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Grandi speranze

Di

Editore: Mondadori

4.1
(2941)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Greco , Danese

Isbn-10: 8804534397 | Isbn-13: 9788804534396 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Caesara Mazzola ; Contributi: Giuseppe Tomasi di Lampedusa ; Prefazione: Alessandro Monti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Philip, detto Pip, avviato a diventare fabbro del villaggio, si trova a possedere una ingente somma di denaro, donatagli da un misterioso benefattore che lui crede essere Miss Havisham, una donna eccentrica che da quando vive a Londra va talvolta a trovare. La Havisham ha come protetta una ragazza, Estella, che educa con lo scopo di far soffrire gli uomini per vendicarsi di essere stata abbandonata il giorno delle nozze, ragazza di cui Pim si innamora. Si scopre che il vero benefattore è il forzato Magwitch che un giorno Pip aveva aiutato che è anche il padre di Estella. La ragazza farà poi un infelice matrimonio, mentre il denaro di Magwitch sarà incamerato dallo stato. Pip fa ritorno al villaggio dove riprende a frequentare una Estella molto cambiata.
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  • 3

    Es un libro muy bonito, y con bastantes moralejas, que te hace reflexionar. La sensación final es muy buena, pero por momento se hace muy lento y pesado. Obvio le daré más oportunidades a Dickens, pue ...continua

    Es un libro muy bonito, y con bastantes moralejas, que te hace reflexionar. La sensación final es muy buena, pero por momento se hace muy lento y pesado. Obvio le daré más oportunidades a Dickens, pues es la primera novela que leo de él, pero para mi gusto, podría ser mas corta o más amena, una de dos.

    ha scritto il 

  • 3

    3,5 / 5

    Es la primera novela que leo de Dickens.
    Es una historia acerca de la identidad, de los orígenes, de las oportunidades -las que se aprovechan y las que se pierden por verse demasiado tarde-, del amor ...continua

    Es la primera novela que leo de Dickens.
    Es una historia acerca de la identidad, de los orígenes, de las oportunidades -las que se aprovechan y las que se pierden por verse demasiado tarde-, del amor en su vertiente más cruel. Es una obra de arte que no he sabido disfrutar en toda su extensión por alguna clase de déficit que hace que su trama no me haya resultado atractiva más que al inicio y al final, y en momentos puntuales del medio. Me quedo no del todo satisfecha, pero con el deseo de seguir leyendo al maestro Dickens.

    Opinión detallada: http://bibliofilosisletrae.blogspot.com.es/2015/03/grandes-esperanzas-de-charles-dickens.html

    ha scritto il 

  • 4

    A nice story, slightly predictable, but interesting. A superclass to keep in mind, with forced final. - Una bella storia, leggermente prevedibile, ma interessante. Un superclassico da tenere presente, ...continua

    A nice story, slightly predictable, but interesting. A superclass to keep in mind, with forced final. - Una bella storia, leggermente prevedibile, ma interessante. Un superclassico da tenere presente, con un finale un po' forzato.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da leggere.

    Uno dei miei preferiti di Dickens.
    Adoro la storia del giovane Pip, tutta la vicenda narrata in modo egregio. Ogni personaggio copre un ruolo netto e determinante nella narrazione. Inoltre credo sia u ...continua

    Uno dei miei preferiti di Dickens.
    Adoro la storia del giovane Pip, tutta la vicenda narrata in modo egregio. Ogni personaggio copre un ruolo netto e determinante nella narrazione. Inoltre credo sia una storia che insegni molto. Leggetela! :)

    ha scritto il 

  • 3

    .....

    ...il giovane Pip, il buon Joe, l'isterica sig.ra Gargery, il torvo Orlick, la rancorosa miss havisham, la bellissima Estella; questi i personaggi (alcuni memorabili altri un po' meno)per il più class ...continua

    ...il giovane Pip, il buon Joe, l'isterica sig.ra Gargery, il torvo Orlick, la rancorosa miss havisham, la bellissima Estella; questi i personaggi (alcuni memorabili altri un po' meno)per il più classico dei romanzi d'appendice,ingenuo e con una trama a incastro troppo forzata.
    tuttavia..se penso all'inverno, alla pioggia che batte, a un camino e un plaid sulle gambe è questo il libro che ho fra le mani.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra i (pochi) libri da me letti, il personaggio di Pip è quello che meglio esemplifica le schematizzazioni scolastiche del "dinamico" e "a tutto tondo". Qualche centinaio di pagine di narrazione scorr ...continua

    Tra i (pochi) libri da me letti, il personaggio di Pip è quello che meglio esemplifica le schematizzazioni scolastiche del "dinamico" e "a tutto tondo". Qualche centinaio di pagine di narrazione scorre lento e senza grosse novità; poi, quasi all'improvviso, inizia una successione di avvenimenti che mettono il protagonista di fronte a se stesso. Ma il cambiamento di Pip è solo apparentemente repentino. In realtà, è cresciuto e maturato lentamente, sotto gli occhi sopiti e inconsapevoli del lettore e di sé stesso, in attesa di eventi che mettessero finalmente in luce questo lungo processo. E grazie a questi eventi Pip riesce a fare i conti con la sua natura, a prendere finalmente atto di sé stesso. Ciò lo rende eroico a modo suo: Pip è ognuno di noi, con le sue colpe e la sua "normalità", e lo amiamo per questo.
    Ricco di stimoli lo scritto di Tomasi di Lampedusa, irritante quello di Alessandro Monti, che pecca di eccessiva distanza dal lettore medio ma anche dal libro stesso, oltre che di "parolismo".

