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Grandi speranze

By Charles Dickens

(11)

| Hardcover

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Book Description

335 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Non so perchè, a parte Canto di Natale, avessi sempre messo da parte Dickens.
    Forse a causa di giudizi come quello di Carlo Fruttero -di cui comunque comprendo il senso-, autore della nota introduttiva dell'edizione Einaudi, che prima di affermare ch ...(continue)

    Non so perchè, a parte Canto di Natale, avessi sempre messo da parte Dickens.
    Forse a causa di giudizi come quello di Carlo Fruttero -di cui comunque comprendo il senso-, autore della nota introduttiva dell'edizione Einaudi, che prima di affermare che Dickens è un grande scrittore, dice che "la sua opera ricorda uno di quegli incredibili monumenti vittoriani [...] solo che oggi il passante sa che si tratta di mostruosità, di relitti irrecuperabili...".
    E dopo questa premessa sono stata ancora più piacevolmente colpita dal romanzo.
    Ciò che inizialmente mi è piaciuto molto, è stato il modo di raccontare l'infanzia di Pip -il protagonista-. L'autore, infatti, è riuscito a calarsi nei panni di un bambino, a vedere il mondo con i suoi occhi, e a giudicare gli adulti guardandoli forzatamente "dal basso in alto", come succede appunto ai bambini.
    E questo non è un dono che possiedono tutti gli scrittori, i quali a volte fanno esprimere i piccoli personaggi come persone adulte, o sono completamente avulsi dal mondo dell'infanzia.
    Riguardo la storia, potremmo dire che Grandi speranze è il racconto della crescita, sociale e sentimentale, di Pip.
    Una crescita che sarebbe stata lineare e tranquilla, se non si fossero intromesse, nella vita e nella mente del ragazzino, proprio le "grandi speranze" del titolo.
    Grazie ad un benefattore sconosciuto, il piccolo Pip comincia a coltivare l'illusione di poter uscire dal suo villaggio, di avere una vita diversa da quella che aveva immaginato, e, ammettiamolo, di diventare migliore di tutte le persone che lo circondano, comprese quelle che ama di più.
    E' così che il ragazzo si trasferisce a Londra -per altro in un quartiere non certo signorile-, dove però, in realtà, non fa nulla per costruirsi un futuro. Aiuta il suo amico col quale divide il piccolo appartamento a crearsi una professione, ma per sé non fa nulla.
    Sono solo le grandi speranze a farlo andare avanti, l'assegno che riceve periodicamente, questo sogno che lo ha imprigionato e, secondo il mio parere, rovinato.

    Pip non è un protagonista che si fa amare. Da bambino forse ha qualche possibilità, ma credo che nessuno possa in seguito perdonargli lo snobismo che gli deriva da qualcosa che gli è stato concesso gratuitamente -e, scopriremo in seguito, per gratitudine- ed il modo in cui tratta l'uomo che lo ha amorevolmente cresciuto, Joe. Pip infatti si sente davvero superiore a chiunque abbia popolato il suo passato, eppure non lo è abbastanza per il grande dolore della sua vita: Estella, di cui è innamorato da ragazzino.
    E il lettore non può amare nemmeno lei, che ci viene presentata come una piccola dal cuore di pietra, educata per far soffrire gli uomini, e solo nell'ultimo capitolo del romanzo possiamo forse averne compassione, quando la vita vera l'ha "piegata e spezzata" e l'orgoglio e la fierezza sono scomparsi per far posto alla tristezza e alla dolcezza.
    Autrice di questo "piccolo mostro" è forse il personaggio più estremizzato della storia, Miss Havisham, che indossa da quarant'anni l'abito da sposa che non la vide mai andare all'altare, e che vive in una casa dove tutto si è fermato e non entra più la luce.
    E' a lei che Pip crede per anni di dovere la sua fortuna, e una delle più grandi delusioni del protagonista, è proprio quella di scoprire che deve tutto ad un uomo che disprezza e che ha popolato di incubi e sensi di colpa le sue notti di bambino.
    Facciamo così la conoscenza di Magwitch, che in principio ci infastidisce, ma che poi riusciamo ad apprezzare, ed il cui ultimo sorriso è uno degli elementi commoventi del romanzo, alla fine del quale, per una casualità forse troppo forzata, tutti o quasi i personaggi risultano legati gli uni agli altri.

    E così come avrebbe fatto l'orgoglio di Estella in seguito, così le grandi speranze di Pip si schiantano contro la vita vera, e tutti i suoi anni passati assumono un nuovo significato visti da una prospettiva differente.
    E' il crollo di tutto, il crollo di un sogno che poggiava sul nulla, la fine dello snobismo e del rispetto reverenziale da parte dei suoi vecchi concittadini.

    Alla fine del romanzo, la crescita del protagonista è compiuta, tutti i suoi errori acquistano visibilità ai suoi occhi, e Pip finalmente prende in mano la sua vita.
    E' come se chiunque occupasse finalmente il proprio posto sullo scacchiere della vita: Pip ed Estella si sono liberati dalla loro presunzione; Joe ha finalmente una famiglia da amare e da cui è amato; Wemmick -uno dei miei personaggi preferiti- accresce la sua felicità domestica; l'avvocato Jaggers continua a difendere la malavita londinese circondato dalla sua aura di superiorità, mentre i due outsider della storia, Magwitch e Miss Havisham, lasciano che siano le altre pedine, a continuare la partita.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

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    Carmen said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Di solito non faccio fatica a leggere Dickens, ma quest'opera, anche se non manca l'ironia, si trascina un po' troppo pesantemente.

