Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Googled

The End of the World as We Know It

By Ken Auletta

(7)

| Paperback | 9780753522431

Like Googled ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

"Googled" is candid, authoritative and based on extensive research, including in-house at Google HQ where Ken Auletta had unprecedented access. He conducted over 150 interviews at Google with the company's founders and executives and also interviewed Continue

"Googled" is candid, authoritative and based on extensive research, including in-house at Google HQ where Ken Auletta had unprecedented access. He conducted over 150 interviews at Google with the company's founders and executives and also interviewed those in the media who are struggling to keep their heads above water. Crucially, "Googled" is not just a history or reportage: it's forward-looking. Auletta reveals how the media industry is being disrupted and redefined and shows how and why the worlds of 'new' and 'old' media often communicate as if residents of different planets. "Googled" is already being hailed as the definitive work on Google and is a crucial roadmap to how media business may be done in the future.

19 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    "Media companies can be divided in two broad categories: the few who crete waves and the many who ride them or drown"

    Questo libro è un resoconto estremamente preciso e dettagliato, a volte fin troppo dettagliato, dell’evoluzione del Web e del mondo dei media negli ultimi 15 anni, raccontato attraverso la storia di Google.
    Questa azienda è uno dei giganti dell'info ...(continue)

    Questo libro è un resoconto estremamente preciso e dettagliato, a volte fin troppo dettagliato, dell’evoluzione del Web e del mondo dei media negli ultimi 15 anni, raccontato attraverso la storia di Google.
    Questa azienda è uno dei giganti dell'informatica e per molte persone è diventato il principale punto di vista sul mondo. Nata dalle intuizioni di due giovani studenti di Stanford e profondamente intrisa della visione idealistica e libertaria che in quel campus si respira, Google è nata con la missione di usare almeno una parte delle proprie risorse per risolvere o almeno ridurre un certo numero di problemi e rendere il mondo un posot migliore”. Brin e Page, fondatori dell’azienda, sono profondamente convinti delle loro idee ed hanno sfidato tutte le convenzioni stabilendo le proprie regole del gioco e creando un'azienda diversa, dove i dipendenti fossero messi in condizioni di lavorare al meglio e convinti di essere nel luogo di lavoro migliore al mondo. Google ha lasciato a tutti i suoi ricercatori il 20% del loro tempo a disposizione per lavorare a progetti innovativi in totale libertà e questo ha portato in pochissimi anni una quantità di prodotti che hanno letteralmente cambiato la nostra vita e sconvolto il mondo tradizionale dei media e della pubblicità. E' indubbio che Google ha avuto grandissimi meriti nell'aver rafforzato il ruolo dei clienti, democratizzato la diffusione dell'informazione, avvicinato produttori e acquirenti togliendo potere agli intermediari ma ha anche aperto la strada ad un sistema che espone tutti a grandissimi pericoli di riduzione della libertà. Con l'ingenuità e l'arroganza tipica dei "tecnici", Google si è posta come obiettivo quello di raccogliere la maggior quantità possibile di informazioni sui suoi utenti in modo da poter fornire loro servizi ottimizzati per le loro esigenze. La loro fiducia sulla scienza, sui dati e sui loro algoritmi matematici è tale da non riuscire a capire le critiche che gli arrivano per le minacce alla privacy e i timori sul loro dominio sul mercato della ricerca. Dall'esterno possono sembrare dei "paraculi" quando fanno la faccia stupita alle accuse di invadenza nella privacy delle persone, ma sono veramente convinti della loro missione e si offendono se qualcuno pensa che loro possano utilizzare i dati raccolti contro gli interessi degli utenti. Il problema è che prima o poi i fondatori dovranno passare la mano e bisognerà capire se i loro successori avranno le stesse idee su cosa è legittimo fare dei dati raccolti.

    Mi rendo conto che lunghe parti di questo libro possono risultare aride e noiose ai non addetti ai lavori ma per chi ha assistito ai primi seminari di Tim Barners Lee ed ha vissuto dall'interno questi 15 anni che hanno cambiato la società è un resoconto informato, scevro di ogni forma di adulazione, abbastanza imparziale e stimolante che mette nella giusta luce i meriti della tecnologia ed i pericoli che queste pongono alla democrazia.

    Is this helpful?

    cloudbuster said on Dec 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante, ma faticoso

    Da estimatore di Google non posso che trovare interessante conoscere alcuni cenni sulla sua storia e la sua evoluzione negli anni, ma questo libro eccede un po' troppo nelle dissertazioni sui fatti e rende la lettura assai pesante e faticosa.

    Is this helpful?

    Alessio Marzo said on Apr 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante e utile, per arricchire e completare la conoscenza dell'impresa Google e del suo devastante impatto sul mercato pubblicitario (i soldi vengono da lì), ma anche per far luce sulla forma mentis ingegneristica, dei "fondatori" (così li chia ...(continue)

    Interessante e utile, per arricchire e completare la conoscenza dell'impresa Google e del suo devastante impatto sul mercato pubblicitario (i soldi vengono da lì), ma anche per far luce sulla forma mentis ingegneristica, dei "fondatori" (così li chiama l'autore) e dei loro collaboratori.
    Il libro è pieno di episodi che mettono in luce l'incolmabile abisso che separa coloro che riescono a pensare e ad agire esclusivamente secondo una logica numerica e algoritmica (l'unica "giusta") e tutti gli altri.
    La cosa è poi tanto più interessante se si pensa che il motto di Google contiene un'esortazione morale, "Don't be evil", che suona come una ammissione di possibile fallibilità messa lì dove normalmente ci si preoccupa di proclamare la propria forza.
    Se Google riuscirà a mantenere inalterata questa formula micidiale che unisce razionalità assoluta e scrupolo morale credo che siano molto pochi i competitor in grado di minacciarne la supremaziona.

