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Grande Madre Rossa

Di

Editore: Mondadori

3.7
(209)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804530022 | Isbn-13: 9788804530022 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In un gelido pomeriggio milanese accade quello che tutti in Europa siattendono dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York: una terrificanteesplosione dilania il Palazzo di Giustizia. Sotto le macerie centinaia divittime e lo Schedario, una bomba ancora innescata, che contiene i documentiriservati delle inchieste a cui lavorano i magistrati milanesi, un archivio didossier in grado di far saltare ogni istituzione. Mentre la città è ancoraavvolta da una nube di marmo, militari, corpi speciali antiterrorismo e iservizi segreti di ogni paese lavorano per trovare i responsabili. L'ispettoreGuido Lopez organizza il recupero dei dossier e entra in un livellodell'indagine che costituisce la chiave d'accesso a una verità scandalosa...
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  • 2

    Maronno.

    Allora: che merda. Il libro: ma che è. Soprattutto: quanti cazzo di due punti usi, ah Genna.
    Ishmael: mi era piaciuto: giuro.
    La pelle del drago: pure.
    Questo: 'nse po' legge.


    [traduzione dal Gennese all'italiano]
    Oltre a mancare una punteggiatura con un senso, qui manca proprio la storia. ...continua

    Allora: che merda. Il libro: ma che è. Soprattutto: quanti cazzo di due punti usi, ah Genna. Ishmael: mi era piaciuto: giuro. La pelle del drago: pure. Questo: 'nse po' legge.

    [traduzione dal Gennese all'italiano] Oltre a mancare una punteggiatura con un senso, qui manca proprio la storia. L'inizio era buono: crolla il palazzo di giustizia a Milano. Panico per gli archivi dei PM che contengono gli inconfessabili segreti della politica italiana. Beh, una figata, no? Mi immaginavo una cosa tipo Nel nome di Ishmael. Non intendo la stessa trama, ovviamente, ma quella cura, quell'attenzione al contesto che rendeva il tutto credibile nonostante si sapesse che anche i riferimenti finto-storici erano, per l'appunto, finti. Soprattutto mi immaginavo che il romanzo avesse una trama, che alle domande iniziali corrispondesse una ricerca e poi delle risposte, che è quello che rende realistica l'immaginazione, ovvero la logica (questa sconosciuta). Insomma, Ishmael mi aveva dato la stessa sensazione che ho quando leggo Ellroy, ovvero non quella di leggere un romanzo, ma di vivere un pezzo di storia. Ebbene, se questo in Non toccate la pelle del drago si era un po' affievolito, qua è proprio sparito. Puf. Contesto? Che ce ne fotte del contesto. Così come è sparita totalmente la caratterizzazione dei personaggi. Cioè, Lopez era un personaggio proprio figo. Qua è inutile. Ed io ho pure letto i libri prima. Per uno che legge per la prima volta questo, di Genna, mi immagino come possa apparirgli. E poi, davvero, Genna, credi davvero che un tale abuso dei due punti sia avanguardistico, figo, sperimentale, originale e soprattutto che non causi crisi isteriche al lettore?

    ---SPOILER--- Ma poi, la Bahader-Meinhoff? Ma che cazzo c'entra la Bahader-Meinhoff? E gli archivi? C'hai smazzato tutto il libro co' sti archivi! Maronno.

    ha scritto il 

  • 4

    Ground Zero (MI)

    Il Thriller d’azione non rientrerebbe fra i miei generi preferiti, ma Genna possiede talento sufficiente ad agganciare l’attenzione e sorprendere le aspettative di qualunque lettore costruendo con abilità trame avvincenti e ricche di passaggi narrativi di notevole suggestione.


    “Grande Mad ...continua

    Il Thriller d’azione non rientrerebbe fra i miei generi preferiti, ma Genna possiede talento sufficiente ad agganciare l’attenzione e sorprendere le aspettative di qualunque lettore costruendo con abilità trame avvincenti e ricche di passaggi narrativi di notevole suggestione.

    “Grande Madre Rossa” tuttavia non mantiene, secondo me, fino in fondo la coerenza e la compattezza di “Nel nome di Ishmael”, lasciando l’impressione che non tutte le tessere dell’incredibile puzzle costruito nella prima metà finiscano per collocarsi al posto giusto; troppi punti restano irrisolti o un po’ rabberciati, anche se in una trama di questo tipo è normale e direi quasi fisiologico il fatto che alcuni nodi restino insoluti e su vicende così cariche di misteriosi, contraddittori ed intricati collegamenti, non sia dato, per definizione, conoscere tutto.

