Great Jones Street

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Editeur: Leméac / Actes Sud

3.3
(354)

Language: Français | Number of pages: 301 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2742797653 | Isbn-13: 9782742797653 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Music

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Description du livre
Sur les origines d’une certaine culture, toujours prégnante quoique détournée de ses objectifs premiers, Great Jones Street n’est donc rien moins qu’un texte indispensable où se manifeste déjà tout le talent et la singularité ...
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  • 4

    A proposito di post verità...

    De Lillo è un genio. Una delle capacità del genio è quella di essere un visionario, di vedere cose che gli altri ancora non vedono. Bucky Wunderlink è una giovanissima star della musica, ormai bruciat ...continuer

    De Lillo è un genio. Una delle capacità del genio è quella di essere un visionario, di vedere cose che gli altri ancora non vedono. Bucky Wunderlink è una giovanissima star della musica, ormai bruciata dal mercato e dai media, che decide di chiudersi all'interno di un appartamento della Great Jones Street per ritrovare un elemento sempre più difficile da trovare nell'America dei mass-media: la privacy. La sua decisione di ritornare a se stesso si scontra con una miriade di personaggi che riportano Bucky alla realtà di star, da cui, volente o nolente, non può sottrarsi. Bucky non è solo una persona, è il centro di un business, una macchina da soldi che non si può fermare anche se lui sta fermo. Tra i diversi personaggi che ronzano intorno a Bucky ce ne sono due che, secondo me, spiccano rispetto agli altri. Uno è il vicino di casa, Fenig,(alter-ego dell'autore?) scrittore fallito che cerca di sfondare il mercato con le idee più assurde, perché "il mercato non si libererà di me tanto facilmente". Fenig è il figlio perfetto della società dei media, per lui sfondare significa avere "gloria, ricchezza, fama imperitura, immortalità", e non conta nulla come tutto ciò verrà ottenuto, l'importante è ottenerlo, fosse pure con la pornografia per bambini. Questo è un mondo in cui la qualità ha un posto secondario rispetto alla quantità, è la quantità ciò che conta.
    Il secondo personaggio è il manager di Bucky Globke. Questo è il manager perfetto non di Bucky, ma di Fenig, perché entrambi hanno la stessa logica: la cosa più importante è capire ciò che vuole il mercato ("Quelli che comprano la merce che vendiamo) e la cosa principale da fare è trovare "qualcosa di nuovo in grado di sconvolgere tutte le classifiche".
    Queste due logiche si scontrano lungo tutto il libro: la logica di Bucky che cerca di ritrovare (o trovare?) la privacy e quella dei personaggi che gli girano attorno, che mostrano come questa privacy sia impossibile da trovare.
    Il mondo in cui si muove De Lillo è quello dei mass-media e, più in generale, del mercato, dove ciò che conta è solo ed esclusivamente il desiderio del cliente. E anche il concetto di verità cambia: vero non è ciò che accade, vero è solo ciò che decide il mercato. All'ennesimo giornalista che rompe la sua fragilissima privacy, Bucky risponde: " Inventa tutto. Va' a casa, scrivi quello che ti pare e invialo alle agenzie stampa. Inventati quello che vuoi. Qualunque cosa scrivi, sarà quella la verità". Il mondo dei mass-media è troppo veloce per permettersi una verità fissa. La verità non esiste, ancor meno la Verità, ciò che rimane sono solo verità istantanee e mutevoli, quindi false.
    Ancora una volta, grazie Maestro.

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  • 2

    A malincuore.... e mi costa così tanto dirlo che quasi non lo voglio dire e forse non lo dirò... da fan deLilliano della prima ora quale sono... detto da uno che sta rileggendo l'intera produzione del ...continuer

    A malincuore.... e mi costa così tanto dirlo che quasi non lo voglio dire e forse non lo dirò... da fan deLilliano della prima ora quale sono... detto da uno che sta rileggendo l'intera produzione del don (di cui non mi manca nulla, credo...) proprio a partire da alcune prime edizioni che ogni tanto incontro sul mio cammino nei mercatini dell'usato e non posso non acquistare, come questa qui presente del Saggiatore (quando pubblicare deLillo in Italia era vedere lontano)... contraddicendomi (perchè, come diceva Garzya, "sono pienamente a metà d'accordo" con me stesso) contraddicendomi con quanto scrivevo anni fa recensendo "giocatori", ovvero che il deLillo non scrive mai, per definizione, e dicevo mai, opere minori... ebbene... forse mi tocca ammettere che se dovessi sconsigliare un deLillo sconsiglierei proprio questo Great Jones Street. Ecco... l'ho detto. Dalle tre stellette che diedi anni fa ora ne ho date due.

