Great House

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Publisher: Viking (Penguin)

3.6
(235)

Language: English | Number of Pages: 289 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Chi traditional , Spanish , German

Isbn-10: 0670919330 | Isbn-13: 9780670919338 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , eBook , Paperback

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Book Description
For twenty-five years, a solitary American novelist has been writing at the desk she inherited from a young poet who disappeared at the hands of Pinochet's secret police; one day a girl claiming to be the poet's daughter arrives to take it away, sending the writer's life reeling. Across the ocean, in the leafy suburbs of London, a man caring for his dying wife discovers, among her papers, a lock of hair that unravels a terrible secret. In Jerusalem, an antiques dealer slowly reassembles his father's study, plundered by the Nazis from Budapest in 1944. Connecting these stories is a desk of many drawers that exerts a power over those who possess it or give it away. As the narrators of Great House make their confessions, the desk takes on more and more meaning, and comes finally to stand for all that has been taken from them, and all that binds them to what has disappeared. Great House is a story haunted by questions: What do we pass on to our children, and how do they absorb our dreams and losses? How do we respond to disappearance, destruction, and change?
Nicole Krauss has written a soaring, powerful novel about memory struggling to create a meaningful permanence in the face of inevitable loss.
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  • 4

    Per amanti della bella scrittura

    La giovane autrice de “La storia dell’amore” ritenta la scalata al successo con un romanzo dalla struttura singolare, anche se non innovativa, in cui si intrecciano quattro vicende narrate a capitoli ...continue

    La giovane autrice de “La storia dell’amore” ritenta la scalata al successo con un romanzo dalla struttura singolare, anche se non innovativa, in cui si intrecciano quattro vicende narrate a capitoli alterni. Quattro storie lontane fra loro come disposizione geografica e collocamento temporale ma con qualche elemento comune a fare da anello di congiunzione alle vite dei personaggi.
    Sono le storie di Nadia, scrittrice Newyorchese incapace di esprimere sentimenti ed emozioni se non attraverso la scrittura; di Dovik e suo padre, con quest’ultimo che fin dalla nascita del figlio percepisce che questi svilupperà un rapporto profondo con la madre, intuendo da subito quello che la vita gli presenterà come una conseguenza, ovvero un rapporto difficilissimo con il figlio, un rapporto in cui l’amore sarà soffocato da incomprensioni e mancato dialogo per quasi un’intera esistenza; di Lotte Berg, scrittrice inglese di origine tedesca, fuggita dagli orrori della seconda guerra mondiale e da un orrore che sconvolgerà la sua esistenza prima, e quella del marito dopo la sua scomparsa; la storia, infine , dei fratelli Yoav e Leah Weisz e del padre George, famiglia in costante itinere alla ricerca di oggetti perduti insieme al loro bagaglio di ricordi ed emozioni.
    Proprio uno di questi oggetti costituisce l’anello di unione tra le varie storie, una imponente scrivania la cui storia attraversa quasi un secolo appartendendo, si dice, al grande poeta Garcia Lorca ed entrando in possesso, grazie ai volubili mutamenti del destino, ad alcuni personaggi del libro.
    La narrazione avviene sempre in prima persona e prende la forma di un lungo monologo interiore, una profonda disamina dei rapporti con l’altro e una lucida visione di come i propri sentimenti sgorghino dal profondo rivestiti di una carica destinata a scontrarsi ed accordarsi con quelli antagonisti. Decisamente efficace la capacità di immedesimare il lettore con l’io narrante di turno, fondendoli ad una profondità tale da non poterli più distinguere, riuscendo a far vivere in prima persona tutta una serie di stati d’animo veramente complessi e profondi. In questo senso assume importanza, ed una decisa lode a parer mio, la scrittura sofisticata e ricercata della Krauss, che ricorda un finissimo lavoro di cesello alla ricerca della parola e della forma più appropriate. Ci si ritrova spesso a rileggere interi periodi per il solo gusto di assaporare con quanta ricercatezza si siano potuti esprimere anche pensieri non particolarmente complicati, anche se a volte si ha l’impressione che l’autrice abbia ecceduto nell’autocelebrazione.
    Credo che la forza di questo romanzo risieda, oltre che nellla scrittura di alto livello, nella notevole capacità di riconoscere e descrivere gli stati d’animo ed emozioni che a turno vengono espressi dai protagonisti, con una menzione speciale alla vicenda del difficile rapporto padre-figlio, caratterizzato da una incomunicabilità cronica in cui potrebbero riconoscersi in tantissimi.
    Il punto debole potrebbe essere una eccessiva distanza tra le varie storie, con degli anelli di giunzione un po’ troppo deboli che lasciano l’impressione che il lavoro risulti incompleto, così come la decisa tendenza a lasciare aperti tanti possibili spiragli di giudizio da parte del lettore.
    In definitiva un romanzo che mette sul piatto la prelibatezza di una scrittura piacevole e raffinata e che permette al lettore di esplorare in maniera completa stati d’animo di una certa complessità lasciandogli la libertà di muoversi al loro interno per svilupparli secondo la propria personalità.
    L’autrice, Nicole Krauss, una volta conosciuta come la moglie del più noto Jonhatan Safran Foer, dimostra le sue elevate capacità letterarie lasciando intravedere un futuro molto promettente, complice anche la giovane età.

