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Great House

A Novel

By

Publisher: WW Norton & Co

3.5
(205)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0393079988 | Isbn-13: 9780393079982 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
The lives of four strangers are thrown into chaos over an enormous, stolen desk, including an antique dealer in Jerusalem, a man in London and an American ...
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  • 5

    " Ci sarà tempo / per preparti una faccia per incontrare le facce che incontri" (Prufrock - ossia Eliot)

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo achito sembra dominare una nota più cupa: qui la memoria del passato, nel primo libro s ...continue

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo achito sembra dominare una nota più cupa: qui la memoria del passato, nel primo libro sottesa ma relativamente taciuta, diventa tratto portante. Di più, manca la voce dell'Alma bambina che nell'altro romanzo alleggeriva ulteriormente l'insieme.
    Ma è qui che veramente viene fuori l'incanto di questa scrittura, che sembra raccogliere e sublimare -se mi si permette l'azzardo- l'intensità emotiva di Grossman, i toni rauchi di pianto di cui è saturo l'ultimo romanzo ("Caduto fuori dal tempo"), ma anche la memoria dolorosa del precedente ("A un cerbiatto somiglia il mio amore") ed in generale di tutta la sua pur splendida produzione.
    Come faccio di solito ho cercato nella lettura una frase da riportare come titolo, ma dopo averne individuate una dozzina ho smesso: la verità è che raramente mi sono capitate 334 pagine di questo livello.
    E' bellezza pura, davvero.
    Ed è incredibile che pur essendo di fatto composto da quattro storie semi-svincolate, collegate come sono dalla sola enorme scrivania che è la vera protagonista del romanzo e l'icona della memoria, è incredibile dicevo che pur essendo composto da quattro parti risulti così integro e così liscio nella lettura, e che le diverse narrazioni riescano ad avere il medesimo peso ed il medesimo spessore, e nessuna prevalga su un'altra.
    Credo sia uno dei libri più profondamente "belli" che ho letto.

    "Ed arse la casa del Signore e la casa del Re, e tutte l'altre case di Ierusalem: insomma, egli arse col fuoco tutte le case grandi" (Libro dei Re)
    "Volevo essere giudicata per quanto ho fatto della mia vita, e invece adesso sarò giudicata per il modo in cui l'ho descritta."
    "L'atto d'amore è una confessione (Camus). Il mio amore per lei era una sconfitta dell'immaginazione."
    Ve l'ho detto che il libro della Krauss mi aveva presa molto. Non sapevo neanch'io però di esserne così presa da non riuscire ad affrontarne un altro con entusiasmo (finchè oggi ho trovato quello giusto, evviva). Sono quindi rimasta a passeggiare tra queste pagine, a riordinare dettagli, a chiudere gli ultimi cassetti rimasti aperti.
    In particolare ho riletto "Piscine naturali", che forse, nonostante confermi assolutamente l'omogeneità del testo, rimane il capitolo che più degli altri ha trovato modo di sedimentarsi in qualche modo dentro di me. E mi ha scossa parecchio per la seconda volta; la terza citazione riportata viene da qui. Ecco tutto.

    said on 

  • 5

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenziosamente, la vita di chi lo possiede. Cassetti chiusi con chiavi poi smarrite, cassetti apert ...continue

