Goodbye Tsugumi

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Publisher: Faber and Faber

3.7
(5516)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Japanese , German , Italian , Spanish , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 0571212794 | Isbn-13: 9780571212798 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Michael Emmerich

Also available as: Hardcover , Library Binding

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Banana Yoshimoto's novels of young life in Japan have made her an international sensation. Goodbye Tsugumi is an offbeat story of a deep and complicated friendship between two female cousins that ranks among her best work. Maria is the only daughter of an unmarried woman. She has grown up at the seaside alongside her cousin Tsugumi, a lifelong invalid, charismatic, spoiled, and occasionally cruel. Now Maria's father is finally able to bring Maria and her mother to Tokyo, ushering Maria into a world of university, impending adulthood, and a "normal" family. When Tsugumi invites Maria to spend a last summer by the sea, a restful idyll becomes a time of dramatic growth as Tsugumi finds love and Maria learns the true meaning of home and family. She also has to confront both Tsugumi's inner strength and the real possibility of losing her. Goodbye Tsugumi is a beguiling, resonant novel from one of the world's finest young writers.
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  • 3

    "Le cose ci passavano davanti agli occhi, e noi diventavamo grandi. Cambiando in continuazione. E coscienti di questo fatto, procedevamo nel nostro cammino. Se, comunque, ne avessimo voluto fermare a ...continue

    "Le cose ci passavano davanti agli occhi, e noi diventavamo grandi. Cambiando in continuazione. E coscienti di questo fatto, procedevamo nel nostro cammino. Se, comunque, ne avessimo voluto fermare a tutti i costi almeno una, senza dubbio, sarebbe stata quella serata. Straripante in ogni suo punto di una piccola e serena felicità oltre la quale non sarebbe servito nient'altro. "

    È il primo libro che leggo della Yoshimoto e credo proprio che non sarà l'ultimo. I reali protagonisti di questo breve romanzo secondo me non sono Maria, l'io narrante, sensibile e pacata, o sua cugina, la cagionevole quanto forte e ribelle Tsugumi, bensì la nostalgia dei momenti che le ragazze hanno condiviso durante le vacanze estive e i ricordi che affiorano profumano di libertà, di spensieratezza, di amore, del "tutto è possibile". Lo stile è chiaro e diretto, la scrittura scorrevole e poetica, lascia spazio ai tumulti adolescenziali come pure alla osservazione dei grandi fenomeni naturali: un altro grande protagonista è il mare, talmente vivido che pare di sentirne il profumo.

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  • 5

    Ho molto apprezzato questo romanzo così fresco ed entusiasmante. Lo vorrei rileggere per morire di voglia di mare e per visitare con la mente quel bellissimo luogo naturale dove Maria è vissuta prima ...continue

    Ho molto apprezzato questo romanzo così fresco ed entusiasmante. Lo vorrei rileggere per morire di voglia di mare e per visitare con la mente quel bellissimo luogo naturale dove Maria è vissuta prima di trasferirsi a Tokio. Tsugumi è un personaggio che ho odiato tantissimo per il suo cinismo, la sua crudeltà e la sua falsità. Tuttavia mi è dispiaciuto molto il fatto che lei stesse molto male.

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  • 0

    La storia è raccontata dal punto di vista di Maria, una ragazza che abita in una pensione insieme alla madre e alla famiglia della zia. Personaggio centrale nella storia è la cugina Tsugumi, malata fi ...continue

    La storia è raccontata dal punto di vista di Maria, una ragazza che abita in una pensione insieme alla madre e alla famiglia della zia. Personaggio centrale nella storia è la cugina Tsugumi, malata fin dalla nascita affronta la sofferenza con un carattere piuttosto chiuso e spinoso. Un'estate in particolare, l'ultima nella pensione per entrambe le ragazze, segnerà una svolta e una crescita per entrambe, alla scoperta dell'amore e di un nuovo modo di rapportarsi fra loro e con gli altri.

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  • 4

    Una storia semplice, fresca e delicata! Senti il profumo del mare, immagini il paesino sulla costa, la Yoshimoto riesce a dare sensazioni grandiose!

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  • 2

    Non prendete queste due stelle come un mero "sufficiente, è solo che "buono" con tre stelle non mi pareva il termine giusto. Forse due stele e mezzo sarebbe meglio, ma non mi sembra ci sia questa opzi ...continue

