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Gottland

Di

Editore: Nottetempo (Cronache)

4.1
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8874522002 | Isbn-13: 9788874522002 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marzena Borejczuk

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Con un talento narrativo che possiedono solo i grandi reporter come Kapuscinski o Terzani, capaci di raccontare la realtà con il fascino della finzione, lo scrittore polacco Mariusz Szczygiel esplora la storia cecoslovacca novecentesca e le sue zone d’ombra attraverso personaggi “secondari”. Scopriamo cosí come l’irresistibile ascesa dell’impero economico delle scarpe Bata sia partita dall’intraprendenza di un calzolaio di Zlín. O quali siano la vicenda tragicomica e i retroscena della costruzione e distruzione della piú grande statua di Stalin al mondo; o la storia dell’attrice Lída Baarová, che prese il tè con Hitler e fece innamorare Goebbels; o, ancora, l’intervista di Milena Jesenská (il grande amore di Kafka) a un contadino filosofo. E poi, che avrà pensato il vignettista che alla fine del 1968 augurò ai lettori “un felice Natale 1989”? E che cos’è Gottland, la Terra di Karel Gott, il “Presley e Pavarotti ceco”? Indimenticabile, poi, la figura di Vera, nipote di Kafka, che oppone la sua caparbia riservatezza all’assedio del mito kafkiano.
Il testo è accompagnato dalle bellissime immagini del fotografo ceco Pavel Stecha.
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  • 5

    Bellissimo affresco della storia della repubblica ceca del secolo scorso. È una raccolta di reportage , ma si legge quasi come un romanzo , e le storie , solo apparentemente slegate tra loro, si ricongiungono e mostrano un quadro d'insieme completo . Vincitore dell'european book prize 2009. E ce ...continua

    Bellissimo affresco della storia della repubblica ceca del secolo scorso. È una raccolta di reportage , ma si legge quasi come un romanzo , e le storie , solo apparentemente slegate tra loro, si ricongiungono e mostrano un quadro d'insieme completo . Vincitore dell'european book prize 2009. E ce credo!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro assai bizarro che ho letto un poco per volta.
    Storie incredibili (ma vere) dei bei vecchi tempi in Cecoslovacchia : molto humor nero e ironia a profusione per sopravvivere alla follia dittatoriale.
    Assai consigliato se amate la repubblica Ceca o la Slovacchia, moderatamente c ...continua

    Un libro assai bizarro che ho letto un poco per volta.
    Storie incredibili (ma vere) dei bei vecchi tempi in Cecoslovacchia : molto humor nero e ironia a profusione per sopravvivere alla follia dittatoriale.
    Assai consigliato se amate la repubblica Ceca o la Slovacchia, moderatamente consigliato se pensate che ci voglia un pizzico di follia per sopravvivere, sconsigliato se cercate avventura o sentimentalismo! E, verso la fine, una assurda storia su Kafka obbligatoria da leggere per chi crede che nel detto 'Nessuno è profeta in patria' si manifesti una palese verità.

    ha scritto il 

  • 4

    MrszSzczgl

    Il numero e l'accostamento delle consonanti del nome e cognome dell'autore, il polacco Mariusz Szczygiel, puo' inizialmente suggerire di seguire il suggerimento di uno degli industriali Bata che, come riportato nel libro stesso, sconsigliava di leggere i romanzi russi perchè portano alla depressi ...continua