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenziosamente, la vita di chi lo possiede. Cassetti chiusi con chiavi poi smarrite, cassetti aperti e usati ogni giorno, cassetti segreti di cui nessuno conosce l’esistenza, oggetti lasciati in bella vista o abbandonati, sepolti da altri più recenti o dalla polvere del tempo, ordine e disordine mai casuali, tutto ciò rappresenta un puzzle di indizi, piccoli dettagli, frammenti di storia e di ricordi, ciò che resta e parla di noi mentre la vita passa oltre, e mentre le tracce di noi diventano memoria, nelle persone e perfino nei luoghi e nelle cose che incrociano il nostro percorso.
    In questa prospettiva dunque, anche un oggetto acquisisce un’anima, e può diventare protagonista, (im)mobile e muto testimone, in grado di raccontare storie, ma solo a chi ha cuore e mente aperti per sentire, più che ascoltare, ed è proprio di questo che parla questo bellissimo e sorprendente romanzo, atipico sotto tanti punti di vista, primo fra tutti il fatto che, per l'appunto, protagonista assoluta, silenziosa e austera nella sua imponenza a tratti inquietante, è una scrivania. Un oggetto che, simbolicamente ma anche fisicamente, ha custodito per decenni al suo interno segreti inconfessabili, una scrivania che è stata depositaria inconsapevole di sogni, progetti e sentimenti, che hanno attraversato indenni e indelebili il tempo e la Storia, quella vera, quella grande, quella che ha spesso, troppo spesso, deciso destini e destinazioni, e che ha relegato piccole storie al dimenticatoio di polverosi cassetti chiusi a chiave; oppure aperti perfino, ma con messaggi che aspettavano il loro tempo e le persone giuste per essere decifrati. Piccole storie che hanno aspettato, con pazienza e con la tenacia che solo gli oggetti antichi possiedono, che il Tempo e la Storia facessero il loro corso, che silenziosi indizi diventassero campane assordanti di sentimenti che hanno atteso troppo, e che ora gridano e vogliono luce e verità.
    Intorno a questa scrivania si sono vissute, dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri, le tre storie che ci vengono raccontate in prima persona dai tre protagonisti in luoghi e in tempi diversi, a ricostruire le loro vicende intrecciate con gli spostamenti di questo oggetto, via via regalato, venduto, rubato o trafugato, con tre stili narrativi diversi ma mai pesanti, che creano un racconto a tre voci avvincente come un noir atipico e originale, come tre cassetti della memoria che hanno pazientemente atteso il loro momento per essere aperti contemporaneamente, e che non possono e non vogliono più essere richiusi.
    Perchè, si sa, le persone passano, ma le idee restano... i pensieri e i sentimenti non hanno tempo, non hanno età, non invecchiano, nè muoiono. Aspettano pazientemente la giusta chiave, di lettura e non, per dare senso, anche dopo decenni, ad un amore fatto di silenzi, ad una vita di inquietudine e di ribellione, a una ricerca ostinata in giro per l’Europa, per mantenere una promessa, ad ogni costo.

    said on 

  • 4

    Al que le fascinara "La historia del amor", quizá esta segunda novela de Krauss no le parezca tan buena.
    Krauss es una maestra del lenguaje, y aquí vuelve a hacer uso de su fuerza para mostrarnos, sin ambages, a que sabe el licor de la pérdida y del dolor.
    Para ello crea un buen entra ...continue

    Al que le fascinara "La historia del amor", quizá esta segunda novela de Krauss no le parezca tan buena.
    Krauss es una maestra del lenguaje, y aquí vuelve a hacer uso de su fuerza para mostrarnos, sin ambages, a que sabe el licor de la pérdida y del dolor.
    Para ello crea un buen entramado de historias personales, marcadas por la misteriosa presencia de un escritorio cuya propiedad pudo estar en su día en manos de García Lorca.
    No es una lectura fácil y al uso. Tiene partes difíciles para un iniciado, y todo está narrado con la técnica de la primera persona.
    Pero, para mí, esta mujer tiene un don: el talento indiscutible e inconfundible que acompaña a muy pocos escritores.
    Literatura sincera y de calidad.

    said on 

  • 4

    Un libro articolato, complesso, che l'autrice riesce però a farti seguire bene, anche se per un paio di volte ho dovuto rileggere parti intere per aver chiaro qualche passaggio.
    E' una fatica ben spesa, in ogni caso.
    Il libro è dominato da cima a fondo da un clima plumbeo, che si rass ...continue

    Un libro articolato, complesso, che l'autrice riesce però a farti seguire bene, anche se per un paio di volte ho dovuto rileggere parti intere per aver chiaro qualche passaggio.
    E' una fatica ben spesa, in ogni caso.
    Il libro è dominato da cima a fondo da un clima plumbeo, che si rasserena solo a tratti e mai in modo definitivo.
    Autrice davvero interessante, la leggerò anche in futuro.

    said on 

  • 3

    Abbiate fiducia

    Avete mai visto un ragno che costruisce la ragnatela? All'inizio é solo una bava di seta abbandonata al vento. Magari ve la siete scostata dal viso o dai polsi una mattina in montagna senza sapere cosa fosse. Quando la bava approda su un ramo, il ragno la fissa e ne lanci un'altra nella brezza, p ...continue

