa si dovrebbe fare ora per risolvere il problema?
    Serve un ciclo dei rifiuti funzionante in Campania. Non serve a nulla mandare il pattume di questa regione verso le altre, perché sarebbe solo un modo per eliminare i sintomi senza toccare il male.
    La Campania dovrebbe essere in grado di gestire i propri rifiuti così come tutte le altre regioni virtuose: quindi il problema diventa quello di migliorare la classe politica campana.
    Da un lato serve un serio controllo da parte dei cittadini campani attraverso il voto.
    Dall'altro, è necessario un federalismo fiscale decente, che, a differenza dell'obbrobrio centralista di Calderoli, responsabilizzi gli amministratori locali.
    Le politiche assistenzialiste, infatti, finiscono per operare una perversa selezione naturale tra i politici locali. Fanno emergere i politici più abili a succhiare risorse allo stato centrale e a comprare voti, a scapito di quelli capaci e competenti. Dovremmo spezzare questo circuito, in modo da favorire dei politici bravi nell'amministrare le risorse dei propri cittadini.

    Saviano, nel libro ed in tv, sostiene che l'incapacità dei politici non spieghi interamente la situazione e che le discariche campane siano sature perché la Camorra vi scarica i rifiuti tossici e industriali delle aziende del Nord.
    Ora, non saprei dire quanto questo incida sui rifiuti per le strade di Napoli. È probabile che il meccanismo si inceppi ogni volta che una discarica deve chiudere perché si rivengono rifiuti tossici scaricati dalla camorra.
    Ma ciò dipende anche dal fatto che, riciclando pochissimo, le discariche sono sfruttate al di sopra delle loro capacità e basta che una sola si fermi per inondare Napoli di munnezza.
    Più che causare il problema, potremmo dire che la Camorra lo amplifica.
    Però Saviano ha assolutamente ragione su un altro piano: questo traffico Nord-Sud esiste e rappresenta un problema agghiacciante, A PRESCINDERE dal problema del ciclo dei rifiuti campano.

    La Camorra sta avvelenando la Campania infilando schifezze di ogni tipo ovunque capiti: nelle cave, nei campi coltivati, nelle strade. Questa è la vera emergenza da sbattere nei tg e nessuno, per quanto assuefatto dalla propaganda leghista, può pensare che anche questo sia solo affar loro.
    Anche se una parte dei cittadini campani continua a riconoscere legittimità ai camorristi, non si possono lasciare soli quelli che vorrebbero vivere in un paese civile.
    La lotta alla criminalità organizzata deve partire dallo Stato Centrale e da tutti i cittadini. Primo, bisogna destinare più risorse alle forze dell'ordine e alle procure, mandare i militari a presidiare le zone a rischio. Poi, bisogna smettere di votare chi, come Berlusconi & co, sia così miope da voler restringere l'uso delle intercettazioni, uno degli strumenti più efficaci contro la criminalità.
    Infine, tornerebbe utile anche in questo caso il federalismo fiscale.
    Con un serio federalismo, i politici diventerebbero più attenti alle richieste dei cittadini e fornirebbero servizi migliori, riguadagnando un po' di consenso verso lo Stato.
    Inoltre, una classe dirigente meno avvezza ad elemosinare ricchezza e protezione sarebbe molto meno vulnerabile al richiamo della Camorra.
    A differenza dei rifiuti urbani di Napoli, tutta l'Italia deve farsi carico della lotta contro la Camorra, così come deve farsi carico dei danni finora inflitti dalle ecomafie, bonificando i siti colmi di veleni.

