Grikon

Di

Editore: Cooper

3.9
(33)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 439 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8873941982 | Isbn-13: 9788873941989 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro

“L’invincibile robot Grikon V” è una serie di animazione giapponese degli anni Settanta, tristemente nota per la sua maledizione.
Il regista Oomiya, e il character designer Kobayashi, furono trovati morti negli studios della casa di produzione mentre stavano realizzando l’ultimo episodio della serie. Per decenni i fans si sono interrogati sul finale incompiuto e sul mi stero
che circonda le cels, i disegni dei cartoni realizzati a mano dai due artisti. La mortale esplosione in un garage di Tokyo trascina Adriano – studente di storia contemporanea – in un Giappone sotterraneo e nascosto, tra moderni laboratori di ricerca, templi millenari e fumose botteghe, popolato da fanatici di animazione, mercenari, soldati e ragazze travestite da personaggi dei cartoni.
Per sopravvvivere, Adriano dovrà riuscire a penetrare il segreto celato da Oomiya
e Kobayashi nelle cels di Grikon: un segreto intrecciato con futuristiche equazioni da Nobel ma che affonda le sue vere radici nella Seconda guerra mondiale e gli inconfessabili esperimenti compiuti dalla famigerata “Unit 731” nell’isola di Hashima.
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  • 3

    Un libro per appassionati dell'animazione giapponese, con una storia rocambolesca che avrei apprezzato di più se fosse stata più sintetica. Interessanti e ben curate le descrizioni degli ambienti. 3,5 ...continua

    Un libro per appassionati dell'animazione giapponese, con una storia rocambolesca che avrei apprezzato di più se fosse stata più sintetica. Interessanti e ben curate le descrizioni degli ambienti. 3,5.

    ha scritto il 

  • 0

    Un capolavoro per Otaku, amanti della fisica e della fantascienza ma soprattutto dei robottoni giapponesi anni '80!

    otaku: da Wikipedia "...termine della lingua giapponese che dagli anni ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati in modo ossessivo di manga, anime, e altri prodotti ad essi correlati." ...continua

    otaku: da Wikipedia "...termine della lingua giapponese che dagli anni ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati in modo ossessivo di manga, anime, e altri prodotti ad essi correlati." e questo libro è stato scritto da uno di loro e per loro.
    Scritto da un otaku e per gli otaku! Il romanzo racconta in maniera avvincente la rocambolesca avventura di un povero laureando di storia italiano proiettato in un giappone condito da fantascienza, fisica, e robottoni! Un must per chi ama i manga e ha vissuto l'eta' d'oro dei cartoni animati anni '80.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo molto divertente che unisce in quasi 500 pagine: Fisica (spiegata in modo chiaro e semplice, niente paura!), i vecchi cartoni animati giapponesi coi robottoni con cui tutti noi siamo cresciuti ...continua

    Romanzo molto divertente che unisce in quasi 500 pagine: Fisica (spiegata in modo chiaro e semplice, niente paura!), i vecchi cartoni animati giapponesi coi robottoni con cui tutti noi siamo cresciuti e una corposa dose di intrigo che ti invoglia ad arrivare fino alla fine. Insomma, un piccolo gioiellino da leggere e regalare per chi ama il Giappone e la Fisica, o anche solo un bel romanzo pieno di misteri.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo piacevole e ben congegnato, pieno di idee e con una trama avvincente. La vicenda e' forse troppo concitata e a volte si stenta a seguirla. Io non ho capito alcune cose:

    Perche' per mezzo d ...continua

    Un romanzo piacevole e ben congegnato, pieno di idee e con una trama avvincente. La vicenda e' forse troppo concitata e a volte si stenta a seguirla. Io non ho capito alcune cose:

    Perche' per mezzo dell'energia oscura intrappolata si possono costruire wormhole per viaggiare nel tempo?

    Quale era lo scopo di Shima e dell'Unità 731, cosa volevano costruire per vincere la guerra?

    L'energia oscura è composta da neutralini o stringhe?