    Tra gli elementi che conferiscono pathos alla prima parte di “Grande Madre Rossa” spiccano l’apocalittica esplosione iniziale (qui Genna si ispira chiaramente agli eventi dell’11 settembre adattandoli alla realtà italiana) e soprattutto le sue immediate conseguenze, la descrizione del “Ground Zero” che rimane al centro della città ferita, le prime brancolanti indagini, lo sconcerto e l’angoscia della popolazione, degli inquirenti e dei politici in ansiosa attesa di ulteriori catastrofi, il dubbio angoscioso che siano venuti alla luce archivi contenenti gli inconfessabili segreti della politica e della storia italiana del XX° secolo.

    Un’altra “location” di indubbio effetto spettacolare è il Cimitero Monumentale, che non conosco e quindi non so giudicare quanto sia così particolare nella realtà e quanto frutto della sfrenata fantasia dell’autore che ne porta all’apice espressivo gli aspetti straordinari e quasi metafisici.

    Per contro si percepisce un afflosciamento della tensione narrativa, direi a partire dal momento in cui emerge la reale identità dei colpevoli e ancor più allorchè si innesca un delirio di “eliminazione dei complici” che sa molto di dejà-vu.

    E il deja-vu è un “difetto” che non ti aspetti da uno come Genna, che potrà lasciare increduli per alcune svolte massimaliste e un gioco al rilancio di crescente enormità degli eventi descritti ma di solito non si ripete e non imita, anzi sfugge con svolte improvvise alla prevedibilità della trama.

    Insomma un romanzo non privo di difetti ma che, per quanto mi riguarda, lascia intatto il desiderio di conoscere sia gli altri due episodi della quadrilogia, sia la successiva evoluzione artistica di questo autore e della sua personalità non comune.

    ha scritto il 

  • 4

    (2004)

    Un sisma impressionante scuote Milano: è esploso e crollato il Palazzo di Giustizia. Centinaia di morti sotto le macerie, la città avvolta da una nube persistente di polvere di marmo - residuo dell'esplosione – e la popolazione in preda ad una sindrome post-trauma. Polizia e servizi segreti inter ...continua

    Un sisma impressionante scuote Milano: è esploso e crollato il Palazzo di Giustizia. Centinaia di morti sotto le macerie, la città avvolta da una nube persistente di polvere di marmo - residuo dell'esplosione – e la popolazione in preda ad una sindrome post-trauma. Polizia e servizi segreti internazionali indagano; l’intelligence francese, i corpi d’élite tedeschi, gli onnipresenti americani: tutti a caccia dei soliti islamici e dello Schedario, la raccolta dei documenti riservati delle inchieste più delicate e ancora ignote al pubblico, a cui lavorano i magistrati milanesi, un archivio di dossier in grado di far saltare ogni istituzione. Ma si tratta davvero di terroristi islamici oppure di un gruppo eversivo cresciuto in seno al nostro Bel Paese? E quale nuovo attentato stanno preparando nei sotterranei del Cimitero monumentale? Thriller complesso che affonda le sue radici nella realtà italiana contemporanea, il romanzo di Genna sfrutta al meglio il clima di paranoia internazionale e regala immagini apocalittiche e indimenticabili di Milano invasa dai carri armati, con la popolazione che saccheggia i supermercati e si mette in coda per fuggire dalla città. Il libro è chiaramente ispirato da "Vineland" di Pynchon e da tutta quella letteratura americana che sfrutta la paranoia come strumento di osservazione della realtà contemporanea. Strepitoso il pedinamento in macchina che conduce la polizia al Monumentale, meno convincenti, a mio gusto, le riflessioni a ruota libera dell’autore messe in bocca o nei pensieri dei suoi personaggi, anche se qui meno invasive che in altri suoi scritti.

    ha scritto il 

  • 5

    11 settembre all'italiana

    Solo la mente contorta e ocura di un Genna poteva pensare ad un evento come la distruzione del palazzo di giustizia di Milano. Da qui una lunga serie di eventi contatenati in maniera ammirevole, con il solo neo di un finale non del tutto all'altezza di tutto il resto... Lopez in forma come sempre ...continua

    Solo la mente contorta e ocura di un Genna poteva pensare ad un evento come la distruzione del palazzo di giustizia di Milano. Da qui una lunga serie di eventi contatenati in maniera ammirevole, con il solo neo di un finale non del tutto all'altezza di tutto il resto... Lopez in forma come sempre!

