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Goodbye Tsugumi

By Banana Yoshimoto

(51)

| Paperback | 9780571212798

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Book Description

Banana Yoshimoto's novels of young life in Japan have made her an international sensation. Goodbye Tsugumi is an offbeat story of a deep and complicated friendship between two female cousins that ranks among her best work. Maria is the only daughter Continue

Banana Yoshimoto's novels of young life in Japan have made her an international sensation. Goodbye Tsugumi is an offbeat story of a deep and complicated friendship between two female cousins that ranks among her best work. Maria is the only daughter of an unmarried woman. She has grown up at the seaside alongside her cousin Tsugumi, a lifelong invalid, charismatic, spoiled, and occasionally cruel. Now Maria's father is finally able to bring Maria and her mother to Tokyo, ushering Maria into a world of university, impending adulthood, and a "normal" family. When Tsugumi invites Maria to spend a last summer by the sea, a restful idyll becomes a time of dramatic growth as Tsugumi finds love and Maria learns the true meaning of home and family. She also has to confront both Tsugumi's inner strength and the real possibility of losing her. Goodbye Tsugumi is a beguiling, resonant novel from one of the world's finest young writers.

450 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi piombò addosso con una violenza estrema una sorta di sentimentalismo. Una luce così forte che sia le persone che mi circondavano, che tutto il paese, sembrarono sparire completamente.

    A volte mi capita di essere protagonista di strane sensazioni.
    Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. Le soav ...(continue)

    A volte mi capita di essere protagonista di strane sensazioni.
    Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. Le soavi note di qualche baritono si diffondevano dall'altoparlante più vicino e il mio sguardo che vagava incerto su scaffali stracolmi di libri, proprio come le medesime volte in cui ispeziono la libreria più vicina della mia città. Innumerevoli sono gli autori. E, ho come l'impressione che, col passare del tempo, lo saranno ancora di più. Con quelle storie ancora intrappolate nella soffitta della loro anima. Talmente belle da sembrare irrealizzabili, come l'odore dell'impossibile.
    Mai e poi mai dimenticherò quanto successe con la Yoshimoto. In uno di quei pomeriggi d'agosto in cui tutto mi sembrava estremamente tedioso, artificioso e nostalgico.
    Un romanzo che non mi piacque per niente, con del potenziale e che invece cadde nel banale, mi fece sentire subito male. E, se il romanzo in questione l'avevo letto per curiosità, con questo - a mia discolpa - non ho alcuna motivazione valida: dopo il clamoroso disastro di Un viaggio chiamato vita ero fermamente decisa a puntare i miei interessi su altro, ma non concedere una seconda possibilità a questa prolifica scrittrice giapponese mi sembrava irrispettoso. Tornare nella splendida, immensa e inafferrabile città di Tokyo mi sembrava l'unica soluzione possibile. Un vivido miraggio che l'autrice riuscì a tirare avanti e invecchiare... con la speranza che, ad ogni lettore, possa accadere un giorno qualcosa di simile. Con un certo rammarico, non ho trovato esattamente quello che cercavo e, proprio come Un viaggio chiamato vita, mi ha impedito di condividere la storia che l'autrice si porta dentro - anche in minima parte -, al punto di demoralizzarmi. Un romanzo per l'estate, una lettura semplice che parla di adolescenza, di un'estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più.
    Tsugumi, per il toccante e sano lirismo di cui è impregnato e per le vicende quasi sempre autobiografiche dell'autrice, aveva fatto involontariamente paragonare la Yoshimoto a Murakami e accresciuto il mio cinismo nei suoi riguardi. Aveva fatto emozionare un discreto numero di lettori e lasciato un segno indelebile, anche se dubito fosse questo l'intento dell'autrice. In diversi gruppi di Facebook, pubblicare frasi tratte dai suoi libri e scrivere recensioni emozionanti e curiose. Una normalissima storia nonché ricordo dell'estate dell'autrice, quando tornò al paesino di mare in cui ha vissuto da bambina. Suddiviso in altrettanti ricordi e ricco di belle e toccanti perle di saggezza.
    Una protagonista che si definisce una tranquilla ragazza di provincia che, dopo diciotto anni di successi e agi, ha abbandonato il suo paesino natale per iscriversi all'università a Tokyo. Accanto a lei, una protagonista cattiva, maleducata, sboccata, capricciosa, sleale che, desiderosa d'affetto e comprensione, ha riempito il vuoto della dolce Maria con il suo affetto "fuori dagli schemi". La sua unica migliore amica, come è solita definirsi, ma che di amicizia qui sembra essercene ben poco. Ebbene si, perché inscenare la morte di un parente e indurti alla disperazione purché i suoi genitori possano darle quelle giuste attenzioni per non farla sentire come un emerita fallita, è un segno del loro indissolubile legame. Oggetto d'attrazione di genitori stanchi e esauriti, ragazzi taciturni ma attenti, azioni irrispettosissime. Non del tutto presente, invece, la protagonista Maria che al contrario della Madonna non si sente affatto una santa. Ma, nonostante questo, giudicata da tutti come una persona generosa e serena che, al di la della sua dolcezza, è il prototipo perfetto della studentessa tipo. Spettatrice di una storia il cui tratto sognante affascina e che, come una turista, condensa in quasi 170 pagine. La proiezione concettuale del "non esserci niente" che trasmette una quiete leggermente angosciante in cui tutto quanto era accaduto per l'autrice, anche la vita e la morte, forma un vortice di sensazioni particolari che, lentamente, si sono spostate in un luogo per nulla dissimile alla realtà.
    In una notte dall'aria pulita, i personaggi hanno finito col raccontarsi. Inconsapevolmente, mi hanno aperto il loro cuore e cominciato a parlare come se stessero confidandosi con delle stelle che splendono nello spazio. Avrei preferito però mi raccontassero qualcos'altro. Forse, in questo modo, avrei potuto apprezzarli come si deve.

