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Guernica

Di

Editore: Einaudi

3.6
(685)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 83 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806200259 | Isbn-13: 9788806200251 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 0

    Le citazioni iniziali mi avevano colpito.
    L'incipit, in medias res, come piacciono a me, pure.
    Poi ho faticato un po'.
    Immagini fotografiche ma insieme troppo dilatate. Un protagonista avido, amorale ...continua

    Le citazioni iniziali mi avevano colpito.
    L'incipit, in medias res, come piacciono a me, pure.
    Poi ho faticato un po'.
    Immagini fotografiche ma insieme troppo dilatate. Un protagonista avido, amorale e rozzo.
    E invece, leggendo, e rileggendo, brani e frasi, è stato un crescendo di poesia, resa attraverso la didascalia mai scarna della prosa.
    Splendidi i cameo, Ernesto il giornalista americano dal culo grosso, Hemingway ovviamente, lo si intuisce subito, simpatico e triste nella sua quotidianità di bevitore, ed il carnefice di Lorca, colto e mistico, algidamente adamantino nel suo aprioristico distinguo fra bene e male...
    Pagina dopo pagina la realtà si rivela distruttiva follia, smorzata dal sogno spesso premonitore, in cui poter forse recuperare una perduta umanità.
    Sempre presente la Spagna in un andare che condurrà a Guernica, mentre una strana coppia ricorderà vieppiù Sancho e il Quijote nel vagare alla ricerca di un uomo lupo da restituire a una moderna Dulcinea del Toboso.
    Come genere l'opera è stata classificata un noir.
    Non sono pienamente d'accordo. Il mistero è solo pretesto per farci vedere uomini che si dilaniano definendo le carneficine limpieza (pulizia). E il sangue riflette i colori dell'animo: può esser rosso o nero.
    Finale a sorpresa. Si crede di intuire, invece con sottigliezza siamo condotti per mano e poi lasciati soli alle nostre riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Senza finale ma va bene così

    E' riuscito a farmi calare nell'atmosfera in un attimo, le poche pagine del libro corrono graffianti e veloci. L'assenza di una chiusura finale, per una volta, non mi ha lasciato l'amaro in bocca. Un ...continua

    E' riuscito a farmi calare nell'atmosfera in un attimo, le poche pagine del libro corrono graffianti e veloci. L'assenza di una chiusura finale, per una volta, non mi ha lasciato l'amaro in bocca. Un po' troppo ostentata la presenza di personaggi storici nella Madrid repubblicana.

    ha scritto il 

  • 2

    A differenza di altri romanzi di Lucarelli, non mi ha convinto per niente. Interessante il protagonista completamente privo di moralità, ma per i miei gusti troppo barocco il linguaggio ("schizza fuor ...continua

    A differenza di altri romanzi di Lucarelli, non mi ha convinto per niente. Interessante il protagonista completamente privo di moralità, ma per i miei gusti troppo barocco il linguaggio ("schizza fuori e sulla strada, per non cadere trascinato dallo slancio, fece tre giri di valzer col corpo di una suora morta"), troppi personaggi storici come Federico García Lorca incontrati per caso dai protagonisti, troppo cariche le tinte in generale.

    ha scritto il 

  • 2

    Sensazione finale: E basta?

    Non saprei da dove cominciare con questo libro... Credo si potrebbe descrivere come un libro strano, molto strano.. con un finale intrigante quanto aperto. Rimango con la sensazione d'incompletezza e ...continua

    Non saprei da dove cominciare con questo libro... Credo si potrebbe descrivere come un libro strano, molto strano.. con un finale intrigante quanto aperto. Rimango con la sensazione d'incompletezza e credo la faccia da stupido (per fortuna nessuno mi ha visto)

    ha scritto il 

  • 3

    Guernica è la storia di Filippo Stella sicario, puttaniere, contrabbandiere, ladro e spia, uno capace, durante la guerra di Spagna, di vendere comunisti ai falangisti in un capitolo e falangisti agli ...continua

    Guernica è la storia di Filippo Stella sicario, puttaniere, contrabbandiere, ladro e spia, uno capace, durante la guerra di Spagna, di vendere comunisti ai falangisti in un capitolo e falangisti agli anarchici la pagina successiva. È una specie di tutti contro tutti, in cui Stella si trova benissimo, forte del suo cinismo e della sua capacità di mistificatore (Sì, signor capitano, - dissi, strozzato dai fagioli di traverso. Lui pensò che fosse commozione e si allungò per stringermi la spalla). Stella è uno sveglio Lo guardai e da come mi guardò guardarlo capii che aveva capito che avevo già capito anch’io. Fui più veloce. Estrassi la Maser e gli sparai in un occhio.
    Viene arruolato per accompagnare un capitano alla ricerca delle spoglie di un amico d’infanzia e, passando da Teruel a Sigüenza a Madrid fino a Guernica, attraversa una Spagna piena di orrore, di voci riportate, di maledizioni, di zingare e streghe.
    L’orrore cresce man mano ci si avvicina a Guernica, ma è un orrore che gradualmente diventa onirico e visionario, un orrore in cui è difficile distinguere la realtà dalla finzione, come sempre quando non si crede alla realtà che ci mostrano gli occhi. Si respira un’aria di morte soffocante; si odora il sangue come in un mattatoio.
    Questo breve romanzo si chiude con quadro donchisciottesco, forse a significare che l’orrore rende pazzi o è dei pazzi, un omaggio a Borges e un andare del capitano e del suo scudiero che ricorda, in qualche modo, il placido allontanarsi di Guglielmo da Baskerville e Adso con cui si chiude Il nome della rosa.

    ha scritto il 

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