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Grouchismi

Storie brevi 1925-1973

Di

Editore: Mondadori

3.8
(130)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804473290 | Isbn-13: 9788804473299 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Virginia Jewiss , Barbara Marti Dooley ; Curatore: Robert S. Bader

Genere: Biography , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Purtroppo molta della verve di Groucho si perde sulla pagina scritta poichè non possono essere resi mimica e movimento, ma certo non gliene si può fare una colpa. Anche alcuni giochi di parole sono intraducibili in italiano e tuttavia vale di sicuro la pena di leggere questo libro per conoscere u ...continua

    Purtroppo molta della verve di Groucho si perde sulla pagina scritta poichè non possono essere resi mimica e movimento, ma certo non gliene si può fare una colpa. Anche alcuni giochi di parole sono intraducibili in italiano e tuttavia vale di sicuro la pena di leggere questo libro per conoscere un lato spesso trascurato di questo grande attore.

    ha scritto il 

  • 3

    Groucho era un genio.
    Peccato che la sua comicità si basi su giochi di parole che tradotti non rendono e sui fatti dei suoi anni, perciò la lettura viene interrotta spesso per aggiornasi/informarsi/contestualizzare gli argomenti trattati.

    ha scritto il 

  • 3

    Non conosco molto i fratelli Marx, ma mi incuriosiva questa raccolta di storie brevi scritte da Groucho. Sono quasi tutte articoli pubblicati dal 1925 al 1973 su varie riviste e quotidiani. Non sono male, tanto che ho notato delle analogie con una parte della comicità Woody Allen (che pare si si ...continua

    Non conosco molto i fratelli Marx, ma mi incuriosiva questa raccolta di storie brevi scritte da Groucho. Sono quasi tutte articoli pubblicati dal 1925 al 1973 su varie riviste e quotidiani. Non sono male, tanto che ho notato delle analogie con una parte della comicità Woody Allen (che pare si sia ispirato, tra gli altri, molto ai Marx).

    Non sono rimasto deluso dal libro, ma sono 3 i "problemi" che, secondo me, lo penalizzano:
    1) Una comicità basata su doppi sensi praticamente intraducibili in italiano e che rimandano di continuo a delle note;
    2) Un tipo di battuta, forse troppo lineare e ormai lontano dal concetto moderno di comicità, più complesso del basarsi in maggior parte sui doppi sensi di cui sopra;
    3) Un continuo rimando a nomi dello spettaccolo e della vita americana di quel periodo storico (la cui mancanza di conoscienza limita di molto l'effetto comico o satirico).

    Detto ciò, non spaventatevi, è un libro molto leggero e anche "istruttivo": tra le battute si intuisce come funzionava la macchina dello spettacolo in America 70-80 anni fa. Non resta che vedersi i film dei fratelli Marx e siamo a posto!

    ha scritto il 

  • 3

    Alterno, come era logico aspettarsi: alcune storie fanno troppo riferimento all'attualita degli anni 20/30/40 per essere apprezzate appieno adesso, molti giochi di parole intraducibili, ma racconti tipo "perché Harpo non parla" e le lettere a Variety valgono da sole il prezzo del biglietto

    ha scritto il