Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Guasto è il mondo

Di

Editore: Laterza (I Robinson. Letture)

4.1
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8842094900 | Isbn-13: 9788842094906 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Galimberti

Disponibile anche come: Altri

Genere: History , Political , Social Science

Ti piace Guasto è il mondo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
I ricchi, come i poveri, ci sono sempre stati. Ma rispetto al resto della popolazione i ricchi, oggi, sono più ricchi e più numerosi di qualsiasi altra epoca di cui si abbia memoria. Il privilegio privato è facile da capire e da descrivere. Più complicato è spiegare l'enormità dello squallore pubblico in cui siamo precipitati. La povertà è un'astrazione, perfino per i poveri, ma i sintomi di un impoverimento collettivo sono tutti intorno a noi. Qualcosa che non va c'è, e non è trascurabile. Se una simile, grottesca disuguaglianza persisterà, perderemo qualsiasi senso di fratellanza; e la fratellanza, per quanto fatua come obiettivo politico, è la condizione necessaria della politica stessa. Inculcare il senso di uno scopo comune e di una dipendenza reciproca per molto tempo è stato visto come il pilastro di qualsiasi comunità. Sappiamo da sempre che la disuguaglianza non è solo fastidiosa moralmente: è inefficiente. L'egoismo è scomodo perfino per gli egoisti. "Guasto è il mondo" è una sfida politica alla politica: farci carico dei mali della nostra società e immaginare un modo migliore di vivere.
Ordina per
  • 5

    歷史的軌跡,沒有必然,也沒有偶然。作者從十九世紀的歐洲社會談起,似乎距離我們很遙遠,但是面對的困境竟是十分相似。臺灣現代化的進程相當快速,快速的令多數人感到驕傲,自許為"臺灣的經濟奇蹟"。相對於現在此刻台灣的經濟困境,彷彿像單行道般不得不硬著頭皮走下去。看完這本難啃的書,有太多東西需要消化與釐清,現在所處的社會,似乎有太多問題需要停下來好好思考與討論。但有多少人願意停下來,願意思考?

    ha scritto il 

  • 5

    http://jysnow.pixnet.net/blog/post/40615903 東尼賈德的《厄運之地》講的其實是對歐洲與美國現況的反省。該書原文成書於2010年,經濟海嘯的陰影仍如影隨形,西歐的經濟愁雲慘霧。這塊世界上人類文明發展的最好的大陸,年輕人卻因為經濟的困窘感到迷惘無措。賈德想要用這本書告訴他們:不要被眼前的困境所囿,應該要試圖回頭看待歐洲大陸自十九世紀末期以來發展歷程,歐洲人本有無與倫比的自信,卻在一瞬間被自己所摧毀,從第一次世界大戰到第二次世界大戰,幾乎要毀掉自己的文明。戰後的美國與西歐諸國,在記取這個巨大的教訓之後,兢兢業業去建立一個不欲重蹈覆轍的社會,也確實出現非 ...continua

    http://jysnow.pixnet.net/blog/post/40615903 東尼賈德的《厄運之地》講的其實是對歐洲與美國現況的反省。該書原文成書於2010年,經濟海嘯的陰影仍如影隨形,西歐的經濟愁雲慘霧。這塊世界上人類文明發展的最好的大陸,年輕人卻因為經濟的困窘感到迷惘無措。賈德想要用這本書告訴他們:不要被眼前的困境所囿,應該要試圖回頭看待歐洲大陸自十九世紀末期以來發展歷程,歐洲人本有無與倫比的自信,卻在一瞬間被自己所摧毀,從第一次世界大戰到第二次世界大戰,幾乎要毀掉自己的文明。戰後的美國與西歐諸國,在記取這個巨大的教訓之後,兢兢業業去建立一個不欲重蹈覆轍的社會,也確實出現非常驚人的成果。只可惜自七十年代之後,這個人類歷史上難得的成果,又再度被歐洲人與美國人逐步摧毀。

    ha scritto il 

  • 4

    Elogio della socialdemocrazia

    Quando ero studentessa, ricordo che mi ponevo la domanda, durante le lezioni di storia e filosofia, di cosa fosse la socialdemocrazia. Ho sempre collegato alla socialdemocrazia un’immagine, quella di una scatola vuota, una bella scatola da regalo, che ognuno riempiva con quello che voleva, metten ...continua