    Il numero e l'accostamento delle consonanti del nome e cognome dell'autore, il polacco Mariusz Szczygiel, puo' inizialmente suggerire di seguire il suggerimento di uno degli industriali Bata che, come riportato nel libro stesso, sconsigliava di leggere i romanzi russi perchè portano alla depressione.
    Invece l'autore, dalla biografia estrememente interessante (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Mariusz_Szczygie%C5%82) ha doti di empatia e umorismo e questa descrizione di storie e personaggi della, ormai inesistente, Repubblica Cecoslovacca si legge senza tristezza ma senza dimenticare che gli sfortunati sono passati dall'occupazione nazista a quella staliniana senza soluzione di continuità, con una primavera nel 1969 ma seguita dall'inverno.
    Uno degli episodi che mi restano piu' nella memoria è quello in cui l'adolescente Jarkà Moserovà, negli USA con una borsa di studio, nel 1947 vuole chiaccherare con una sua compagna di studi di colore in un autobus nella Carolina del Nord, la giovane di colore per rispettare l'apartheid non si vuole sedere con Jarkà che allora la segue sui sedili posteriori, cosa proibità a chi non possedeva sangue "nero" provocando la tesa reazione degli altri passaggerri con cui si giustifica spiegando di provenire dalla Cecoslovacchia.

    ha scritto il 

  • 2

    Secondo libro letto perchè dovevo valutare anche questo finalista al Premio letterario Giuseppe Acerbi dedicato quest'anno agli scrittori della Polonia. Sarebbe stato difficile fare peggio dell'altro libro finalista Morte a Breslavia che è proprio pessimo ed in effetti questo si lascia leggere c ...continua

    Secondo libro letto perchè dovevo valutare anche questo finalista al Premio letterario Giuseppe Acerbi dedicato quest'anno agli scrittori della Polonia. Sarebbe stato difficile fare peggio dell'altro libro finalista Morte a Breslavia che è proprio pessimo ed in effetti questo si lascia leggere con un certo interesse. L'autore, polacco, racconta la Cecoslovacchia del primo novecento attraverso le storie di alcuni protagonisti minori del mondo produttivo, artistico, letterario del paese. La storia più edificante è quella di Bata, il fondatore dell'omonima azienda di scarpe. Partito come povero ciabattino ha un'intuizione geniale che trasforma una difficoltà in un'oppportunità e da lì, per merito anche della capacità di non scoraggiarsi mai, costruisce un impero. Originali alcune sue prese di posizione come quella di costruire e regalare case agli operai per evitarne la sindacalizzazione.
    Non tutte le storie presenti nel libro sono intriganti come questa. La scrittura poi, forse anche per via della traduzione, non è fluida come si auspicherebbe. http://leggereconpiacere.blogspot.com/2011/07/gottland-mariusz-szczygiel.html

    ha scritto il 

  • 4

    Abbiamo sconfitto il caos

    Concludo in questo istante Gottland, di Mariusz Szczygiel (traduzione di M. Borejczuk).
    È notte. È estate ma sembra autunno. Anche il libro è un po’ così e confonde le carte. Non si sa più da che parte guardare, si è dentro a qualcosa. Si ha la testa piena di dettagli. Tutti i dettagli form ...continua

    Concludo in questo istante Gottland, di Mariusz Szczygiel (traduzione di M. Borejczuk).
    È notte. È estate ma sembra autunno. Anche il libro è un po’ così e confonde le carte. Non si sa più da che parte guardare, si è dentro a qualcosa. Si ha la testa piena di dettagli. Tutti i dettagli formano un insieme complesso e ricco e ben inquadrato. Ma è troppo bello fermarsi sui dettagli, almeno per me, e così non riesco a vederne l’insieme. Forse mi servirebbe una rilettura.
    È un libro divertente, e il fatto che lo sia è paradossale, perchè narra della Repubblica ceca sotto il regime, e lo fa in modo disincantato, argomentato, severo quanto serve. È un libro ben scritto, una scrittura densa di fatti, di carne mi verrebbe da dire, no anzi, una scrittura piena di domande e di ricerche e qualche risposta mai servita ma sempre nascosta tra i fatti. Allora forse carne non è la parola giusta, è una scrittura chiara, schietta, irriverente. Una scrittura che, magari per mio amore personale magari per temi trattati, associo al Cataluccio del Vado a vedere se di là è meglio e al Kundera dei libri “didattici”. È un libro, questo di Szczygiel, che insegna tante cose senza volerle insegnare, che dice e apre mondi che vanno poi approfonditi, è un libro di aneddoti storici, è un libro di persone, anzi, di Persone, con un nome un cognome una storia o magari solo un ritratto, un capitoletto, il tempo di una chiacchierata, il tempo di una porta sbattuta in faccia. È un libro complessivamente incompleto e proprio per questo aperto. (desidero però far notare che ogni capitoletto è chiuso con grande maestria, ognuno ci dona di quei finali al bacio, quelli che si può poggiare il libro e gustarsi l’ultima frase).