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  • 3

    Lasco, l'intreccio delle vicende è fuffa postuma

    Bellissimo l'inizio ma poi i personaggi cominciano ad altalenarsi e non c'è una vera e propria chiusa capace di riunirli.
    I personaggi stessi sono improbabili ma ripetitivi in modo poco armonico, le f ...continue

    Bellissimo l'inizio ma poi i personaggi cominciano ad altalenarsi e non c'è una vera e propria chiusa capace di riunirli.
    I personaggi stessi sono improbabili ma ripetitivi in modo poco armonico, le femmine in particolar modo sono tutte simili (stralunate antisociali) e la storia del padre con i due figli maschi non arriva mai davvero da nessuna parte (o almeno io non ho capito se Dov, il figlio sofferente, incontrava le vicende degli altri personaggi. Era il marito trascurato della scrittrice? Ma soprattutto cambia qualcosa? Se la scrivania si fosse fermata da Lotte a Varsky alla scrittrice spiantatella dell'incipit sarebbe stato meglio. Il sadico antiquario coi figli incestuosi è troppo, e la fidanzatina di Yoav non riscuote interesse.)

    Per il resto sempre ebrei e cultura ebraica e un fugace momento in cui ti ritrovi a pensare che gli israeliani abbiano dei sentimenti e poi le nostre vite tutte legate da un filo sottile, da una massiccia scrivania, dalle stesse sofferenze e da quei sentimenti inesplicabili.

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  • 0

    Puffff

    Si al llegar a la cuarta parte del libro no me dice nada, lo dejo. Y esto me ha pasado a mi. No me engancha, no cuenta nada interesante... Está bien escrito, pero punto y final.

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  • 4

    這不是一本容易閱讀的書,即便我花了五、六天的時間看完,被書中濃濃的憂傷所牽引,卻仍無法清楚梳理書中肌理與脈絡,需要假以時日再重讀一次。

    一張書桌。四段人生。不同時空的人生被一張書桌連結在一起。這是張具體的書桌,也是張抽象的羈絆,每個人心裡都有那張書桌,讓你倚靠,藏匿秘密,累了趴在上頭停歇流淚,愛上時書寫情書,遺失時不斷尋覓,終其一生……

    作者太強大了。把憂傷緊緊包圍,讓人喘不過氣。人與人之間的關係 ...continue

    這不是一本容易閱讀的書,即便我花了五、六天的時間看完,被書中濃濃的憂傷所牽引,卻仍無法清楚梳理書中肌理與脈絡,需要假以時日再重讀一次。

    一張書桌。四段人生。不同時空的人生被一張書桌連結在一起。這是張具體的書桌,也是張抽象的羈絆,每個人心裡都有那張書桌,讓你倚靠,藏匿秘密,累了趴在上頭停歇流淚,愛上時書寫情書,遺失時不斷尋覓,終其一生……

    作者太強大了。把憂傷緊緊包圍,讓人喘不過氣。人與人之間的關係,細如絲線,需細細抽絲剝繭梳理其間脈絡,但並不妨礙閱讀的樂趣。不過真的需要靜下心來,深夜,是最好的閱讀時光。

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  • 5

    " Ci sarà tempo / per preparti una faccia per incontrare le facce che incontri" (Prufrock - ossia Eliot)

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo ac ...continue

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo achito sembra dominare una nota più cupa: qui la memoria del passato, nel primo libro sottesa ma relativamente taciuta, diventa tratto portante. Di più, manca la voce dell'Alma bambina che nell'altro romanzo alleggeriva ulteriormente l'insieme.
    Ma è qui che veramente viene fuori l'incanto di questa scrittura, che sembra raccogliere e sublimare -se mi si permette l'azzardo- l'intensità emotiva di Grossman, i toni rauchi di pianto di cui è saturo l'ultimo romanzo ("Caduto fuori dal tempo"), ma anche la memoria dolorosa del precedente ("A un cerbiatto somiglia il mio amore") ed in generale di tutta la sua pur splendida produzione.
    Come faccio di solito ho cercato nella lettura una frase da riportare come titolo, ma dopo averne individuate una dozzina ho smesso: la verità è che raramente mi sono capitate 334 pagine di questo livello.
    E' bellezza pura, davvero.
    Ed è incredibile che pur essendo di fatto composto da quattro storie semi-svincolate, collegate come sono dalla sola enorme scrivania che è la vera protagonista del romanzo e l'icona della memoria, è incredibile dicevo che pur essendo composto da quattro parti risulti così integro e così liscio nella lettura, e che le diverse narrazioni riescano ad avere il medesimo peso ed il medesimo spessore, e nessuna prevalga su un'altra.
    Credo sia uno dei libri più profondamente "belli" che ho letto.