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  • 4

    GREAT JONES STREET

    Bucky Wunderlink, icona rock dedita agli eccessi e sul baratro della depressione, abbandona in suo gruppo durante una turné per rifugiarsi nella sperduta Great Jones Street. Ma il suo tentativo di li ...continuer

    Bucky Wunderlink, icona rock dedita agli eccessi e sul baratro della depressione, abbandona in suo gruppo durante una turné per rifugiarsi nella sperduta Great Jones Street. Ma il suo tentativo di liberarsi da una celebrità che lo rende prigioniero del mito e lo cannibalizza, risulterà assai problematico.
    DeLillo, qui al suo terzo romanzo, già rivela la potenza espressiva che caratterizzerà tutta la sua produzione: una lettura che ti cattura, ipnotica, a tratti criptica ma sempre coinvolgente.

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  • 4

    Rock e vuoto.

    Un romanzo strano, dal cuore profondamente dondelilliano, che parla di creatività, linguaggio, stasi e alienazione. Sospeso, ma allo stesso tempo rumorosissimo.
    Tra quelli che ho letto, il suo più pes ...continuer

    Un romanzo strano, dal cuore profondamente dondelilliano, che parla di creatività, linguaggio, stasi e alienazione. Sospeso, ma allo stesso tempo rumorosissimo.
    Tra quelli che ho letto, il suo più pesante e faticoso (me lo sono trascinato per almeno un mese), ma che viaggia sempre a livelli altissimi e che, terminata la lettura, lascia annichiliti.
    Il finale, fortemente evocativo, non so perché, mi ha ricordato il cinema di Antonioni.

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  • 3

    … Esatto, rumore. Un rumore sconvolgente ...


    "Nella più anonima delle camere nulla era comprensibile. Aspettavamo di venire accompagnati a uno stadio, a un centro congressi, a un teatro o palazzotto dello sport e poi collegare gli strumenti agl
    ...continuer


    "Nella più anonima delle camere nulla era comprensibile. Aspettavamo di venire accompagnati a uno stadio, a un centro congressi, a un teatro o palazzotto dello sport e poi collegare gli strumenti agli amplificatori, e poi sentirci percorrere il sangue da quel ronzio beneaugurante di corrente elettrica, dare al pubblico il sangue che desiderava, vergini cieche nude su piedistalli di polistirolo, venditori di macchine antiche, maestri della trance, stoici neri che esibivano al mondo i buchi nelle vene, assassini di lama e di veleno, e i cervelli fondevano nel nostro sound sinuoso, in un ululato elettrico e le vecchie urlavano sulle sedie a rotelle, i bambini travestiti da donna, i banchieri dementi, i mercanti di vino e gli stupratori di bambini, i mistici in calore, i ragazzotti traslucidi che palpavano le ette alle mogli o dei missionari.
    Folle che si accalcavano una contro l'altra, incatenate a una storia invisibile, e i più giovani di quel pubblico erano ben consapevoli che fra i bisogni umani ce n'è uno superiore a tutti gli altri, vale a dire il bisogno di essere illetterati in un mondo di parole che si cancellano da sole."

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  • 4

    la privacy, il successo, la droga e la fuga da se stessi...

    Bucky Wunderlich, una rockstar che parla come Bob Dylan, decide di mollare a metà un tour con la sua band e di nascondersi in un appartamento lasciato libero dalla sua ragazza del momento...naturalmen ...continuer

    Bucky Wunderlich, una rockstar che parla come Bob Dylan, decide di mollare a metà un tour con la sua band e di nascondersi in un appartamento lasciato libero dalla sua ragazza del momento...naturalmente essendo un libro di DeLillo il povero Bucky verrà coinvolto in cose losche e avvicinato da strani personaggi che gli parlano di una droga definitiva da lanciare sul mercato e dei suoi Nastri della Montagna, al momento dati per perduti, ma di cui presto spunteranno le tracce...si tratta di un racconto cattivo sulla scia di Cosmopolis, ma non altrettanto definitivo...leggermente più vago circa le motivazioni, ma senza dubbio molto più tormentato circa la fuga da se stessi e il tentativo di definire la natura umana...

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  • 2

    Este tipo de libro me parece que solo logra emocionarte si: a) has pertenecido o perteneces al mundillo que retrata y/o b) estas de droga hasta las cejas. Como no cumplo ninguno de los dos requisitos, ...continuer

    Este tipo de libro me parece que solo logra emocionarte si: a) has pertenecido o perteneces al mundillo que retrata y/o b) estas de droga hasta las cejas. Como no cumplo ninguno de los dos requisitos, el libro no solo me ha parecido aburrido, si no que además es lo más incoherente y desprovisto de propósito que me he leído en mucho tiempo.
    En la sinopsis te cuentan que es una sátira sobre el mundo del rock y derivados. Lamento discrepar, no es para nada satírica, por que estamos tan acostumbrados a los excesos por parte de los componentes de grupos de rock, que cualquier situación, por excéntrica que sea, es más que creíble. Mención especial se merece lo que yo he llamado "filosofía rockera", un compendio de despropósitos, más o menos lúcidos, que solo pueden ser bien interpretados si estás viajando a través del espacio y el tiempo con LSD.
    Para resumir, es un libro lento, aburrido e incoherente. Un despropósito de historia, sin pies ni cabeza, de esos que según los "críticos" es sublime, pero cuya categoría y calidad literaria son más que cuestionables.

