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Guerra e pace

By Lev Nikolaevič Tolstoj

(774)

| Paperback | 9788817117388

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Book Description

Sullo sfondo dell'invasione della Russia da parte delle truppe di Napoleone, l'autore narra le vicende di due nobili famiglie e descrive la società russa, dai ceti più elevati ai più umili.

582 Reviews

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    Un libro a due marce. La prima: la pace, rappesentata, a parte la parentesi Austerlitz, nei primi due "libri", l'ho trovata senza infamia ne lode. Tolstoj ci descrive le vite di tanti personaggi senza andare, nel primo libro soprattuto, troppo nel pr ...(continue)

    Un libro a due marce. La prima: la pace, rappesentata, a parte la parentesi Austerlitz, nei primi due "libri", l'ho trovata senza infamia ne lode. Tolstoj ci descrive le vite di tanti personaggi senza andare, nel primo libro soprattuto, troppo nel profondo. Ci racconta i loro amori, le delusioni, i patemi d'animo, le credenze religiose e morali, un affresco della società a trecento sessanta gradi insomma, con lo scopo finale, credo, di farci conoscere ben bene i personaggi per quello che arriverà da li a breve: la guerra.
    Ed è proprio nella guerra che Tolstoj scrive il suo capolavoro. I nostri amici, perché dopo 700/800 pagine ormai li conosciamo bene come se fossero nostri amici, vengono messi in mezzo agli avvenimenti storici di quella che fu la guerra Napoleonica. Vivono le prime sconfitte, il ripiegamento verso Mosca, le campagne in fiamme, l'abbandono, la tremenda battaglia di Borodino, l'abbandono di Mosca, gli incendi e la lotta partigiana. Ci fa vivere sul filo del rasoio, come in guerra, facendoci temere per la vita dei nostri e facendoci vivere la loro tristezza, riesce a far si che il lettore, ormai in quel mondo grazie ai primi due libri, viva in prima persona quel tremendo periodo storico.
    Tantissime le scene bellissime: i pianti e la tristezza per l'abbandono delle campagne, il bellissimo dialogo tra quel matto di Pierre ed un generale francese, Andrej accudito durante la sua agonia…. Troppe per una recensione. Andrebbero raccontate una per una.
    Anche la psicologia dei personaggi nel conteto della guerra è proprio ben descritta: il dialogo tra Andrej e Pierre che mostra la determinatezza del primo a scendere sul campo di Borrodino presagendo già che sarà un mattatoio. Pierre che viene preso da idee violente e di omicidio quando rimane solo a Mosca. I Rostov che abbandonano Mosca. Petja che contravvenendo agli ordini si unisce alle lotte partigiane pregne di odio contro i francesi in fuga.
    "Riesce inoltre a descriverci benissimo la precarietà della vita in tempo di guerra ed amostrarci tutta la sua crudeltà: ""Si udì una scarica, sibilarono pallottole a vuoto, altre rimbalzarono contro qualcosa. I cosacchi e Dolochov irruppero dietro a Petja nel portone della casa. Alcuni francesi in mezzo al fumo denso e ondeggiante gettavano le armi e abbandonavano i cespugli correndo incontro ai cosacchi; altri scappavano verso lo stagno. Petja galoppava con il suo cavallo lungo il cortile padronale e invece di reggere le briglie, agitava le braccia in modo rapido e strano sempre più sbilanciato da una parte della sella. Il cavallo andò a finire su un fuoco morente nella luce del mattino e si impennò.
    Petja cadde pesantemente sulla terra umida. I cosacchi videro che le sue braccia e le sue gambe si contraevano convulsamente mentre la testa non si muoveva. Una pallottola gliel'aveva trapassata."""
    Sagaci le desrizioni su Kutuzov ed il suo modo, simile a quello di Tolstoj, di vedere gli eventi ed il suo modo di assecondarli e indirizzarli più che cercare di imbrigliarli e forzarli. Un uomo Russo in grado di capire i Russi.
    Per concludere, nonostante la prima parte che non mi è sembrata quel gran capolavoro, la seconda vale per tutte e due. Non solo un bel libro ma un libro importante perché riesce a mostrare l'assurdità della guerra e questo sicuramente basta per poter dire che è uno di quei capolavori che non possono mancare nella libreria di un amante della letteratura.

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    Paranoid Android (Meno male che Anobii c'è!) said on Oct 8, 2014 | Add your feedback

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    Uno di quei libri che semplicemente VA letto.

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    Kemmy said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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    Difficile ma indispensabile

    Sicuramente non di facile lettura, specialmente nelle parti di guerra, mentre le parti di pace risultano più leggere. Leggerlo da una certa soddisfazione, oltre a lasciare veramente tanto. Indispensabile.

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    Elena ...A forza di essere vento... said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

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    Bello il confronto tra la vita dei soldati e quella degli ufficiali,la differenza tra chi fa la guerra e chi n'è se la fa raccontare.Uno spaccato di vita russa.
    L'unico problema sono tutte quelle parole francesi,per uno come me una fatica cercare di ...(continue)

    Bello il confronto tra la vita dei soldati e quella degli ufficiali,la differenza tra chi fa la guerra e chi n'è se la fa raccontare.Uno spaccato di vita russa.
    L'unico problema sono tutte quelle parole francesi,per uno come me una fatica cercare di leggerle...