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    Gresi said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

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    Che strazio!

    Terribilmente e colpevolmente simile ad altri libri della Yoshimoto come Il coperchio del mare o altri che non ho neanche letto (ma sui quali mi sono abbondantemente informata), come L'abito di piume o Amrita, devo dire che batte perfino Delfini in q ...(continue)

    Terribilmente e colpevolmente simile ad altri libri della Yoshimoto come Il coperchio del mare o altri che non ho neanche letto (ma sui quali mi sono abbondantemente informata), come L'abito di piume o Amrita, devo dire che batte perfino Delfini in quanto a bruttezza e insipidità della trama. Sempre le stesse ambientazioni, le stesse storie, gli stessi temi...amori giovanili, morte, tocchi sporadici di sovrannaturale, solitudine, amicizia...bah. Non si è capito francamente dove volesse andare a parare l'autrice con quest'ennesima operetta scialba e monotona. Crede che per un bel po' eviterò i suoi lavori,ormai mi è venuta a noia e lei stessa ha perso lo smalto e la freschezza di un tempo.

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    Mirage said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Boooooohhhhhh

    Già venti anni fa iniziava a delinearsi nella mia mente la constatazione che i successi planetari non fanno per me. E non è snobismo: ne soffrivo già da allora di non trarre godimento da ciò che invece allieta i più. In quegli anni tutti a parlare, s ...(continue)

    Già venti anni fa iniziava a delinearsi nella mia mente la constatazione che i successi planetari non fanno per me. E non è snobismo: ne soffrivo già da allora di non trarre godimento da ciò che invece allieta i più. In quegli anni tutti a parlare, scrivere e osannare 'sta Banana, mi sembrò quindi il minimo appurare di persona e illuminare l'intelletto e il cuore con cotanto talento letterario. Non ricordo nulla né della trama né del linguaggio, ricordo però chiaramente il pensiero che sorse spontaneo e raggiunse le mie labbra alla fine della breve lettura: "boooooohhhhhh".

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    Cecilia said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tsugumi: la protagonista raccontata attraverso gli occhi e la voce narrante di Maria.

    Dopo aver letto il deludente "L'abito di piume", questo breve romanzo, che potrei quasi definire un Bildungsroman, mi è decisamente piaciuto.
    L'ambientazione in questo paesino sul mare del Giappone, la storia di un'amicizia profonda, di un matrimoni ...(continue)

    Dopo aver letto il deludente "L'abito di piume", questo breve romanzo, che potrei quasi definire un Bildungsroman, mi è decisamente piaciuto.
    L'ambientazione in questo paesino sul mare del Giappone, la storia di un'amicizia profonda, di un matrimonio che grazie all'attesa diventa perfetto, le trasferte a Tokyo: tutti questi elementi mi hanno trasportata in un bellissimo mondo orientale.
    Tra l'altro, ho trovato fantastico l'escamotage di raccontare la storia di Tsugumi attraverso la voce e gli occhi di Maria. Consigliatissimo.

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    Fexxonji said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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    Federica: non si muove albert non si muove
    Albert: tranquilla mon amour, lui ha appena cominciato a portare la roccia su, non c'è fretta.
    Federica: Lo so. ma se quando lui ha fatto io sto ancora bloccata? perche sto coso non si muove cazzo?
    Albert: ...(continue)

    Federica: non si muove albert non si muove
    Albert: tranquilla mon amour, lui ha appena cominciato a portare la roccia su, non c'è fretta.
    Federica: Lo so. ma se quando lui ha fatto io sto ancora bloccata? perche sto coso non si muove cazzo?
    Albert: mon amour, vedrai che andrà bene.
    Federica: e come cazzo?
    Albert: vedrai che lui terrà la roccia fino a che non ti sei scansata.
    Federica: dici?
    Albert: sì. Vedrai, non lascerà che la roccia ti travolga.
    Federica: speriamo che è cosi ho un po d ansia
    Albert: hai dei pop corn?
    Federica: ma ti sembra questo il momento?

    Albert si nasconde dietro lo schermo e per un po' non digita più niente. Guarda in alto verso la roccia.

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    (skate) said on Jun 2, 2014 | 1 feedback

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