Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Great Expectations

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(2883)

Language:English | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , Chi simplified , French , German , Spanish , Catalan , Greek , Danish

Isbn-10: 0140620168 | Isbn-13: 9780140620160 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Others , Library Binding , Audio CD , Unbound , Leather Bound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

Do you like Great Expectations ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Pip doesn't expect much from life...His sister makes it clear that her orphaned little brother is nothing but a burden on her. But suddenly things begin to change. Pip's narrow existence is blown apart when he finds an escaped criminal, is summoned to visit a mysterious old woman and meets the icy beauty Estella. Most astoundingly of all, an anonymous person gives him money to begin a new life in London. Are these events as random as they seem? Or does Pip's fate hang on a series of coincidences he could never have expected?
Sorting by
  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Il mio primo Dickens

    Ho visto il film (quello del 2012, di Mike Newell) il 27 dicembre 2014 o giù di lì, e il giorno dopo ho iniziato il libro. In genere faccio il contrario, ma fino a quel giorno ero alle prese con lo strepitoso Metello di Pratolini. Devo dire che il film mi era piaciuto moltissimo; ho affrontato du ...continue

    Ho visto il film (quello del 2012, di Mike Newell) il 27 dicembre 2014 o giù di lì, e il giorno dopo ho iniziato il libro. In genere faccio il contrario, ma fino a quel giorno ero alle prese con lo strepitoso Metello di Pratolini. Devo dire che il film mi era piaciuto moltissimo; ho affrontato dunque il libro (il mio primo Dickens) sapendo tutto della trama (un romanzo di formazione, che racconta la vicenda di Pip, orfano e di condizioni modeste ma con grandi aspirazioni di ascesa culturale e sociale, che diventato inaspettatamente ricco, vittima di un auto-inganno, si dimenticherà dell'amico Joe e in seguito questo sarà il suo rimpianto e il suo rimorso, ma anche l'occasione per la sua crescita spirituale e il suo riscatto finale). Ho riscontrato che il film non si era poi discostato molto dal testo e che alcuni attori erano stati proprio bravi a rendere vivi i personaggi, in particolare la Carter/miss Havisham e Finnes/Provis (un po' meno il protagonista e Joe). Il godimento nel leggere il libro a questo punto è stato soffermarmi di più sullo stile, scorrevole, ma mai banale (fantastiche in particolare le sue uscite ironiche e la scarsa indulgenza sullo straziare il lettore con parti tristi), sulle sottolineature sociali, sulle bacchettate ad un certo modo di essere e di pensare, sulla descrizione sommaria ma efficacissima dei vari milieu. Dickens racconta la storia in prima persona, come se fosse lui il protagonista. E ce ne dimentichiamo facilmente, potenza e maestria dell'autore. Seguiamo il racconto come se fosse davvero un resoconto della sua vita scritto da Pip, diventato grande. Salvo quando esce fuori la frase ironica, o la bacchettata sociale. Allora lì, non è più Pip, ma Charles, e i temi cari a Dickens (la condizione dell'infanzia, degli orfani, il sistema giudiziario e penitenziario volto a punire e non a redimere...), la sua volontà di denuncia sociale, emergono con forza.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Se col Circolo Pickwick avevo capito la grande e fervida fantasia di Dickens, con Grandi speranze ne ho visto la sua profondità e destrezza nel muoversi dal tragico all’ironico fino al terrore, dallo scandagliare così nitidamente l’animo umano al descrivere con immagini così perfette luoghi e sit ...continue

    Se col Circolo Pickwick avevo capito la grande e fervida fantasia di Dickens, con Grandi speranze ne ho visto la sua profondità e destrezza nel muoversi dal tragico all’ironico fino al terrore, dallo scandagliare così nitidamente l’animo umano al descrivere con immagini così perfette luoghi e situazioni. Uno scrittore con la S maiuscola, una storia che dall’inizio alla fine, ma soprattutto verso la fine, è un crescendo di emozioni e le speranze del titolo assumono, via via che la storia procede, un carattere più universale. Oltre alle speranze di Pip, ci sono le speranze della reclusa Miss Havisham che in Estella vuole vedere realizzate le sue speranze di vendetta. Ma sono anche le speranze di Magwitch, che vuole realizzare qualcosa di buono nella vita, e ci sono le speranze dei personaggi minori. La dolce Biddy che aspira a un posto di maestra e a una vita semplice e l’avrà, le speranze di Herbert che ha solo bisogno della spinta iniziale per poi continuare a farsi strada brillantemente. E’ un perfetto esempio di romanzo di formazione per il piccolo Pip (oltre che di splendido romanzo sull’amicizia!) che si farà uomo passando attraverso varie esperienze tutte segnate dall’ambiguo e spesso incomprensibile mondo degli adulti che gli ruotano intorno. Leggere Dickens è un’esperienza che dà tanto e scalda il cuore!