    Perche' la polvere di celle cura il danno delle radiazioni?

    Perche' la gente che ha le celle stenta a liberarsene quasi fosse un'assuefazione?

    Come e' stata scoperta la materia con l'energia oscura, come la si riconosce, quali sono i suoi effetti sull'esser umano?

    Perche' il governo giapponese permette agli americani di fare quello che fanno?

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo in venti secondi la trama del libro, sembrerebbe che gli ingredienti per una buona storia siano anche troppi: mistero, scienza, storia, estremo Oriente, cultura (e subcultura) pop, serie anim ...continua

    Leggendo in venti secondi la trama del libro, sembrerebbe che gli ingredienti per una buona storia siano anche troppi: mistero, scienza, storia, estremo Oriente, cultura (e subcultura) pop, serie animate giapponesi di culto... Insomma, il rischio di averne messi troppi è dietro l'angolo. Incuriosito ma scettico di questo miscuglio difficile da dipanare, il lettore si avventura in un mondo che probabilmente conosce poco (a meno che sia allo stesso tempo un luminare dei manga e anime dagli anni '70 in poi, un appassionato di fisica contemporanea e un frequentatore dei quartieri alternativi di Tokyo) ma di cui, dopo le prime pagine, saprà già tutto, o quantomeno l'essenziale. Senza dare nulla per scontato, e senza per questo diventare noiosamente didattico, la storia spiega, e si spiega, dando (e nascondendo) le risposte al momento opportuno.
    C'è poi una scienza che invece di essere solo un noioso mattone da consultazione è materia viva, curiosa, misteriosa e appassionante, senza essere romanzata e annegata nel solito pressappochismo complottista (e per una volta, non sono gli alieni a voler conquistare il mondo!) e presenta gli scienziati come persone in continua tensione verso il prossimo risultato, non come noiosi e presuntuosi specialisti che dall'alto del loro scranno consegnano una verità ammuffita e già vecchia.
    Se non volete leggere la solita storiella di adolescenti vampiri, o l'ennesimo saggio di Vespa, potete fare un viaggio magari un po' inusuale, ma che mantiene tutte le promesse. Un libro avvincente, insolito e ben scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo!

    Un romanzo a tutto tondo, questo è “Grikon V”. L’autore Marco Casolino è riuscito in un’impresa per niente facile: riunire in un unico libro (e in maniera impeccabile) la fantascienza, la fisica e il ...continua

    Un romanzo a tutto tondo, questo è “Grikon V”. L’autore Marco Casolino è riuscito in un’impresa per niente facile: riunire in un unico libro (e in maniera impeccabile) la fantascienza, la fisica e il mondo degli anime giapponesi.

    Con una grande passione per l’argomento, che si vede trasudare da ogni pagina, Marco ci porta in un’avventura emozionante, dove i personaggi (più di quaranta) interagiscono in un intreccio di trame, tutte ben strutturate. Il lettore, nonostante la mole di dati che gli vengono forniti, non si troverà mai spaesato e grazie ai numerosi colpi di scena risulterà difficile staccarsi dal libro per fare una pausa. Le vicende che il protagonista vivrà, grazie anche alla sua caratterizzazione molto umana?, riescono a coinvolgere in maniera appassionante.

    L’atmosfera che fa da contorno alla storia viene sfruttata in maniera magistrale e ci si vedrà catapultati nella peculiare società del paese del sol levante, dove le antiche leggende si incrociano con lo skyline della modernissima Tokyo

    ha scritto il 

  • 0

    C'erano una volta gli scrittori che sapevano di scienza.. E di solito lo si veniva a sapere dopo. Chi ha mai letto Dostoesvkij con l'idea che il nostro avesse studiato ingegneria? Carlo Emilio lo chi ...continua

    C'erano una volta gli scrittori che sapevano di scienza.. E di solito lo si veniva a sapere dopo. Chi ha mai letto Dostoesvkij con l'idea che il nostro avesse studiato ingegneria? Carlo Emilio lo chiamavano già così, ma al limite ci si dava una pacca sulla fronte dicendosi "Ecco perché tutta questa mania di classificare!". Stessa cosa con il Reverendo Dogdson, che la matematica la metteva nel ritmare la parola e legarla a un metronomo ancora più sconclusionato del gatto del Cheshire. Di Giordano non parlo perché non l'ho letto. Di Calvino e dell'OuLiPo parlerei volentieri, ma non adesso e non qui.

