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Guerra y paz

(Grandes Clásicos)

By Leo Tolstoy

(76)

| Others | 9788439710318

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Book Description

The well-known works of literature in this series constitute the most valuable treasures of universal literature. The affordably priced imitation leather bound books enhance any library, putting the works of Shakespeare, Cervantes, Dostoyevsky, Continue

The well-known works of literature in this series constitute the most valuable treasures of universal literature. The affordably priced imitation leather bound books enhance any library, putting the works of Shakespeare, Cervantes, Dostoyevsky, and Tolstoy within everyone's reach.

570 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Vicende appassionanti, magnifico affresco storico, ma sulla Storia secondo me Tolstoj dice un sacco di fregnacce.

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    Michele said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Paciencia de lector

    Una novela larga con personajes tan complejos y fluctuantes como la vida misma. Para mi, demasiado cargada de historietas de amor al estilo "novelas mexicanas". Muy buenas las opiniones filosóficas que deja entrever Tolstoi y nos abre la cabeza sobre ...(continue)

    Una novela larga con personajes tan complejos y fluctuantes como la vida misma. Para mi, demasiado cargada de historietas de amor al estilo "novelas mexicanas". Muy buenas las opiniones filosóficas que deja entrever Tolstoi y nos abre la cabeza sobre el estudio de la humanidad y sus historiadores.
    Lo malo: Muy larga... demasiado.

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    MinotauRock said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    UNA PICCOLA PARTICELLA


    Alcuni giorni fa ho girato l'ultima pagina di questo volume massiccio, che avevo trascurato nei miei scaffali per più di quindici anni. Guerra e Pace era un compito in sospeso nel mio universo letterario pur sapendo essere uno dei più grandi romanz ...(continue)