    Is this helpful?

    lucavitt said on Jan 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno studio di google dalla prospettiva del business dei media e dei nuovi media

    Ken Auletta ha scritto un libro molto interno sia a google che in generale alla silicon valley e all'intero business dei media. E' costruito quasi interamente su interviste ai fondatori e ceo e ad altri attori e protagonisti sia dell'industria dei me ...(continue)

    Ken Auletta ha scritto un libro molto interno sia a google che in generale alla silicon valley e all'intero business dei media. E' costruito quasi interamente su interviste ai fondatori e ceo e ad altri attori e protagonisti sia dell'industria dei media che della silicon valley. Quindi si può dire che il libro esplora principalmente i motivi dello straordinario successo economico di google; il suo impatto sul business dei media e della pubblicità; e la sua organizzazione interna, i problemi manageriali, le contese con altre imprese attive nel settore etc.
    Tra le cose che ho trovato più interessanti: sicuramente il rapporto con la pubblicità ed in particolare con i modelli di vendita degli spazi pubblicitari. Google introduce una prospettiva ingegneristica ed efficientista, matematica appunto, alla vendita degli spazi pubblicitari causando proprio con questa precisione un crollo delle tariffe pagate per la pubblicità (il modello della televisione si fondava su quella che gli insiders definivano la magia' del non sapere esattamente perchè o come la pubblicità funzionava, google adsense misura assolutamente tutto con precisione).
    Infatti il libro insiste molto su questa cultura ingegnerista e quantitative di google e il contrasto col vecchio modello di pubblicità. Leggere questo libro mi ha fatto rendere ancora più conto dell'importanza della pubblicità nel web 2.0 (e il fatto che sia proprio affidarsi alla pubblicità come meccanismo principe della 'monetizzazione' di Internet possa portare ad una svalutazione dei contenuti creati da utenti ritenuti dagli inserzionisti non affidabili)
    Più ovvia e risaputa la parte sulla cultura interna di google, i bonus e i trattamenti speciali per gli ingegneri, anche se mi ha colpito molto in particolare l'ostilità degli investitori (attori fondamentali anch'essi) nei confronti di questo trattamento della forza lavoro. Risaputa anche l'importanza del modello accademico in questa cultura. Non c'è cenno ovviamente dello scandalo relativo agli scanners di google books e alla segregazione di diverse fasce di lavoratori alla google.
    Per gli addetti ai lavori anche molto interessanti e dettagliati le pagine (tantissine) dedicate appunto all'impatto di Internet su case discografiche e cinematografiche, televisione, stampa e soprattutto pubblicità che le attraversa tutte sulla questione del controllo della distribuzione dei contenuti. Impressionanti le cifre sul crollo dell'audience per i media tradizionali e come conseguenza anche della pubblicità.

    Is this helpful?

    Tiziana Terranova said on Aug 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No, non è un libro che parla di Steve Jobs... e purtroppo si vede. In questo libro si parla di Google, di Sergej Brin e Larry Page, della loro storia ma anche di tante cose che non riguardano principalmente Big G e che appesantiscono, e non poco, la ...(continue)

    No, non è un libro che parla di Steve Jobs... e purtroppo si vede. In questo libro si parla di Google, di Sergej Brin e Larry Page, della loro storia ma anche di tante cose che non riguardano principalmente Big G e che appesantiscono, e non poco, la lettura. Tanta noia. Troppi i riferimenti alla "big economy", poco spazio alla fantasia e poco spazio all'intuizione avuta dai due geni di Mountain View. Un grosso malloppo di carta, scritta fitta fitta, con tantissimi riferimenti a molte macro aziende americane, tanti CEO e scalate miliardarie. No, non era quello che mi aspettavo, ma non posso dire che sia un libro fatto male, è solo troppo carico. Proprio come a volte lo è Google. Per chi vuole sapere tutto ed anche (troppo) di più del colosso di Mountain View, il libro è quasi una Bibbia, ma in ogni caso davvero lungo e snervante in certi punti.
    Un libro che per gli amanti del web, non può mancare nella propria biblioteca.

    Is this helpful?

    Nilo said on Jul 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Denso

    Un saggio molto interessante, ricco di informazioni di prima mano e frutto di un grande lavoro di ricerca. A tratti faticoso perchè troppo (per me) legato alla cultura finanziaria dei media tradizionali americani (tv, giornali, ecc.).

    Numerosi spun ...(continue)

    Un saggio molto interessante, ricco di informazioni di prima mano e frutto di un grande lavoro di ricerca. A tratti faticoso perchè troppo (per me) legato alla cultura finanziaria dei media tradizionali americani (tv, giornali, ecc.).

    Numerosi spunti interessanti per capire la cultura aziendale e la filosofia dei prodotti Google.
    Oltre a essere -ormai- leggermente datato (2010), ha un centinaio di pagine di troppo.

    Is this helpful?

    Alberto said on Feb 26, 2012 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Groups with this in collection