    Quando ero studentessa, ricordo che mi ponevo la domanda, durante le lezioni di storia e filosofia, di cosa fosse la socialdemocrazia. Ho sempre collegato alla socialdemocrazia un’immagine, quella di una scatola vuota, una bella scatola da regalo, che ognuno riempiva con quello che voleva, mettendoci dentro un po’ di tutto: il socialismo anche nella fase più avanzata, secondo le teorie marxiste, e contestualmente realismo e concretezza circa la necessità di operare in un mondo capitalistico evidentemente non agli sgoccioli, come invece sosteneva il filosofo tedesco nel XIX secolo. Per me, il termine “socialdemocrazia” voleva dire tutto e niente. Questa lettura non ha cambiato il mio pensiero, anzi è lo stesso Judt ad affermare che la socialdemocrazia è un ibrido, un compromesso tra diverse ideologie, e come tale da riempire con contenuti variegati; tuttavia lo scrittore è stato davvero abile nell'analizzare l’evoluzione delle vicende politico economiche che si sono succedute nel secolo scorso nei paesi occidentali, con particolare riguardo agli Usa e alla Gran Bretagna.
    In questo saggio ho trovato un appassionato pamphlet e un’accorata esortazione a ritornare al significato e ai valori che originariamente le socialdemocrazie europee, a partire dal 1945 fino agli anni ’80, perseguirono, sotto forma di istruzione pubblica, cure mediche e assicurazione sanitaria pubblica, parchi e giardini pubblici per far giocare i bambini, assistenza collettiva per gli anziani, gli infermi e i disoccupati, cioè ad uno stato che Judt definisce “Stato della protezione sociale”. Attraverso un breve ma approfondito excursus storico, lo scrittore mette in evidenza come a partire dagli anni ’80 e all’indomani della caduta del muro di Berlino, la “sinistra” abbia abdicato al suo ruolo e non abbia fatto altro che abbracciare le regole del libero mercato, accettando passivamente che si affermassero l’ammirazione acritica per i mercati liberi da lacci e lacciuoli, il disprezzo per il settore pubblico, il culto della privatizzazione e l’illusione di una crescita senza fine. Questo smantellamento del welfare, iniziato dopo gli anni ’80 ed ancora in pieno corso, oltre a creare un pericolo concreto di deficit democratico –che stiamo vivendo sulla nostra pelle oggi- pone in essere soprattutto diseguaglianze sociali così profonde che –dice Judt- corrodono la società dall’interno.
    Unica soluzione per non lasciare macerie ai nostri figli è, scrive Judt, non disfarsi del passato, ma costruire il futuro basandoci sulle conquiste ottenute in passato, da noi stessi e dai nostri predecessori, perché, richiamando le parole del filosofo britannico Edmund Burke, “la società non è solo un’associazione tra quelli che sono viventi in un determinato tempo, bensì tra i viventi e i trapassati, ed anche tra questi e i nascituri”.

    ha scritto il 

  • 3

    Tony Judt ha ragione, le cose stanno più o meno come dice lui. Nulla di veramente nuovo o originale se non lo sguardo sui movimenti degli anni '60 che, pur se storicamente identificati come "di sinistra", in realtà hanno introdotto il virus delle rivendicazioni individualiste,relative allo status ...continua

    Tony Judt ha ragione, le cose stanno più o meno come dice lui. Nulla di veramente nuovo o originale se non lo sguardo sui movimenti degli anni '60 che, pur se storicamente identificati come "di sinistra", in realtà hanno introdotto il virus delle rivendicazioni individualiste,relative allo status del proprio io, alla liberazione del soggetto dall'oppressione delle strutture dominanti della società. Giuste e legittime per carità, sono cresciuto con il mito del '68 e mi ci sono affezionato; ma questo ha avuto un rovescio della medaglia: uno dei pilastri dell'ideologia capitalconsumistica si basa proprio sull'emancipazione dell'individuo dai propri legami sociali, di qualunque tipo essi siano. Essi sono ostacoli da abbattere se si vuole la propria realizzazione personale. Perchè l'io vale e bisogna prendersene cura . Il come ve lo spieghiamo in televisione. Sto semplificando, il discorso meriterebbe ben altra trattazione, ma si può affermare che da qui alla perdita del senso del collettivo ed alla frammentazione e dispersione dei gruppi sociali, dello smarrimento del concetto di bene comune il colpo decisivo lo hanno dato poi le politiche economico-sociali neoliberiste degli anni 80 e 90 applicate un pò ovunque nel mondo occidentale e non solo . Thatcher in primis. Il risultato è che oggi la sinistra rimpiange il contesto sociale degli anni 60 che al tempo contestava aspramente. Resto molto scettico però che sia la socialdemocrazia la risposta alle sfide attuali; assomiglia un pò ad un brodino caldo per curare una malattia terminale. Meglio di niente, anzi magari, però credo che non basti. La ricetta allora ? Don't know yet, keep on searching if there is any... Per un quadro più preciso di quello delineato da TJ consiglio la lettura de "Il grande balzo all'indietro" di Serge Halimi.

    ha scritto il 

  • 4

    Appassionato...

    ...ma non retorico, una sintesi perfetta del concetto di bene comune e una difesa appassionata dei valori della solidarietà e della democrazia. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Da un intellettuale di quelli veri il racconto delle crisi del 900, il sostegno forte alle politiche di uguaglianza e di welfare della seconda metà del secolo, una critica radicale non solo alle ricette neoliberiste della fine del 900 ma anche dell'abbandono da sinistra di modelli di giustizia so ...continua

    Da un intellettuale di quelli veri il racconto delle crisi del 900, il sostegno forte alle politiche di uguaglianza e di welfare della seconda metà del secolo, una critica radicale non solo alle ricette neoliberiste della fine del 900 ma anche dell'abbandono da sinistra di modelli di giustizia sociale. Parole dotte e colte sul ruolo dello stato nella storia moderna e sulla sua funzione insostituibile anche dentro l'accettata economia dimercato. Una parola di speranza per la socialdemocrazia del futuro. Un appello rivolto ai giovani di approcciasi alla società ed alla politica in modo critico per cambiare un mondo ingiusto.

    ha scritto il 

  • 4

    Per capire questo testo la cui comprensione non si può esaurire con una sola lettura vorrei citare le parole di Stuart Mill con cui Judt introduce un paragrafo nel 4° capitolo: "Io sono ora convinto che nessun grande progresso nella sorte degli uomini sia possibile fino a quando non avvenga un ef ...continua

    Per capire questo testo la cui comprensione non si può esaurire con una sola lettura vorrei citare le parole di Stuart Mill con cui Judt introduce un paragrafo nel 4° capitolo: "Io sono ora convinto che nessun grande progresso nella sorte degli uomini sia possibile fino a quando non avvenga un effettivo mutamento nella struttura fondamentale dei loro modi di pensare".

    ha scritto il 

Ordina per