    said on 

  • 0

    The distinguishing quality of Dickens' people is that they are solitaries. They are people caught living in a world of their own. They soliloquize in it. The solitariness of people is paralleled by the solitariness of things. Philantrophy attacks people like a humor or an obvservable germ. By thi ...continue

    The distinguishing quality of Dickens' people is that they are solitaries. They are people caught living in a world of their own. They soliloquize in it. The solitariness of people is paralleled by the solitariness of things. Philantrophy attacks people like a humor or an obvservable germ. By this dissociation Dickens brings to us something of the fright of childhood.
    Some of the most wonderful scenes in GE are those in which people, presumably in the act of conversation, raptly soliloquize, using a fantastic provate language.
    From Don Quixote on, novels have frequently drawn our attention to the ambiguities of language and the varieties of its expressive relationship to life.
    Language as a means of communication is a provision for social and spiritual order. You cannot make "Order" with an integer, one thing alone, for order is definitively arelationship among things. Dicken's soliloquizing characters, for all their funniness (aloneness is inexorably funny, like the one of the man who slips on a banana peel, seen from the point of view of togheterness), suggert a world of isdolated integers, terrifying alone and unrelated.
    The book opens with a child's first conscious experience of his aloneness. Immediately an abrupt encounter occurs. His humans fragments suddenly shock against one other in collisions like those of Democritus'atoms.
    Tecnique is vision, an index of a vision of life that is human separatedness as the ordinary condition.
    Dickens lived in a time and an environment in which a full-scale demolition of traditional values was going on (the century of progress).
    People were becoming things and this (the ones that money can buy or that are the means for making money or for exalting prestige in abstract) were becoming more important than people. People were de-animated, robbed of their souls. So they are described by non human attributes or by such an exaggeration of or emphasis on one part of their appearance that they seen to be.
    In this book the subject is the etiology of guilt and of atonement.
    Moreover in Dickens' universe the association between people and objects acts not merely to illustrate a person's quality simbolically but it has a necessary metaphysical function.
    Miss Havisham has been guilty of an aggression against life in using the two children, Pip and Estella, as inanimate instrumente of revenge for her broken heart and she is being changes retributively into a fungus.
    Without benefit of psicology, Dickens saw the human soul reduced literally to the images occupying its inner life.

    said on 

  • 4

    Grandi speranze non ha, a mio avviso, la grandezza e l’originalità di David Copperfield (al quale avevo aggiunto addirittura una stella alle cinque disponibili), ma Dickens si conferma comunque un maestro nel prenderti per mano e guidarti nella storia che ha da raccontare descrivend ...continue

    Grandi speranze non ha, a mio avviso, la grandezza e l’originalità di David Copperfield (al quale avevo aggiunto addirittura una stella alle cinque disponibili), ma Dickens si conferma comunque un maestro nel prenderti per mano e guidarti nella storia che ha da raccontare descrivendo meravigliosamente bene l'energia racchiusa in ogni singolo personaggio. Questo libro è uno studio sulla debolezza umana e sul lento arrendersi dell’uomo al proprio inevitabile destino, vedi il mutamento caratteriale della bella e altezzosa Estella alla fine dell’opera. E’ anche un romanzo senza eroe, in quanto Pip, il protagonista principale delle vicende, non godrà delle grandi speranze promessegli dal suo inizialmente sconosciuto benefattore. E' però un romanzo molto piacevole, cosparso qua e là di uno humor britannico che fa sorridere quasi sempre, con una trama molto ben costruita e che non annoia mai, con una storia in sé molto fluida e a tratti, soprattutto nella seconda parte del libro, addirittura avvincente. In definitiva un altro bellissimo romanzo ottocentesco di cui difficilmente si potranno dimenticare i vari protagonisti (Pip, Joe, Estella, la signorina Havisham e tanti altri), con una prima parte che valuto 4 stelle e con una seconda parte da bottino pieno, quindi 5 stelle, il voto finale non potrà che essere la media fra le due, un bel 4,5.