    ha scritto il 

  • 5

    pagina ventiquattro
    Durante la pausa gli uomini e le donne possono fare ciò che vogliono, tuttavia si raccomanda di:
    1) distendersi sull'erba nella piazza del Lavoro (ogniqualvolta il tempo è bello);
    2) non abbandonarsi all'ozio (la cosa migliore sarebbe leggere, con un ...continua

    pagina ventiquattro
    Durante la pausa gli uomini e le donne possono fare ciò che vogliono, tuttavia si raccomanda di:
    1) distendersi sull'erba nella piazza del Lavoro (ogniqualvolta il tempo è bello);
    2) non abbandonarsi all'ozio (la cosa migliore sarebbe leggere, con una riserva però: NON LEGGETE ROMANZI RUSSI - recita l'adagio, concepito da Bata, vergato sul muro del feltrificio. Perché? La risposta di Bata campeggia sul muro del gommificio: I ROMANZI RUSSI UCCIDONO LA GIOIA DI VIVERE)

    pagnia centonovantaquattro
    "Ero arrivata ad avere paura di tutto, persino di aspettare il tram. Nella mia testa vedevo il macchinista scendere e dirmi: 'Signora Kubisovà, lei non ha diritto di salire. Questo tram non è per lei!'
    "Un giorno ero a casa da sola. Pensai: 'Apro il gas'.
    "Non posso avere un figlio
    "Non posso cantare.
    "Non posso nemmeno divorziare normalmente!
    "Fu allora che avvertii in me una forza. Quel genere di forza che ci trasmettono gli animali. Guardai i miei cani. 'Mio Dio,' pensai. 'Che ne sarà di loro?' E mi riscossi.
    "Anche Hrabal, mentre scarrozzava per Praga sul tram numero 17, attingeva la sua forza dagli animali. Lessi da qualche parte che nel suo caso si trattava di cigni. Il 17 passa lungo il corso della Moldava".

    ha scritto il 

  • 5

    A metà strada tra reportage giornalistico, saggio storico e racconto, Gottland è un libro divertente e assolutamente imperdibile che ci fa toccare con mano le assurdità di un regime che fa della manipolazione della realtà, del discredito gettato su persone più o meno note, (Roberto Saviano oggi ...continua

    A metà strada tra reportage giornalistico, saggio storico e racconto, Gottland è un libro divertente e assolutamente imperdibile che ci fa toccare con mano le assurdità di un regime che fa della manipolazione della realtà, del discredito gettato su persone più o meno note, (Roberto Saviano oggi parlerebbe di “macchina del fango”) la sua arma principale.
    Continua su http://www.libriconsigliati.it/2010/12/gottland-di-mariusz-szczygiel/

    ha scritto il 

  • 4

    Col gas al minimo si cuociono le cose delicate.

    E' un gioco difficile quello di raccontare un paese, un'epoca e uno spaventoso dramma collettivo con un rosario di storie minime che scorrono rapide, apparentemente senza sfiorarsi mai. Bisogna arrivare fino all'ultima pagina di questo reportage che si legge come un romanzo per capire cosa c'entr ...continua

    E' un gioco difficile quello di raccontare un paese, un'epoca e uno spaventoso dramma collettivo con un rosario di storie minime che scorrono rapide, apparentemente senza sfiorarsi mai. Bisogna arrivare fino all'ultima pagina di questo reportage che si legge come un romanzo per capire cosa c'entrano con il presente una fabbrica di scarpe che conquista il mondo e uno scrittoruncolo voltagabbana che scrive sempre per chi vince.

    ha scritto il