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Guerra e pace

Di

Editore: Aldo Palazzi

4.5
(3907)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1075 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Olandese

Isbn-10: A000212967 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enrichetta Carafa d'Andria

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Ed. f.c
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  • 5

    GUERRA E PACE Lev Tolstoj

    Caro Lev,
    ho appena terminato il tuo capolavoro. Sai, a me piace molto scrivere recensioni relative a ciò che leggo ma, nel tuo caso, è davvero impossibile: sono stati scritti fiumi di parole da gente ...continua

    Caro Lev,
    ho appena terminato il tuo capolavoro. Sai, a me piace molto scrivere recensioni relative a ciò che leggo ma, nel tuo caso, è davvero impossibile: sono stati scritti fiumi di parole da gente ben più colta ed esperta di me su questo argomento e, per quanto riguarda la trama, non ci crederai, oggi esistono sistemi rapidissimi dai nomi assurdi tipo Wikipedia che ti raccontano, in circa due pagine, quello che tu hai impiegato otto anni a scrivere in circa duemila. Quindi opto per questa epistola per esprimerti le mie impressioni e perplessità, almeno, se dirò qualche corbelleria, rimarrà tra noi e non sarò assoggettata a fustigazione. In realtà “Guerra e pace” lo avevo già letto, intorno ai 18 anni, o almeno ne ero fermamente convinta fino a gennaio; ora credo di poter affermare che allora, con quella scarsa onestà intellettuale di cui ero dotata in età adolescenziale, non “lessi” proprio tutto il libro, ma saltellai allegramente tra le righe degli immensi volumi selezionando le parti a me più affini, che, con il senno di poi, suppongo non furono moltissime.
    Ricordo che allora pensai che di pace, in tutte quelle righe, ce ne fosse davvero poca mentre ora, forse per via dell’età, ho interpretato il titolo in maniera completamente diversa convincendomi che non si riferisse soltanto agli eventi bellici descritti ed ai periodi storici di intervallo tra gli stessi ma anche al complesso percorso di alcuni personaggi, primi tra tutti Pierre, Andrei e, a suo modo Natascia, attraversati da colossali conflitti interiori e, in quest’ottica, mi sei apparso molto più “umano” anche tu.
    Mi sono immersa nel tuo testo con dedizione assoluta e grande costanza e l’ho gustato appieno, senza lasciarmi spaventare dai nomi, soprannomi, patronimici di voi russi che sembrano fatti apposta per confondere le idee. Nonostante la traduzione del mio ebook (ti spiegherò un’altra volta che vuol dire…) non si possa certo definire ineccepibile, ho adorato il tuo linguaggio: solenne nelle narrazioni delle battaglie, suggestivo nella descrizione dei paesaggi ed estremamente profondo nelle riflessioni dei personaggi e sono ora convinta che gli storici possano descrivere gli eventi ma che tu sia stato capace di costruire un romanzo da vivere aprendo una porta al lettore e rendendolo partecipe in prima persona di quegli stessi eventi.
    Avrei solo due piccoli appunti da farti:
    1) “L’epilogo parte seconda”, interamente dedicato alla filosofia della storia con sconfinamenti nella teologia, nella filosofia del diritto e nella cosmologia era davvero necessario? Stiamo parlando di una sessantina di pagine caro, mica bazzecole! Ho trovato il tuo accanimento ossessivo e ripetitivo e posso affermare che hai messo a durissima prova la mia pazienza tentandomi a riprendere l’abitudine adolescenziale del “salto a piedi pari”.
    2) Non è che sei un filo misogino? Nulla da dire sulla descrizione, dipingi personaggi femminili talmente reali che, a volte, ti sembra di vederli seduti accanto a te durante la lettura, però, diciamocela tutta, le tue donne sono terribili e fanno spesso fini raccapriccianti; vero è che suicidarsi non è forse il massimo, ma anche diventare grassa e sciatta ed avere come unico scopo nella vita quello di allattare figli ed attendere che il marito ritorni non mi sembra il massimo dell’esaltazione…
    Senza offesa, infine, non ho colto, attraverso i tuoi personaggi, come già mi era successo leggendo altri tuoi libri (Anna Karenina compreso), la viscerale passione che anima quelli descritti dal buon Dostoevskij: è sempre un po’ come se tu guardassi anche la parte più intima dell’uomo in modo distaccato e quindi, pur vedendo realmente le persone attraverso i tuoi occhi non ho sentito nello stomaco il loro tormento. Non prendertela, pertanto, se Fëdor rimane ancora il mio preferito.

    ha scritto il 

  • 2

    No

    Grande, monumentale, epico: sì, vabbè. Definitelo come volete, ma personalmente sono riuscito a finirlo solo con un grande sforzo di volontà. Troppo, troppo, troppo; ecco come lo definirei. Per esempi ...continua

