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Gramsci, Manzoni e mia suocera

Quando gli esperti sbagliano le previsioni politiche

Di

Editore: Il Mulino (Voci)

3.1
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 118 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8815234640 | Isbn-13: 9788815234643 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Political , Social Science

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Descrizione del libro
Gli esperti di politica fanno sempre più fatica a orientarsi in un territorio mobile, di cui è facile smarrire la mappa. Anche perché concentrano l'attenzione sui protagonisti della ribalta politica - i governi, le istituzioni, i partiti - e trascurano il retroscena sociale. In particolare, ignorano quei "microclimi d'opinione" che improntano i mondi locali e i rapporti interpersonali. In questo modo, però, molti fenomeni diventano invisibili e inspiegabili. Per ritrovare la bussola, nello spazio ai confini tra politica e società, Diamanti chiama in aiuto due padri nobili della cultura italiana. E non esita a cogliere i suggerimenti di una "politologa pop" che gli sta vicino... (da IBS)
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    Leggendo (sempre meno, dato che Repubblica ormai va usata solo per incartare il pesce) gli interventi di Diamanti degli ultimi temi, avevo avuto l'impressione che ormai tendesse a inventarsi delle categorie interpretative nuove ogni volta.
    Ed effettivamente in questo libretto (svelto e poco ...continua

    Leggendo (sempre meno, dato che Repubblica ormai va usata solo per incartare il pesce) gli interventi di Diamanti degli ultimi temi, avevo avuto l'impressione che ormai tendesse a inventarsi delle categorie interpretative nuove ogni volta.
    Ed effettivamente in questo libretto (svelto e poco approfondito, come da stile-Mulino) Diamanti esprima la sua disaffezione alle categorie dominanti, alle elaborazioni sulla fine delle identità e dei "vecchi modi di far politica" e sulla nuova politica mediatizzata e personalizzata.
    Diamanti sostanzialmente propone di incrociare le tecniche di ricerca di massa (i sondaggi, per dirla brevemente) e le conoscenze di senso comune ricavate "dalle suocere". Un metodo che in se non sembrerebbe sbagliato, ma che applicato alla piccola trattazione della Lega presente nel volume, appare insufficiente.
    Diamanti davvero pensa che le difficoltà avute dalla Lega durante il centocinquantenario dell'Unità siano spiegabili coi sondaggi per cui agli italiani piacciono Garibaldi e Cavour? O c'erano movimenti nella società in azione in quel momento che non si riuscivano a leggere solo con sondaggi generali e conoscienze personali?
    Probabilmente la narrazione dominante sulla "democrazia mediatica" non è la sola di cui ci si debba liberare per capire qualcosa. Bisogna quantomeno liberarsi anche dal tabù sulle analisi di classe...

    ha scritto il 

  • 2

    Essenzialmente un saggio tecnico, per addetti ai lavori. Si occupa più della metodologia del fare analisi politica che della analisi stessa applicata a un determinato momento o situazione contingente.

    ha scritto il 

  • 2

    Non all'altezza del Diamanti che conosciamo

    E' un peccato: questo libro non è all'altezza delle riflessioni acute, chiare, piacevoli e concrete che Ilvo Diamanti propone con le sue "Mappe" su Repubblica.
    La tesi di fondo del libro (in estrema sintesi: non si capiscono le scelte degli elettori se si guarda solo alla politica alta e si ...continua

    E' un peccato: questo libro non è all'altezza delle riflessioni acute, chiare, piacevoli e concrete che Ilvo Diamanti propone con le sue "Mappe" su Repubblica.
    La tesi di fondo del libro (in estrema sintesi: non si capiscono le scelte degli elettori se si guarda solo alla politica alta e si usano solo gli strumenti della scienza della politica; è necessario ricorrere agli strumenti della sociologia e osservare micro-fenomeni, fra cui quelli attinenti al senso comune) poteva essere esposta in maniera più lineare e chiara, anche senza il breve ma faticoso percorso teorico - e lo dice uno che apprezza la teoria! - che caratterizza soprattutto i primi due capitoli. Quando Diamanti arriva al cuore del problema diventa più chiaro e più denso e offre quello che, comunque, è il valore del libro: segnalare la necessità di spostamento dell'attenzione.
    Però, sinceramente, mi aspettavo di più: per uno che è conosciuto per essere un esperto di ricerche quantitative sulla politica, sarebbe stato interessante arricchire di più di informazioni la "pars costruens" della sua trattazione, fornire intepretazioni a "maglie più strette" dell'attuale evoluzione politica. Per rifarmi la bocca, andrò a rileggermi le ultime "Mappe": Diamanti resta un interprete prezioso delle nostre vicende!

    p.s. Gramsci e Manzoni sono solo l'occasione di una battuta conclusiva dell'ultimo capitolo: l'unica politologa veramente importante rispetto ai contenuti del libro è... la suocera! ;)

    ha scritto il