Guía del autoestopista galáctico

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Publisher: Anagrama

4.1
(14366)

Language: Español | Number of Pages: 289 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , French , Catalan , Japanese , Greek

Isbn-10: 843397310X | Isbn-13: 9788433973108 | Publish date:  | Edition 4

Translator: Benito Gómez Ibáñez , Damián Alou ; Afterword: Robbie Stamp

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Un jueves a la hora de comer, la Tierra es demolida para poder construir una nueva autopista hiperespacial. Arthur Dent, un tipo que esa misma mañana ha visto cómo echaban abajo su propia casa, considera que eso supera lo que una persona puede soportar. Arthur huirá de la Tierra junto a un amigo suyo, Ford Prefect, que resultará ser un extraterrestre emparentado con Zaphod Beeblebrox, un pirata esquizoide de dos cabezas, en cuya nave conocerá al resto de personajes que lo acompañarán: un androide paranoide y una terrícola que, como él, ha logrado escapar. Douglas Adams fue el creador de toda una serie de manifestaciones de la Guía del autoestopista galáctico: primero fue novela radiofónica, luego se convirtió en libro, series televisivas y teatrales, un juego de ordenador, cómics y toallas de baño. La película ascendió hasta las cumbres de la producción cinematográfica. Esta edición cuenta con entrevistas y materiales a partir del rodaje de la misma.
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  • 3

    42

    Divertente ed ironica sarebbero le definizioni giuste per questa fantascienza stravagante ed insolita. Lettura velocissima e senza pretese. Forse a lungo andare, capendo il gioco, può stancare e annoi ...continue

    Divertente ed ironica sarebbero le definizioni giuste per questa fantascienza stravagante ed insolita. Lettura velocissima e senza pretese. Forse a lungo andare, capendo il gioco, può stancare e annoiare, ma basta fermarsi in tempo e ringraziare per i pesci.

    said on 

  • 2

    Delusione

    Premettendo che ho scoperto solamente ora che è il primo di una "serie" di cinque libri, non so se continuerò a leggere l'intera "serie". Non sapevo chi fosse Adams e nemmeno che prima del libro ci fo ...continue

    Premettendo che ho scoperto solamente ora che è il primo di una "serie" di cinque libri, non so se continuerò a leggere l'intera "serie". Non sapevo chi fosse Adams e nemmeno che prima del libro ci fosse stata una serie e dei fumetti, lo avevo sentito spesso nominare, quindi le mie aspettative erano veramente alte per questo libro, aspettative che, purtroppo, sono state deluse. Adoro la fantascienza e adoro l'ironia, ma questo libro è stato maledettamente noioso. Lo consiglierei ad un pubblico attorno ai 15-17 o a qualcuno a cui piace davvero tanto il genere, non a tutti ad essere sincera. Ho faticato molto a leggerlo, mi ha fatto certamente sorridere e divertire ma mi sembra più una lettura senza capo ne coda da fare sotto l'ombrellone, senza suspance o frenesia che ti spinge a leggere riga dopo riga.

    said on 

  • 5

    Lo amo.

    La destrucción de la tierra no es el fin de la vida. Nuestra manera antropocentrista de ver el mundo se equipara a la visión de una hormiga, de una vaca, de cualquiera animal al que considera ...continue

    Lo amo.

    La destrucción de la tierra no es el fin de la vida. Nuestra manera antropocentrista de ver el mundo se equipara a la visión de una hormiga, de una vaca, de cualquiera animal al que consideramos inferior. En un universo donde la tierra solo es un "planeta en el camino"; nada importa el fin de la humanidad.

    said on 

  • 3

    No sería una usuaria de La Guía del Autoestopista Galáctico

    Por fin he podido leer este clásico de la ciencia ficción del que todo el mundo habla maravillas, y bueno… pues a mí no me ha llegado especialmente, tiene varios aspectos que no me gustaron, especialm ...continue

    Por fin he podido leer este clásico de la ciencia ficción del que todo el mundo habla maravillas, y bueno… pues a mí no me ha llegado especialmente, tiene varios aspectos que no me gustaron, especialmente el final, el más abierto que he leído hasta la fecha (y eso que he leído algunos libros). Pero en las siguientes líneas voy a ir un poco más al grano.
    Lo que es el planteamiento de la historia si me gustó, el hecho de que se vaya a destruir la Tierra en cuestión de minutos me parece un argumento interesante, pero, desde mi punto de vista, creo que se le fue de las manos al autor.
    Al igual que el humor. A cada uno nos hacen gracia cosas diferentes y no se puede abusar de ello porque, al menos a mí llegó un momento en que me cansaba. Tanto abuso del humor negro y la ironía llegó un momento en que me cansó y que quería que pasara lo antes posible y que se centrara en la historia principal.
    Lo que sí me gustó fueron los apartados donde se contaban historias paralelas del espacio porque son pequeñas píldoras de información que amenizaban la historia y a mí me gustaban y me venían muy bien para desconectar de la historia principal. Las dos historias que más me gustaron fueron las del ordenador que buscó la Gran Respuesta y la de la ballena, aunque también me dio pena por como termina.
    En cuanto a los personajes es de las pocas veces en las que no me ha gustado ninguno. Todos me caen un poco mal, aunque se lleva la palma Zapod. Es bastante insoportable y además trata muy mal a Arthur y no entiendo por qué, supongo que eso se averiguara en los siguientes libros… los cuales no sé si llegaré a leérmelos la verdad.
    Pese a todo valoro mucho el hecho de que este libro haya sido uno de los baluartes para que la ciencia ficción llegue a más gente. A mí no me ha llegado por las razones que os he comentado pero eso no significa que no vaya a volver a intentarlo con este género, aunque tengo claro que lo mío es la fantasía.
    Antes de cerrar reseña quiero comentar lo que la editorial a hecho con la edición de este libro. Como consideraron que el libro era “corto” (190 páginas) decidieron meter relleno, relleno con entrevistas y demás cosas de las que no se avisan cuando compras el ejemplar. Muy mal.
    En definitva, es una pena que no me haya gustado este libro, pero bueno, la vida lectora sigue y habrá que seguir trabajando en el resto de historias.
    Nota: 4 “No sería una usuaria de La Guía del Autoestopista Galáctico”.

