Grandi speranze

Di

Editore: Mondadori

4.1
(3072)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Greco , Danese

Isbn-10: 8804534397 | Isbn-13: 9788804534396 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Caesara Mazzola ; Contributi: Giuseppe Tomasi di Lampedusa ; Prefazione: Alessandro Monti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Philip, detto Pip, avviato a diventare fabbro del villaggio, si trova a possedere una ingente somma di denaro, donatagli da un misterioso benefattore che lui crede essere Miss Havisham, una donna eccentrica che da quando vive a Londra va talvolta a trovare. La Havisham ha come protetta una ragazza, Estella, che educa con lo scopo di far soffrire gli uomini per vendicarsi di essere stata abbandonata il giorno delle nozze, ragazza di cui Pim si innamora. Si scopre che il vero benefattore è il forzato Magwitch che un giorno Pip aveva aiutato che è anche il padre di Estella. La ragazza farà poi un infelice matrimonio, mentre il denaro di Magwitch sarà incamerato dallo stato. Pip fa ritorno al villaggio dove riprende a frequentare una Estella molto cambiata.
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  • 0

    Di Dickens avevo già letto qualcosa, ma stavolta il libro l'ho trovato più semplice e scorrevole. Di solito Dickens lo associo a una scrittura pesantuccia e un po' aulica, o forse semplicemente troppo ...continua

    Di Dickens avevo già letto qualcosa, ma stavolta il libro l'ho trovato più semplice e scorrevole. Di solito Dickens lo associo a una scrittura pesantuccia e un po' aulica, o forse semplicemente troppo datata. Qui invece sembra quasi un altro autore!!! Nonostante tutto però, scorre veloce ma non cattura il lettore alle pagine.. carino ma a volte dovevo rileggere la pagina perché mi ero persa a pensare ad altro..

    ha scritto il 

  • 4

    Grande romanzo, grandissimo scrittore, senz'altro da non perdere.
    Voglio sottolineare la mia esperienza di lettura in due versioni diverse, ottima quella di Marisa Sestito con le sue preziose note. ...continua

    Grande romanzo, grandissimo scrittore, senz'altro da non perdere.
    Voglio sottolineare la mia esperienza di lettura in due versioni diverse, ottima quella di Marisa Sestito con le sue preziose note.

    ha scritto il 

  • 5

    INCANTABLE

    E dopo queste grandi speranze non mi esimerò dal leggere il resto della sua bibliografia, dovessi anche metterci tutta la vita. Adoro i suoi personaggi, persi, buoni, cattivi, mutevoli, pentiti e anco ...continua

    E dopo queste grandi speranze non mi esimerò dal leggere il resto della sua bibliografia, dovessi anche metterci tutta la vita. Adoro i suoi personaggi, persi, buoni, cattivi, mutevoli, pentiti e ancora ancora ancora...con dickens piacevolmente leggo, mi piacerebbe leggerlo in orignale per gustarne meglio lo stile

    ha scritto il 

  • 4

    La complessità del testo, lo stile semplice ma efficace dell'Autore, la varietà dei temi trattati, rende il romanzo, fin dalle sue primissime battute, trascinante, in un mondo potentemente intriso di ...continua

    La complessità del testo, lo stile semplice ma efficace dell'Autore, la varietà dei temi trattati, rende il romanzo, fin dalle sue primissime battute, trascinante, in un mondo potentemente intriso di epoca vittoriana. Lo stile di scrittura è perfetto, difficile, ma con chiara e razionale distinzione e distribuzione delle varie parti come di solito sono i classici. Allo stesso tempo è scorrevole, il testo si distingue per la particolare vivacità intellettiva e avvedutezza, le osservazioni contenute sono ironiche e a volte di pacata tristezza, minuziose nei particolari e nella piena padronanza del linguaggio come solo i grandi scrittori sanno fare.

    ha scritto il 

  • 4

    E' difficile scrivere qualcosa dopo aver letto la brillante introduzione di Carlo Fruttero, che ci invita a riflettere sul perché nonostante tutto ancora oggi si legge Dickens, che è un po' l'equivale ...continua

    E' difficile scrivere qualcosa dopo aver letto la brillante introduzione di Carlo Fruttero, che ci invita a riflettere sul perché nonostante tutto ancora oggi si legge Dickens, che è un po' l'equivalente di un bel monumento a cui concedi uno sguardo mentre ci passi davanti, senza farti troppe domande sulla sua storia. E poi ci fornisce la risposta, tanto semplice quanto sensata: la forza evocativa delle sue immagini. Dickens non è un autore da citare, trovare delle frasi che estrapolate dal testo facciano esultare alla meraviglia delle parole è difficile, ma una volta che si inizia a leggere la prima pagina di un romanzo di questo autore inglese ci si ritrova fregati, inchiodati in un'altra epoca per altre 600, 700 o 800 pagine durante le quali s'incontreranno personaggi che resteranno per sempre nella nostra memoria, così come le atmosfere di cui sentiremo nostalgia appena inizia l'autunno. In realtà ho letto ancora ben poco di Dickens, ma David Copperfield e Grandi speranze son romanzi di una certa portata - e non solo quantitativa. Tra i due ammetto di aver preferito senz'altro quest'ultimo: è una storia così ricca di intrecci, di vite diverse, di ambienti contrastanti. Ed uno dei colpi di scena più riusciti che io abbia mai incontrato. Leggere Dickens richiede tempo, e a volte anche pazienza. Ma almeno per quanto mi riguarda, si viene ricompensati da ricchezze impagabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma che fatica! Ci sono anche rimasta male, e sono molto delusa da me stessa perchè io adoro Dickens. Credo che a rovinare tutto sia stato l'impatto con i personaggi, eccessivamente grotteschi per i mi ...continua

