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Guerra e pace

2 volumi

Di

Editore: Einaudi (Tascabili)

4.5
(3743)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1425 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Olandese

Isbn-10: 8806118498 | Isbn-13: 9788806118495 | Data di pubblicazione:  | Edizione 16

Traduttore: Enrichetta Carafa d'Andria

Disponibile anche come: Cofanetto , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un affresco di straordinaria potenza. Caratteri del tempo, psicologie e argute considerazioni sulla storia degli uomini s'intrecciano in un romanzo che sgorga da un intelletto superiore.
    Che altro aggiungere a quanto già è stato detto e scritto? Lasciatevi semplicemente catturare da uno de ...continua

    Un affresco di straordinaria potenza. Caratteri del tempo, psicologie e argute considerazioni sulla storia degli uomini s'intrecciano in un romanzo che sgorga da un intelletto superiore.
    Che altro aggiungere a quanto già è stato detto e scritto? Lasciatevi semplicemente catturare da uno dei più grandi libri di sempre: qualcosa resterà.

    ha scritto il 

  • 3

    Oh! Finalmente l'ho finito!
    Non scrivo niente sul valore di quest'opera: quando si tratta di enormi classici, e questo lo è in tutti i sensi, cosa potrei dire che non sia già stato detto? Quindi lascerò soltanto la mia impressione personale, a livello di coinvolgimento e gusto.
    Lento, ...continua

    Oh! Finalmente l'ho finito!
    Non scrivo niente sul valore di quest'opera: quando si tratta di enormi classici, e questo lo è in tutti i sensi, cosa potrei dire che non sia già stato detto? Quindi lascerò soltanto la mia impressione personale, a livello di coinvolgimento e gusto.
    Lento, lentissimo, esasperatamente noioso per le prime 300 pagine. Poi non dico che decolli, ma almeno sono riuscita a continuare. Alcune parti sono commoventi, ma a commuovere me ci vuole poco.
    E' sicuramente un capolavoro, ma non posso dire che mi sia piaciuto, soprattutto gli ultimi capitoli dove l'autore spiega quello che pensa di libertà e necessità.
    Avrò il coraggio di prendere in mano Anna Karenina?

    ha scritto il 

  • 4

    E' difficile scrivere una recensione di un libro così maestoso. All'interno c'è di tutto: amori, delusioni, storia, guerra, racconti e politica.
    Ci ho messo due mesi a leggerlo e all'ultimo sentivo la necessità e l'esigenza di dedicarmi ad altro; questo è il motivo per cui non gli ho dato i ...continua

    E' difficile scrivere una recensione di un libro così maestoso. All'interno c'è di tutto: amori, delusioni, storia, guerra, racconti e politica.
    Ci ho messo due mesi a leggerlo e all'ultimo sentivo la necessità e l'esigenza di dedicarmi ad altro; questo è il motivo per cui non gli ho dato il massimo dei voti.
    La mole inizialmente può spaventare, ma vi assicuro che la storia scorre rapida e veloce. Mi sono appassionata a quasi tutti i personaggi e alla fine li percepivo come degli amici; tanto che, a lettura ormai ultimata, quasi mi mancano.
    Se siete appassionati dei classici, non potete lasciarvi scappare un simile capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Lev Tolstoj, basterebbe il nome per capire la grandezza di questa opera.Su Guerra e Pace potrei scrivere pagine e pagine, Mi limito a dire che questo può essere definito un poema epico, Un capolavoro della letteratura universale, Non spaventatevi della lunghezza ....si fa leggere tutto di un fia ...continua

    Lev Tolstoj, basterebbe il nome per capire la grandezza di questa opera.Su Guerra e Pace potrei scrivere pagine e pagine, Mi limito a dire che questo può essere definito un poema epico, Un capolavoro della letteratura universale, Non spaventatevi della lunghezza ....si fa leggere tutto di un fiato..il mio personaggio preferito è sicuramente il principe Andrej.

    ha scritto il 

  • 5

    Non facile commentare o esprimere anche pochi pensieri dopo aver letto questo capolavoro, ma ci provo. Innanzitutto è un lungo romanzo che narra le vicende di due famiglie e si svolge nell’arco di due decenni. Naturalmente i personaggi crescono, maturano si trasformano , invecchiano e molti muoio ...continua

