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Gramática de la fantasía

introducción al arte de inventar historias

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4.4
(1014)

Language:Español | Number of Pages: 175 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , English , Chi traditional , Catalan , Greek

Isbn-10: 848453958X | Isbn-13: 9788484539582 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Education & Teaching , Non-fiction , Reference

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Book Description
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  • 5

    Capita che ai bambini si riconosca solo a parole la possibilità di crescere, non permettendo un approccio al mondo della conoscenza che sarebbe loro pù congeniale.
    Se penso che Gianni Rodari avrebbe p ...continue

    Capita che ai bambini si riconosca solo a parole la possibilità di crescere, non permettendo un approccio al mondo della conoscenza che sarebbe loro pù congeniale.
    Se penso che Gianni Rodari avrebbe potuto essere un mio insegnante, mentre alle scuole elementari mi sono trovato a ricopiare cornicette e a scrivere dettati, invece di creare disegni o inventare storie!...
    Già, la sua fantasia, ma soprattutto, quella dei bambini, a lui tanto cara!
    Come in tante altre pubblicazioni di Rodari è possibile qui affrontare temi quali il gioco, l’utilizzo appunto della fantasia nell’uso della parola o l’origine delle fiabe e la loro importanza nel mondo dei bambini.
    In anni ormai andati, ho avuto la fortuna di passare un po’ del mio tempo giocando con i soldatini assieme a mio figlioi e ricordo ancora il “suo” modo di chiamarli, uno per uno.
    Così, quello che ai miei occhi di adulto era un soldato armato con una grossa ascia, per lui era molto più efficacemente un “ammazzatesta”!
    Quanto alle favole, che in tempi remoti ricordavano fatti realmente accaduti e che sono poi rimaste a lungo legate alla sfera del mito, una volta venuto meno questo, è stata la parte fantastica a restare, un po’ come è avvenuto per i giocattoli: in origine legati al culto, spesso oggetti d’uso apotropaico, di cui le bambole sono l’esempio più evidente.
    Pur con il passare del tempo, la fiaba ha mantenuto comunque il proprio valore di iniziazione.
    E’ stato così per il bambino preistorico che diventava adulto, lo è per quello di oggi che, proprio grazie alle fiabe, esplora e conosce il mondo dei grandi.
    Basta chiedersi perché, quando i bambini iniziano a giocare, usano l’imperfetto: “io ero il re e te la matrigna”.
    Forse perché è così anche per le favole, che iniziano con l’imperfetto “c’era una volta”?
    Non è un primo modo per esplorare tempo e spazio quel “c’era una volta, in un paese lontano lontano…”?
    Che cosa magnifica spostarsi, arrivare là dove si vuole essere, con un semplice “cammina cammina”!
    Le fiabe servono ai bambini per entrare nella vita, nel modo che è loro possibile.
    L’insegnamento lasciato da Rodari, ma lui di sicuro storcerebbe la bocca nel sentir parlare di insegnamenti ed insegnanti, è che l’immaginazione va stimolata sempre, in ogni caso, per non avere poi degli adulti meri esecutori.
    Servono donne e uomini creativi, non maestri trasmettitori di sapere, ormai facilmente sostituibili da motori di ricerca, trainer e tutor di ogni tipo.
    I bambini ed il mondo hanno bisogno di animatori di creatività, adulti in grado di inventare nuove storie e magari di proseguirne una appena iniziata, con un fantastico, geniale “una sedia correva a prendere il tram…”.

    said on 

  • 5

    guida indispensabile

    un capolavoro indispensabile per chi ha a che fare con ragazzi e bambini, lettura consigliata anche a tutti, per riscoprire un pezzettino di infanzia

    said on 

  • 5

    Salagadula megicabula anobbidi-bobbidi-bu ..........

    Gianni Rodari era ed è un maestro.
    Era, perché effettivamente è stato un maestro elementare, ed è perché la sua creatività viene tramandata nelle sue storie, nei suoi scritti e pensieri, nelle sue p ...continue

    Gianni Rodari era ed è un maestro.
    Era, perché effettivamente è stato un maestro elementare, ed è perché la sua creatività viene tramandata nelle sue storie, nei suoi scritti e pensieri, nelle sue parole che continuano a volare.
    E’ un maestro delle parole, ne ha compreso il fascino, ci ha giocato e poi le ha cullate, accarezzate, le ha rese disponibili in tutta la loro meraviglia a grandi e bambini ... ha avvicinato dei mondi.
    Le fiabe avvicinano, colmano distanze…

