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Great House

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Publisher: Viking (Penguin)

3.5
(210)

Language:English | Number of Pages: 289 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0670919330 | Isbn-13: 9780670919338 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
For twenty-five years, a solitary American novelist has been writing at the desk she inherited from a young poet who disappeared at the hands of Pinochet's secret police; one day a girl claiming to be the poet's daughter arrives to take it away, sending the writer's life reeling. Across the ocean, in the leafy suburbs of London, a man caring for his dying wife discovers, among her papers, a lock of hair that unravels a terrible secret. In Jerusalem, an antiques dealer slowly reassembles his father's study, plundered by the Nazis from Budapest in 1944. Connecting these stories is a desk of many drawers that exerts a power over those who possess it or give it away. As the narrators of Great House make their confessions, the desk takes on more and more meaning, and comes finally to stand for all that has been taken from them, and all that binds them to what has disappeared. Great House is a story haunted by questions: What do we pass on to our children, and how do they absorb our dreams and losses? How do we respond to disappearance, destruction, and change?
Nicole Krauss has written a soaring, powerful novel about memory struggling to create a meaningful permanence in the face of inevitable loss.
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  • 3

    Lasco, l'intreccio delle vicende è fuffa postuma

    Bellissimo l'inizio ma poi i personaggi cominciano ad altalenarsi e non c'è una vera e propria chiusa capace di riunirli.
    I personaggi stessi sono improbabili ma ripetitivi in modo poco armonico, le f ...continue

    Bellissimo l'inizio ma poi i personaggi cominciano ad altalenarsi e non c'è una vera e propria chiusa capace di riunirli.
    I personaggi stessi sono improbabili ma ripetitivi in modo poco armonico, le femmine in particolar modo sono tutte simili (stralunate antisociali) e la storia del padre con i due figli maschi non arriva mai davvero da nessuna parte (o almeno io non ho capito se Dov, il figlio sofferente, incontrava le vicende degli altri personaggi. Era il marito trascurato della scrittrice? Ma soprattutto cambia qualcosa? Se la scrivania si fosse fermata da Lotte a Varsky alla scrittrice spiantatella dell'incipit sarebbe stato meglio. Il sadico antiquario coi figli incestuosi è troppo, e la fidanzatina di Yoav non riscuote interesse.)

    Per il resto sempre ebrei e cultura ebraica e un fugace momento in cui ti ritrovi a pensare che gli israeliani abbiano dei sentimenti e poi le nostre vite tutte legate da un filo sottile, da una massiccia scrivania, dalle stesse sofferenze e da quei sentimenti inesplicabili.

    said on 

  • 0

    Puffff

    Si al llegar a la cuarta parte del libro no me dice nada, lo dejo. Y esto me ha pasado a mi. No me engancha, no cuenta nada interesante... Está bien escrito, pero punto y final.

    said on 

  • 5

    " Ci sarà tempo / per preparti una faccia per incontrare le facce che incontri" (Prufrock - ossia Eliot)

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo ac ...continue

    "La storia dell'amore" è stata folgorante: nello stile, nella scrittura, nella trama.
    "La grande casa" riprende, approfondisce e conclude tutto. Non solo: arricchisce, riannoda, chiarisce.
    Di primo achito sembra dominare una nota più cupa: qui la memoria del passato, nel primo libro sottesa ma relativamente taciuta, diventa tratto portante. Di più, manca la voce dell'Alma bambina che nell'altro romanzo alleggeriva ulteriormente l'insieme.
    Ma è qui che veramente viene fuori l'incanto di questa scrittura, che sembra raccogliere e sublimare -se mi si permette l'azzardo- l'intensità emotiva di Grossman, i toni rauchi di pianto di cui è saturo l'ultimo romanzo ("Caduto fuori dal tempo"), ma anche la memoria dolorosa del precedente ("A un cerbiatto somiglia il mio amore") ed in generale di tutta la sua pur splendida produzione.
    Come faccio di solito ho cercato nella lettura una frase da riportare come titolo, ma dopo averne individuate una dozzina ho smesso: la verità è che raramente mi sono capitate 334 pagine di questo livello.
    E' bellezza pura, davvero.
    Ed è incredibile che pur essendo di fatto composto da quattro storie semi-svincolate, collegate come sono dalla sola enorme scrivania che è la vera protagonista del romanzo e l'icona della memoria, è incredibile dicevo che pur essendo composto da quattro parti risulti così integro e così liscio nella lettura, e che le diverse narrazioni riescano ad avere il medesimo peso ed il medesimo spessore, e nessuna prevalga su un'altra.
    Credo sia uno dei libri più profondamente "belli" che ho letto.