    Non facile commentare o esprimere anche pochi pensieri dopo aver letto questo capolavoro, ma ci provo. Innanzitutto è un lungo romanzo che narra le vicende di due famiglie e si svolge nell’arco di due decenni. Naturalmente i personaggi crescono, maturano si trasformano , invecchiano e molti muoiono durante la narrazione. Ad arricchire il tutto le vicende storiche della Russia di quel tempo; la campagna di Napoleone per conquistare i territori d’Oriente con le sue armate ed i suoi alleati, lo zar Alessandro I con tutti i suoi generali, che tenta di respingere l’amico-nemico francese, gli errori strategici con le conseguenti sciagure commessi da ambo le parti che causano morte e distruzione , la condanna della guerra anche se inevitabile.
    Tolstoj ti porta dentro i salotti insieme ai nobili e ai personaggi del libro ,ti fa vivere un’atmosfera da fiaba, con le sue descrizioni minuziose rende vivi i protagonisti. Pierre, Andrej e Natasha sono i tre personaggi principali. Ognuno di loro non sarà più lo stesso, subirà una trasformazione a causa della guerra che spezza i legami e li priva degli affetti mettendo a nudo la propria anima. Meravigliose e indimenticabili queste figure e su tutte Pierre è quello che più sorprende; un uomo che in fondo all’anima è un buono, un ingenuo, ma che si lascia trascinare dagli amici in una girandola di feste, ubriacature e bagordi. Sempre alla ricerca di risposte sul senso della vita, un debole ma che alla fine diventa un gigante. Mi ha molto colpito un piccolo personaggio, un contadino che diventa un soldato suo malgrado, Platon Karataev che aiuta Pierre durante la prigionia. E’ ignorante, buono , ama la vita ed è coraggioso anche se non lo sa. Ama tutti senza amare nessuno, la sua dolcezza è la sua forza. Non compie imprese, non sa nemmeno perché è lì, non si ricorda nemmeno quel che dice, ma è un saggio generoso. Forse con Platon lo scrittore voleva rappresentare lo spirito del popolo russo che è del tutto diverso dai popoli europei. La figura del grande condottiero Napoleone esce ridimensionata, addirittura , alla fine si rivela anche vigliacco fuggendo e abbandonando alla fame e al freddo le sue truppe. Anche Alessandro I , sovrano molto amato e di idee progressiste, in fondo molla e delega ad altri la guida della Patria. Questa la visione di Tolstoj, condanna fortemente la guerra, ma ne riconosce l’inevitabilità, come se non fosse frutto delle decisioni dei potenti, ma conseguenza di un insieme di fattori casuali.
    Sarebbe stato un capolavoro anche tralasciando le parti storiche, è un romanzo stupendo che coinvolge interamente il lettore. Così è davvero un ricchissimo e succulento piatto, ci metti tanto a finirlo ma giungi alla fine sazio e appagato! Per me è un 10, senza esitazioni!

    ha scritto il 

  • 5

    Commentare un capolavoro è sempre difficile, questo libro mi ha tenuto occupato (in un attivo Gruppo di Lettura) per più di 2 mesi quindi non posso dire di essere dispiaciuto di averne terminato la lettura, ultimamente il desiderio di leggere altro si faceva sempre più sentire. Tolstoj narra magn ...continua