    Ma che fatica! Ci sono anche rimasta male, e sono molto delusa da me stessa perchè io adoro Dickens. Credo che a rovinare tutto sia stato l'impatto con i personaggi, eccessivamente grotteschi per i miei gusti. E' proprio una cosa di pelle, perchè non è la prima volta che inizio a leggere Grandi Speranze, e ogni volta l'ho sempre abbandonato più o meno nello stesso punto.L'incontro con Estella, per intenderci. Stavolta mi sono detta: partiamo da dove di solito lo lasci. Ma è stata una lettura forzata, lo ammetto. E' bello, intendiamoci. E' sempre il solito meraviglioso superlativo Dickens. Ma c'è qualcosa in questi personaggi che mi disturba fortemente e sì, la verità è che l'ho finito per dovere.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizia con uno degli incipit più famosi dell'epoca vittoriana Grandi speranze: il giorno di una brumosa vigilia di Natale il giovanissimo Pip, in visita alle tombe dei defunti genitori, viene terroriz ...continua

    Inizia con uno degli incipit più famosi dell'epoca vittoriana Grandi speranze: il giorno di una brumosa vigilia di Natale il giovanissimo Pip, in visita alle tombe dei defunti genitori, viene terrorizzato da un galeotto in fuga in cerca di cibo e di una lima. Nonostante desideri poco incorrere nelle ire della violenta sorella, Pip obbedisce, ma la fuga dell'uomo è di breve durata: il giorno successivo Magwitch, questo il nome del galeotto, viene ricatturato nelle paludi.
    Le stranezze nella vita di Pip non terminano qui: poco dopo l'episodio il ragazzino viene chiamato a Satis House, una dimora un tempo sontuosa ma adesso nel più completo disfacimento, dalla stramba Miss Havisham. La donna, abbandonata il giorno delle nozze molti anni prima, infesta Satis House come un fantasma, ancora nel lacero abito nuziale che aveva appena finito di indossare, non uscendo quasi dalla stanza buia in cui tutto è rimasto come in quel giorno. Pip, cui Miss Havisham chiede di andarla a trovare di tanto in tanto (e che lo stupisce con strambe richieste), s'innamora all'istante di Estella, l'algida protetta adottata dalla donna perché possa un giorno vendicarla dei torti subiti dal sesso maschile.
    Giunto all'età adatta per imparare un mestiere, Miss Havisham paga a Joe Gargery, il mite cognato di Pip, un compenso perché lo assuma come apprendista fabbro. Di malumore Pip si adatta alla povera esistenza che gli è sempre stata destinata. Ma poco dopo il ragazzo viene convocato da Mr. Jaggers, il legale di Miss Havisham, che gli comunica un'inaspettata notizia: un misterioso benefattore, che vuole restare anonimo, ha messo una grossa somma a disposizione di Pip perché venga educato come un gentiluomo a Londra. Non senza qualche senso di colpa nei confronti di Joe, ed eppure felice di mutare la sua misera condizione in una che gli consenta di essere al livello di Estella, Pip, convinto che il misterioso benefattore sia Miss Havisham e che gli abbia destinato la sua protetta, parte per Londra pieno di grandi speranze.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/08/speciale-romanzi-dappendice-grandi.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nonostante il rapporto tra me e questo autore (inteso come rapporto tra lettore e scrittore, elementare) non sia proprio idilliaco, devo ammettere che questa storia mi è piaciuta.
    Protagonista è il pi ...continua

    Nonostante il rapporto tra me e questo autore (inteso come rapporto tra lettore e scrittore, elementare) non sia proprio idilliaco, devo ammettere che questa storia mi è piaciuta.
    Protagonista è il piccolo Philip detto Pip, un ragazzino orfano cresciuto con le mani dalla sorella e beneamato dal marito di questa. Egli s'innamora della bella Estella, un'altra trovatella adottata da una famiglia ricca e usata come mezzo per vendicarsi degli uomini dalla sua zia adottiva tant'è che cresce altezzosa e fredda come il marmo.
    Il rapporto tra i due è sempre stato sbilanciato e anche col passare degli anni egli non può fare a meno di vedersi immeritevole dell'amore della fanciulla finché un giorno... scopritelo da voi!

    Le tematiche affrontate sono quella consueta dell'infanzia rubata cara a Dickens (tant'è che se ne occupa in ogni romanzo, persino in Canto di Natale) e quella molto ottocentesca delle "prigioni" e del "delitto"; infatti Pip sarà nel bene o nel male sempre legato a quel mondo oscuro.

    Scritto con una certa ironia molto gradevole e in grado di ridestare l'attenzione del lettore, può risultare a tratti abbastanza noioso durante i dialoghi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un grande classico - Pip è uno stronzetto

    Il nostro povero piccolo orfano Pip inaspettatamente si ritrova ad avere delle grandi aspettative, grazie ad un misterioso benefattore, e allora pensa bene di snobbare i suoi pochi affetti e di scegli ...continua

    Il nostro povero piccolo orfano Pip inaspettatamente si ritrova ad avere delle grandi aspettative, grazie ad un misterioso benefattore, e allora pensa bene di snobbare i suoi pochi affetti e di scegliersi amici più adatti al suo nuovo status comportandosi delle volte da vero stronzetto egoista.

    Se volete saperne qualcosina in più cliccate sul mio blog http://disequilibro.com/2015/07/02/leggere-libri-di-letteratura-rende-piu-intelligenti-e-empatici-grandi-speranze/

    ha scritto il 

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