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    Kate901 said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Altro feuilleton dickensiano di questo inverno: "Grandi speranze" ha tutti i pregi della mirabile scrittura del grande autore inglese, ma mi ha appassionata meno rispetto a Casa desolata. Potrebbe avere la sua importanza il fatto che sono due libroni ...(continue)

    Altro feuilleton dickensiano di questo inverno: "Grandi speranze" ha tutti i pregi della mirabile scrittura del grande autore inglese, ma mi ha appassionata meno rispetto a Casa desolata. Potrebbe avere la sua importanza il fatto che sono due libroni letti in troppo rapida successione. Comunque ci sono tutte le caratteristiche per leggere questo autore: la storia avvincente, i personaggi (nessuno escluso) ben descritti dal punto di vista psicologico, la grande capacità di raccontare una società che stava cambiando e che stava già anticipando i nostri comportamenti e i nostri pensieri. Ancora un grande Dickens.

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    JaneAusten said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Oh, Dickens, dovrei leggere molto altro scritto da te...

    Grandi Speranze va letto.
    Non mi dilungherò sui perchè e sui percome questo dovrebbe accadere. Voi fatelo.
    E' un classico che vi farà pensare quanto i desideri sul cambiare la propria vita possano, quando realizzati, farti perdere proprio quello che ...(continue)

    Grandi Speranze va letto.
    Non mi dilungherò sui perchè e sui percome questo dovrebbe accadere. Voi fatelo.
    E' un classico che vi farà pensare quanto i desideri sul cambiare la propria vita possano, quando realizzati, farti perdere proprio quello che ti ha spinto a desiderare di avere una vita diversa.

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    Mauro Sanfilippo said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    25 dicembre, I-II capitolo
    Siccome mi annoio molto e sento il bisogno di scrivere -ma nella solitudine aumenterebbe la solitudine- ho pensato di commentare, condividendolo (e servono a questo i social network, no?), il primo capitolo di questo libro ...(continue)

    25 dicembre, I-II capitolo
    Siccome mi annoio molto e sento il bisogno di scrivere -ma nella solitudine aumenterebbe la solitudine- ho pensato di commentare, condividendolo (e servono a questo i social network, no?), il primo capitolo di questo libro.
    Premetto che ho letto di Dickens solo Un canto di Natale e mi avventuro praticamente per la prima volta in questo autore.
    L'impressione immediata è l'irritazione non tanto per i personaggi della sorella e del marito, quanto per D. che ha voluto realizzarli in tal modo: troppo eccessivi e poco realistici.
    Però so che l'autore è famoso per il suo caleidoscopico mondo di personaggi, quindi accetterò questi due nell'attesa dell'incontro con gli altri.
    In tutto il capitolo ho percepito questa latente (tragi-)comicità, grottesca, che mi ha fatto sorridere. Inizio interessante, che risucchia nella sua narrazione. Mi sono fermata perché ho la noia della vita che mi schiaccia sotto il suo peso, ma non -assolutamente no- per il libro, che per adesso scorre liscio.
    Oh ecco che ritorna; mi fermo qui.

    Che recensione (?) del cazzo. Abbiate pazienza.

    30 giugno - 1 luglio 2014
    (Avevo scritto due parole che si sono magicamente cancellate. Ci riprovo.)

    Ho ripreso la lettura del libro; non credevo potesse farmi ridere tanto. La narrazione ha tratti fortemente ironici e grotteschi, l'umorismo stimola la risata e la riflessione, in quella che pur rimane un'atmosfera cupa, intensa, dalle vivide e vivace pennellate. La lettura scorre che è una meraviglia. (non ricordo a che capitolo sono arrivata)

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    Ste. said on Jul 8, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro assoluto!

    Premetto che è stato un libro che mi hanno 'imposto' i professori a scuola e quindi già partivo prevenuta pensando che fosse una noia mortale,ma la verità è che è tra i miei libri preferiti e credo che lo rileggerò. Non pensavo di poter amare questo ...(continue)

    Premetto che è stato un libro che mi hanno 'imposto' i professori a scuola e quindi già partivo prevenuta pensando che fosse una noia mortale,ma la verità è che è tra i miei libri preferiti e credo che lo rileggerò. Non pensavo di poter amare questo libro così tanto,amo lo stile di Dickens, elegante ma allo stesso tempo si immedesima bene nell'ambiente in cui la storia si svolge. Ho letto questo romanzo in breve tempo per la scorrevolezza e perché ogni pagina mi spingeva ad andare avanti,a saperne di più perché la curiosità cresceva sempre. Mi è piaciuto molto il personaggio di Estella,questa donna dalla bellezza incantevole ma senza cuore,che non è in grado di provare sentimenti (ma che alla fine, invece, li prova eccome), un personaggio circondato da un certo mistero che a mio parere affascina parecchio.
    Mi è piaciuto come Dickens è riuscito ad intersecare in qualche modo tutti i personaggi tra loro,come ognuno di loro abbia avuto un ruolo importante,come ognuno abbia costituito un piccolo tassello,senza lasciare nessuno in secondo piano.
    Niente,è stato a dir poco fantastico e lo consiglio vivamente,infatti ho deciso di comprare altri libri di questo autore.

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    Santana said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

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