    Faccio queste precisazioni sulla Munnezza, perché noto su internet un atteggiamento abbastanza fastidioso, che potremmo definire "orgoglio meridionale". Un atteggiamento vittimista, basato sull'idea che il Sud è arretrato solo per colpa del Nord capitalista e avido.
    C'è addirittura un libro, di un tal Pino Aprile, che tenta di dar dignità storica a questa ipotesi: l'autore sosterrebbe che il Risorgimento sia stata una guerra coloniale ingiusta, senza la quale il Sud sarebbe stato più ricco dello stesso Nord.
    Non ho letto il libro, ma l'idea che, prima dell'annessione da parte del Nord, il Sud fosse una nazione avanzata e progredita, mi sembra un po' strampalata. Nel 1861, al Nord il 50% della popolazione era analfabeta, mentre al Sud lo era il 90% (per le fonti vedi dopo). L'arretratezza storica del Sud dipendeva dal fatto che lì non si era sviluppata una vera economia capitalistica. Merito dei Nordisti che si accontentarono di mantenere lo status quo nei territori conquistati, certo: ma anche della classe dirigente meridionale dell'epoca. La colpa mi pare distribuita equamente. Lettura consigliata: Indro Montanelli, "L'Italia dei Notabili", capitoli II e XVI.
    Senza contare che, al di là della correttezza delle tesi di Aprile, si tratta di un avvenimento vecchio di 150 anni. Il divario che ancora oggi persiste ha sicuramente altre cause e chiudere gli occhi davanti alla realtà non servirà certo a cambiare la situazione.
    Se anche Saviano lascia passare il messaggio che la Munnezza è interamente colpa del Nord, promuove tale atteggiamento con tutta la sua forza mediatica e contribuisce a propagare una baggianata.

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    Zapp Brannigan said on Jul 10, 2008 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ma si può...

    ...scrivere così male????? Ok...interesse per l'attualità del nostro tristo paese...ok...libro-documentario...ma per me non averlo lasciato alla decima pagina è stato un miracolo!!!!!
    NOIAAAAAA...mortale!!!!

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    Rain said on Jan 28, 2012 | Add your feedback

  • Sia come sia

    Sia come sia, alla lettura di questo libro potranno provarsi due opposte sensazioni: prima di tutto, probabilmente, il sordo desiderio di non voler essere più italiano; a cui seguirà un certo orgoglio di esserlo, se in Italia c'è qualcuno che ha scritto questo libro. Chi invece la pensasse in modo d ... (continue)

    Sia come sia, alla lettura di questo libro potranno provarsi due opposte sensazioni: prima di tutto, probabilmente, il sordo desiderio di non voler essere più italiano; a cui seguirà un certo orgoglio di esserlo, se in Italia c'è qualcuno che ha scritto questo libro. Chi invece la pensasse in modo diverso da me, troverà prima celebrata la propria brama di distruggere se stesso e tutto ciò che gli passa davanti; ma non sarà per nulla contento di vedersi distrutto ad opera di Saviano.

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    Valerionardoni said on Feb 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    per fortuna ci sono uomini come Roberto che ti fanno sentire orgogliosa di essere meridionale!

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    Assuntina said on Feb 6, 2012 about the eBook edition | Add your feedback

  • Mi aspettavo tutta un'altra cosa. Ciò non significa che non abbia apprezzato la lettura ma ero abituato a libri d'inchiesta di altro genere, più focalizzati su dati, date e personaggi.
    Gomorra invece si presenta come un'inchiesta romanzata, la Camorra vista con gli occhi di chi l'ha vista, respirata ... (continue)

    Mi aspettavo tutta un'altra cosa. Ciò non significa che non abbia apprezzato la lettura ma ero abituato a libri d'inchiesta di altro genere, più focalizzati su dati, date e personaggi.
    Gomorra invece si presenta come un'inchiesta romanzata, la Camorra vista con gli occhi di chi l'ha vista, respirata, toccata. I vari capitoli buttano uno sguardo su tanti aspetti di un mondo che per molti italiani è nascosto, inesistente. Una denuncia a tutto campo che, proprio per il suo stile personale, ha suscitato più interesse di una classica inchiesta.

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    Karagounis said on Jan 30, 2012 | Add your feedback

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