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Gracias

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Publisher: El Aleph

3.4
(1215)

Language:Español | Number of Pages: 96 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 8476698364 | Isbn-13: 9788476698365 | Publish date:  | Edition 1

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Sorting by
  • 4

    Dedicato a Stefano Benni.

    Monologo di un ricevimento di un premio.
    Mi fa sorridere ssempre Pennac.
    Mi fa riflettere sempre Pennac.
    Sono contento di averlo letto.
    Sono contento di averlo riletto.
    Forse sono l'uomo che sono, nel ...continue

    Monologo di un ricevimento di un premio.
    Mi fa sorridere ssempre Pennac.
    Mi fa riflettere sempre Pennac.
    Sono contento di averlo letto.
    Sono contento di averlo riletto.
    Forse sono l'uomo che sono, nel bene e nel male, anche grazie alla lettura dell'opera di Monsieur Pennacchioni.
    Buone letture.
    BUONAVITA!

    said on 

  • 5

    “avete fatto caso che si ringrazia sempre molto, mai poco: “molte grazie” ,si. “ poche grazie” , no.”

    Recente dialogo tra me e una mia cara amica neolaureata:
    -Lei: “Il mio relatore ha detto che dovrei evitare di mettere i ringraziamenti finali nella tesi perché sono volgari, stucchevoli e superflui.” ...continue

    Recente dialogo tra me e una mia cara amica neolaureata:
    -Lei: “Il mio relatore ha detto che dovrei evitare di mettere i ringraziamenti finali nella tesi perché sono volgari, stucchevoli e superflui.”
    -Io: ”Nooooooo, ma i ringraziamenti sono la parte più bella!”
    Questo era prima che leggessi questo breve testo di Pennac. Adesso credo che quando arriverà il momento dei miei di ringraziamenti (per quanto temo che ci vorrà ancora parecchio tempo) saprò affrontarli sicuramente meglio.
    Ho trovato incredibile il fatto che in circa settanta pagine l’autore sia riuscito a ringraziare tutti, senza mai ringraziare veramente nessuno. Con il suo fare ironico e impacciato Pennac ha descritto l’utilità e la frivolezza dei ringraziamenti, quanta importanza si dia alla parola grazia e quanto in realtà si sottovaluti.
    Sarà dunque paradossale ma ci terrei a ringraziare Daniel Pennac per avermi insegnato a dire grazie tutti i giorni senza mai dirlo ufficialmente.

    said on 

  • 3

    Bah...

    Un libro sul ringraziamento. No, non sulla festività tutta statunitense. Sul ringraziamento come gesto, come genere a sè stante di interazione.

    Un monologo con qualche uscita divertente, ma poco più. ...continue

    Un libro sul ringraziamento. No, non sulla festività tutta statunitense. Sul ringraziamento come gesto, come genere a sè stante di interazione.

    Un monologo con qualche uscita divertente, ma poco più.

    Pennac, mio caro Pennac, ma che mi combini?

    said on 

  • 5

    Pennac compone un monologo scritto per il teatro: il testo è brillante, vivace, sorprendente ed ironico. Un sentito omaggio ai suoi lettori, un'occasione per riflettere sul significato di "ringraziame ...continue

    Pennac compone un monologo scritto per il teatro: il testo è brillante, vivace, sorprendente ed ironico. Un sentito omaggio ai suoi lettori, un'occasione per riflettere sul significato di "ringraziamento" con intelligenza.

    said on 

  • 1

    Beh, se Pennac non fosse stato Pennac ma uno scrittore alle prime armi e avesse presentato questo libiro ad uno o più autori, avrebbe sicuramente continuato ad essere una persona che sogna di fare lo ...continue

    Beh, se Pennac non fosse stato Pennac ma uno scrittore alle prime armi e avesse presentato questo libiro ad uno o più autori, avrebbe sicuramente continuato ad essere una persona che sogna di fare lo scrittore...

    said on