Guerra e pace - vol. 1

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Biblioteca Romantica)

4.5
(263)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 507 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Inglese

Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Erme Cadei

Disponibile anche come: Paperback , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un grande capolavoro della letteratura russa che narra la campagna napoleonica in Russia, arricchendo il tutto di disquisizioni filosofiche sul senso della storia e del ruolo dell'uomo in essa. ...continua

    Un grande capolavoro della letteratura russa che narra la campagna napoleonica in Russia, arricchendo il tutto di disquisizioni filosofiche sul senso della storia e del ruolo dell'uomo in essa.

    ha scritto il 

  • 3

    「權勢在社會上是一種資本,不應隨便動用。」
    「絕對不要……絕對不要結婚,我的朋友!請你記住我的忠告:除非你認為已盡了最大的努力,除非你不在愛你選中的那個女人,除非你已看清了她的真實面目,否則你絕對不要結婚,要不你就會犯下無法補救的天大錯誤。等到有一天你老了,完全不中用了,再結婚……要不你就會失去一切美好和高尚的東西。你的全部精力都會耗費在一些瑣碎的小事上。」
    「他知道這是拿破崙,他心目中的英雄,但 ...continua

    「權勢在社會上是一種資本,不應隨便動用。」
    「絕對不要……絕對不要結婚,我的朋友!請你記住我的忠告:除非你認為已盡了最大的努力,除非你不在愛你選中的那個女人,除非你已看清了她的真實面目,否則你絕對不要結婚,要不你就會犯下無法補救的天大錯誤。等到有一天你老了,完全不中用了,再結婚……要不你就會失去一切美好和高尚的東西。你的全部精力都會耗費在一些瑣碎的小事上。」
    「他知道這是拿破崙,他心目中的英雄,但是此刻,與他的心靈和浮雲飄飛的蒼穹之間所發生的一切比起來,他覺得拿破崙十分渺小,微不足道。此刻不論誰站在他身邊,不論說什麼,他都不在乎。他高興的只是有人站在他旁邊,他只希望這些人幫助他回生,因為現在他對生命有了新的理解,他覺得生命是如此美好。」
    「有些好人因為享有無限權力,就變得越來越暴躁,越來越殘酷,他們明明知道這一點,卻無法自制,結果就越來越苦惱,越來越苦惱。」
    「我們只不過是士兵,要是命令我們去死,我們就去死。要是我們對什麼事都說三道四,那就沒有什麼神聖的東西了。」

    戰爭與和平,是相生相滅的嗎?人類的性格中,是否就是有無可救藥的鬥爭本性?有些高貴的光輝,是否一定要在困苦的環境中,才能看得見?
    這次挑戰世界名著的完整版,完成度1/3。

    ha scritto il 

  • 0

    Guerra e pace - di Cogitoetvolo

    Scriveva Mark Twain con sottile ironia: «Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto ma che nessuno vuole leggere.» Paradossalmente, la sua provocazione è tanto più vera quanto più un class ...continua

    Scriveva Mark Twain con sottile ironia: «Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto ma che nessuno vuole leggere.» Paradossalmente, la sua provocazione è tanto più vera quanto più un classico è popolare.

    Ogni parola spesa a favore di Guerra e pace suonerebbe superflua. Tutti ne hanno sentito parlare, molti lo hanno sfogliato con un certo timore in libreria, i più temerari hanno addirittura sbirciato l’incipit, ma davvero pochi possono vantarsi d’averlo letto per intero. Come certifica una stima del 2005 effettuata dall’Online Computer Library Centre, Guerra e pace occupa il 93° tra i libri più richiesti al mondo. Un dato indicativo su cui potremmo ampiamente disquisire.

    È ormai appurato che di Guerra e pace circola un’immagine distorta: quasi macchinalmente lo associamo a un monumento imponente, ci sembra un romanzo fuori mano, smodatamente ponderoso, persino monotono. Solo quando riuscirà a scrollarsi di dosso quest’etichetta e a spogliarsi della veste che una lunga tradizione critica gli ha dato, Guerra e pace tornerà ad essere un romanzo fresco di passioni giovanili e amori profondi, carico di significati ancora da scoprire.