    "Ed arse la casa del Signore e la casa del Re, e tutte l'altre case di Ierusalem: insomma, egli arse col fuoco tutte le case grandi" (Libro dei Re)
    "Volevo essere giudicata per quanto ho fatto della mia vita, e invece adesso sarò giudicata per il modo in cui l'ho descritta."
    "L'atto d'amore è una confessione (Camus). Il mio amore per lei era una sconfitta dell'immaginazione."
    Ve l'ho detto che il libro della Krauss mi aveva presa molto. Non sapevo neanch'io però di esserne così presa da non riuscire ad affrontarne un altro con entusiasmo (finchè oggi ho trovato quello giusto, evviva). Sono quindi rimasta a passeggiare tra queste pagine, a riordinare dettagli, a chiudere gli ultimi cassetti rimasti aperti.
    In particolare ho riletto "Piscine naturali", che forse, nonostante confermi assolutamente l'omogeneità del testo, rimane il capitolo che più degli altri ha trovato modo di sedimentarsi in qualche modo dentro di me. E mi ha scossa parecchio per la seconda volta; la terza citazione riportata viene da qui. Ecco tutto.

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  • 5

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenzios ...continue

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenziosamente, la vita di chi lo possiede. Cassetti chiusi con chiavi poi smarrite, cassetti aperti e usati ogni giorno, cassetti segreti di cui nessuno conosce l’esistenza, oggetti lasciati in bella vista o abbandonati, sepolti da altri più recenti o dalla polvere del tempo, ordine e disordine mai casuali, tutto ciò rappresenta un puzzle di indizi, piccoli dettagli, frammenti di storia e di ricordi, ciò che resta e parla di noi mentre la vita passa oltre, e mentre le tracce di noi diventano memoria, nelle persone e perfino nei luoghi e nelle cose che incrociano il nostro percorso.
    In questa prospettiva dunque, anche un oggetto acquisisce un’anima, e può diventare protagonista, (im)mobile e muto testimone, in grado di raccontare storie, ma solo a chi ha cuore e mente aperti per sentire, più che ascoltare, ed è proprio di questo che parla questo bellissimo e sorprendente romanzo, atipico sotto tanti punti di vista, primo fra tutti il fatto che, per l'appunto, protagonista assoluta, silenziosa e austera nella sua imponenza a tratti inquietante, è una scrivania. Un oggetto che, simbolicamente ma anche fisicamente, ha custodito per decenni al suo interno segreti inconfessabili, una scrivania che è stata depositaria inconsapevole di sogni, progetti e sentimenti, che hanno attraversato indenni e indelebili il tempo e la Storia, quella vera, quella grande, quella che ha spesso, troppo spesso, deciso destini e destinazioni, e che ha relegato piccole storie al dimenticatoio di polverosi cassetti chiusi a chiave; oppure aperti perfino, ma con messaggi che aspettavano il loro tempo e le persone giuste per essere decifrati. Piccole storie che hanno aspettato, con pazienza e con la tenacia che solo gli oggetti antichi possiedono, che il Tempo e la Storia facessero il loro corso, che silenziosi indizi diventassero campane assordanti di sentimenti che hanno atteso troppo, e che ora gridano e vogliono luce e verità.
    Intorno a questa scrivania si sono vissute, dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri, le tre storie che ci vengono raccontate in prima persona dai tre protagonisti in luoghi e in tempi diversi, a ricostruire le loro vicende intrecciate con gli spostamenti di questo oggetto, via via regalato, venduto, rubato o trafugato, con tre stili narrativi diversi ma mai pesanti, che creano un racconto a tre voci avvincente come un noir atipico e originale, come tre cassetti della memoria che hanno pazientemente atteso il loro momento per essere aperti contemporaneamente, e che non possono e non vogliono più essere richiusi.
    Perchè, si sa, le persone passano, ma le idee restano... i pensieri e i sentimenti non hanno tempo, non hanno età, non invecchiano, nè muoiono. Aspettano pazientemente la giusta chiave, di lettura e non, per dare senso, anche dopo decenni, ad un amore fatto di silenzi, ad una vita di inquietudine e di ribellione, a una ricerca ostinata in giro per l’Europa, per mantenere una promessa, ad ogni costo.

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