    Commentare un capolavoro è sempre difficile, questo libro mi ha tenuto occupato (in un attivo Gruppo di Lettura) per più di 2 mesi quindi non posso dire di essere dispiaciuto di averne terminato la lettura, ultimamente il desiderio di leggere altro si faceva sempre più sentire. Tolstoj narra magnificamente, alternando appunto capitoli di guerra a capitoli di pace, l'epopea dell'invasione russa da parte dei francesi del 1812, non limitandosi a questo ma narrando anche i periodi precedenti e quelli successivi grazie alle vicende di 3 famiglie in particolare, quella dei Bolkonskij (di cui fanno parte un padre severo, il figlio Andrej e la figlia Marja, timida e devota ma che diventerà col tempo determinata), dei Rostov (la più numerosa, coi fratelli Natasa, Nikolaj, Vera, Petja e la cugina Sonja) e dei Kuragin (di cui fanno parte il furbo Vasilij e i figli Helene, bella e altrettanto furba, Anatolij e Ippolit); esterno a queste famiglie non si può non nominare uno dei protagonisti assoluti del libro che è Pierre Bezuchov, che troviamo giovane e di ritorno dall'Europa all'inizio del libro e lo vediamo uomo realizzato e finalmente in pace con sé stesso alla fine di questo. I personaggi di contorno sono poi numerosissimi (la palma di personaggio più simpatico per me va a Denisov) come altrettanti sono gli aneddoti che ci racconta Tolstoj, la lettura è per la gran parte delle pagine scorrevole e mai noiosa, certe frasi inoltre sono vere e proprie perle letterarie. Ho trovato la scrittura di Tolstoj molto abile nel riuscire a far partecipe il lettore dei vari sentimenti provati dai personaggi, mi vengono in mente tra i tanti il timore della morte vissuto da Pierre, il forte sentimento religioso di Marja, l'amore e la disperazione provati da Natasa, il timore vissuto dai soldati sui campi di battaglia. Però non si può negare che in alcune parti, che solitamente troviamo all'inizio dei vari libri in cui è divisa l'opera, e soprattutto nella seconda parte dell'epilogo finale l'autore tratta specificamente tematiche storiche e di filosofia della storia che magari potrebbero annoiare il lettore comune; io da storico posso dire di aver trovato utili e interessanti la maggior parte di esse, ma confesso di aver trovato particolarmente stucchevoli e noiose le ultime pagine del testo, laddove avrei preferito di gran lunga una parte narrativa che andasse a tirare le fila delle varie storie presenti in Guerra e pace.
    In definitiva l'opera merita sicuramente di essere letta, e sono orgoglioso di poterla vantare nella mia libreria, però va letta in maniera attiva (lo dico soprattutto per chi è a digiuno di nozioni storico-politiche del periodo), bisogna cioè contestualizzare il tutto, andarsi a vedere su una qualsiasi enciclopedia le tematiche trattate (le varie guerre presenti nel testo, la vita di Napoleone, i posti nominati, etc.) per godere appieno della narrazione e sentirsi ancor più coinvolti.

    Le stelle, caro Lev, sono 5 però ci aggiungo, chiedendoti umilmente scusa, anche un meno, perché in certe parti, soprattutto quelle non narrative che assomigliano un po' troppo a un saggio storico, ti sei dilungato un pochino troppo. A parte questo, la scrittura, la storia narrata, i vari intrecci narrativi, certe riflessioni dell'autore (a parte i giudizi a mio modo di vedere troppo severi su Napoleone), sono sicuramente quelli di un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    2 Mesi di Catarsi

    Sono due mesi che che vivo nell'800. Sono stata una dama alla corte di Alessandro I, un giovane ussaro ad Austerlitz, una fanciulla ad un debutto in società, un intellettuale in un salotto illustre e un invitato qualunque in un salotto alla moda; sono stata un ufficiale russo davanti all'esercito ...continua

    Sono due mesi che che vivo nell'800. Sono stata una dama alla corte di Alessandro I, un giovane ussaro ad Austerlitz, una fanciulla ad un debutto in società, un intellettuale in un salotto illustre e un invitato qualunque in un salotto alla moda; sono stata un ufficiale russo davanti all'esercito napoleonico, un diplomatico alla corte Austriaca, un soldato francese in fuga da Mosca; sono stata una donna incurante di ciò che succedeva al di la del mio salotto, una madre preoccupata per le sorti del figlio in battaglia e addolorata per la sua morte, una giovane dama innamorata e appassionata; sono stata uno degli invitati ai matrimoni delle persone più in vista, sono stata conte e contessa, duca e duchessa, principe e principessa; sono stata mutilata a Smolensk e uccisa a Borodino, sono scappata da Mosca con tutti i miei averi e ho guardato l'incendio della città dalle colline in una notte freddissima. Ho condiviso qualcosa di indescrivibile con i personaggi di quest'opera. Io sono diventata un personaggio, e sentivo che la Storia correva in avanti senza curarsi della mia storia, delle storie degli altri; della mia vita, delle vite degli altri.
    Tolstoj è stato come un padre severo e un maestro esigente esponendo il suo pensiero (marcatamente positivista) riguardo la Storia; ma, infine, credo che l'abbia fatto per proteggere i personaggi - per proteggerci - dalle insicurezze portate dalle domande esistenziali della vita. Perché si agisce così e non in altro modo?

    ha scritto il 

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