    Guerra e pace è un viaggio nell’intimità dell’uomo, nelle sue paure più segrete e nelle sue gioie; è un viaggio dell’anima e della mente che schiude scenari nascosti. A lettura conclusa, pare impensabile che i personaggi siano soltanto creazioni del genio di Tolstoj; abbiamo imparato a vivere con loro in simbiosi, a conoscerne la fragilità e la purezza d’indole: non riusciamo ad ammettere che non siano mai esistiti. Poi ci rendiamo conto che il principe Andrej, Nataša, Pierre Bezuchov, Mar’ja Bolkonskaja, Nikolaj Rostov sono parte di tutti noi, rappresentano aspetti della nostra vita che ci riguardano da vicino: il principe Andrej, nella sua apparente inflessibilità, è uno spirito puro, proteso ad azioni troppo grandi, continuamente deluso dalla propria esistenza; Nataša, la fragile sognatrice, incarna la gioia di vivere; Pierre è l’eroe indecifrabile che scopre la felicità autentica in un vecchio contadino.

    Le vicende del romanzo, com’è noto, abbracciano tre famiglie dell’aristocrazia russa dell’Ottocento: i Bolkonskij, i Rostov e i Kuragin, che si muovono sullo sfondo delle grandi guerre napoleoniche, dalla battaglia di Austerlitz alla spedizione in Russia del 1812. Ma Tolstoj ci offre molto più di un ritratto storico: riesce a fotografare, momento dopo momento, la mutevole sensibilità e le contraddizioni del popolo russo nel primo Ottocento. E per farlo non ha bisogno di scrivere un saggio, ma solo di evocare i sentimenti dei soldati alla vista dello zar o il travaglio dei personaggi che affrontano la guerra, necessità ineludibile ma anche e soprattutto “ebbrezza”, furore dionisiaco: nel campo di battaglia si infrangono i pensieri tetri, la linea che separa i due eserciti «dà un’esaltazione speciale, un gioioso nitore d’impressioni a tutto ciò che avviene»; e il soldato che muore, aggrappandosi a un filo d’erba, vede con chiarezza la vanità delle cose umane.

    Tolstoj è l’unico scrittore capace di commuovere fino alle lacrime senza far leva sul patetismo, senza descrivere stragi, catastrofi, dolori insanabili; gli basta raccontarci una perdita al gioco o un’infantile dichiarazione d’amore.

    Immergersi nella lettura vuol dire entrare in un mondo solo formalmente remoto da noi. Unico inconveniente: Guerra e pace richiede concentrazione e solitudine. Vale la pena superare le difficoltà in cui ci si imbatte nelle prime pagine per ritrovare i naturali ritmi di lettura.

    Negli intenti dell’autore il romanzo doveva collocarsi accanto ai grandi poemi epici, come l’Iliade di Omero. E in effetti non soltanto per l’intreccio ben articolato dell’opera, per il carattere sublime dei personaggi, ma anche e soprattutto per la saggezza che traspare dalle sue parole, possiamo dire che Tolstoj raggiunse e il suo proposito e andò oltre.

    “Guerra e pace” è soprattutto un libro per i giovani: addita dei punti fermi a coloro che attraversano un periodo di transizione come l’adolescenza, arricchisce spiritualmente, offre spunti di riflessione sulla fede, sulla nonviolenza e sulla solidarietà, aiuta a comprendere le sfumature più inafferrabili del mondo e delle persone. Ma soprattutto è di grande compagnia: i personaggi di Guerra e pace (ce lo dice Eridano Bazzarelli, che ha avuto il coraggio di contarli) sono seicentotrenta, così tanti che potrebbero popolare un intero villaggio!

    Insomma, il gioco vale la candela. E per concludere, riporto le parole del critico Pier Vincenzo Mengaldo: “Tutti i personaggi [di Guerra e pace] forniscono un profilo psicologico del comportamento umano di quel tempo, ponendo al lettore dei quesiti ai quali spesso è difficile rispondere. Cechov diceva: la letteratura deve porre domande, mai rispondere. E aveva ragione. Domande che possono cambiare il punto di vista del lettore costringendolo a riflessioni sul senso della vita e della storia. Io credo che chiunque sia dotato di un po’ di sensibilità non possa leggere Guerra e pace senza rivedere alcuni aspetti della propria vita.”

    ha scritto il 

  • 5

    Vale per tutti e 4 i volumi: ho letto il romanzo nell'adolescenza, ma sono sicura che mi piacerebbe ancora - e di più - se avessi il tempo per rileggerlo adesso, a distanza di tantissimi anni.

    ha scritto il 

  • 5

    libro bellissimo che ho letto due volte .Insegna tantissime cose , in particolare a non voler modificare con la sola volontà gli eventi . A volte si trova la strada giusta abbandonandosi alla fiducia, ...continua

    libro bellissimo che ho letto due volte .Insegna tantissime cose , in particolare a non voler modificare con la sola volontà gli eventi . A volte si trova la strada giusta abbandonandosi alla fiducia, come un cavallo imbizzarito che trova da solo la strada della stalla.

    ha scritto il 

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