    Non prendete queste due stelle come un mero "sufficiente, è solo che "buono" con tre stelle non mi pareva il termine giusto. Forse due stele e mezzo sarebbe meglio, ma non mi sembra ci sia questa opzione... Comunque, un bel libricino da leggere senza aspettarsi le grandi avventure a cui sono abituata io, in fondo Tsugumi non può fare grandi cose senza poi pagarne le conseguenze. Un personaggio niente male, il cui carattere per niente facile è quello dell'autrice, a quanto ho letto. All'inizio credevo che quelle sue uscite sprezzanti e sfuriate varie fossero un modo per farsi volere meno bene dalla propria famiglia, così da causare meno dolore possibile una volta che fosse morta. Andando poi avanti con la lettura mi sono ricreduta. Lei è davvero indisponente e un tantino viziata, non era una recita. Però sono sicura che è grazie a quel suo carattere che è riuscita a sopravvivere. Tutte le sue emozioni sembrano essere 10 volte più intense del normale, proprio come se dovesse concentrare i pochi decenni quello che tutti gli altri hanno almeno 70 anni per vivere. Io però non so sarei riuscita a sopportarla. Non so come siano riusciti ad abituarsi i suoi genitori e la sorella, senza contare Maria che è arrivata addirittura a capirla. Lei ne parla come di un qualcosa di mistico, come se Tsugumi non fosse una persona come tutte le altre se togliamo la costituzione particolarmente debole.
    Come detto sopra un bel libricino scritto bene, ma niente di straordinario.

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  • 2

    Per qualche ragione non ho mai letto libri della Yoshimoto....ho sempre pensato di prendere in mano Kitchen, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai fatto. Mi è capitato di trovare Tsugumi e ho pr ...continue

    Per qualche ragione non ho mai letto libri della Yoshimoto....ho sempre pensato di prendere in mano Kitchen, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai fatto. Mi è capitato di trovare Tsugumi e ho provato l'approccio con questo libro meno famoso. Non ne sono rimasta del tutto soddisfatta. Per quanto adori l'atmosfera speciale delle notti estive passate sulla spiaggia con gli "amici del mare" e ne riesca a immaginare in pieno le sensazioni il libro mi è sembrato un po' lento e ripetitivo con i suoi infiniti "non mi dimenticherò mai, mi torna in mente" e le innumerevoli descrizioni di notti che fanno sentire "così"... Sono ancora perplessa...Proverò ancora con Kitchen prima o poi per vedere se l'impressione cambia

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  • 3

    Dopo aver lasciato il piccolo paese d’origine, Penisola di Izu, per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all’università, Maria, l’io narrante, vi ci ritorna per trascorrere forse le ultime vacanze nell’al ...continue

    Dopo aver lasciato il piccolo paese d’origine, Penisola di Izu, per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all’università, Maria, l’io narrante, vi ci ritorna per trascorrere forse le ultime vacanze nell’albergo degli zii, insieme alle cugine Yoko e Tsugumi. Un breve periodo di spensieratezza, tra scherzi e qualche contrasto, tra l’odore del mare e le piccole vicende quotidiane, che coinvolgono anche il cane Pochi ed il nuovo amico Kyoichi, nonostante la notevole differenza di carattere dei protagonisti. All’indole semplice e dolce di Maria, infatti, si contrappone la rudezza dei modi e l’asprezza dei comportamenti (soprattutto con le persone che le sono più vicine), la grande forza di volontà ma anche la debolezza fisica di Tsugumi, sicura conseguenza di una salute cagionevole per una malattia incurabile che le è stata diagnostica alla nascita. Nostalgia, ricordi, gioie e amicizia sono gli ingredienti principali di questo romanzo dalla trama scarna e quasi mai appassionante, ma dallo stile narrativo semplice e leggero che pur non suscitando grande entusiasmo, non dà mai la sensazione della pesantezza.

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  • 3

    Storia di separazione

    Tsugumi (1989) di Banana Yoshimoto.
    È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscrive ...continue

    Tsugumi (1989) di Banana Yoshimoto.
    È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all'università. Anni dopo, decide di tornare al paese per le vacanze, dove ritrova Tsugumi, l'eroina del romanzo, bellissima e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei, sperando di renderle migliore la vita che le resta. Infatti le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. All'ultimo momento Tsugumi si salva, sentendosi vicina alla morte però aveva scritto a Maria una lettera-testamento e con questa si chiude il romanzo.
    E’ una storia di separazione e di ricordi quella che la Yoshimoto ci narra in questo suo romanzo del 1989. E, come si saprà alla fine, anche biografico. La pensione Yamamoto sta per chiudere, e allora Maria decide di tornare a trovare sua cugina Tsugumi, per passare insieme un’ultima estate. E questo pensiero della fine di un periodo, anzi, di un’era, quella dell’infanzia, è onnipresente in ogni parte del romanzo. Maria è una brava ragazza, dolce, delicata, studiosa, mentre Tsugumi è tutto l’opposto: sarcastisca, antipatica, insopportabile la si odia ma la si compiange, visto che è quasi sempre febbricitante. Due cugine che sono potremmo dire due facce della stessa medaglia, ovvero si completano a vicenda (e chi leggerà la storia fino alla fine capirà meglio il perché). Posso comprendere chi non vedrà una vera e propria trama in questa storia, ma è una caratteristica dell’autrice, ovvero quella di preferire soffermarsi sui particolari, sui pensieri dei suoi personaggi. Quello che l’autrice mi ha trasmesso, aldilà delle storie delle protagoniste, è un “protagonista indiretto”, ovvero il mare.

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