    Questo è un libro che ci fa soffermare su quello che abbiamo di prezioso, qualcosa che non è materiale e proprio per questo nessuno ci può togliere… la capacità di creare, l’immaginazione.
    Con lui ecco che le favole non restano più una cosa da bambini, ma bene necessario ed inestimabile per tutti, diventano il mezzo con il quale viaggiare, creare, guardare oltre, esplorare senza alcuno strumento materiale, solo utilizzando le cose più belle che abbiamo a disposizione: la nostra immaginazione ed i cinque sensi…
    Un profumo, un sapore, qualsiasi cosa di fronte ai nostri occhi, una parola pensata od ascoltata… tutto può trasformarsi in storia… e l’impossibile diventare possibile.
    E quando si ascolta una fiaba, tutti i nostri sensi si affinano.
    A distanza di anni la ricorderemo, ma ricorderemo anche il volto ed i gesti di chi ce l’ha raccontata, i profumi che avevamo intorno, il luogo o il gusto di quel che stavamo mangiando.
    Le fiabe sono un catalizzatore di ricordi…

    Le storie possono arrivare nella nostra mente da qualsiasi direzione, da due parole prese a caso o da una vecchio racconto riambientato in un altro tempo o in un altro luogo, da termini inventati, da immagini…
    Anche noi… anche qui… anche Anobii potrebbe diventare storia fantastica :)))

    ...Si potrebbe inventare un racconto attraverso lo storpiamento di parole.
    Ad esempio la traccia potrebbe essere
    ...nel regno dell'oltretomba, per deliziare l’annoiato dio egizio Anubi, ormai stravecchio e strasordo, i suoi servitori cominciarono a raccontargli le avventure del mondo librario di Anobii.
    Ma lui, sordo com'era, capì male le parole ed andò su tutte le furie quando gli venne riferito di ‘anubiani’ arrabbiati perché ‘Anubi’ non funziona…e di ’Anubi’ gestita da ‘Mondatori’…
    <<ma come>> griderebbe << io non funziono! Ma come si permettono!
    E poi non conosco alcun dio ‘Monda-tori’… l’unico dio toro che conosco è Api!!>>…. eccetera

    ….o si potrebbe inventare un lungo racconto un pezzetto alla volta, concatenando gli avatar di ognuno… volti, disegni, figure geometriche, piante e cieli.
    Un po’ come facevano i cantastorie….

    … o si potrebbe creare una storia ambientata nel futuro.
    'Anobiani nello spazio’, mi suona bene....

    …o potrebbe esserci un folletto in grado di materializzare i nostri nickname.
    Ognuno di noi potrebbe ritrovarsi in luoghi diversi a seconda del proprio nome...chi in un’opera lirica, chi in un personaggio del ‘500. chi in un viaggiatore, chi in un albero o astro celeste…
    Io, 3011, potrei finire nella pagina di un’agenda al 30 novembre, o chiamata come numero di volo aereo, o su un contachilometri di un’auto. Chissà che avventure…

    Fermatemi vi prego….

    said on 

  • 0

    Fantástico y precioso libro de Rodari, con un montón de pistas y de ideas para aplicar a tu trabajo con los niños. Ensencial para todo cuentista. Una maravilla

    said on 

  • 5

    Fra Rodari e novalis, raccontare le storie ai bambini.

    Leggi la mia recensione!
    http://cms.stardustreview.webnode.it/news/gianni-rodari-grammatica-della-fantasia1/

    said on 

  • 5

    Introduzione all'arte di inventare storie.

    Penso ci siano due libri per capire la letteratura e lo "scrivere", uno è questo libro, l'altro è "lezioni americane" di Calvino.
    Se possibile però questo libro è perfino migliore dell'altro. Infatti ...continue

    Penso ci siano due libri per capire la letteratura e lo "scrivere", uno è questo libro, l'altro è "lezioni americane" di Calvino.
    Se possibile però questo libro è perfino migliore dell'altro. Infatti questo libro è di per se stesso "sulla leggerezza" calviniana; in sè racchiude la meraviglia del racconto, il vedere il mondo per la prima volta da prospettive assolutamente originali e "infantili". Questo libro fa venire in mente il motto di Pablo Picasso: "A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino."
    Non esiste cosa più complessa dell'essere semplice, avere un punto di vista di un metro è forse la massima aspirazione di ogni scrittore.
    Consiglio a chiunque la lettura di questo libro assolutamente "fantastico".

    said on 

  • 4

    Un po' datato ma va bene lo stesso. Credo che ai bambini di oggi non è la fantasia che manchi,anzi ne hanno da vendere.Secondo me il pendolo dell'educazione e' spostato più' verso la "fantasia,lasciam ...continue

    Un po' datato ma va bene lo stesso. Credo che ai bambini di oggi non è la fantasia che manchi,anzi ne hanno da vendere.Secondo me il pendolo dell'educazione e' spostato più' verso la "fantasia,lasciamo fare ,parliamone".Non farebbe male un po' di disciplina e nozionismo....

    said on 

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