    Di Marco Casolino, invece, prima ho saputo che faceva il fisico, e poi che era anche scrittore. E così mi è venuto naturale cercare nella lettura di Grikon tutti quegli elementi che potessero soddisfare i miei orizzonti di lettura più beceri e farmi dire "beh, certo, chiaro, è uno scienziato". Non che non ce ne siano (l'autore sceglie addirittura di mettere in campo il mistero ultimo della scienza moderna, la conciliazione tra teoria dei quanti e relatività... nella prossima opera gli toccherà confrontarsi quantomeno - e seriamente - con la divinità!) non che non ce ne siano, dicevo, ma la prima piacevolissima scoperta di questo libro è che l'autore ha tante altre vene con cui dissetarci. La conclamata passione per l'anime, il cartone animato giapponese, va di pari passo con la passione per un tipo di letteratura di altri tempi, di puro intrattenimento ma mai dozzinale, un tipo di sapore che si è perso nella narrazione di oggi, o che perlomeno io non ritrovo più, perché snobbato. E' una narrazione che sa di Isole del Tesoro, di Corriere dei Piccoli quando ancora erano ammesse le vignette "coloniali", con i negretti che facevano cose buffe, di Avventure di Tin Tin.
    E' un tipo di narrativa - sì, narrativa, è questa la parola giusta - slegata da ogni obbligo, dove tutto è possibile, anche creare un sistema di relazioni che unisca ben 42 personaggi (vabbè, non tutti, ma quasi) in un poliedro perfetto di parentele/vecchie amicizie/amori "in un continuo susseguirsi di colpi di scena" (vedete? Non c'è veramente altro modo di definirlo). In altri casi non l'avrei perdonato, qui invece sono stato al gioco. E quando questo accade, vuol dire che il libro funziona, perché è la fiction a funzionare.
    Stessa cosa per la trama, dove lo scienziato Casolino deve essersi preso le sue soddisfazioni: il romanzo non ha 1 idea alla base, ne ha a decine, e ognuna di queste avrà necessitato del suo tempo, della sua ricerca, di tanto tempo per capire come incastrarla a quella vicina. Il meccanismo non è particolarmente complicato, ma è appassionante, perché a muoverlo è quel gusto dell'avventura per l'avventura (di genere si direbbe in Giappone, un "genere" inesistente in Italia, dove tra il grande pubblico sopravvive a malapena il noir) tout court.
    Riassumiamo: una piccola Recherche, dove da ritrovare sono una narrazione giocosa d'altri tempi, ingenua forse (ma è un tratto ricercato, volontario) ma di qualità indiscutibile, quella che accelera verso il finale facendoti leggere d'un fiato le ultime 50 pagine; tutte ma proprio tutte le proprie passioni - i cartoni animati anni 70, (immagino) le storie d'avventura e di fantascienza, i telefilm quelli con la struttura cronometrata, per cui al 47imo minuto interveniva il colpo di scena a ribaltare le previsioni in tempo per la sigla di chiusura al 53imo; gli amori leggeri, fatti di quello che succede e non di quello che si pensa; la scienza della fantascienza, quella che parte dalla scienza per arrivare alla fantascienza (con il vantaggio che ne parla uno con cognizione di causa, e si può anche imparare qualcosa).
    L'impressione che l'autore abbia messo tanto, forse troppo, dentro questo romanzo d'esordio, c'è. Ma forse era necessario. D'ora in poi, magari in un racconto di più corto respiro, si parrà la sua nobilitate.

    Che dite? La trama? Seee, pare facile!

    ha scritto il