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Gradazioni di vitalità

L'arazzo del romanzo

By A.S. Byatt

(41)

| Mass Market Paperback | 9788874522446

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Book Description

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  • 2 people find this helpful

    gradazioni

    Lo splendido titolo di questo breve saggio ci trasporta immediatamente in una dimensione letteraria e poetica tipica di certa buona critica appassionata. E il contenuto del saggio non delude. Un percorso nel romanzo a dipanare un filo che, a partire ...(continue)

    Lo splendido titolo di questo breve saggio ci trasporta immediatamente in una dimensione letteraria e poetica tipica di certa buona critica appassionata. E il contenuto del saggio non delude. Un percorso nel romanzo a dipanare un filo che, a partire da un senso di spiritualità più indotta e piatta, insegue il senso di ispirazione più profonda con senso lirico ma anche pragmatico. Un libello che si rivela una bellissima parentesi in una giornata di pioggia, da tenere a portata di mano per consultarlo spesso.

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    Eleomora said on Sep 30, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'arte di fabbricare persone

    "C'è un momento significativo - una sorta di rito di passaggio - nella vita di ogni scrittore, ed è quando lui o lei si rende conto che i personaggi sono fatti di parole". Una premessa senza dubbio eccitante per un excursus altrettanto allettante. La ...(continue)

    "C'è un momento significativo - una sorta di rito di passaggio - nella vita di ogni scrittore, ed è quando lui o lei si rende conto che i personaggi sono fatti di parole". Una premessa senza dubbio eccitante per un excursus altrettanto allettante. La Byatt, che di romanzi ne ha scritti diversi e anche piuttosto interessanti, parla di come quello che definisce arazzo: "I singoli personaggi sono parte di un tessuto di parole, simile ad un arazzo, e le parole che creano le diverse persone sono connesse alla trama di tutte le altre parole".

    Una meccanica che, negli ultimi due secoli di romanzo occidentale, è venuta via via trasformandosi rispetto al baluardo millenario della nostra letteratura: la Bibbia...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/byatt-antonia-susan-…

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    Monnalisa said on Aug 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come il "Verbum caro factum est" si trasformi nei romanzi in "Caro verbum facta est". Ottima pausa di riflessione, utile anche per ritrovare o riscoprire autori fondamentali in mezzo a tante letture indotte.

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    Romeomuratori said on Dec 23, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "c'è un momento significativo- una sorta di rito di passaggio- nella vita di ogni scrittore, ed è quando lui o lei si rende conto che i personaggi sono fatti di parole. i singoli personaggi sono parte di un tessuto di parole, simile a un arazzo, e le ...(continue)

    "c'è un momento significativo- una sorta di rito di passaggio- nella vita di ogni scrittore, ed è quando lui o lei si rende conto che i personaggi sono fatti di parole. i singoli personaggi sono parte di un tessuto di parole, simile a un arazzo, e le parole che creano le diverse persone sono connesse alla trama di tutte le altre parole. le parole di un libro sono quelle disponibili nell'epoca in cui viene scritto, allo stesso modo in cui il tessitore si limita alle tinte, e perfino alle idee sulle sembianze umane, animali e vegetali in uso nella sua epoca"

    breve ed elegante.

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    fiamma said on Nov 3, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Il romanzo al di là del cristianesimo

    A.S. Byatt pratica l'arte del romanzo in una forma apparentemente tradizionale e quasi ottocentesca: i suoi personaggi sono indubitabilmente a tutto tondo e si muovono in una realtà che non ha nulla di allusivo o di metafisico, che non è affatto il m ...(continue)

    A.S. Byatt pratica l'arte del romanzo in una forma apparentemente tradizionale e quasi ottocentesca: i suoi personaggi sono indubitabilmente a tutto tondo e si muovono in una realtà che non ha nulla di allusivo o di metafisico, che non è affatto il mondo di Kafka o di Beckett. E' la corposissima realtà di un periodo storico ricostruito sempre con maniacale precisione , con la sua estetica e la sua ideologia, le sue utopie e suoi conflitti, i suoi miti e le sue certezze scientifiche. In questa realtà, i destini dei personaggi, quasi sempre , si profilano restando aperti o enigmatici; non sono interessanti perché racchiudano una qualche lezione morale , perché suggeriscano "il vero senso della vita", ma per la loro complessità, che ci invita a riflettere sulla complessità di tutti i processi e di tutti i fenomeni nei quali siamo , nel corso della nostra esistenza, coinvolti. Non c'è dunque nulla di strano nel fatto che il filo conduttore dell'excursus che Byatt propone in questo libro in due secoli di romanzo occidentale sia proprio il concetto di complessità. Balzac e Dostoevskij, avvicinando la letteratura al paradigma delle arti figurative, traducono la complessità del reale in immagini: quadri rembrandtiani per Dostoevskij, l'immenso "arazzo tridimensionale" della Commedia umana per il romanziere francese. Per Balzac come per Dostoevskij tali immagini si collocano ancora nel contesto di una cultura cristiana ; anche se la filosofia e la scienza moderna hanno già cominciato a mettere in discussione il cristianesimo, il linguaggio e i valori della Bibbia permeano ancora il mondo del principe Miskin non meno di quello delle cortigiane e dei fuorilegge di Balzac. Avanzando nel Novecento, le cose cambiano: alla visione cristiana subentra il vitalismo paganeggiante di Lawrence, o la realtà di Thomas Mann condizionata- anche nella sua dimensione spirituale.- dalla malattia. Alla centralità dell'anima, subentra la centralità del sesso e della morte , i temi che trionferanno, ad esempio, nella narrativa di Saul Bellow e di Philip Roth . Procedendo verso i nostri giorni, Byatt constata che entra in crisi anche l'antica metafora dell'opera d'arte come dispositivo visivo per guardare i mondo , lente privilegiata per cogliere gli intrecci del reale e studiare il rapporto tra l'uomo e l'infinito. "Il mondo dei romanzi di Roth e di Thirlwell - nota la scrittrice - non è circondato da finestre trasparenti dalle quali si può vedere il cielo. E' un mondo fatto di specchi e di schermi televisivi,nei quali vedi il tuo stesso corpo, o i corpi equivalenti dei reality show e di celebrità fantasma." La conclusione , senza essere sconsolata o, come si diceva negli anni sessanta, "apocalittica", non pecca di superficiale ottimismo: " E' interessante ragionarci sopra, ma è difficile non sperimentare tutto ciò come riduttivo."

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    Mariolina Bertini said on Jul 5, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (41)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Mass Market Paperback 60 Pages
  • ISBN-10: 8874522444
  • ISBN-13: 9788874522446
  • Publisher: Nottetempo (Gransasso, 23)
  • Publish date: 2010-06-xx
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