    Avete mai visto un ragno che costruisce la ragnatela? All'inizio é solo una bava di seta abbandonata al vento. Magari ve la siete scostata dal viso o dai polsi una mattina in montagna senza sapere cosa fosse. Quando la bava approda su un ramo, il ragno la fissa e ne lanci un'altra nella brezza, procedendo cosi fino a quando non ha ottenuto un invisibile pentagono. Lo suddivide quindi in settori triangolari li unisce con una spirale, dall'esterno all'interno.
    L' estrema funzionalità e semplicità rendono questa struttura un soggetto carico di bellezza, specialmente se ci si riverberano dei raggi solari o se, ancora meglio, una bruma umida la cosparge di minuscole goccioline. La ragnatela é uno spettacolo umile in cui chi vuole scorgere qualcosa di divino può farlo. Comunque essa rispecchia un ordine di natura superiore, o la superiorità dell'ordine naturale delle cose, che é il modo di dirlo che preferisco.
    L'apparente casualità di un inisibile filo lasciato al vento si riempe di poesia sublimandosi nella funzionalità finale.

    Questi libro é un po' così, composto da una serie di episodi lanciati casualmente nel vuoto che raccontano le vicende di un manipolo di persone, in diversi punti del tempo e del mondo. Le vicende, che si sfiorano appena, formano come un mare tumultuoso tra i cui flutti si vede emergere per poi repentinamente sprofondare una sagoma che si fa via via sempre più familiare anche al contempo sempre più sfuggevole. La vicenda sottesa ai salti temporali e ai cambi di prospettiva rimane a lungo fumosa ed imprendibile, proprio come i fili del ragno, da cui veniamo tuttavia sfiorai e che sono più un fastidio che altro.
    La Krauss é brava: utilizza un linguaggio raffinato, ricco di metafore, quasi europeo, per seminare tracce quasi invisibili e per riempire il non detto di una tensione palpabile, dando vita ad un nocciolo duro e resistente di silenzio inviolato attorno a cui tutto il libro si aviluppa rimanendo tuttavia in movimento.
    Solo che la magia del ragno non le riesce ed invece che nascondersi accuratamente, fa un errore tipicamente femminile: lo sfoggio di troppa bravura. Questo essere sempre in tiro si frappone tra chi legge e la vicenda come un muro di gomma, trasparente ed impenetrabile. Fatale. Da cosa questo dipenda lo si decide in base a che posto vogliamo dare a Nicole Krauss nel panorama degli scrittori americani. Io mi sono trovata a leggere, casualmente, tutto il suo, e credo che con il tempo diverrà molto più brava di quanto già non sia. Deve solo prendere sicurezza per evitare quegli errori che una certa ansia da prestazione fanno fare, tipo certe situazioni telefonatissime o un eccessivo puntiglio nello snocciolare nomi nella paura che il lettore non capisca o non conosca. Ho avuto la sensazione che invece che lavorare per il libro o per il lettore la Krauss lavorasse per se stessa, appropriandosi in modo troppo brusco di situazioni e drammi che tutto sommato non le appartengono, voltandosi di tanto in tanto verso di me per spiegarmi questo o quello e sanare un duplice dubbio.
    Uno riguarda me, il lettore: sarò abbastanza intelligente e preparata per cogliere i suoi colti riferimenti? Uno riguarda se stessa, e la coinvolge forse di più: sarà abbastanza opportuna per esprimersi al meglio? Saprà far capire al mondo quanto vale?
    Questa ambivalenza mi ha molto intenerito, cosi come, alla fine, mi ha intenerio l'impatto che questa incertezza ha sul materiale narrato. Come se abitando quell'intercapedine di silenzio che lo scrittore deve preservare per il raporto tra lettore e scritto, la Krauss impreziosisse quel silenzio, lo rendesse materia , lo imprigionasse e lo nascondesse per un momento futuro, facendone il vero accadimento. Come un bambino che preso da un momentaneo imbarazzo di fronte ad una scelta, decidesse di chiudere in un cassetto segreto e specialissimo un nulla ugualmente prezioso, al punto da inseguirlo per tutta la vita per recuperalo.