    said on 

  • 4

    Ottima lettura

    Dopo aver letto il romanzo in un GdL mi rimane ancora poco da dire, se non che Dickens mi ha veramente colpito. Ho trovato la trama ben costruita, i personaggi e le situazioni descritti in maniera mirabile, sempre con un'ironia sapientemente calibrata; e soprattutto tanto sentimento e umanità. ...continue

    Dopo aver letto il romanzo in un GdL mi rimane ancora poco da dire, se non che Dickens mi ha veramente colpito. Ho trovato la trama ben costruita, i personaggi e le situazioni descritti in maniera mirabile, sempre con un'ironia sapientemente calibrata; e soprattutto tanto sentimento e umanità. Il voto reale sarebbe di 5 stelle invece di 4, il fatto è che mi riserbo di fare la modifica dopo aver letto altre opere di Dickens.

    said on 

  • 5

    Magnifico - 5.0/5.0

    Scriverò una recensione cortissima, perché non c'è affatto bisogno che mi dilunghi più di tanto; il mio autore preferito, il mio libro preferito. L'ho letto molto velocemente, e all'inizio pensavo addirittura di non riuscire a portarlo a termine. Be', mi sbagliavo. Questo classico ti cattura e ti ...continue

    Scriverò una recensione cortissima, perché non c'è affatto bisogno che mi dilunghi più di tanto; il mio autore preferito, il mio libro preferito. L'ho letto molto velocemente, e all'inizio pensavo addirittura di non riuscire a portarlo a termine. Be', mi sbagliavo. Questo classico ti cattura e ti appassiona, pieno di intrighi e misteri che, una volta svelati, andranno a comporre un unico, magnifico, mosaico letterario. Bellissimi e memorabili i personaggi.
    Insomma, questo libro resterà per sempre nel mio cuore.

    said on 

  • 5

    Pip, la storia di un ragazzo "tirato su con mani"... [9/10]

    Questa è la storia di Pip cresciuto in un villaggio nei pressi di una palude dove tutto è nebuloso come l'incertezza del futuro per chi nasce senza ricchezze.
    Non c'è posto per la noia tra queste pagine dove il magico pennello di Dickens fissa nell'immaginario del lettore vivide immagini. ...continue

    Questa è la storia di Pip cresciuto in un villaggio nei pressi di una palude dove tutto è nebuloso come l'incertezza del futuro per chi nasce senza ricchezze.
    Non c'è posto per la noia tra queste pagine dove il magico pennello di Dickens fissa nell'immaginario del lettore vivide immagini.
    I colpi di scena si susseguono in un eterno movimento.
    Grandi sono le speranze di un giovane apprendista fabbro che vuole migliorarsi per poi scoprire che la felicità ha bisogno di qualche sforzo ma non di sfarzi.

    said on 

  • 5

    Ho apprezzato moltissimo le atmosfere tipiche di Dickens e la sua caratterizzazione dei personaggi , a mio parere unica. L'evoluzione di Pip, le sue convinzioni, i dialoghi e l'ironia rendono l'opera brillante e per nulla banale.