    Grande, monumentale, epico: sì, vabbè. Definitelo come volete, ma personalmente sono riuscito a finirlo solo con un grande sforzo di volontà. Troppo, troppo, troppo; ecco come lo definirei. Per esempio: le pagine in cui vengono narrate e descritte nel dettaglio le strategie di guerra, i combattimenti, le minuzie della vita militare: sfido chiunque ad affermare di averle lette in preda all'estasi. Parliamoci chiaro: anche meno. È comunque sempre e solo un romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Né guerra né pace

    Chiedo scusa, anzi perdono, a tutti coloro che hanno amato visceralmente questo romanzo monumentale, caposaldo della Letteratura di tutti i tempi; per me è stata una mezza tortura, portata a termine s ...continua

    Chiedo scusa, anzi perdono, a tutti coloro che hanno amato visceralmente questo romanzo monumentale, caposaldo della Letteratura di tutti i tempi; per me è stata una mezza tortura, portata a termine solo per dovere reverenziale.
    Siamo lontani dalla verve scoppiettante di Nonno Hugo, così come dalla profondità destabilizzante di Nonno Fedor. Qui ho trovato solo personaggi piatti, un po’ antipatici, spesso incoerenti; i migliori, come nella vita, se ne sono andati presto e frettolosamente. La pace è un superficiale susseguirsi di feste, fidanzamenti, pettegolezzi; la guerra, che potrebbe essere il tema in cui un Leone della scrittura dà il meglio di sé, è cronaca asettica di luoghi e avvenimenti; su tutto aleggiano le assurde teorie dell’Autore sulla Storia, i movimenti dei popoli, il senso del potere. La critica a Napoleone e al bonapartismo è feroce al punto tale da divenire faziosa.
    Dov’è la guerra? Dov’è la pace?
    Ma soprattutto: lo Zio Lev, oltre a essere il padre nobile del romanzo rosa (come dimostra in Anna Karenina), è anche l’inventore della tecnica narrativa della telenovella??
    Scusate, appunto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un affresco di straordinaria potenza. Caratteri del tempo, psicologie e argute considerazioni sulla storia degli uomini s'intrecciano in un romanzo che sgorga da un intelletto superiore.
    Che altro ag ...continua

    Un affresco di straordinaria potenza. Caratteri del tempo, psicologie e argute considerazioni sulla storia degli uomini s'intrecciano in un romanzo che sgorga da un intelletto superiore.
    Che altro aggiungere a quanto già è stato detto e scritto? Lasciatevi semplicemente catturare da uno dei più grandi libri di sempre: qualcosa resterà.

    ha scritto il 

  • 3

    Oh! Finalmente l'ho finito!
    Non scrivo niente sul valore di quest'opera: quando si tratta di enormi classici, e questo lo è in tutti i sensi, cosa potrei dire che non sia già stato detto? Quindi lasce ...continua

    Oh! Finalmente l'ho finito!
    Non scrivo niente sul valore di quest'opera: quando si tratta di enormi classici, e questo lo è in tutti i sensi, cosa potrei dire che non sia già stato detto? Quindi lascerò soltanto la mia impressione personale, a livello di coinvolgimento e gusto.
    Lento, lentissimo, esasperatamente noioso per le prime 300 pagine. Poi non dico che decolli, ma almeno sono riuscita a continuare. Alcune parti sono commoventi, ma a commuovere me ci vuole poco.
    E' sicuramente un capolavoro, ma non posso dire che mi sia piaciuto, soprattutto gli ultimi capitoli dove l'autore spiega quello che pensa di libertà e necessità.
    Avrò il coraggio di prendere in mano Anna Karenina?

    ha scritto il 

  • 4

    E' difficile scrivere una recensione di un libro così maestoso. All'interno c'è di tutto: amori, delusioni, storia, guerra, racconti e politica.
    Ci ho messo due mesi a leggerlo e all'ultimo sentivo la ...continua

    E' difficile scrivere una recensione di un libro così maestoso. All'interno c'è di tutto: amori, delusioni, storia, guerra, racconti e politica.
    Ci ho messo due mesi a leggerlo e all'ultimo sentivo la necessità e l'esigenza di dedicarmi ad altro; questo è il motivo per cui non gli ho dato il massimo dei voti.
    La mole inizialmente può spaventare, ma vi assicuro che la storia scorre rapida e veloce. Mi sono appassionata a quasi tutti i personaggi e alla fine li percepivo come degli amici; tanto che, a lettura ormai ultimata, quasi mi mancano.
    Se siete appassionati dei classici, non potete lasciarvi scappare un simile capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Lev Tolstoj, basterebbe il nome per capire la grandezza di questa opera.Su Guerra e Pace potrei scrivere pagine e pagine, Mi limito a dire che questo può essere definito un poema epico, Un capolavoro ...continua

    Lev Tolstoj, basterebbe il nome per capire la grandezza di questa opera.Su Guerra e Pace potrei scrivere pagine e pagine, Mi limito a dire che questo può essere definito un poema epico, Un capolavoro della letteratura universale, Non spaventatevi della lunghezza ....si fa leggere tutto di un fiato..il mio personaggio preferito è sicuramente il principe Andrej.

    ha scritto il 

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