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  • 5

    Ormai mi sarebbi anche rotto li cojoni di parlare di stò autore.Potrei facilmente rimandare il lettore alla recensione di Cosmopolis.Ma il mondo è brutto e per questo vi beccate questa mia bruttissima ...continuer

    Ormai mi sarebbi anche rotto li cojoni di parlare di stò autore.Potrei facilmente rimandare il lettore alla recensione di Cosmopolis.Ma il mondo è brutto e per questo vi beccate questa mia bruttissima recensione.Come dicevo questo romanzo di Don rappresenta una sorta di Cosmopolis anni '70.Il romanzo parla di Bucky,una super rockstar che decide in mezzo a un tour mondiale di lasciare la sua band.Ormai stanco di navigare all'interno del magico music biz,decide di ritirarsi a vita eremitica all'interno di un appartamento posto,appunto,in quel Great Jones Street che dà il titolo al romanzo.Il protagonista riceverà contro la sua volontà una serie di visite da personaggi focali nella sua esistenza.Comincia il solito pout-pourri surreale dell'autore con dialoghi divertenti e situazioni assurde.Vi ricorda qualcosa?Un protagonista rinchiuso in un posto angusto,fuori dal mondo e con gente a iosa pronta a rompergli i coglioni con assurdi dialoghi nonsense.Esatto,proprio quell'altro libro pregno di gentaglia della finanza che ci aveva così colpito per le situazioni profetiche sul nuovo milennio.In "Great Jones Street" non manca la critica verso un America ormai simbolo e vittima della sua stessa filosofia;quella dell'American dream.Bucky rappresenta ciò che più un americano abiura ovvero la mancanza di libertà.Così l'autore continua a sfondarci le palle con questa storia del mancato potere decisionale,per ognuno di noi,verso le scelte della nostra vita.Bucky vuole riappropriarsi della proprio libertà,che per un americano è sinonimo di proprietà privata,rifugiandosi in un squallido appartamento,non sapendo che anche quella scelta è orchestrata dai manager o dalla multinazionale azionaria di cui lui è proprietario ma non lo sa.Così anche in Cosmopolis,il giovane rampante dell'alta finanza vuole andare a tagliarsi i capelli ma in realtà viene guidato in un escalation di demenza fino all'atto finale.La conclusione per DeLillo è sempre quella ovvero l'abiurazione di ciò che si è nell'abbandono totale non solo del materiale ma anche e sopratutto del sogno.Ovvero quel American Dream che così biecamente ci è stato imposto.Detto così,sembra quasi eretica come conclusione per un autore americano.Ma ciò che va in giro a predicare il nostro è sempre quello da 30 anni a questa parte.L'america può tornare a essere se stessa solo abiurando se stessa e ciò che ha creato.Ritornando alla loro visione di libertà individuale,quella della proprietà privata che lascia poi la decisionem di fare e nutrire qualsiasi ambizione più o meno smisurata.Ahinoi,questo non ci piace,(sopratutto al sottoscritto)però questo libro si legge scorrevolmente,risulta essere leggero e insolitamente semplice.Come per "Cosmopolis" risulta essere un ottima partenza per approcciare l'autore.Però personalmente,cerco di convincermi di smetterla.Anche perchè ormai sul mio profilo potrei tranquillamente cambiare avatar,inserendo il suo antipatico faccione.Sti vecchi rincoglioniti...e il cerchio si chiude.

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  • 2

    La consueta critica alla modernità qui si concentra sul mondo del rock, o almeno vorrebbe farlo: trovo che la (sub)cultura musicale qui non si veda per nulla, e per un romanzo che dall'inizio alla fin ...continuer

    La consueta critica alla modernità qui si concentra sul mondo del rock, o almeno vorrebbe farlo: trovo che la (sub)cultura musicale qui non si veda per nulla, e per un romanzo che dall'inizio alla fine è narrato in prima persona da una rockstar di fama mondiale è un bel buco.

    Ho molto amato altri libri di DeLillo, ma questo l'ho finito a fatica: verboso e vuoto, si risolleva nel finale. C'è da dire che è del 1973, e che in seguito la padronanza del linguaggio per quello che ho potuto constatare si è evoluta molto.

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