    said on 

  • 3

    null

    Partiamo dal presupposto che di base la fantascienza non mi piace, e mi annoia. Ma questo libro è fantascienza? Forse è satira fantascientifica, o qualche altro bizzarro genere letterario che il libro ...continue

    Partiamo dal presupposto che di base la fantascienza non mi piace, e mi annoia. Ma questo libro è fantascienza? Forse è satira fantascientifica, o qualche altro bizzarro genere letterario che il libro stesso si è inventato per giustificare la propria esistenza. Perché non c'è nulla di standard qui dentro, né di lineare. È una burla ininterrotta, piena di frecciatine caustiche alla nostra civiltà e di trovate maliziosamente assurde, che sapranno apprezzare sì gli amanti della fantascienza, ma solo se forniti di sense of humour (e buone dosi di autoironia). Per i miei gusti, non posso dare un voto alto, ma ammetto che certi passaggi sono irresistibili: il computer centrale che si suicida dopo aver parlato con il robot depresso, i topi che fanno esperimenti sugli uomini (fingendo da sempre che sia il contrario), il pesce Babele che serve a comprendere le parole di ogni lingua e, "avendo eliminato le barriere che impedivano alle varie razze e civiltà di comunicare tra loro, ha provocato più guerre sanguinose di qualsiasi altra cosa nella storia della creazione". Ma il capolavoro è la Risposta alla Grande Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto (che non sveleró per non rovinarvi la sorpresa).
    Questo romanzo nasce dalla sceneggiatura di una omonima serie TV (scritta dallo stesso Adams), ed è in realtà il primo capitolo di cinque.
    Da notare che molte cose raccontate nel libro anticipavano la nostra tecnologia attuale: ad esempio, lo schermo della guida galattica sembra proprio uno dei nostri touch-screen: non male per il 1980!

    said on 

  • 4

    Ho cominciato a leggere questo libro per caso, incuriosito più che altro dal fatto che al suo autore, Douglas Adams, Richard Dawkins avesse dedicato “L’illusione di dio”, che ho letto da poco. Beninte ...continue

    Ho cominciato a leggere questo libro per caso, incuriosito più che altro dal fatto che al suo autore, Douglas Adams, Richard Dawkins avesse dedicato “L’illusione di dio”, che ho letto da poco. Beninteso, non è che di Adams e della Guida galattica non ne avessi mai sentito parlare; tra citazioni, allusioni, nicknames di utenti internettiani - e prima ancora, delle BBS nella loro epoca gloriosa - ispirati ai suoi personaggi, avevo capito che per molti fosse un libro piuttosto importante. Ma il mio pressoché totale disinteresse alla fantascienza non mi aveva fatto mai sentire come necessario prenderlo in mano.

    In effetti, le prime pagine sembravano darmi ragione: la vicenda bizzarra di un tipo che cerca di bloccare la costruzione di una strada, cosa che comporta l’abbattimento della sua casa (nella realtà l’esproprio per pubblico interesse prevede notifiche, indennizzi ecc.; non è che uno un bel giorno si vede arrivare le ruspe). Anche quando la vicenda si avvia, tra extraterrestri e viaggi interstellari, dimensioni parallele e iperspazio, ho inizialmente provato il classico poco piacevole spiazzamento che la scrittura troppo “svincolata” da un orizzonte realistico, o peggio, da un senso narrativo compiuto e consequenziale, mi dà.

    Però poi mi sono poco per volta fatto prendere dal racconto, dall’umorismo molto sottile con cui le vicende vengono raccontate, dalla formidabile inventiva, dagli eventi e situazioni. Credo anche che ci sia un substrato di riferimenti scientifici, correlati alla relatività e alla fisica delle particelle, che io riesco a cogliere solo in superficie, ma che a persone più preparate di me probabilmente dicono moltissimo.

    Alla fine quasi mi è dispiaciuto che il libro finisse. Altro che noia.

    Dedico questa lettura all'amico anobiano Vanamonde.

    said on 

  • 3

    Questo libro è completamente fuori di testa: sconclusionato, irriverente, sarcastico e saccente. Fa ridere (spesso) e fa sorridere (sempre). E' un concentrato di follia e di intelligenza, nerd al punt ...continue

    Questo libro è completamente fuori di testa: sconclusionato, irriverente, sarcastico e saccente. Fa ridere (spesso) e fa sorridere (sempre). E' un concentrato di follia e di intelligenza, nerd al punto giusto. Ovviamente lo stampo fantasy c'è ed è una buona fetta del romanzo, ma le frequenti metafore e critiche (neanche troppo velate) alla società lo rendono apprezzabile anche da chi, come me, non ama il genere.
    È una lettura quasi obbligatoria, un cult imperdibile

    said on 

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