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon libro!

    E' il mio primo libro di Dickens... lo stile è eccellente ma la narrazione secondo me risulta un po' lenta, faticando a prendere il volo. Non so se è una cosa voluta, ma quasi certamente sono io che n ...continua

    E' il mio primo libro di Dickens... lo stile è eccellente ma la narrazione secondo me risulta un po' lenta, faticando a prendere il volo. Non so se è una cosa voluta, ma quasi certamente sono io che non l'ho saputo apprezzare a pieno. Consigliato indubbiamente :)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il mio primo Dickens

    Ho visto il film (quello del 2012, di Mike Newell) il 27 dicembre 2014 o giù di lì, e il giorno dopo ho iniziato il libro. In genere faccio il contrario, ma fino a quel giorno ero alle prese con lo st ...continua

    Ho visto il film (quello del 2012, di Mike Newell) il 27 dicembre 2014 o giù di lì, e il giorno dopo ho iniziato il libro. In genere faccio il contrario, ma fino a quel giorno ero alle prese con lo strepitoso Metello di Pratolini. Devo dire che il film mi era piaciuto moltissimo; ho affrontato dunque il libro (il mio primo Dickens) sapendo tutto della trama (un romanzo di formazione, che racconta la vicenda di Pip, orfano e di condizioni modeste ma con grandi aspirazioni di ascesa culturale e sociale, che diventato inaspettatamente ricco, vittima di un auto-inganno, si dimenticherà dell'amico Joe e in seguito questo sarà il suo rimpianto e il suo rimorso, ma anche l'occasione per la sua crescita spirituale e il suo riscatto finale). Ho riscontrato che il film non si era poi discostato molto dal testo e che alcuni attori erano stati proprio bravi a rendere vivi i personaggi, in particolare la Carter/miss Havisham e Finnes/Provis (un po' meno il protagonista e Joe). Il godimento nel leggere il libro a questo punto è stato soffermarmi di più sullo stile, scorrevole, ma mai banale (fantastiche in particolare le sue uscite ironiche e la scarsa indulgenza sullo straziare il lettore con parti tristi), sulle sottolineature sociali, sulle bacchettate ad un certo modo di essere e di pensare, sulla descrizione sommaria ma efficacissima dei vari milieu. Dickens racconta la storia in prima persona, come se fosse lui il protagonista. E ce ne dimentichiamo facilmente, potenza e maestria dell'autore. Seguiamo il racconto come se fosse davvero un resoconto della sua vita scritto da Pip, diventato grande. Salvo quando esce fuori la frase ironica, o la bacchettata sociale. Allora lì, non è più Pip, ma Charles, e i temi cari a Dickens (la condizione dell'infanzia, degli orfani, il sistema giudiziario e penitenziario volto a punire e non a redimere...), la sua volontà di denuncia sociale, emergono con forza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Se col Circolo Pickwick avevo capito la grande e fervida fantasia di Dickens, con Grandi speranze ne ho visto la sua profondità e destrezza nel muoversi dal tragico all’ironico fino al terrore, dallo ...continua

    Se col Circolo Pickwick avevo capito la grande e fervida fantasia di Dickens, con Grandi speranze ne ho visto la sua profondità e destrezza nel muoversi dal tragico all’ironico fino al terrore, dallo scandagliare così nitidamente l’animo umano al descrivere con immagini così perfette luoghi e situazioni. Uno scrittore con la S maiuscola, una storia che dall’inizio alla fine, ma soprattutto verso la fine, è un crescendo di emozioni e le speranze del titolo assumono, via via che la storia procede, un carattere più universale. Oltre alle speranze di Pip, ci sono le speranze della reclusa Miss Havisham che in Estella vuole vedere realizzate le sue speranze di vendetta. Ma sono anche le speranze di Magwitch, che vuole realizzare qualcosa di buono nella vita, e ci sono le speranze dei personaggi minori. La dolce Biddy che aspira a un posto di maestra e a una vita semplice e l’avrà, le speranze di Herbert che ha solo bisogno della spinta iniziale per poi continuare a farsi strada brillantemente. E’ un perfetto esempio di romanzo di formazione per il piccolo Pip (oltre che di splendido romanzo sull’amicizia!) che si farà uomo passando attraverso varie esperienze tutte segnate dall’ambiguo e spesso incomprensibile mondo degli adulti che gli ruotano intorno. Leggere Dickens è un’esperienza che dà tanto e scalda il cuore!

    ha scritto il 

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