    said on 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/26/grandi-speranze-charles-dickens/
    “- Allora, Herbert, - rispondevo - parliamo con serietà dei nostri affari.
    Ricavavamo sempre una profonda soddisfazione dal darci appuntamento a questo scopo. Io pensavo sempre che era quello ciò che signi ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2014/11/26/grandi-speranze-charles-dickens/
    “- Allora, Herbert, - rispondevo - parliamo con serietà dei nostri affari.
    Ricavavamo sempre una profonda soddisfazione dal darci appuntamento a questo scopo. Io pensavo sempre che era quello ciò che significava occuparsi d’affari, che era quello il modo di affrontare la cosa, che era quello il modo di afferrare il nemico per la gola. E so che anche per Herbert era così.
    Ordinavamo qualcosa di molto speciale per pranzo, con una bottiglia di qualcosa egualmente fuori dal comune, in modo da fortificarci l’animo per l’occasione, e da essere perfettamente all’altezza della situazione. Finito il pranzo, tiravamo fuori un mazzo di penne, una notevole scorta di inchiostro, e una gran quantità di carta da scrivere e carta assorbente. Perché c’è qualcosa di molto confortante nell’essere ben forniti di cancelleria.
    Allora io prendevo un foglio di carta e in alto, nel mezzo, in bella scrittura, vi scrivevo: “Promemoria dei debiti di Pip”, aggiungendo con grande cura Barnard’s Inn e la data. Anche Herbert prendeva un foglio di carta e scriveva in alto, in mezzo, seguendo simili formalità: “Promemoria dei debiti di Herbert”.
    Ognuno di noi allora consultava un confuso mucchio di carte che teneva lì di fianco, carte che erano state buttate in dei cassetti, dimenticate dentro gli angoli delle tasche, mezze bruciacchiate per accendere delle candele, rimaste infilate per settimane negli specchi, o danneggiate in mille altri modi. Il fruscio delle nostre penne che scorrevano ci rinvigoriva moltissimo, al punto che talora trovavo difficile distinguere tra quell’edificante procedimento amministrativo e l’effettivo pagamento del denaro. Dal punto di vista del merito, le due cose sembravano più o meno uguali”.
    (Charles Dickens, “Grandi speranze”, ed. Newton Compton editori)
    Alla “scoperta” tardiva di Charles Dickens, eccomi a “Grandi speranze”, terzo romanzo che ho letto dell’autore inglese, dopo “Tempi difficili” e “Il nostro comune amico”. Anche stavolta sono rimasto soddisfatto e posso ormai dire che Dickens mi piace, sebbene non tocchi, non così spesso e così a fondo come altri, certe mie zone come altri autori riescono a fare. Poco male, non sempre è necessario attraversare il sottosuolo, e si può fare anche in maniera diversa, così come accade con Dickens, che in “Grandi speranze” narra una vicenda ingarbugliata, forse non troppo verosimile in alcune sue costruzioni forzate, ma che rappresenta un cammino di formazione e di progressiva presa di coscienza delle illusioni, degli inganni che hanno costituito il percorso esistenziale di Pip, il protagonista narratore.
    Pip emerge al mondo direttamente dalle paludi nebbiose che affiancano il cimitero nel quale sono sepolti i suoi genitori. Il primo ricordo che ha riguarda l’incontro con un misterioso vagabondo, che poi si rivelerà essere un forzato e che rivestirà un ruolo fondamentale nel corso della sua vita. Pip vive con l’autoritaria sorella e con Joe, un fabbro al quale il ragazzino si lega sempre più e presso il quale, cresciuto, comincia ad apprendere anche lui i rudimenti del mestiere. L’esistenza di Pip sembra così essere ristretta a quell’ambiente provinciale, oscuro, malinconico, finché nel suo grigio percorso appaiono un avvocato, Mr. Jaggers e una spettrale anziana signora, Miss Avisham, che vive da anni segregata nella sua casa, con addosso un abito da sposa. Per Pip si aprono, inaspettatamente, “grandi speranze” di cambiamento. L’avvocato Jaggers gli prospetta la possibilità di trasferirsi a Londra, perché un misterioso benefattore ha preso a cuore la causa di Pip e vuole elevarlo dalla condizione misera e provinciale per fare di lui un “uomo della City”. Pip, che intanto ha conosciuto Estella, invaghendosi paurosamente di lei, accetta il destino che altri sembrano aver tracciato per lui e parte per Londra.
    Il resto della storia dimostrerà il lato oscuro di quelle “grandi speranze” e quello luminoso di ciò che, invece, gli appariva nebuloso. Pip avrà a che fare con benefattori veri o presunti, con personaggi maligni e altri che al contrario lo sorprenderanno per la loro umanità. Lascio però al lettore il piacere di scoprire il resto della vicenda, l’intreccio narrativo e lo stile spesso divertito e divertente con il quale Dickens tratta la sua materia. Il romanzo in certe pagine è esilarante, ma non manca l’occasione per riflettere anche sul potere del denaro e soprattutto sul tema che dà il titolo all’opera, cioè sulle aspettative che l’esistenza crea in noi, che noi stessi fondiamo su basi spesso immaginarie, speranze tanto più disattese quanto più grandi erano, e che pure, alla fine, pur nella cocente delusione derivante dalla disillusione, dobbiamo apprezzare perché, senza di esse, non avremmo avuto che una tenebrosa palude nella quale scorrere il tempo.

    said on 

Sorting by