    ha scritto il 

  • 4

    Il capitolo più sintetico della serie Lopez (se così si può chiamare), l’impressione è che Genna non abbia più nella sua penna, il tocco vellutato de “Nel nome di Ishmael” e forse neanche tanta benzina a disposizione. Eppure il nostro, si cimenta in un percorso nuovo, abbandona la realta racconta ...continua

    Il capitolo più sintetico della serie Lopez (se così si può chiamare), l’impressione è che Genna non abbia più nella sua penna, il tocco vellutato de “Nel nome di Ishmael” e forse neanche tanta benzina a disposizione. Eppure il nostro, si cimenta in un percorso nuovo, abbandona la realta raccontabile per irfugirasi in quella ipotizzabile. Ed il tutto gli riesce molto bene! Lontano dalle evoluzioni stilistiche del già citato “Nel nome di Ishmael” e ancor più distaccato del seguente “Non toccare la pelle del drago”, Genna racconta un action-thriller coinvolgente, le cui atmosfere noir si respirano anche senza dovizia di particolari. Bravo anche in questa versione pocket!

    ha scritto il 

  • 4

    Esplode il Palazzo di Giustizia di Milano, una valanga di macerie e di morti, e inizia una storia serratissima in cui i terroristi sono sempre un passo avanti. Un incubo. Mia sorella dice che quando leggo queste storie poi di notte mi agito e parlo, e dico i nomi dei colpevoli come l’ultimo dei p ...continua

    Esplode il Palazzo di Giustizia di Milano, una valanga di macerie e di morti, e inizia una storia serratissima in cui i terroristi sono sempre un passo avanti. Un incubo. Mia sorella dice che quando leggo queste storie poi di notte mi agito e parlo, e dico i nomi dei colpevoli come l’ultimo dei pentiti, e che tutto questo non mi fa bene. Ma il meccanismo narrativo di questo romanzo è così calibrato che quando vi si sale è come andare su un ottovolante minato e non si dorme mai. Mi piacciono le miscele di politica, costume e thrilling, mi ci ficco come un surfer ebbro al largo delle Haway. E poi è un libro dove tutto si tiene, poco alla volta una cosa si collega all’altra come un puzzle quadridimensionale, e mentre si legge ci si convince che si sta vivendo in un universo parallelo ma reale e ci si chiede: ma se fosse davvero così?

    ha scritto il 

  • 4

    Buono

    In linea con gli altri come qualità, sempre comunque inferiore al mitico Ishmael.
    Il protagonista è sempre lui, Lopez, ma qui decisamente meno nevrotico (non si droga più) e meno legato ai suoi traffici para-legali (neanche una volta utilizza i suoi prezzolati "assistenti" per seguire qualcuno) e ...continua

    In linea con gli altri come qualità, sempre comunque inferiore al mitico Ishmael. Il protagonista è sempre lui, Lopez, ma qui decisamente meno nevrotico (non si droga più) e meno legato ai suoi traffici para-legali (neanche una volta utilizza i suoi prezzolati "assistenti" per seguire qualcuno) ed il racconto a mio avviso ne risente. Va tutto bene fino al finale dove francamente si esagera troppo per concludere con una chiosa inutile e francamente poco comprensibile (se qualcuno l'ha capita può spiegarmela per favore). Da leggere comunque.

    ha scritto il 

  • 3

    quell'esplosione...

    una delle ultime cose intriganti di genna anche se quell'esplosione trascinata per tutto il libro beh una notevole prova di scrittura ma poi l'arrosto si perde dentro tutto quel fumo!

    ha scritto il 

  • 4

    Prima lettura di Genna ottima impressione. Fra storia politica dei nostri giorni, noir e spy-story. E' un rovesciamento della prospettiva dell'attentato alle torri gemelle di New York. Ambientato in una Milano gelida ed inquietante si dipana una storia degna delle trame a cui siamo abituati nei n ...continua

    Prima lettura di Genna ottima impressione. Fra storia politica dei nostri giorni, noir e spy-story. E' un rovesciamento della prospettiva dell'attentato alle torri gemelle di New York. Ambientato in una Milano gelida ed inquietante si dipana una storia degna delle trame a cui siamo abituati nei nostri giorni. Incrociando terrorismo, servizi segreti deviati e politici corrotti.

    ha scritto il