    Alcuni giorni fa ho girato l'ultima pagina di questo volume massiccio, che avevo trascurato nei miei scaffali per più di quindici anni. Guerra e Pace era un compito in sospeso nel mio universo letterario pur sapendo essere uno dei più grandi romanzi russi o forse semplicemente uno dei i più grandi romanzi di tutti i tempi.
    Beh, in effetti, era qualcos'altro.
    Ho una memoria selettiva, non so se si tratta di una benedizione o una maledizione, che mi permette di ricordare i dettagli più insignificanti, come per esempio, dove e quando ho comprato i miei libri. Quando ne tiro fuori uno dai miei scaffali di solito porta con se i ricordi di un certo momento della mia vita che si somma alla storia muta delle loro pagine di solito impolverate e gialle. Così, Guerra e Pace è anche un ricordo. Che ha a che fare con un sereno e brillante pomeriggio trascorso a Spoleto in compagnia della mia futura moglie, seduti sulle scalinate che portano alla cattedrale, intenti a sfogliare i miei ultimi acquisti fatti in una libreria di seconda mano, dove ho trascorso un paio d’ore infatuato di quel particolare profumo di carta antica e ammuffita. Ecco cosa Guerra e pace significava per me fino a quando mi sono finalmente scosso la pigrizia e ho deciso di leggerlo. Ho scoperto ben presto che lo si vive piuttosto che leggerlo, o forse è il libro che mi legge, ma in ogni caso, io maledico la mia pigrizia per non aver preso il tuffo molto prima. Questo libro è un elettroshock per l'anima. Non c'è divisione tra l'arte di Tolstoj e la sua filosofia, così come non c'è modo di separare la finzione dalle discussioni sulla storia in questo romanzo. Senza un tema unificante, senza neanche una trama o un finale chiaro, Guerra e Pace è una sfida al genere del romanzo e alla narrazione della storia. Tolstoj ha tentato di redigere una diversa verità, quella che cattura la totalità della storia come è stato sperimentata, e insegnare alla gente come vivere con il suo carico di odio e amore. Chi sono io? Perché vivo? , Perché sono nato? Queste sono domande esistenziali sul senso della vita che impregnano questo "romanzo", che si occupa anche della responsabilità dell'individuo che deve lottare contro la dicotomia del libero arbitrio in contrasto con l'influenza del mondo esterno nel corso della storia . Personaggi di fantasia e storici si fondono naturalmente nella narrazione, che si trasforma a volte in una digressione filosofica motivata, esplorando in che modo le vite individuali influenzano il progresso della storia, sfidando la natura della verità accettata dagli storici moderni. La sintassi di Tolstoj non è convenzionale. Egli ignora spesso le regole della grammatica e della parola fine deliberatamente, ribadendo manierismi o dettagli fisici per identificare i suoi personaggi, suggerendo loro qualità morali. Egli usa diverse lingue cambiandone gradualmente il senso, in particolare con il francese, che alla fine emerge come il linguaggio di artificio e dell’ insincerità, il linguaggio del teatro e dell'inganno, mentre il russo appare come lingua di onestà e serietà e il lettore diventa testimone privilegiato della formazione di una comunità e di una coscienza nazionale. Ripetendo le parole e le frasi attraverso il ritmo e utilizzando l'effetto retorico l’autore riesce a rafforzare la meditazione filosofica dei personaggi. Ero emotivamente rapito dalla scena in cui il conte si Bezuchov si chiede qual’ è il significato dell’ amore, guardando il volto sorridente di Nataša, oppure quando il principe Andrej si trova ferito nel campo di battaglia di Austerlitz e osservando il firmamento infinito accoglie il mistero della morte e del lutto per la sua vita sfortunata e già in dissolvenza. Il libro è pieno di scene memorabili che rimarranno impressi nella mia retina, eterne immagini lampeggianti che mi trafiggono: la bellezza delle spalle scoperte di Nataša che emergono dal suo abito dorato, il bagliore dei falò accesi da bambini soldato nella notte prima di una battaglia, l'agonia degli uomini presi prigionieri e le facce assenti dei carnefici durante le rappresaglie contro i loro simili, il dolore insopportabile di una madre quando apprende della morte di suo figlio, una dichiarazione silenziosa di amore in un ballo pieno di giovani e di promesse ... Guerra e pace è molto più di un romanzo. Si tratta di un vasto universo dettagliato, forse anche una sorta di diario o di una confessione di un mondo che sta per esplodere, in continua contraddizione, dove due modi di essere convivono: guerra e pace. La pace intesa non solo come assenza di guerra, ma soprattutto come stato tanto ambito in cui l'individuo si impossessa della chiave della sua identità e felicità, ottenendo la comunione armoniosa con gli altri lungo la strada. Ora che ho finalmente letto questo capolavoro , penso di poter meglio cogliere ciò che questo "romanzo" rappresenta tra tutte le grandi opere d'arte create dagli uomini per tutta la nostra esistenza avventurosa: è la Cappella Sistina o il 9 ° Sinfonia della letteratura, un trionfo assoluto della mente creativa, dello spirito dell’ uomo e una affermazione virtuosa della vita umana in tutta la sua ricchezza e complessità. La mia copia malconcia di Guerra e pace ha combattuto molte battaglie con me, mano nella mano. Mi ha permesso di vivere il libro. Siamo stati delicatamente inzuppati dalla discesa di perline umide nella pioggerella nebbiosa in un alba nella steppa, siamo stati colpiti da onde salate dell'oceano solo per essere essiccati più tardi dal vento di sabbia che soffia sulle dune del deserto. Siamo stati benedetti dalle gocce limpide che colano dai rami di eucalipto e bruciati dai raggi accecanti del sole. Particelle di noi stessi sono state lasciate indietro, dissolte nel sudario umido di nebbia grigia che cade dalla fusione del cielo con il mare, e tutto ciò che mi è rimasto della lettura ho cercato di respirarlo a pieni polmoni, l'aria profumata di quelle scure e calde notti trascorse sotto le stelle scintillanti sparse senza fine lungo il cielo garganico. Con le pagine rugose, la copertine lacere e dal dorso scollato, la mia copia di Guerra e Pace è tornata a casa. Ho appena rimesso il libro con riverenza sul mio scaffale tra le gemme letterarie, dove posso trovarlo a prima vista. È’ stata stabilita una connessione indissolubile tra noi come compagni di viaggio, come vagabondi del mondo. In qualche modo, abbiamo costruito una nostra storia unica; un percorso irripetibile che è stato stabilito per noi. La storia di questa particolare copia giunge al termine. La mia copia di Guerra e Pace è tornata a casa, dove ho intenzione di tenerla, ora bene. Non più guerra per queste pagine maltrattate, ma pace eterna proveniente dai miei scaffali per tutti i tempi a venire.

