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Gorgia

By Plato

(149)

| Others | 9788817169912

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    Il fantastico multiplo parallelismo tra legislazione e giustizia (che politicamente mantengono il benessere dell'anima e ne correggono i mali) e sofistica e retorica, che rispetto alle prime sono come le seduttive e adulatorie cosmesi e culinaria ris ...(continue)

    Il fantastico multiplo parallelismo tra legislazione e giustizia (che politicamente mantengono il benessere dell'anima e ne correggono i mali) e sofistica e retorica, che rispetto alle prime sono come le seduttive e adulatorie cosmesi e culinaria rispetto alla reale e positiva cura del corpo che compete a ginnastica e medicina. Ma anche la straordinaria figura di Callicle, la sua moderna teoria della naturale morale dei forti e migliori piegata dalla legge della moltitudine dei deboli, il suo spiattellare in faccia al solito Socrate i suoi volgari sofismi efficaci solo perché chi dialoga con lui si vergogna di dire ciò che pensa e perciò cade in contraddizione.

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    nicce said on Nov 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Platone

    Non avevo scritto nulla su Platone prima di ora perché non credevo ve ne fosse bisogno, visti il grado della sua fama e l'immenso numero di pagine a lui dedicato nei secoli addietro e ancora oggi, però ho deciso di farlo, e nonostante questa avesse d ...(continue)

    Non avevo scritto nulla su Platone prima di ora perché non credevo ve ne fosse bisogno, visti il grado della sua fama e l'immenso numero di pagine a lui dedicato nei secoli addietro e ancora oggi, però ho deciso di farlo, e nonostante questa avesse dovuto essere una recensione del "Gorgia" non parlerò affatto di questa opera, proprio perché già è stato fatto ampiamente da altri; il mio intento sarà piuttosto quello di convincere a prendere in mano un volume di questo autore e leggerlo.
    Se la lettura è un'attività svolta da pochi, ancora di meno sono le persone che leggono di propria iniziativa (quindi non perché devono, per motivi scolastici/universitari o altro) e un numero ancora minore legge libri che richiedano un certo impegno, ossia quei libri che rientrano nella categoria - indicativa - dell' "alta letteratura". Specialmente per quanto riguarda i testi filosofici è diffusa la convinzione che siano testi molto difficili da capire, criptici, pesanti, noiosi, lenti: bene, questo è vero, ma soltanto da Hegel in poi. Hegel ebbe la brillante intuizione che darsi delle arie scrivendo in modo che quasi nessuno potesse comprenderlo fosse cosa buona e giusta, come se in questo modo le sue idee riuscissero a diventare le migliori, e i filosofi successivi continuarono su questa strada; per essere considerato un grande filosofo perse di vista quello che per me è l'obiettivo del vero filosofo, cioè quello di ricercare la conoscenza e condividerla con gli altri - evidentemente per raggiungere lo scopo il filosofo deve essere il più chiaro possibile per comunicare a più persone possibili, cosa d'altra parte che si è sempre cercato di fare, fino ad Hegel appunto.
    La tecnica di scrittura di Platone è quella del dialogo (il cosiddetto "dialogo platonico"), in cui un certo numero di persone si trova a discorrere su determinati argomenti per giungere alla verità, alla conoscenza, che sarà alla fine un patrimonio comune, non di Platone soltanto. Quello che più colpisce è l'incredibile semplicità con cui i vari concetti sono esplicati, senza inutili e deleteri ragionamenti volontariamente resi oltremodo intricati; leggendo Platone si entra in contatto con testi aventi più di due millenni ma dalla intatta potenza filosofica, nel senso che sono ancora in grado di darsi vita attraverso il lettore, poiché oltre a essere ancora attuali per i temi trattati sono anche in grado di farsi ancora capire, da chiunque abbia la buona volontà di avvicinarsi ad essi. Leggere Platone è vivere il modo autentico di fare filosofia.

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    Superuomo said on Nov 24, 2012 | Add your feedback

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    Il Platone che ti aspettavi

    Platone è superbo nella scrittura di questo testo che ti "mangia" letteralmente. In una lezione di qualche tempo fa il professor Jacobelli disse che, in non mi ricordo quale società, di quale tempo, i nobili non leggevano ma facevano leggere i propr ...(continue)

    Platone è superbo nella scrittura di questo testo che ti "mangia" letteralmente. In una lezione di qualche tempo fa il professor Jacobelli disse che, in non mi ricordo quale società, di quale tempo, i nobili non leggevano ma facevano leggere i propri schiavi per non essere posseduti mentalmente dallo scrittore: qualcosa che somiglia alla sopraffazione e alla violenza carnale e sessuale pur essendo solamente mentale e fonetica. Credo proprio che è ciò che faccia questo libro: ti possiede, ti mangia e violenta. Leggerlo è prestare il tuo cervello a Platone per poi scoprire di non volerlo più in dietro, sperando che egli ne abusi aprendoti strade, orizzonti inesplorati, semplici e infiniti. Ti porta a spasso con il suo cervello, tenendoti guinzaglio, e ti accorgi che quello morto sei tu mentre egli è vivo in te.

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    Franky said on Sep 28, 2011 | Add your feedback

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    Stilisticamente impeccabile, è davvero interessante per il suo essere profondamente attuale. La sconfitta del male attraverso la lotta alla sua banalizzazione e alla deresponsabilizzazione individuale. Il pensare e il dialogo come strumenti di consap ...(continue)

    Stilisticamente impeccabile, è davvero interessante per il suo essere profondamente attuale. La sconfitta del male attraverso la lotta alla sua banalizzazione e alla deresponsabilizzazione individuale. Il pensare e il dialogo come strumenti di consapevolezza morale. La sua lettura dovrebbe essere resa obbligatoria per legge per chiunque scelga di prendersi responsabilità che ricadono sulla collettività in questo Paese.

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    Aijou said on Jul 10, 2011 | Add your feedback

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    Uno dei dialohi di Platone. Il tema è la retorica. Interessante e piacevole. Anche se un po' ostico.

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    Simone Panizza said on Aug 18, 2010 | 2 feedbacks

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    Stupendo. E chi, arrivato alla fine, ha detto embè? significa che ha letto qualcos'altro! Le risposte non sono alla fine, ma in tutto il dialogo, e siamo noi che dobbiamo trovarle. Nel confronto con gli altri e in tutta la nostra vita. Questo ci esor ...(continue)

    Stupendo. E chi, arrivato alla fine, ha detto embè? significa che ha letto qualcos'altro! Le risposte non sono alla fine, ma in tutto il dialogo, e siamo noi che dobbiamo trovarle. Nel confronto con gli altri e in tutta la nostra vita. Questo ci esorta a fare Socrate/Platone.

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    Silvia said on Apr 25, 2008 | Add your feedback

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