    Nella vecchia birreria di Unna, ora trasformata in museo di arte contemporanea, c'è un'opera molto interessante che occupa un'intera stanza. Sul pavimento, con dei neon tubolari, é scritta una frase, che si potrebbe leggere facilmente se non venisse occcultata dai numerosi ponteggi che servono appunto per attraversare lo stanzone e che occultano in modo programmato ora una ora l'altra parola oscurando il senso della frase. Lo spettatore si vede costretto quindi, per soddisfare la propria.curiosità ad andare avanti ed indietro per i ponteggi, ad attaccare fili di senso attraverso quell'ambiente ostile per tessere una visione d'insieme e comprendere la frase che poi dice appunto che per essere capita l'opera d'arte necessita appunto di un movimento da parte del fruitore. La bellezza, in questo lavoro, risiede proprio negli spettatori che corrono avanti ed indietro eccitati e incuriositi, finalmente chiamati in causa. Costretti a muoversi rispetto ad un'opera che invece rimane li, ferma ma in qualche misterioso modo in movimento. L'esperienza che ne deriva, il cortocircuito del rapporto opera d'arte/osservatore produce un effettivo cambiamento in chi guarda, che diviene in tutto e per tutto parte integrante di una performance che di per se non ha nulla di classicamente bello.

    Ecco insomma,...la suddivisione di un racconto in tante particelle che debbono poi essere messe insieme dal lettore mi pare non abbia nulla di particolarmente originale. Men che meno il romanzo suddiviso in racconti La Strout che nel suo Olive Kitteridge racconta la protagonista con una decina di racconti che per cosi dire le girano intorno, oppure, mi si dice, l'ottimo Sofia veste sempre di nero o anche Delillo in Underworld. E poi quella pirotecnica trovata di Cortazar ne Il gioco del mondo. Ce ne sono quanti se ne vuole. Eppure, quando succede, quando il lettore si trova inghippato in questo tipo di romanzi c'è sempre un'eccitazione un po' speciale. Forse perché, in queso modo ci si sente un po' meno passivi, o forse perché si ha la sensazione di risolvere un trucco e non tutti ce la fanno ma noi si.
    La cosa che a me pare degna di nota é che questa scelta stilistica necessita di una dose di maggior fiducia che una narrazione lineare. Fiducia. Significa essere capaci di non capire nulla per pagine e pagine e comunque di andare avanti. Un lettore che crede nella buona fede di chi scrive é un gran regalo, quasi un privilegio, così come uno scrittore capace, con misteri tutti suoi, di non farti desistere.

    Era forse su questa partecipazione che contava Krauss mentre saltabeccando qui e là profilava la storia di un piccolo vuoto nel centro del cuore di un uomo che saltabeccava qui e là. Questo cercava: la fiducia. E questo é stato per me, il valore del libro: dieci giorni passati a confidare.
    Il segreto svelato alla fine, proprio nelle ultime pagine, é poca cosa.
    Quando la tua mente é capace di grondare fiducia alla ricerca di un ramo, come un sottile filo di seta per far la ragnatela, un cassetto vuoto é solo un inutile particolare.

    said on 

  • 4

    Avevo deciso di non leggere più americani dopo De Lillo,ma una mia amica mi ha detto :" non conosci la Krauss? Scrive benissimo!" È vero,la scrittura e' magnifica,ma di questo libro 70 pagine sono folgoranti. Mi spiego meglio: il romanzo e ' diviso in quattro parti,che formano quasi quattro roman ...continue

    Avevo deciso di non leggere più americani dopo De Lillo,ma una mia amica mi ha detto :" non conosci la Krauss? Scrive benissimo!" È vero,la scrittura e' magnifica,ma di questo libro 70 pagine sono folgoranti. Mi spiego meglio: il romanzo e ' diviso in quattro parti,che formano quasi quattro romanzi separati,di questi Vera gentilezza e' straordinaria. Se siete una coppia con due figli maschi,il maggiore allegro,estroverso,pieno di amici,il secondo più complicato,chiuso,se siete una madre protettiva soprattutto nei confronti del piccolo,se il padre pensa che siano solo storie e un po' di sano autoritarismo non abbia mai fatto male a nessuno,dovete assolutamente leggere queste 70 pagine e troverete raccontate le più sottili dinamiche famigliari con una intensità rara ,con una verità così totale,che mai ho incontrato in un libro in vita mia.

    said on 

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