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    Luca G said on Aug 12, 2014 | 9 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Lo sto leggendo piano piano a mia figlia, quando mangia a casa fuori orario. E' lei ormai che ne sollecita la lettura, come fosse una sorta di rito. Non so se il nostro sia un modo efficace di leggere questo libro (spesso non ci ricordiamo più alcuni ...(continue)

    Lo sto leggendo piano piano a mia figlia, quando mangia a casa fuori orario. E' lei ormai che ne sollecita la lettura, come fosse una sorta di rito. Non so se il nostro sia un modo efficace di leggere questo libro (spesso non ci ricordiamo più alcuni "chi era chi" o "cosa aveva fatto chi"), ma la familiarità che ormai ci lega a questi personaggi e la stima che stiamo sviluppando per l'autore, compensano di gran lunga i vuoti di memoria.

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    Franci Bevi said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La sensazione che si ha arrivati alla fine, e che permane anche a distanza di tempo, è quella di aver letto non un romanzo ma tanti romanzi in uno, il che non vuol dire che le vicende dei vari protagonisti siano troppe o troppo slegate tre loro, oppu ...(continue)

    La sensazione che si ha arrivati alla fine, e che permane anche a distanza di tempo, è quella di aver letto non un romanzo ma tanti romanzi in uno, il che non vuol dire che le vicende dei vari protagonisti siano troppe o troppo slegate tre loro, oppure che le dissertazioni filosofiche cui l’autore si abbandona di frequente abbiano il difetto di spezzare irrimediabilmente il ritmo della narrazione. Per quanto riguarda queste digressioni su tematiche come la concezione del potere, il rapporto tra la storia universale e quella dell’individuo e così via, si può scegliere di prenderle in due modi: come saggi a parte in cui il pensiero di Tolstoj si esprime nel modo più deciso ed argomentato possibile; o come dei momenti di pausa in cui ci si allontana un attimo dai personaggi, per guardare le cose in prospettiva ed avere il senso del tempo trascorso. L’elemento che più di tutti dà al romanzo in questione l’apparenza di imponenza e maestosità è proprio il fattore tempo che, coprendo quasi un ventennio, offre ai protagonisti la possibilità di cambiare sia nel fisico che nello spirito, di pari passo agli eventi che danno un corso diverso alla vita di ognuno di loro.
    Altra ragione di innegabile fascino è la raffinatezza con cui Tolstoj riesce a cucire insieme i piccoli momenti di vita privata (pranzi, nascite, balli) con i grandi avvenimenti che segnano il corso della storia (battaglie, incendi, spostamenti di masse) e che non fungono semplicemente da cornice, ma balzano in primo piano, nella convinzione che la storia del singolo coincida con la storia di un intero popolo.
    Ciò che più di tutto mi ha fatto innamorare di Guerra e Pace però non ha niente a che fare con la sua portata storica o con il pensiero filosofico dell’autore. La fonte di tutto sta nella vivida sensazione di aver camminato nei sogni di uno dei suoi protagonisti, di aver frugato tra i suoi pensieri più reconditi e di avervi ritrovato qualcosa di stranamente familiare. Il protagonista in questione è il principe Andrej che con la sua algida presenza catalizza la scena e con i suoi centellinati sorrisi dà prova di sincerità, ruvida quercia in mezzo ad un bosco di sorridenti betulle, insofferente scettico in cerca di qualcosa di più grande, di più alto ed eterno come il cielo sul campo di Austerlitz.

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    Elin said on Aug 5, 2014 | 7 feedbacks

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    Inizio non facile...capire come scrivono gli scrittori russi non è sempre immediato..se poi ci mettiamo che in questa versione si sono dimenticati di mettere le traduzioni dei dialoghi in francese la cosa si complica...per il resto che dire bellissim ...(continue)

    Inizio non facile...capire come scrivono gli scrittori russi non è sempre immediato..se poi ci mettiamo che in questa versione si sono dimenticati di mettere le traduzioni dei dialoghi in francese la cosa si complica...per il resto che dire bellissimo epico da leggere senza dubbio...un po' lungo ma ne vale la pena

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    Luke74 said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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