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    Dario said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    LIBRO PRIMO

    I) Il lettore e la lettrice che si apprestano a leggere questo intramontabile e "sempreverde" romanzo si sentono fin da subito coinvolti nelle vicissitudini e nell'ambiente che Tolstoj magistralmente introduce loro. Sembra infatti di con ...(continue)

    LIBRO PRIMO

    I) Il lettore e la lettrice che si apprestano a leggere questo intramontabile e "sempreverde" romanzo si sentono fin da subito coinvolti nelle vicissitudini e nell'ambiente che Tolstoj magistralmente introduce loro. Sembra infatti di conoscere i personaggi da una vita, come se si fosse cresciuti a pane e feste in un contesto umano e quotidiano perché l'autore non idealizza nessuno, bensì descrive ciascuno nella sua fragile, a volte inquieta o tranquilla realtà. A me è infatti sembrato di farne parte, di ballare con Pierre, di parlare con Anna M. o con Anna P. del più e del meno, di sentire la routine della vita di campagna come Marja, di progettare un futuro come Natasja sogna con Boris.
    Gli aneddoti troppo dettagliati circa la guerra mi annoiano un po', ma senza di essi Tolstoj non avrebbe raccontato il vero, data l'epoca che scelse di narrare e non sarebbe stato di certo credibile.

    II) Con la seconda parte, il lettore e la lettrice sono catapultati al fronte, nella battaglia di Austerlitz. Si respirano sentimenti contrastanti nei personaggi coinvolti, si passa infatti dal coraggio alla paura, dal desiderio di combattere per la patria alla realizzazione di quel che la guerra effettivamente è, nella sua cruda e dura realtà. Bellissimo il pezzo: << Si levò tra i soldati, rimbombante, una risata così sana, così allegra (e attraverso la linea degli avamposti si comunicò involontariamente anche ai francesi) da dar l'impressione che, orami, non c'era più da far altro che scaricare i fucili, far esplodere le cariche, e tornarsene di buon passo ciascuno a casa sua. Ma i fucili rimanevano carichi, le feritoie delle batterie, dalle case e dai terrapieni, guardavano sempre con la stessa minaccia in avanti, e sempre allo stesso modo rimanevano puntati gli uni contro gli altri, staccati dagli avantreni, i cannoni.>>
    Ho apprezzato anche qui il modo in cui Tolstoj riesca a fare immedesimare chi legge nei personaggi, tratteggiati realisticamente nel loro orgoglio e debolezze, finendo col percepire i loro stati d'animo: ho infatti avuta l'impressione di far parte della vicenda, di esserne partecipe diretta e sperare nella mia salvezza nonché nella vittoria del "mio" esercito.

    III) Questa nuova parte è senza dubbio più scorrevole, sia perchè bilanciata, abbiamo infatti i salotti all'inizio e il fronte da metà in poi; sia perchè s'inizia a scorgere il disegno già abbozzato da Tolstoj nelle parti precedenti, con tutte le dinamiche che sembrano prendere finalmente avvio e intrecciarsi entro scenari molto ben delineati.
    Tutti i personaggi qui presenti sono estremamente reali e non è possibile per il lettore e la lettrice non immedesimarvisi, chi più in uno chi in un'altra. L'introspezione psicologica di alcuni personaggi è magistrale, come pure l'ironia celata nel delinearne i difetti. E' ammirevole come Tolstoj riesca a descrivere scene di vita quotidiane, piccoli dettagli che in un'opera così complessa e lunga possono sfumare, rendendocele veramente reali e vicine e permettendo a chi legge di soffermarvisi.
    Ho respirato la grandezza delle imprese ma anche la piccolezza e finitudine dell'essere umano nel passaggio in cui viene scritto come ciascuno sentiva d'essere un granello di sabbia nel mare di soldati al fronte e contemporaneamente forte e potente nel far parte di quel gruppo. Un fermo immagine vivissimo che richiama molti valori: alleanza, amicizia, fiducia, consapevolezza della propria caducità, speranza di riuscita, potenza nel numero, paura, incertezza.

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    Ila* said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

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    Gruppo di Lettura

    Prima settimana

    Sono contenta di essermi fatta convincere da Eli a partecipare a questo gruppo di lettura.
    Avevo letto Guerra e Pace anni fa, alle medie, in una versione ridotta e mi ero sempre ripromessa di leggere la versione integrale, ma ...(continue)

    Prima settimana

    Sono contenta di essermi fatta convincere da Eli a partecipare a questo gruppo di lettura.
    Avevo letto Guerra e Pace anni fa, alle medie, in una versione ridotta e mi ero sempre ripromessa di leggere la versione integrale, ma non mi ero mai decisa.
    La prima parte serve da rodaggio: bisogna entrare in sintonia con la storia, con i vari personaggi, bisogna capire le varie parentele e dinamiche, bisogna abituarsi alla scrittura di Tolstoj.
    Una volta che si è preso il via, però, tutto scorre liscio.
    Mi piace molto il fatto che l'autore si dilunghi nelle descrizioni perché mi permette di figurarmi appieno la nobiltà di russa di quel tempo.

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    Frencina said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

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