    "Ed arse la casa del Signore e la casa del Re, e tutte l'altre case di Ierusalem: insomma, egli arse col fuoco tutte le case grandi" (Libro dei Re)
    "Volevo essere giudicata per quanto ho fatto della mia vita, e invece adesso sarò giudicata per il modo in cui l'ho descritta."
    "L'atto d'amore è una confessione (Camus). Il mio amore per lei era una sconfitta dell'immaginazione."
    Ve l'ho detto che il libro della Krauss mi aveva presa molto. Non sapevo neanch'io però di esserne così presa da non riuscire ad affrontarne un altro con entusiasmo (finchè oggi ho trovato quello giusto, evviva). Sono quindi rimasta a passeggiare tra queste pagine, a riordinare dettagli, a chiudere gli ultimi cassetti rimasti aperti.
    In particolare ho riletto "Piscine naturali", che forse, nonostante confermi assolutamente l'omogeneità del testo, rimane il capitolo che più degli altri ha trovato modo di sedimentarsi in qualche modo dentro di me. E mi ha scossa parecchio per la seconda volta; la terza citazione riportata viene da qui. Ecco tutto.

    said on 

  • 5

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenzios ...continue

    Una scrivania rappresenta la metafora perfetta della memoria. Oggetto intrigante e affascinante, mi ha sempre dato l'idea di avere la capacità di custodire e raccontare, inconsapevolmente e
    silenziosamente, la vita di chi lo possiede. Cassetti chiusi con chiavi poi smarrite, cassetti aperti e usati ogni giorno, cassetti segreti di cui nessuno conosce l’esistenza, oggetti lasciati in bella vista o abbandonati, sepolti da altri più recenti o dalla polvere del tempo, ordine e disordine mai casuali, tutto ciò rappresenta un puzzle di indizi, piccoli dettagli, frammenti di storia e di ricordi, ciò che resta e parla di noi mentre la vita passa oltre, e mentre le tracce di noi diventano memoria, nelle persone e perfino nei luoghi e nelle cose che incrociano il nostro percorso.
    In questa prospettiva dunque, anche un oggetto acquisisce un’anima, e può diventare protagonista, (im)mobile e muto testimone, in grado di raccontare storie, ma solo a chi ha cuore e mente aperti per sentire, più che ascoltare, ed è proprio di questo che parla questo bellissimo e sorprendente romanzo, atipico sotto tanti punti di vista, primo fra tutti il fatto che, per l'appunto, protagonista assoluta, silenziosa e austera nella sua imponenza a tratti inquietante, è una scrivania. Un oggetto che, simbolicamente ma anche fisicamente, ha custodito per decenni al suo interno segreti inconfessabili, una scrivania che è stata depositaria inconsapevole di sogni, progetti e sentimenti, che hanno attraversato indenni e indelebili il tempo e la Storia, quella vera, quella grande, quella che ha spesso, troppo spesso, deciso destini e destinazioni, e che ha relegato piccole storie al dimenticatoio di polverosi cassetti chiusi a chiave; oppure aperti perfino, ma con messaggi che aspettavano il loro tempo e le persone giuste per essere decifrati. Piccole storie che hanno aspettato, con pazienza e con la tenacia che solo gli oggetti antichi possiedono, che il Tempo e la Storia facessero il loro corso, che silenziosi indizi diventassero campane assordanti di sentimenti che hanno atteso troppo, e che ora gridano e vogliono luce e verità.
    Intorno a questa scrivania si sono vissute, dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri, le tre storie che ci vengono raccontate in prima persona dai tre protagonisti in luoghi e in tempi diversi, a ricostruire le loro vicende intrecciate con gli spostamenti di questo oggetto, via via regalato, venduto, rubato o trafugato, con tre stili narrativi diversi ma mai pesanti, che creano un racconto a tre voci avvincente come un noir atipico e originale, come tre cassetti della memoria che hanno pazientemente atteso il loro momento per essere aperti contemporaneamente, e che non possono e non vogliono più essere richiusi.
    Perchè, si sa, le persone passano, ma le idee restano... i pensieri e i sentimenti non hanno tempo, non hanno età, non invecchiano, nè muoiono. Aspettano pazientemente la giusta chiave, di lettura e non, per dare senso, anche dopo decenni, ad un amore fatto di silenzi, ad una vita di inquietudine e di ribellione, a una ricerca ostinata in giro per l’Europa, per mantenere una promessa, ad ogni costo.

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  • 4

    Al que le fascinara "La historia del amor", quizá esta segunda novela de Krauss no le parezca tan buena.
    Krauss es una maestra del lenguaje, y aquí vuelve a hacer uso de su fuerza para mostrarnos, sin ...continue

    Al que le fascinara "La historia del amor", quizá esta segunda novela de Krauss no le parezca tan buena.
    Krauss es una maestra del lenguaje, y aquí vuelve a hacer uso de su fuerza para mostrarnos, sin ambages, a que sabe el licor de la pérdida y del dolor.
    Para ello crea un buen entramado de historias personales, marcadas por la misteriosa presencia de un escritorio cuya propiedad pudo estar en su día en manos de García Lorca.
    No es una lectura fácil y al uso. Tiene partes difíciles para un iniciado, y todo está narrado con la técnica de la primera persona.
    Pero, para mí, esta mujer tiene un don: el talento indiscutible e inconfundible que acompaña a muy pocos escritores.
    Literatura sincera y de calidad.

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  • 4

    Un libro articolato, complesso, che l'autrice riesce però a farti seguire bene, anche se per un paio di volte ho dovuto rileggere parti intere per aver chiaro qualche passaggio.
    E' una fatica ben spes ...continue

    Un libro articolato, complesso, che l'autrice riesce però a farti seguire bene, anche se per un paio di volte ho dovuto rileggere parti intere per aver chiaro qualche passaggio.
    E' una fatica ben spesa, in ogni caso.
    Il libro è dominato da cima a fondo da un clima plumbeo, che si rasserena solo a tratti e mai in modo definitivo.
    Autrice davvero interessante, la leggerò anche in futuro.

    said on 

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